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Archive for marzo 2016

Volete amare la vita e vedere giorni felici?


Chi vuole amare la vita caravaggio Nativita_con_i_santi_Francesco_e_Lorenzo-437x600
e vedere giorni felici,
trattenga la sua lingua dal male
e le sue labbra da parole d’inganno;
eviti il male e faccia il bene,
cerchi la pace e la segua,
perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti
e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere;
ma il volto del Signore è contro coloro
che fanno il male 

Chi vi potrà far del male?


battista_caravaggioE chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (cfr. Is 8, 12, 13). Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. È meglio, infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene piuttosto che fare il male.
Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo 3,1-17

Il Liceo aumenta: 185 nuovi iscritti in prima a Ceccano

29 marzo 2016 2 commenti

20150311_091838Entrano in 185, escono in 120. questi i dati per il prossimo anno scolastico, al termine della fase delle iscrizioni per il 2016-2017, numeri che premiano le scelte didattiche, formative ed organizzative del Liceo di Ceccano e che confermano la tendenza in aumento in atto da tre anni. L’aumento degli iscritti ha riguardato sia il Liceo scientifico, con le diverse opzioni tecnologica, musicale, sportiva, sia il Liceo linguistico, con l’opzione della lingua tedesca come quarta lingua straniera di studio. In questi anni il Liceo ha impegnato le sue risorse nella ricerca scientifica e tecnologica e nel recupero degli apprendimenti, come pure nell’aumento dell’offerta formativa con la musica e lo sport che si integrano nel normale orario curriculare per consentire agli allievi di poter esprimere tutte le loro attitudini. I nuovi iscritti vengono da tutto il territorio circostante. 66 sono di Ceccano, 42 di Frosinone ma ne arrivano anche da Arce e da Morolo, come anche da Veroli.

Ceccano, domenica 3 Piazza XXV Luglio si fa mercato


ceccano frosinoneProve generali di mercato a Ceccano: domenica 3 aprile l’amministrazione Caligiore ha deciso di riservare la Piazza XXV Luglio, solitamente utilizzate come garage, spesso disordinato, al mercato artigianale, forse prova generale per lo spostamento del mercato settimanale. A Ceccano infatti si attende una decisione più volta annunciata e mai concretizzata: lo spostamento del mercato dalla zona della Villa Comunale ad un unicuum tra Piazza Municipio e Piazzale Bachelet, con una completa riorganizzazione di punti vendita e bancarelle. Ad oggi però non se n’è fatto niente, consentendo ancora che ogni mercoledì e sabato mattina, la strada principale di accesso alla città da sud, viale della Libertà, sia fortemente ostacolata dal parcheggio selvaggio di ambulanti e clienti.

Amazon Frosinone, la trave nell’occhio

29 marzo 2016 1 commento

amazLa colpa è degli industriali, no, è della politica, no, è della sinistra, no, è… E’ un flusso continuo, tutti intervengono sul gran rifiuto di Amazon che avrebbe preferito Passo Corese a Frosinone, per il suo grande magazzino per il centro Italia: il sito di Alessio Porcu non fa in tempo a pubblicare un intervento da parte di quell’onorevole o di quel consigliere regionale che arriva subito la replica dell’altro. Nessuna analisi seria, nessuna ricerca del perché la preferenza sia andata al sito sabino piuttosto che alla Valle Latina, tutti alla tesi ad individuare la pagliuzza negli occhi di altri, senza notare la trave spaventosa che affonda nell’occhio della classe dirigente della nostra terra: il pensare di sapere tutto, di non aver bisogno di consigli, di studio, di capacità di pensare al futuro…  tutta tesa ad accumulare potere nell’immediato… Almeno, tacciano!

Se volete seguire il dibattito, trovate tutto qui 

Etica del limite, critica della società post mortale

29 marzo 2016 1 commento

agnusdi Marco Dotti

Gli uomini, scriveva Blaise Pascal, «non avendo potuto guarire dalla morte hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci più». Per quanto contraddittoria possa sembrare, la riflessione di Pascal appartiene ancora a una strategia di saggezza, quella medesima saggezza che nel Trecento, dinanzi all’avanzata della peste, permise a teologi e artisti di elaborare una consolatoria ars moriendi. Vita e morte erano compresenti, eppure distinte. La morte era il limite, la vita la forma. Incerta omnia, solo mors certa insegnava d’altronde Sant’Agostino, che in quella certezza circoscriveva il rischio della vita e la sua scommessa sul senso. Oggi le cose sono cambiate. Viviamo in quella che la sociologa canadese Céline Lafontaine ha chiamato società postmortale. La società postmortale comincia proprio là dove le frontiere tra la vita e la morte si confondono e si ingarbugliano e non solo gli uomini, pascalianamente, non ci pensano, ma un intero apparato tecno-nichilista assume per sé e su di sé una delega in bianco e opera per l’espulsione della limite – di ogni limite – e del suo portato sociale e simbolico dall’orizzonte di un’esistenza che, senso o non senso, procede oramai per proliferazione, più che per generazione.

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Semplice è l’origine


lumendi Alessandro D’Avenia

«Dio onnipotente, cerca / (sforzati), a furia d’insistere / – almeno – d’esistere». Così il poeta Giorgio Caproni scriveva in una delle sue poesie, e commentava in un’intervista: «Dio è il mistero di tutti i misteri, non si sa nulla di lui. È inafferrabile, ci vivifica e ci uccide. Eppure ricerco la sua presenza da anni».

Dove è questo Dio? Su quali strade? Su quella di Emmaus. Un santo contemporaneo ha detto infatti che tutte le strade del mondo sono diventate Emmaus (san Josemaría Escrivá, “Cristo presente nei cristiani”). Si riferisce, con intuizione folgorante, ad una delle pagine del Vangelo più belle, con la quale non a caso Luca (cap. 24) conclude il suo Vangelo e dà il “la” alla storia del cristianesimo così come sarà sempre.

Vi si narra la scena in cui due discepoli dopo la morte di Gesù se ne tornano, disperati, da Gerusalemme al loro paesino, Emmaus, con il cuore pesante dopo essersi illusi che Cristo fosse veramente il Salvatore.

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