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Archive for aprile 2015

Sbarchi, la soluzione c’è, ma costa


di Riccardo Radaelli

​Dire la verità. Non facile e, si crede spesso, neppure utile in politica, soprattutto se vi sono delle elezioni alle porte e il tema è di quelli che agitano le opinioni pubbliche. Così, stretti fra l’arrivo continuo di migranti e le periodiche stragi in mare, politici e governanti danno in pasto a un continente europeo sempre più incline ad ascoltare populisti e xenofobi slogan di facile presa. Ecco quindi l’idea di un «blocco navale», che evoca la costruzione di un rassicurante «muro» lungo il Mediterraneo a protezione della fortezza Europa, o la geniale trovata di «bombardare le navi degli scafisti».

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Expo, il cibo oltre i sofismi


aggsocdi  Paolo FOGLIZZO e Chiara TINTORI

Ci siamo. Dopo tanto discutere sulla sua utilità, il disorientamento generato dalle inchieste giudiziarie, il timore di non vedere realizzati gli spazi espositivi, Expo apre i battenti. Molte sono le prospettive con cui guardare all’evento o muoversi attraverso i padiglioni (per chi li visiterà) e a partire dalle quali valutarne i risultati. Per sfruttarne appieno le potenzialità e al tempo stesso governarne i rischi e le possibili ambiguità, a noi sembra fondamentale mantenere l’attenzione sul tema scelto dagli organizzatori: il cibo, in tutta la sua profondità e ricchezza. Proprio perché non c’è uomo senza cibo, quest’ultimo si presta a diventare la cartina di tornasole per fare una sorta di check up dello stato del nostro mondo e per proiettare il nostro sguardo e la nostra azione verso l’obiettivo di uno sviluppo autenticamente umano, che sappia coniugare quantità e qualità, equità e sostenibilità. Il cibo è infatti il terreno su cui si appoggiano le relazioni fondamentali di cui è intessuta la vita di ogni persona e di ogni società: possono fiorire nella direzione della vita buona per tutti, oppure avvitarsi lungo percorsi contraddittori e di esclusione.

In primo luogo, nel cibo ciascuno sperimenta la relazione con se stesso, con il proprio essere un corpo e con i propri bisogni fondamentali. La necessità di nutrimento ci ricorda la fragilità della nostra condizione e il nostro bisogno di cura. Il modo in cui mangiamo è una spia del rapporto che abbiamo con noi stessi, come dimostrano le sempre più diffuse patologie che si radicano in disordini alimentari. Il cibo poi è segno della relazione con gli altri abitanti del pianeta: non è un caso che l’immagine elementare a cui si ricorre per spiegare il concetto di giustizia distributiva sia quella di una torta divisa in parti uguali, senza che nessuno resti a bocca asciutta mentre altri si ingozzano e sprecano.

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Luciano Fontana, un frusinate alla guida del Corriere della Sera


da Il giornale d’Italia

Luciano Fontana, 56 anni, nato a Frosinone, è il nuovo direttore del Corriere della Sera. E’ stato nominato dal cda di Rcs MediaGroup, da poco rinnovato. Negli ultimi sei anni è stato condirettore insieme a Ferruccio de Bortoli.
Dopo la maturità scientifica si laurea in filosofia all’Università La Sapienza di Roma con una tesi su Karl Popper’. Nel 1982, inizia come corrispondente dell’Ansa dalla sua Frosinone – dove tra l’altro era segretario dei giovani comunisti. Nell’86 viene assunto come praticante all’Unità di Emanuele Macaluso, poi occupandosi di cronaca nera, di cronaca amministrativa, di politica italiana. Nel 1997 il passaggio al Corriere, come numero due di Paolo Ermini all’ufficio centrale, sostituendo Alessandro Sallusti. poi tutta una carriera interna, fino alla nomina, nel marzo del 2009, come condirettore.dariodivico

Il Corriere vanta tra i suoi giornalisti anche un ceccanese, Dario Di Vico, nato nella cittadina fabraterna il 22 agosto del 1952. E’ stato vicedirettore del Corriere dal 2004 al 2009. Ha fondato la nuvola del lavoro, blog del Corriere dedicato al mondo del lavoro

Riforma elettorale, come funzionerà l’italicum, in 7 punti


Si discute in parlamento ma in molti non abbiamo le idee chiare. Ecco uno schema della legge elettorale in discussione alla Camera, a cura di Lucandrea Massaro. Segue anche un commento di P. Bartolomeo Sorge, sj

L’Italicum è un sistema elettorale proporzionale (il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti) e il calcolo sarà fatto su base nazionale, ma modificato fortemente da un premio di maggioranza:

1) La lista che supera il 40% dei voti ottiene un premio di maggioranza: raggiungendo in tutto 340 seggi, cioè circa il 54% del totale dei seggi della Camera.
2) Se nessuna lista supera il 40% dei voti è previsto un ballottaggio tra le due liste (non le coalizioni dunque, ma le liste) che hanno ottenuto più voti. La lista che prende più voti dell’altra ottiene il premio di maggioranza. Fra il primo e il secondo turno non sono possibili apparentamenti o collegamenti di lista: competono le liste così come sono state presentate all’inizio.
3) E’ prevista una soglia di sbarramento del 3 per cento per ottenere seggi alla Camera ed evitare la frammentazione della rappresentanza.

Collegi, eccezioni e candidature
4) Saranno costituiti 100 collegi che comprenderanno fino a 600mila persone. In Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige si voterà in nove collegi uninominali.
5) Saranno possibili le cosiddette candidature multiple: i capilista (e solo loro) potranno cioè essere inseriti nelle liste in più di un collegio (come già accadeva nel Porcellum), fino a un massimo di 10 collegi.
6) I 100 capilista saranno scelti direttamente dai partiti (ma non si esclude che ogni singolo partito possa fare delle selezioni aperte come ad esempio le primarie).

Chi viene eletto?
7) Prima sono eletti i capilista, poi – se la lista ha diritto ad altri posti – i candidati eletti con le preferenze, gli elettori ne potranno esprimere due: obbligatoriamente un uomo e una donna pena la nullità della seconda preferenza. Tra i capilista, non più del 60 per cento sarà dello stesso sesso.

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papa Francesco: difendere la dignità della donna e del matrimonio


berg22Oggi sembra non facile parlare del matrimonio come di una festa che si rinnova nel tempo, nelle diverse stagioni dell’intera vita dei coniugi. E’ un fatto che le persone che si sposano sono sempre di meno; questo è un fatto: i giovani non vogliono sposarsi. In molti Paesi aumenta invece il numero delle separazioni, mentre diminuisce il numero dei figli. La difficoltà a restare assieme – sia come coppia, sia come famiglia – porta a rompere i legami con sempre maggiore frequenza e rapidità, e proprio i figli sono i primi a portarne le conseguenze. Ma pensiamo che le prime vittime, le vittime più importanti, le vittime che soffrono di più in una separazione sono i figli. Se sperimenti fin da piccolo che il matrimonio è un legame “a tempo determinato”, inconsciamente per te sarà così. In effetti, molti giovani sono portati a rinunciare al progetto stesso di un legame irrevocabile e di una famiglia duratura. Credo che dobbiamo riflettere con grande serietà sul perché tanti giovani “non se la sentono” di sposarsi. C’è questa cultura del provvisorio … tutto è provvisorio, sembra che non ci sia qualcosa di definitivo.

Questa dei giovani che non vogliono sposarsi è una delle preoccupazioni che emergono al giorno d’oggi: perché i giovani non si sposano?; perché spesso preferiscono una convivenza, e tante volte “a responsabilità limitata”?; perché molti – anche fra i battezzati – hanno poca fiducia nel matrimonio e nella famiglia? E’ importante cercare di capire, se vogliamo che i giovani possano trovare la strada giusta da percorrere. Perché non hanno fiducia nella famiglia? Leggi tutto…

Uomo dei dolori, solenne ostensione della Sindone a Torino


sindone

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire

Is 53,  3

sindone2

Misericordiosi come il Padre


On line il sito ufficiale del Giubileo della Misericordia

sito giubileoe qui il video dell’indizione da parte di Papa Francesco

Mille e più incantesimi

Claudio Baglioni: Poesia in musica

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

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«Passerò come una nuvola sulle onde.» Virginia Woolf

Centri Informagiovani Ciociaria

Una risorsa per i giovani. Un riferimento per i territori

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Possiedo sogni e ragione

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“L'insuccesso mi ha dato alla testa!”

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