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Archive for settembre 2013

Communicatio, 30 settembre

30 settembre 2013 Lascia un commento

Photoweek, 1500 visitatori, 84 euro di spese…

30 settembre 2013 Lascia un commento

photoweekNon capita tutti i giorni di sfogliare pagine e pagine di un registro firme e scoprire, dopo tante dediche e commenti, che 1500 persone hanno visitato una mostra fotografica composta da immagini scattate dagli sconosciuti allievi di un corso base di fotografia. Solo noi ci credevamo, o meglio speravamo, di riuscire a ripetere il miracolo della prima edizione della Photoweek, quando inaspettatamente raggiungemmo il traguardo dei mille visitatori lasciando tutti, noi compresi, senza parole e con un fardello non di poco conto: fare di meglio.

Già non era facile bissare i 40 iscritti al Photolab del 2012. Pensavamo di aver “raschiato il fondo” sugli appassionati di fotografia ceccanesi. Invece, tempo due settimane di pubblicità per i corsi 2013, e arriviamo di colpo a 47 iscritti. E’ stato quello, quel bis che superava il successo dell’anno precedente, a stimolarci a fare di più sia durante il corso che durante la preparazione della mostra, scegliendo un tema che più difficile non poteva essere: il cinema italiano. Impostare una mostra fotografia omaggiando i capolavori del cinema italiano era una cosa da pazzi. Significava esporsi alle critiche dei sapientoni e degli appassionati; significava sacrificare pellicole indimenticabili ma difficilmente “fotografabili” a vantaggio di altre magari meno significative ma con maggiore impatto visivo. Era una sfida ardua, più grande di noi, ma che crediamo di aver vinto proprio per il risultato che siamo riusciti a raggiungere.

continua a leggere qui http://indiegesta.wordpress.com/2013/09/30/photoweek-2-la-rivoluzione-culturale-continua/

Ceccano, pioggia fino a 180 mm

30 settembre 2013 Lascia un commento

Ha raggiunto  i 180 mm per metro quadrato alle 3 di notte e i 160 nel pomeriggio di oggi: pioggia di fortissima intensità a Ceccano dove in meno di 24 ore sono caduti oltre 50 mm di pioggia che vogliono dire 50 litri d’acqua ogni metro quadrato. I dati possono essere ricavati dal sito http://www.meteoceccano.it/

meteo

 

 

 

Conservatorio, danni per il maltempo, allagato il nuovo auditorium

30 settembre 2013 1 commento

festconsDopo la neve, ora la pioggia. Ecco quello che si legge nel comunicato stampa del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone: e naturalmente la responsabilità non è delle piogge…

A causa delle forti piogge che hanno colpito la città di Frosinone nella notte tra domenica 29 e lunedì 30 settembre 2013, l’Auditorium dell’Istituto, giunto ormai nella fase conclusiva dei lavori, ha subito ingenti danni dovuti all’allagamento che ha interessato l’ingresso della struttura e l’intera sala; allagata anche parte del piano terra del Conservatorio. Tali danni sono dovuti ad una condotta fognaria comunale insufficiente e difettosa che serve il quartiere attraversando l’area di competenza del Conservatorio. Il problema è stato più volte denunciato dal “Refice” che in più occasioni ha sollecitato formalmente l’intervento dell’amministrazione comunale di Frosinone e di ACEA allertando questi ultimi circa i rischi connessi al difetto della condotta. Il Conservatorio, inoltre, si è fatto carico di proposte risolutive, anche con partecipazione alle spese occorrenti, che non hanno trovato accoglienza da parte degli enti preposti. Pertanto, il Conservatorio di Musica “Licinio Refice” convoca per martedì 1 ottobre 2013 alle ore 12.00, presso la propria sede, una conferenza stampa per mettere al corrente giornali e cittadinanza della gravità dell’accaduto. Si auspica una larga partecipazione della stampa perché si possa dare il giusto rilievo ad un fatto increscioso che colpisce non solo il Conservatorio di Frosinone, ma anche l’intera città.

Resta impegno dell’Istituto “Refice” di proseguire con la prevista installazione delle poltrone e di adoperarsi al massimo delle proprie possibilità per aprire al più presto l’Auditorium “Daniele Paris” ai propri docenti, ai propri allievi ed alla intera cittadinanza di Frosinone.

La violenza e il dialogo

30 settembre 2013 Lascia un commento

berglavdi Luigi Alici

Due scritti mi hanno particolarmente colpito in questi ultimi giorni, tra loro infinitamente distanti e che tuttavia sento in qualche modo di non poter separare.

Il primo è il racconto di Domenico Quirico, il giornalista italiano liberato dopo 152 giorni di prigionia, riportato su “La stampa” del 10 settembre. Un racconto breve e straziante, come un pugno nello stomaco. «Ostaggio in Siria, tradito dalla rivoluzione che non è più ed è diventata fanatismo e lavoro di briganti… La Siria è il Paese del Male; dove il Male trionfa, lavora, inturgidisce come gli acini dell’uva sotto il sole d’Oriente». Città devastate, una guerra per bande in cui il confine tra bene e male rischia di essere schiacciato da una violenza gratuita, allo stato puro. I due ostaggi, Quirico e Piccinin, sono continuamente spostati sotto bombardamenti incessanti, attraverso campi e frutteti violentati dal fuoco delle armi: «C’erano anche alcuni vecchi personaggi omerici che si avviavano da soli verso le linee dell’esercito di Bashar e venivano falciati dalle mitragliatrici»…
Il secondo testo è la lettera che papa Francesco ha scritto per entrare in dialogo con Eugenio Scalfari. In comune c’è il primato di una fede semplice, che parla il linguaggio pacificante del dialogo e che per questo annuncia un modo diverso di vincere il male. «Il dialogo – scrive papa Francesco – non è un accessorio secondario dell’esistenza del credente: ne è invece un’espressione intima e indispensabile». La fede che nasce dall’incontro personale con Gesù dona un senso nuovo all’esistenza, ma è vissuta nella Chiesa e custodita nei «fragili vasi d’argilla della nostra umanità». L’autorità di Gesù è diversa da quella del mondo, immette in una logica di servizio e di libertà,
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70 anni fa, 4 giornate d’Italia

30 settembre 2013 1 commento

4giornIl 30 settembre 1943 si concludeva a Napoli un episodio storico di insurrezione popolare tramite il quale, i civili, con l’apporto di militari fedeli al cosiddetto Regno del Sud,riuscirono a liberare la città partenopea dall’occupazione delle forze armate tedesche. 4 giornate dell’Italia che ci piace sempre avere in mente, 4 giornate dedicate all’eroismo dei giovani per la loro patria.

L’avvenimento, che valse alla città di Napoli il conferimento della medaglia d’oro al valor militare, consentì alle forze alleate di trovare al loro arrivo, il 1ºottobre 1943,una città già libera dall’occupazione nazista, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati ed allo stremo per i lunghi anni di guerra. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista. Delle “Quattro Giornate di Napoli” è stata data anche un’interpretazione alternativa a quella corrente, che intende sottolinearne la natura di «resistenza civile e popolare» e di concreto e nobile esempio di«difesa sociale e non violenta» (essendo state utilizzate largamente tecniche non violente come: la non-collaborazione, il boicottaggio, il sabotaggio, il rifiuto della militarizzazione della vita civile e la creazione di organismi paralleli), grazie alle quali un’intera città seppe liberarsi da sola dal giogo nazista.  Leggi tutto…

L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo

30 settembre 2013 Lascia un commento

Caravaggio_-_San_GerolamoAdempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo.

Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). Intendo perciò esporre il profeta Isaia in modo da presentarlo non solo come profeta, ma anche come evangelista e apostolo. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52, 7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: Chi manderò, e chi andrà da questo popolo? Ed egli risponde: Eccomi, manda me (cfr. Is 6, 8). Leggi tutto…

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