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Archive for agosto 2015

Francesco Carrano, direttore sanitario del Distretto B


carrano33Sarà Francesco Carrano dal 1 settembre il nuovo direttore del distretto B della ASL di Frosinone, la nomina con delibera da parte del direttore Generale Isabella Mastrobuono.   “La nomina a Direttore del distretto B mi rende consapevole del particolare impegno a cui sono chiamato ” ha affermato il neo direttore Carrano “e spero di poter adempiere al meglio a tale compito al fine di rendere  cosi efficace la scelta strategica dell’Asl che la prof.ssa Isabella Mastrobuono ha voluto per la prima volta affidare ad un Medico di Medicina Generale e la ringrazio. Una sfida ma anche una coraggiosa intuizione al passo con il grande rinnovamento che si sta sviluppando nella riorganizzazione delle Cure Primarie e delle attività Socio-Sanitarie distrettuali nel Lazio. Investire nelle attività distrettuali significa produrre salute nel territorio e nell’offerta  dei servizi per la salute dei cittadini.Il distretto deve essere il primo alleato dei cittadini e della comunità locale creando una vera integrazione socio sanitaria con la costante ricerca di  una fattiva collaborazione con i Comuni e le Istituzioni locali. L’esperienza professionale” conclude Carrano” ed il contatto quotidiano con i problemi di salute dei cittadini maturati in tanti anni di attività di medico di medicina generale mi saranno di grande guida per un sempre maggiore impegno e per affrontare nel nuovo ruolo le criticità e le sfide che si  evidenzieranno.” Francesco Carrano è medico di famiglia ed  ha ricoperto la carica di segretario provinciale della locale sezione della Fimmg  del frusinate.

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Il fumo uccide, la marijuana no…ma ne siete proprio sicuri?


fumodi Alessia Cristofanilli

Vedo dovunque ragazzi della mia età che si improvvisano oncologi e affermano grazie a non so quali fonti che la marijuana curi il cancro, che faccia bene alla salute, che non causi danni e simili. Partendo dal fatto che se fossi in queste persone prima di condividere il classico post di Facebook con la foglia di marijuana sgranata ci penserei dieci volte per rispetto di tutte quelle persone che affrontano malattie durissime e usano farmaci contenenti THC come antidolorifico, ma davvero non capisco come si possa essere così ipocriti. Chiamare in causa i malati di cancro, di SLA o di leucemia per avere la coscienza pulita e fumare spinelli dalla mattina alla sera mi pare una buffonata, un capriccio infantile.

Dire che fumare marijuana in modo costante non apporti rischi di dipendenza, apatia, depressione, irritabilità, ma che al contrario “non uccida” mi pare altrettanto incredibile. Un apatico cos’è, se non un morto che cammina? Un po’ di onestà, su. Il corpo è vostro e potete mortificarlo quanto volete, ma non venitemi a parlare di medicina o di malattie perchè onestamente, non è proprio il caso.

Il THC può essere un aiuto valido in varie malattie terminali,se assunto in maniera controllata, ma non spacciate i vostri spinelli per una passeggiata di salute, perchè non la date a bere a nessuno.

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Eni, scoperto maxi giacimento di gas al largo dell’Egitto – Economia – ANSA.it

Liceo Ceccano, test di matematica con lo smartphone, giovedì 3 settembre, allievi classi prime


StampaSi svolgeranno il 3 settembre i test di ingresso per matematica ed italiano al Liceo di Ceccano. Per la matematica i nuovi iscritti alla prima classe hanno avuto a disposizione una piattaforma elettronica con una serie di filmati sugli argomenti della prova, oltre 90 video preparati dagli insegnanti del biennio. I ragazzi hanno avuto accesso alla piattaforma tramite il loro account personale @liceoceccano.com e giovedì 3 settembre effettueranno il test on line, utilizzando il proprio smartphone, o il proprio tablet o il computer. E’ la metodologia BYOD (Bring Your Own Device, porta il tuo dispositivo) che i nuovi allievi del Liceo sperimenteranno immediatamente. L’utilizzo del proprio dispositivo consente al Liceo di Ceccano di poter contare sulla disponibilità di tutte lebyod nuove tecnologie informatiche per ogni allievo e professore, superando così definitivamente il concetto del laboratorio di informatica o delle cosiddette classi 2.0. Il test ha come obiettivo quello di capire dove sono le maggiori difficoltà dei ragazzi e quindi aiutare gli insegnanti a mettere immediatamente in atto quegli interventi di recupero degli apprendimenti in modo da offrire a tutti gli allievi del Liceo la possibilità di cominciare il corso di Liceo con i requisiti giusti. Tutto questo è consentito dalle nuove tecnologie che rendono possibile una prova di questo genere e soprattutto mettono a disposizione degli allievi  materiali didattici in qualunque momento e dovunque, purché si abbia a disposizione un dispositivo collegato ad internet. Insieme al test di matematica si svolgerà anche quello di italiano.

Non ho voglia


di Marco Curtaz

Non ho voglia di suscitare polemiche.
Io che vivo di parole sono stanco di usarne e di usurarle.
E non ho opinioni definitive, assolute, né tantomeno soluzioni che ci facciano uscire dal baratro in cui siamo sprofondati.
Da settimane non riesco a vedere un telegiornale insieme a mio figlio, turbato prima dall’Isis e ora dai volti spaventati di quei bambini come lui che non capiscono chi siano quei soldati che, in Macedonia, in Ungheria, manganellano i propri genitori.
Lo so, fra i trecentomila che hanno invaso l’Europa nel 2015 solo la metà provengono dalle zone di guerra dell’Asia e dell’Africa, gli altri, invece, cercano fortuna. Lo so, il mito dell’Europa come luogo di sicurezze e di possibilità è falso ed è un terribile specchietto per le allodole e lo sappiamo bene noi che non abbiamo futuro . Lo so, non possiamo accogliere tutti, né illuderli. Ma nemmeno trattarli come bestie da cacciare, come parassiti di cui liberarsi erigendo muri.
Lo so: la carità e la compassione non si fermano all’emozione e alla pena, ma devono essere concrete e operative, realistiche e realizzabili. Lo so, per chi vive la fede sul serio è disgustoso vedere manipolare parole di papi e di vescovi per raccogliere qualche voto parlando alla pancia della gente.
Lo so, l’Africa esplode dopo che l’abbiamo spremuta come un limone. E se la gente viene qui è perché, da loro, nonostante cinquant’anni di illusori progetti di sviluppo, si sta dieci volte meglio di prima, ma mille volte peggio che non da noi.
So tutto e il mio cuore si ingolfa, fugge, attonito.

Ma questa tragica foto, un abile fotomontaggio dell’artista Bansky, è la perfetta sintesi dei miei sentimenti e del mio disagio. Un’Europa che gira la testa dall’altra parte, che scarica i barili, che fa finta di intervenire, che parla e straparla.
Intanto la gente annega.

qui il post originale

Non omologatevi! Massimo Arcangeli ai ragazzi di Ceccano


arcangelidi Alessia Cristofanilli

Un gruppo di ragazzi dai sedici ai ventitrè anni raggruppati intorno a un uomo di media statura con un grande taccuino in mano, pieno di appunti fitti. L’uomo parla di linguaggio, di parole. Di italiano. Vuole conoscere i termini del gergo giovanile, ci chiede un sinonimo di zelante, indigente, obliterare, alcuni rispondono, altri no con un po’ di vergogna. L’italiano è la nostra lingua madre, ma dire di conoscerla è un po’ azzardato, forse pretenzioso. Ci chiede con naturalezza come noi ragazzi ci esprimiamo tra di noi, è un sondaggio, ma anche la sua passione. Ogni volta che qualcuno non sa qualcosa sorride sereno, ma forse dentro sente un tenero dispiacere, gli dispiace che la lingua più bella del mondo sia conosciuta così poco da coloro che dovrebbero portarne alto l’orgoglio.

Qui altre foto dell’incontro

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La pietà esiliata, l’empietà esibita


di Luigi Alici

La differenza fra l’umano e il disumano esiste. Esiste ed è semplicissima. È la medesima differenza che c’è tra la pietà e l’empietà. Dinanzi alla violenza, alla sofferenza, all’ingiustizia l’empietà tace, si volta dall’altra parte o addirittura aggredisce; la pietà no: la pietà soccorre e presta aiuto; se serve, presta anche la voce a chi non ha più fiato in gola. L’umano si distingue dal disumano perché dinanzi al male può ma non deve: può commetterlo ma non deve farlo; può chiudersi nell’indifferenza ma non deve chiudersi. Questa differenza abissale è la linea di frontiera tra bene e male dinanzi alla nostra libertà: dinanzi al bene possiamo e dobbiamo, dinanzi al male possiamo e non dobbiamo.

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