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Archive for dicembre 2011

Te, Deum

31 dicembre 2011 Lascia un commento

Gli auguri della musica

31 dicembre 2011 Lascia un commento

I ragazzi di Solopaca (Bn) terra di S. Alfonso Maria de Liguori

e quelli del Liceo

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e quelli dei bambini della Scuola S. Giovanna Antida

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Pace

31 dicembre 2011 Lascia un commento

2012: incognite e discontinuità nel mondo

31 dicembre 2011 Lascia un commento

Vittorio Emanuele Parsi, su Avvenire, ci aiuta a capire la scena internazionale del pianeta all’inizio del 2012

 

È la discontinuità la grande incognita per questo 2012 che va ad incominciare. La discontinuità innanzitutto rispetto a una crisi finanziaria ed economica che, in forme diverse, dura ormai da quattro anni. Si gioca in gran parte su questo, sulla possibilità che finalmente si inverta il trend economico negativo il nostro futuro prossimo venturo. In almeno due dei grandi appuntamenti elettorali previsti – le presidenziali americane e quelle francesi – la crisi giocherà infatti un ruolo decisivo. Le chance di Barack Obama e Nicholas Sarkozy di continuare a risiedere per un altro mandato alla Casa Bianca e all’Eliseo dipenderanno in gran parte dalla congiuntura economica. Più a rischio la rielezione del marito di Carlà: sia perché in Francia si vota in aprile (mentre in America a novembre) sia perché il suo sfidante principale, il socialista Hollande, appare un candidato in grado di impensierire seriamente il presidente uscente. Negli Stati Uniti, almeno per ora, sono i repubblicani i migliori alleati di Obama, per la loro incapacità di individuare un ‘campione’ credibile per la loro causa. Ma al di là delle tornate elettorali, il 2012 sarà l’anno in cui sapremo se il progetto europeo sarà sopravissuto, rinforzandosi, alla più grave crisi strutturale mai registrata dal suo stesso varo.

In questo senso, un cambiamento di leadership politica nei due Paesi più importanti dell’Unione potrebbe essere persino positivo, considerate le performance non certo brillanti realizzate dalla coppia Merkel-Sarkozy.

A marzo si voterà anche in Russia, per eleggere il presidente della Federazione. Se la vittoria di Putin continua a essere data per scontata, molto meno certa è l’entità del sostegno che riuscirà effettivamente a mobilitare. Le ultime elezioni politiche, con brogli in stile iraniano (ricordate la contestatissima ‘vittoria’ di Ahmadinejad nel 2009?), hanno reso ormai evidente l’obsolescenza del regime instaurato da Vladimir Putin: un regime funzionale a portare il Paese fuori dall’era eltsiniana, ancora dominata dal trauma della sconfitta nella Guerra Fredda e dalla fine dell’Urss, ma probabilmente non più adatto a guidare la nuova Russia che lui stesso ha contributo ad edificare.

Continua qui incognitediscontinuita.aspx

Essere pronti

31 dicembre 2011 Lascia un commento

Saper essere pronti è una grande cosa! È una facoltà preziosa che implica fermezza, analisi, colpo d’occhio, decisione. Saper essere pronti è anche saper partire. Saper essere pronti è anche saper finire. Saper essere pronti è, in fondo, anche saper morire. «Saper essere pronti è anche saper finire». Mi aiutano i Frammenti di un diario intimo dello scrittore svizzero Henri-Frédéric Amiel (1821-1881) a trovare le parole per salutarvi, cari lettori, che siete stati con me giorno dopo giorno per questo 2011 che sta ora spegnendosi. È sempre un po’ difficile scambiarsi un abbraccio frettoloso prima di salire sulla scaletta di un aereo che ci separa da coloro coi quali si sono condivisi pensieri e affetti. Eppure, l’«essere pronti» era anche l’appello che Cristo aveva lasciato ai suoi. Tuttavia, egli partiva, ma con una promessa: «Verrò di nuovo», anzi, «tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, verrà il Figlio dell’uomo» (Giovanni 14,3; Matteo 24,44). La stessa morte, partenza estrema, non è mai un addio senza futuro, come molti pensano, soprattutto i più sconfortati, come scriveva in modo amaro Leonardo Sciascia: «Non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza». Per il cristiano partire, finire, morire non sono sospirati o deprecati approdi nel gorgo del nulla, ma un distacco per un nuovo e diverso inizio. Per questo, è necessario prepararsi, «essere pronti» come per una nuova giornata impegnativa e importante. È con tale spirito che salutiamo l’anno vissuto ed entriamo nel nuovo; sarà così che dovremo vivere anche l’ultimo istante della nostra esistenza. È così che ora ci scambiamo non un «addio», ma un «arrivederci», anche se non sappiamo né il giorno né l’ora né dove.
Gianfranco Ravasi

Festa dell’istante

31 dicembre 2011 Lascia un commento

Davide Rondoni, su Avvenire, ci aiuta a comprendere il significato pieno della Fine dell’anno

È una festa del presente. La fine di un an­no che in un impercettibile istante tra­passa in un inizio. È l’occasione della più strana, commovente festa inventata dagli esseri umani. Si festeggia un istante. Quel­l’istante. Lo si aspetta contando, poi si stappano le bottiglie, si lanciano abbrac­ci e baci. Si alzano fuochi e anche pre­ghiere. Per un istante. Che è esemplare. Perché sentiamo in lui gravare e bruciare via il passato e aprirsi il futuro. Come in o­gni istante, a pensarci bene. Il presente è l’unica cosa che conta. Questo istante che passa. E che è l’unico punto in cui si ma­nifesta la vita. Nessun dolore, nessuna gioia vivono nel futuro o nel passato. Se non come memoria o presentimento. Le cose più importanti della vita – l’amore, Dio, la gioia, la verità – sopportano solo il verbo presente. Solo l’amare, solo il cono­scere conta, diceva Pasolini in una sua struggente poesia, non l’aver amato, non l’aver conosciuto. Il presente è quello che conta.

Festeggiare un attimo può sembrare una cosa folle. Nulla pare aver consistenza mi­nore. Un niente, o quasi. Eppure in questa festa che ci farà travestire, ci inebrierà, ci farà ritrovare e disperdere, saremo rivolti a un solo istante. A rendere onore, ad aprire il petto per quel solo istante. A cui diamo un sacco di significati, ognuno secondo la propria vita, secondo la gioia o la pena che ci abitano. Un istante, niente di più ma questa festa sembra proprio ricordarci che tutto il senso, tutti i significati possibili del­la vita accadono nel presente oppure non hanno valore. Di un amore non ‘presen­te’, di una gioia ‘futura o passata’, di una verità ‘che non vale adesso’ cosa ce ne facciamo?

Continua qui festadellistante.aspx

Il Corteo storico non è cultura

30 dicembre 2011 3 commenti

Lo sentenzia una lettera dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone che, con questa motivazione, ha comunicato il rigetto della domanda di contributo presentata dal Comune di Ceccano. Sic!

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