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Archive for maggio 2016

Vergine santa e misericordiosa


Per te, Maria,a conclusione del Mese di Maggio, da Jasna Gora

Pietroalviti's Weblog

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qui per sentire un antica trascrizione del canto http://iccd.beniculturali.it/paci/iccd/attachments/view/755/2118

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Ceccano, 72 anni fa i francesi entravano in città, i canadesi alla Borgata, un convegno al Liceo


manifesto battaglia ceccano 201672 anni fa la distruzione, la morte, la paura, la violenza si impadronivano di Ceccano: tedeschi, marocchini, canadesi si affrontarono in scontri sanguinosi mentre la popolazione civile viveva i momenti più duri della storia della nostra comunità. Per non dimenticare: un libro, un filmato, le foto della mostra al Liceo che il 1° giugno terrà un convegno in cui i ragazzi tramite Google maps ricostruiranno le fasi della battaglia. L’appuntamento è alle 9,15 di mercoledì 31 maggio. Il semirario di studi sarà guidato dal prof. Gianluca Coluzzi, autore del libro Ceccano e la guerra, pubblicato dal Liceo di Ceccano su Google books

Qui i materiali per ricordare e capire

A Wroclaw, nel deposito dei tram, dove nacque Solidarnosc


solidUn deposito dei tram in ul. Grabiszyńska (Zajezdnia przy Grabiszyńskiej) è il luogo dove nel 1980 scoppiò la rivolta degli operai polacchi contro il regime comunista.  Qui nacque Solidarnosc, il grande movimento sindacale capace di rovesciare un regime che aveva tentato invano di soffocare la cultura e la religione polacca, E’ il luogo anche dove il generale Jaruszelski ordinò all’esercito polacco di far la guerra al suo stesso popolo.solidarnosc.jpg E’ stato emozionante per me, che raccolsi fondi, cibo, generi di prima necessità per Soldarnosc, li portai con la mia Dyane, con tanto di adesivo rosso e bianco, a Roma, alla Polski Dom, percorrere quel viale insieme ai ragazzi del Liceo di Ceccano, impegnati nello scambio con il Kopernik chor di Kalisz.

Qui foto e notizie sulla rimessa dei tram

Francesco e il viaggio della Chiesa fuori da sé stessa


bergfidi Gianni Valente

«Pensando al prossimo papa: un uomo che, dalla contemplazione di Gesù Cristo, e dalla adorazione di Gesù Cristo, aiuti la Chiesa a uscire da sé, verso le periferie esistenziali». C’era anche questo memento per il papa prossimo venturo nel discorso di pochi minuti che il cardinale Jorge Mario Bergoglio pronunciò davanti agli altri porporati, lasciandoli ammutoliti, negli incontri con cui il Collegio cardinalizio si preparava al conclave del marzo 2013. Nel breve intervento il porporato argentino aveva prefigurato il volto di una Chiesa «chiamata a uscire da se stessa, e andare verso le periferie. Non solo quelle geografiche, ma anche le periferie esistenziali: quelle del mistero del peccato, quelle del dolore, quelle dell’ingiustizia, quelle dell’ignoranza e dell’indifferenza religiosa, quelle del pensiero, quelle di ogni miseria». Da quel conclave, Bergoglio uscì come papa Francesco.

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Ci vorrebbe un’idea, al Liceo di Ceccano, la III B dialoga con Platone, martedì 31 maggio, ore 10,15


Manifesto ci vorrebbe un'ideaCi vorrebbe un’idea è il titolo del lavoro multimediale, 5 video originali, preparati dai ragazzi della III B del Liceo di Ceccano, coordinati dalla prof.ssa Alessandrini: Ecco che Platone, il grande filosofo ispiratore di tanti principi fondamentali della società occidentale, discute direttamente con i ragazzi, che ne interpretano i dialoghi, con i linguaggi propri della nostra epoca. E come Platone fu, nel suo tempo, un grande innovatore,. introducendo la scrittura nella trasmissione del sapere ed affrontando tutte le critiche di chi sosteneva che la trasmissione orale fosse di gran lunga più efficace di quella scritta, i ragazzi della III B ne seguono le orme, parlando, di Dio, di al di là, di teologia, di politica, di amore, di coscienza, di filosofia insomma, con il linguaggio di internet. I 5 video originali saranno presentati martedì 31 maggio, alle ore 10,15 nell’Aula Magna Francesco Alviti.

Nativi digitali, Paolo Ferri ne riafferma la presenza


giornata-delle-comunicazioni-socialiContinua il dibattito sulla categoria di ricerca nativi digitali (categoria euristica appunto) Esistono, non esistono… Ecco un interessante intervento di Paolo Ferri, dell’Università Bicocca di Milano

Recentemente, è stato ripreso sul Web, con un certo successo, un vecchio (2013) e fortunato articolo (trentaseimila like su Facebook e duemilaseicento condivisioni on-line) per Agenda digitale di Paolo Attivissimo Per favore non chiamiamoli nativi digitali che, riprende la vecchia polemica sull’esistenza o meno dei “nativi digitali”. Ho contribuito a suscitare questo dibattito in Italia con il mio Nativi digitali (Bruno Mondadori, 2011) e dopo 5 anni dall’uscita di questo volume sono ancora convinto della validità euristica della “categoria” coniata a suo tempo da Mark Prensky (Prensky, 2001).  Facciamo il punto della situazione. Quando Prensky ha introdotto il termine il dibattito è stato subito acceso e si è concentrato sulla presunta infondatezza scientifica di questa definizione, sulla difficoltà di collocare il punto il punto di “faglia” nativi e immigranti digitali, sulla cosiddetta “ignoranza” dei nativi digitali, ma soprattutto sull’incomprensione delle reali intenzioni Prensky. Lo studioso americano ha coniato questa fortunata metafora con l’intenzione di segnalare la profonda discontinuità che comporta il nascere e crescere in un mondo dove Internet è sempre esistito, e dove, ad esempio, la scrittura a mano ha radicalmente perso centralità tanto quanto lo hanno fatto i dischi di vinile rispetto agli Mp3. Un mondo che ha abbandonato la Galassia Gutenberg (Ferri, 2004)   e dove gli schermi interattivi sono la norma e non l’eccezione.

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Il Corpus Domini secondo Tommaso


  CORPUS  DOMINI  18-GIUGNO 06 (154) L’Unigenito Figlio di Dio, volendoci partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura e si fece uomo per far di noi, da uomini, dèi.
    Tutto quello che assunse, lo valorizzò per la nostra salvezza. Offrì infatti a Dio Padre il suo corpo come vittima sull’altare della croce per la nostra riconciliazione. Sparse il suo sangue facendolo valere come prezzo e come lavacro, perché, redenti dalla umiliante schiavitù, fossimo purificati da tutti i peccati.
    Perché rimanesse in noi, infine, un costante ricordo di così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie del pane e del vino.
    O inapprezzabile e meraviglioso convito, che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento?

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