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Archive for luglio 2012

Diplomi maturità, prezzi modici

31 luglio 2012 1 commento

Finalmente la polizia ha scoperchiato il calderone: molti l’hanno utilizzato e l’utilizzano, vergogna di un sistema scolastico che  sostiene di educare alla legalità e non riesce ad eliminare la piaga della vendita dei diplomi. Diciamo ai ragazzi di studiare seriamente e c’è chi vende impunemente un titolo che ha lo stesso valore di quello conquistato con l’impegno. Certo la preparazione culturale non si può comperare ma ci si chiede se  sia necessaria la polizia e non siano sufficienti le strutture ispettive a stroncare il laido commercio.

Ecco la cronaca che ne fa Antonio Nalli.

 “Todos Caballeros”. Questo il nome dell’operazione messa a segno dalla Digos di Frosinone e dal suo Dirigente il dr Bertolotti, che ha portato stamane alla notifica di ben14 avvisi di garanzia ad altrettante persone che, stando alle risultanze di un’indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, dr Mario Mercone, avrebbero fatto parte di un’organizzazione che, ottenendo il pagamento di somme di denaro, consentiva il conseguimento di diplomi facili di scuola superiore.  L’organizzazione operava individuando gli studenti in difficoltà che si rivolgevano agli istituti di preparazione. Agli interessati veniva fatta prendere la residenza nella città di Cassino per sostenere l’esame presso gli istituti Ansi ed Alfieri dove avrebbero, successivamente, agevolato il conseguimento del diploma al costo di circa 3.000 euro l’uno. L’indagine, durata circa un anno, ha interessato diverse città del nord Italia, in modo particolare Cuneo, La Spezia, Milano, Pistoia, Torino, Treviso, Trieste e Verona.

Gli uomini della Digos, sono arrivati all’organizzazione monitorando i dati sull’incremento delle residenze, nel breve periodo novembre 2010-luglio 2011, e il numero di diplomi conseguiti nello stesso periodo.

Qui il post originale 3mila-euro-per-un-diploma-di-maturita-avvisi-di-garanzia-per-14-persone

Gemellaggi, a Cancun vogliono ripartire


I giornali messicani, nell’area di Cancun, danno notizia dell’incontro di una rappresentante del sindaco di Ceccano, la sig.ra Margarita Rodriguez, dell’associazione Amici del Messico che ha incontrato i rappresentanti della città messicana, assicurando lè’intenzione del sindaco Malziola di riprendere il gemellaggio, interrotto  subito dopo il viaggio di alcuni amministratori comunali fabraterni in Messico nel 2004. Sui gemellaggi Ceccano, purtroppo, ha collezionato una serie di magre figure, a cominciare dalla mancata risposta ad Avignone che nel 1994 aveva scritto all’allora sindaco di Ceccano, Maurizio Cerroni, non ottenendone risposta.

Qui il post  messicano 10112-ratificara-hermanamiento-benito-juarez-con-ceccano-italia.html

Altra magra figura con il comune di Thias, periferia di Parigi. Poi con la giunta Ciotoli l’attivismo gemellante: una piccola cittadina della Bretagna, Plouzané; dopo il primo entusiasmo, oggi il legame è tenuto ancora in vita dal Liceo, ma quasi completamente ignorato a Palazzo Antonelli. E poi Cancun, metropoli messicana, totalmente diversa da Ceccano, come sostiene anche il giornalista del periodico Clic, dove abbiamo trovato la notizia.

Forse sarà necessario che il sindaco Maliziola cambi radicalmente la considerazione che Palazzo Antonelli ha per i gemellaggi, oggi percepiti  in comune come un impiccio costoso invece di essere quel motore di opportunità che rappresentano per tante città.

Droghe, per il prof. Altamura, psichiatra, provocano allucinazioni pericolose


(DIRE – Notiziario minori) Roma, 31 lug. – “L’adolescenza e’ di per sé un’eta’ difficile, anche quando non manifesta segni di patologia. In questo frangente di eta’, come dimostrano gli studi del King’s College e dell’Universita’ di Ultrecht, possono esserci fenomeni dispercettivi transitori che non hanno alcun valore prognostico e che non arrivano nemmeno all’esame del clinico”. Lo ha affermato Carlo Alfredo Altamura, direttore della clinica psichiatrica universitaria di Milano.

“Ma insieme ci sono ragazzi che usano sostanze dannose- ha proseguito- come cannabis, ecstasy, cocaina, che provocano allucinazioni e in questo caso non si tratta certo di manifestazioni fisiologiche in senso stretto, ma di cause esterne che possono essere prevenute semplicemente non assumendo queste sostanze”. Il professore ha parlato anche del disturbo di adattamento: “E’ una reazione a un forte stress o a situazioni che richiedono un atteggiamento, appunto, di riposizionamento nella vita personale, come cambiare luogo di lavoro, affrontare un lutto sentimentale o una separazione. In realta’- ha chiarito- non e’ nemmeno da considerare una malattia”. Sul concetto di mancanza di insight nelle psicosi, il cattedratico ha aggiunto: “E’ uno dei cardini dei disordini psicotici e va letto nella sua interezza. Alcune volte, con la terapia farmacologica, puo’ essere recuperato ma senza una retrospettiva critica: il soggetto puo’ dire di non essere piu’ perseguitato dagli alieni, per esempio, ma di esserlo stato nel passato. Gia’ questo- ha concluso Altamura- e’ un risultato che migliora la qualita’ della vita del paziente, pur non intaccando la sua pregressa credenza delirante”.
post originale qui ?news=05

Azione Cattolica, estate piena


Siamo a metà di questa afosa estate 2012 e sono in pieno svolgimento o in arrivo le attività estive dell’Azione Cattolica; nella ricchezza delle iniziative nazionali, diocesane o parrocchiali si susseguono campiscuola, ritiri, momenti di riflessione e di amicizia rivolti a tutte le generazioni. Come ogni anno, il periodo giugno-settembre in Azione Cattolica si colora di relazioni che traggono beneficio dai tempi più distesi, di momenti formativi che puntano diritto ai contenuti, di proposte spirituali che si giovano di paesaggi suggestivi fuori dalle città che aiutano a staccarsi dalla routine per aprirsi all’ascolto.

Attraverso i campiscuola, i ritiri e tutte le altre esperienze che prendono vita dalla fervida creatività di educatori e responsabili di Azione Cattolica, l’estate diventa la stagione in cui la vita associativa può sperimentare e offrire le proposte più intense e articolate. Per quanto riguarda questo 2012, durante i tradizionali campiscuola nazionali i settori dell’Associazione hanno puntato ancora una volta sui destinatari della proposta formativa. In particolare, gli adulti di Azione Cattolica, a Cepraro Marina (nella Calabria tirrenica) dal 25 al 29 luglio scorso, hanno riflettuto sull’identità dell’adulto a confronto con i grossi cambiamenti in atto nel tessuto sociale del Paese. Giovanissimi e giovani, insieme agli studenti del Msac, sotto la lente d’ingrandimento tematica «Che stile! E camminava con loro», a Cenate di Nardò dal 25 al 30 luglio scorso, hanno sottoposto a verifica la proposta associativa per le nuove generazioni. Obiettivo: rimanere al passo coi tempi. Leggi tutto…

Ciociaria sì, Ciociaria no, continua il dibattito

31 luglio 2012 1 commento

Prosegue, animato ed interessante, il dibattito sul toponimo Ciociaria, assegnato alla nostra terra alla fine del ‘700.

Elena Dandini: Sono ciociara di origine e non mi sento orgogliosa di esserlo quando vedo una terra tanto bella non valorizzata turisticamente, quando vedo che la musica classica é meno importante di una “pseudo” sfilata di moda ( Villa Comunale di Frosinone), quando penso che un capoluogo di provincia non ha un teatro ed un Conservatorio non ha un auditorium, quando vedo solo macchine di lusso e tanta ignoranza e mancanza di senso estetico….i ciociari sono rimasti gli stessi hanno solo cambiato le loro calzature, al posto delle ciocie adesso calzano Hogan!

Vincenzina: Quando mi viene chiesto :- Di dove sei , io rispondo : Sono ciociara fiera di esserlo sempre , ovunque , dovunque e per chiunque

Giorgia Pellegrini ‎”ciò che chiamiamo rosa, con ogni altro nome avrebbe lo stesso dolce profumo”

Alfredo Lauretti Dal 700 non e’ cambiato nulla tranne il fatto che da 30 anni ad oggi, nella capitale il piu’ “romano” e’ di Caltanisetta. Il resto e’ rimasto invariato, compreso quel loro ( ingiustificato) senso di superiorita’.

Stefano Mingarelli Casilina è un nome storpiato, deriva da Consolare Latina, che nelle epigrafi veniva spesso diminuita in CO S L INA. Ovvero, la via che attraversa tutto il territorio dei Latini. Il Lazio andava da Roma fino al territorio degli Aurunci, popolazione protolatina, ai confini con la Sannitica Capua. Viterbo ma già la zona di Bracciano erano Etruria. Dunque la Ciociaria, dai Castelli ad Atina-Cassino-Esperia, era Il Latium vetus. La terra dove nacque la lingua e la civiltà occidentale moderna. (me so’ allargato eh? Na sfuriata de campanilismo fulminante)

Sara Palmigiani a me non risulta che sia usato sempre in senso dispregiativo!il fatto che il termine sia nato per denigrare non vuol dire che oggi non si sia arricchito di tanti altri significati…per cui, rifiuto l’offerta e vado avanti prof.!!! 🙂

Stefano Mingarelli Lazio Antico – Antico Lazio Il fatto sarebbe poi essere ancora all’altezza di un nome tale! 😉 in fondo, se ci pensiamo bene, siamo più ciociarotti che antichi latini!

Sara Silvestri Stefano non credo affatto… qdo usiamo il terimine “ciociaro” come un aggettivo dispregiativo, e sono spesso i romani a farlo o quelli a nord di roma, non si rendono conto che se non c’eravamo noi loro nonavrebbero mangiato neanche un uovo E I LORO BAMBINI NON AVREBBERO AVUTO NEANCHE UN PO’ DI LATTE (le balie ciociare erano richieste in tutta italia)… eravamo la campagna e marittima per un motivo ben preciso. Ci chiamavano “burini” ma forse non sapevano che il termine deriva dalla parola “aratro” quindi, almeno io, ogni volta che sentivo questa parola ridevo della loro ignoranza… Forse è stata la necessità di dare un nome a questa “razza”, visto che avevano la mania nel ventennio di etichettare tutto, quindi etichettandoci come razza ciociara ci hanno messi in un recinto, peraltro territorialmnete indefinito, e lasciati qui. Siamo indefiniti, è questo il vero problema, sarebbero ciociari alcuni paesi in provincia di latina ma se glielo vai a dire rispondono “assolutamente no!” con tanto di smorfia di sdegno. Il nome deriva dalle calzature che portavano i nostri antenati, le ciocie, e questo lo sanno tutti….ed è proprio questo che non sopporto! come se ci chiamassimo “ciavatteria” o “sandalonia”, ovviamente scherzo ma su una cosa sono sicura, che <CIOCIARIA> è veramente cacofonico, se ci fossimo chiamati che so, <CICERONIA> sarebbe stato meglio, più illustre magari avrebbe indotto più turisti in questa terra piena di storia e bellezze naturali. A parte tutto, vi invito a leggere un libro, Viaggio in Ciociaria di cesare pascarella, lì capirete come un intellettuale vedeva la nostra terra, e di colpo vi verrà una botta di orgoglio ciociaro doc da non poter resistere. Non avrei voluto nascere in nessun altro posto, adoro questa terra, la sua storia, le sue tradizioni, i suoi uomini e le sue donne, per il suo dolore e le sue sofferenze. Una terra poco sfruttata e poco conosciuta….dove la razza non c’entra, c’entra il cuore. Cuore ciociaro, non razza. questo dà fastidio e molto.

Io:  Rimane la questione di avere sulle spalle una cacofonia… politica nel senso più ampio della parola. I Cechi non hanno chiamato il loro territorio Cechìa o Cechia perché era il nome utilizzato dagli invasori tedeschi… preferiscono la perifrasi Repubblica Ceca. E poi le cioce erano utilizzate da tutti quelli che non potevano permettersi le scarpe… che vivessero in Campagna o in Marittima o a Trastevere

Daniele Masi Non apprezzo particolarmente l’appellativo “Ciociaro”! Ad oggi è perlopiù usato nella sua accezione più offensiva, nella sua facile associazione a termini come “burino”, “villano”, “stupidotto”. Ovvio che, e lo dico con grandissimo rammarico, noi non ci adoperiamo assolutamente nel correggere questa visione che gli altri hanno, anzi, la amplifichiamo (ma questo è un’altra storia). Siamo inconsapevolmente la culla di una civiltà importante, ma ci barrichiamo dietro la mediocrità di termini che non dovrebbero appartenerci. “Ciociaro” è un termine moderno, che non racconta niente dei Volsci, dei Latini e degli Ernici, si sposa male con l’esplosione industriale della nostra zona, e soprattutto è ormai ABUSATO!
E’ fondamentalmente tutta una questione di marketing, di sapersi vendere, e di certo “LAZIO ANTICO” (per dirne una a caso eh) ha tutto un altro sapore rispetto a “CIOCIARIA”!

Rita Terenzi Non sempre in senso spregiativo. Quella che segue è una poesia che Bonaviri ha scritto in onore della Ciociaria.

ODE ALLA CIOCIARIA
Terra ciociara dai mille rigagnoli
dal pane buono come seni di donna
il viandante ammàlii come tela di ragno
che in volute su se stessa ritorna. Leggi tutto…

Raccolta differenziata a Ceccano, un’indagine


Ceccano 2012 Idee in movimento ha tenuto sotto controllo la raccolta differenziata a Ceccano. Ne risulta un’analisi interessante:

In attesa di spiegazioni che non siano rimbalzi a documenti mai ricevuti o appuntamenti da fissare (Ecocentro: è Giunta l’ora di fare chiarezza) , abbiamo ritenuto opportuno valutare il servizio di raccolta differenziata offerto all’utenza. Di seguito riportiamo il lungo e vano peregrinare verso un corretto conferimento dei rifiuti.

Non ci meravigliamo della disorganizzazione, delle informazioni vaghe date ai cittadini, né tanto meno di questo caos ecologico, parvenza di funzionalità ed orgoglio della campagna elettorale con il 70% di smaltimento manifestato a caratteri cubitali accanto a visi sorridenti; ci meravigliamo di come tutto questo venga considerato fiore all’occhiello delle gestioni comunali.

 Durante il mese di giugno 2012 avendo la necessità di smaltire alcuni rifiuti (un vecchio televisore, vari componenti elettronici e valigie) abbiamo chiamato il numero verde 800922999 della Gea per avere informazioni in merito.

Il tempo di attesa per il ritiro domiciliare (sull’ecocalendario è esplicitato che tale materiale deve essere depositato dall’utenza nel centro sito in Via Anime Sante, non è previsto quindi la raccolta a domicilio) era superiore ai due mesi, in alternativa ci è stato suggerito di conferire tali rifiuti nel centro di Via San Francesco.

continua qui 184-un-mese-di-ordinaria-follia.html

Scontrini, facciamone collezione e boicottiamo gli evasori


E a me in pizzeria: le serve proprio lo scontrino? Sì, faccio la raccolta.

La provocazione viene da Massimo Esposti, giornalista de Il sole 24 ore. Forse potrebbe essere la strada giusta per sfrondare il cumulo d’evasione contro il quale ciascuno di noi giorno per giorno si scontra.

Torno ora dal caffé: mi ha detto grazie ma non mi ha dato lo scontrino. Forse dovevo dirgli anch’io che ne faccio collezione ma potrei anche andare a prendere il caffé da un’altra parte. Boicottiamo gli evasori, che ne dite?

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