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Archive for giugno 2012

Lavoro e costituzione


youth, you need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.

Queste le parole del ministro Fornero, in un’intervista rilasciata da un giornale di lingua inglese. E’ bastato che un giornalista traducesse in maniera un po’ traballante per far sì che si scatenasse la bagarre di insulti e l’edificazione di barricate verbali contro l’assalto ai “diritti costituzionali”. E moltissimi hanno abboccato senza preoccuparsi minimamente del reale significato delle parole del ministro che, utilizzando invece un inglese corretto si riferiva al “job”: in inglese infatti la parola italiana lavoro ha  due principali equivalenti  job e work.

Ecco una traduzione passabile: giovani, dovete sapere che un posto di lavoro (un’occupazione) non è qualcosa che vi viene dato per diritto ma qualcosa da conquistare, qualcosa per cui lottare duramente, per avere il quale essere disposti a fare sacrifici

In linea generale, job si riferisce al posto di lavoro o al rapporto d’impiego (specie se subordinato), mentre work indica l’attività lavorativa, il compito da svolgere, l’attività fisica o mentale richiesta per produrre qualcosa.

Il senso delle parole di Fornero  non ha niente a che fare con il “contestato” attacco  all’art. 1 della Costituzione Repubblicana, che  invece deve essere sempre letto in correlazione con il 4. Così la Repubblica fondata sul lavoro viene esplicitata da La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Il che è cosa ben diversa dal diritto al posto!

La fisica d’estate, Federico e il mestiere del ricercatore


Federico de Santis, IV C, ora V C, al Liceo di Ceccano, ha partecipato allo stage estivo di fisica all’Università di Tor Vergata a Roma. Ecco le sue prime impressioni

Stage estivo all’università? Una proposta allettante,  utile e sicuramente formativa. Questo è ciò che ho pensato quando mi è stato proposto. Certo, non avevo calcolato la stanchezza del “post-fine scuola”, l’arrivo della canicola grazie a Scipione e lo stress del viaggio in treno…ma alla fine devo dire che ne è valsa la pena.
Lo stage si è svolto presso il “Dipartimento di Fisica” dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e lo scopo fondamentale era quello orientativo-educativo: inserire dei giovani ragazzi, ad un passo dal diploma, nel mondo ampio, complesso e apparentemente difficile e lontano dell’università e renderli protagonisti di esperienze laboratoriali, inquadrando il “mestiere” del ricercatore nel vivo del suo lavoro.

Accanto alla parte laboratoriale non poteva mancare, in percentuale minore di ore, la parte teorica che era necessaria alla comprensione dei nostri esperimenti. L’attività è stata divisa in tre moduli, ognuno riguardante aspetti diversi delle Scienze dei Materiali: a me è capitato il modulo “Materiali per ICT (Information and Communication Technology): realizzazione e utilizzazione di guide di luce planari”. Read the rest of this entry →

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Piazza Gramsci, i conti a Pantalone


da www.dimmidipiu.it

Politico che hai, portaborse che trovi. Non solo gli amministratori regionali, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, hanno una passione per collaboratori, assistenti e segretari ma anche quelli di casa nostra non sono da meno.
La provincia di Frosinone, ad esempio e nel suo piccolo, si difende bene e, modifica dopo modifica alla delibera che regolamenta l’assetto organizzativo dell’ente, è arrivata prevedere ben 22 unità di personale a servizio (ed assunzione diretta) del presidente della provincia o degli assessori.
Un record perché nella precedente consiliatura, in tutto, il personale addetto alla presidenza ed alla giunta era di appena 8 unità: 4 con contratti part-time a 18 ore settimanali e 4 a contratto full-time di 36 ore settimanali.
Parliamo delle cosiddette ‘strutture di staff’ (previste dall’articolo 90 del testo unico sugli enti locali) che sono poste alle dirette dipendenze del presidente della provincia, che può scegliersi direttamente chi impiegare in tali uffici. Personale che può essere interno alla pubblica amministrazione ma anche esterno, nel qual caso è assunto dall’ente provinciale con contratto a tempo determinato non superiore al mandato del presidente in carica.

post originale qui 16412-provincia-di-frosinone-costi-della-politica-tutti-i-portaborse-e-gli-assistenti-di-presidente-e-assessori-.html

Festival Francesco Alviti, rinvio per gli Ika brothers e la Banda di Ceccano


Doppio rinvio per il Festival Francesco Alviti. Il primo per motivi musicali: gli Ika brothers non potranno tenere il concerto previsto per il 30 giugno a causa dell’impegno di Fabrizio Bartolini, leader del gruppo, con l’orchestra sinfonica della Rai.

Stessa sorte per la Banda di Ceccano, questa volta a causa della concomitanza con la finale degli Europei di calcio. Appena possibile saranno rese note le due date di recupero.

 

Mamma e figlio


L’abbraccio tra Mario Balotelli e sua madre, notizia semplice e vera
Non serve essere genitori per guardare la foto di Mario Balotelli che abbraccia sua madre, e avere voglia di fermarsi. Per continuare a guardarla, a lungo, isolandola da tutto: dalla partita, dalla vittoria sui tedeschi, dalla gioia, dalle volgarità anti-Merkel, dal vertice di Bruxelles, dagli spread e dalle Borse. Dalle altre notizie attorno, come fosse l’unica vera notizia del giorno.
Una madre che abbraccia suo figlio. Un figlio che corre ad abbracciare sua madre. C’è altro da raccontare?
Le foto parlano da sole, ma vanno guardate. C’è una maglia azzurra, una divisa, c’è una scritta che dice “Italia”.
Siamo noi, è casa nostra è il nostro Paese. È la nostra foto. La mamma chiude gli occhi, stringe la testa del figlio a sé, comprime le labbra in una smorfia. Può essere tornato da una guerra quel ragazzo, da una missione, da un viaggio lontano e difficile, o reduce al culmine della sua giornata di lavoro, da un successo, da una vittoria.
È un ritorno a casa: figlio mio, finalmente, eccoti qua. Figlio mio.
C’è la pena, la sofferenza, e per questo la gioia, la liberazione che sgorga con le lacrime e si rafforza nell’abbraccio. È stata dura, ma è fatta. Un figlio che sorride poco, che esulta poco, che deve ancora imparare a fare festa, corre da sua mamma. La nostra prima parola: mamma. Come solo noi italiani lo sappiamo dire, da sempre, veri campioni in questo. L’istantanea che stiamo guardando è l’immagine della mamma italiana, aggiornata, anno 2012. Ma veramente siamo ancora così?
E c’è il colore della pelle. Guancia contro guancia, le lacrime e il sudore che si mischiano, scivolando sulla pelle scura e su quella chiara. Qualcuno già dice che questa foto è, e sarà, lo spot più bello a favore dell’affido e dell’adozione. Di quella sorta di dolcissima e vera guerra totale e infinita che è, comunque, la ricerca, l’arrivo, la nascita o l’accoglienza, la crescita, l’educazione di un figlio. Dei dubbi e delle paure di essere o voler essere genitore. Perché anche qui un giorno arriva il momento dello spread, della distanza. I problemi che aumentano con l’età, il carattere, una vita complicata, come il passato che ritorna e presenta il suo conto.
Poteva non esserci una partita di calcio prima di quella foto, ma una partita c’è stata. Mario Balotelli non è uno che piace a tutti, non lo puoi prendere così com’è e farne di botto la bandiera, l’esempio, il modello. È straordinario, straripante, ma sbaglia tanto e si merita fiumi di critiche, a volte snerva per manifesta indolenza o per eccesso di rabbia, è un pozzo di notizie che non abbiamo voglia di leggere o di sguardi che non vorremmo incrociare. Ed è il bersaglio di parole e di gesti e di ululati che non dovremmo mai sentire. Ma è un ragazzo. Che a un certo punto fa i tre gol più belli, puliti e perfetti del campionato europeo di calcio. Impara a esultare. E a fine partita corre semplicemente ad abbracciare sua madre. Figlio mio. Mamma.

Massimo Calvi

post originale qui  mammaefiglio.aspx

Un palco all’opera, le foto di un’altra bellissima serata al Festival Francesco Alviti


Qui le foto della bellissima serata dedicata all’opera

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Un palco all’opera, il programma di sala


Qui il programma del concerto di stasera in Piazza S. Giovanni a Ceccano

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