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Archive for dicembre 2014

Analisi del 2014

31 dicembre 2014 Lascia un commento

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 170.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 7 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Il prezzo della comunione

31 dicembre 2014 Lascia un commento

cara apo2di Luigi Alici

«Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: “È lecito o no guarire di sabato?”. Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: “Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?”» (Lc 14,3-5).
Vorrei ripartire da qui per riprendere la riflessione avviata nell’ultimo post, spostandola – come avevo promesso – sulla  questione più importante da cui i cristiani debbono oggi lasciarsi interpellare profondamente, cercando di resistere alla tentazione di inseguire le “vedove” di questo o quel papa che ha preceduto Francesco.
La vera questione – a mio giudizio – intorno alla quale dobbiamo interrogarci, assumendola come cruciale per vivere questo tempo di straordinaria sinodalità, ci riporta al cuore del Concilio e riguarda essenzialmente il rapporto tra fede e storia; anzi, per dirlo in modo meno astratto, la postura fondamentale del credente dinanzi alla storia.
Il mio post su Messori ha suscitato un interesse molto vasto, accendendo un dibattito interessante e meritevole di attenzione. Ringrazio tutti coloro che vi hanno partecipato, in spirito di fraterno e costruttivo discernimento. La maggior parte delle risposte che mi sono giunte mi confermano tuttavia in questa convinzione: non sappiamo più coniugare il cristianesimo dell’incontro con il cristianesimo della dottrina

Il nuovo anno inizia con Maria

31 dicembre 2014 Lascia un commento

di Alessandro D’Avenia

La storia dell’arte cristiana è unica, perché unica è la storia cristiana, cioè la storia di Cristo. Si lascia alle spalle tutta la seduzione dell’arte antica e mette in scena, riscattandola in bellezza, la verità sul cuore dell’uomo e sul cuore di Dio. L’uomo è violento, Dio è buono, come nell’incompiuta Adorazione dei Magi di Leonardo in cui, nella metà alta del quadro, si svolge una cruenta scena di guerra e distruzione. Gli uomini, adoratori di Cristo, sono anche portatori di morte, il cuore che adora è lo stesso che sacrifica l’altro uomo.

L’arte cristiana mette in scena la strage degli innocenti, grande risposta storica a tutti coloro che, troppo comodamente, giustificano la non esistenza di Dio a partire dalle stragi. Proprio la venuta del bambino-Dio indifeso smaschera subito la violenza degli Erode di tutta la storia, sacrificatori di innocenti in nome del potere e del dominio, tecnico, politico, sociale, economico… La vicinanza di Dio scatena la violenza dell’uomo perché la smaschera, senza per questo privare l’uomo che continua a fidarsi della compagnia di Dio.

Continua a leggere qui http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/alessandro-d-avenia-il-2015-inizia-con-Maria.aspx

 

La fine dell’anno e l’illusione dell’immortalità

31 dicembre 2014 Lascia un commento

Perdonate l’entrata a gamba tesa. Ma – alla vigilia dei festeggiamenti per il passaggio all’anno nuovo, nel segno dell’allegria quando non della trasgressione più spinta – penso sia utile tornare a riflettere sul primo dei mali che Papa Francesco ha additato nell’ormai famoso discorso alla Curia romana il 22 dicembre scorso: l’illusione dell’immortalità.
«Un’ordinaria visita ai cimiteri – diceva il Papa – ci potrebbe aiutare a vedere i nomi di tante persone, (…) alcuni forse pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili! È la malattia del ricco stolto del Vangelo che pensava di vivere eternamente». Curioso: stiamo per festeggiare un anno che se ne va e un altro che arriva e, senza accorgercene, non facciamo altro che celebrare la nostra provvisorietà.  So di passare per guastafeste, ma la verità èlogoAvvenire questa: stappiamo champagne e brindiamo all’anno nuovo e intanto, lentamente, ma inesorabilmente, il tempo scivola via. E «the final countdown» – l’unico vero conto alla rovescia che dovrebbe interessarci – si avvicina implacabile. Per quanto ci possiamo ubriacare di emozioni nella notte dell’Ultimo dell’anno, stiamo inneggiando al tempo che si consuma (o che ci consuma). E la verità, difficile da accettare, è che sotto il profilo esistenziale siamo tutti precari. Dall’ultimo degli stagisti al banchiere svizzero, dall’operaia stagionale all’imprenditore sulla cresta dell’onda. Davanti a sua Maestà il tempo siamo tutti uguali. Punto.  Leggi tutto…

Te Deum laudamus

31 dicembre 2014 Lascia un commento

Pietroalviti's Weblog

Il canto del Te Deum, inno di ringraziamento per eccellenza, accompagna le celebrazioni del 31 dicembre.

te deum

L’inno Te Deum laudamus, con cui tradizionalmente ringraziamo il Signore Dio dei benefici da Lui ricevuti, pure se detto “inno ambrosiano”, è una composizione poetica adesso attribuita con certezza a Niceta di Remesiana, intorno all’anno 400.Originariamente si rivolgeva a Cristo Dio e Signore: “Te (o Cristo) noi lodiamo Dio! Te (o Cristo) noi professiamo Signore!”. Successivamente, con l’attenuarsi delle eresie sulla Persona Divina e sulla Divina Signoria di Gesù, poco alla volta la pietà cristiana lo ha indirizzato al Padre e al Figlio e allo Spirito; infatti, con questa qualificazione trinitaria noi lo abbiamo recepito e a nostra volta lo trasmettiamo. Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del…

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Il documento del nostro debito

31 dicembre 2014 Lascia un commento

cara apo3Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce

Così Paolo che scrive ai cristiani di Colosso: ma qual è questo documento scritto? Si tratta di una consuetudine del diritto ebraico: nel momento in cui si contraeva un debito, si commetteva un reato grave, c’era la possibilità di impegnarsi per iscritto, ma queste condizioni diventavano sempre sfavorevoli e si rischiava la schiavitù. Ecco il significato dell’inchiodamento sulla croce

Non più schiavi ma fratelli, cristiani in preghiera per la pace, Frosinone 31 dicembre, ore 17,30

31 dicembre 2014 Lascia un commento

td2014Ci sarà il ricordo di tutte le guerre e la testimonianza di chi ha subito la schiavitù anche in questi nostri giorni: di fronte alla Cattedrale di S. Maria, insieme al vescovo, mons. Spreafico, mercoledì 31 dicembre alle 17,30 i cristiani della diocesi pregheranno per la pace e prenderanno coscienza di quanto male le guerre seminino in ogni momento. Rifletteranno anche su quanti oggi sono ridotti in schiavitù, usati come cose, venduti da trafficanti di ogni genere, che hanno soltanto cambiato nome. Ma tutte questo deve essere superato con la fraternità: Non più schiavi ma fratelli è infatti il tema della Giornata Mondiale della Pace 2015  Le fiaccole che verranno accese in Piazza S. Maria, dinanzi alla cattedrale di Frosinone, annunceranno l’impegno rinnovato per la pace in tutto il mondo.

E’ un modo diverso di vivere l’ultimo giorno dell’anno: alle 17,30 del 31 dicembre, quando tutti sono affannati preparare cenoni e alla ricerca spasmodica di divertimento, i cristiani e gli uomini di buona volontà testimonieranno il loro impegno per la  pace e per la giustizia. Il vescovo, mons. Ambrogio Spreafico, celebrerà il Te Deum di ringraziamento e consegnerà alle autorità presenti il messaggio di papa Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale della Pace, sul tema: Non più schiavi ma fratelli.  Le Giornate Mondiali della Pace furono istituite da Paolo VI nel 1967, la prima fu celebrata il I gennaio del 1968. Il papa, ogni anno, invia un messaggio a tutti i capi delle nazioni e agli uomini di buona volontà.

Il testo completo del messaggio è leggibile qui Non più schiavi

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