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Archive for agosto 2011

Statuto Comunale di Ceccano: sorprendente! Perché non ripartire da qui?


La pubblicazione del testo  dello Statuto Comunale di Ceccano ha suscitato la positiva meraviglia di un giovane studente universitario, Gianluca Popolla, che ha scritto: sono rimasto colpito  perchè per la prima volta si parla dell’esistenza di uno Statuto comunale ed io in particolare sono andato a vederlo ed ho provato ad analizzarlo secondo le mie capacità: è un elaborato giuridico ottimo se non eccezionale ma rimane impolverato dentro ad un cassetto e nulla più.

Sarebbe bello un giorno festeggiare la nascita di Ceccano in data 17 maggio (1844) come affermato dall’art.2;
oppure istituire un servizio, magari anche via web, sul gradimento del lavoro degli amministratori unendo i punti E ed F dell’art.66; o ancora che ci siano delle sedute del Consiglio Comunale come quelle dell’insediamento-giuramento o anche del bilancio che vengano svolte in piazza, quindi con la massima pubblicità.

Sono piccole cose, certo, ma perchè non partire da queste?

Qui il testo dello Statuto

lo-statuto-del-comune-di-ceccano

Tumori ed inquinamento, un interessante dibattito


La mancata approvazione da parte della giunta Ciotoli della Commissione d’inchiesta sul rapporto tra inquinamento e neoplasie tumorali ha suscitato un interessante dibattito fra i lettori. Francesca Del Brocco mi ha chiesto che cosa si possa  fare di fronte all’acclarato aumento delle patologie, o per lo meno che cosa possa fare una comunità locale. Le ho risposto:

i problemi sono molteplici: innanzitutto una chiarezza della situazione farebbe bene a tutti. Sapere quali sono le fonti inquinanti potrebbe servire ad evitarle o a starne lontano quanto possibile. Penso a tutte le persone che passeggiano sulla pista d’atletica, vicinissime al depuratore, alla Viscolube, al fiume. Se davvero sono inquinanti, permettere loro di far sport lì significa aiutarle a contrarre un tumore. Ecco allora come vedi che intanto la conoscenza è il primo strumento. Poi c’è la necessità di abbattere i fattori inquinanti a cominciare da quelli più facilmente contrastabili come il traffico veicolare, facilitando altri mezzi di spostamento, e le caldaie per il riscaldamento. E poi l’educazione alimentare. Si tratta, come vedi, di tre elementi che sono alla nostra portata…

Francesca ha risposto:  il fatto è che c’è molta ignoranza al riguardo: poche persone sanno cosa significa in termini di salute vivere qui. Basti pensare a tutte le persone che in campagna bruciano la plastica nel camino senza rendersi conto che il loro è un gesto gravissimo. Manca l’informazione e manca anche la volontà da parte di chi ci governa di cambiare le cose….la colpa sarà anche di noi cittadini, ma senza un supporto che dovremmo fare? Qui ci si ammala soltanto e sembra che non si possa fare nulla per cambiare la situazione….purtroppo ormai c’è rassegnazione generale e non dovrebbe essere così….

E’ poi intervenuta Martina Carlini che ha scritto: c’è bisogno di chiarezza! io che mi occupo di ambiente sono convinta che il primo sincero passo verso una risoluzione reale del problema sia l’informazione, perchè c’è ancora molta ignoranza riguardo a questa problematica così grave….le persone non hanno idea di dove vivono…di che aria respirano. All’università ho sentito molti professionisti parlare sconcertati delle nostre zone, e questo mi ha toccato profondamente. Si dovrebbe sensibilizzare la gente, a partire dai giovani, e prevenire i problemi. Spendere soldi per cose sensate..perchè la salute di un individuo dipende in primo luogo dall’ambiente in cui egli vive. Io amo la mia città, ma sono convinta che si potrebbe fare molto di più...

Per non parlare poi del lapidario commento di Davide Bruni: Se per sfortuna vi doveste recare al Regina Elena di Roma potreste sentire una frase del genere” Un altro di Ceccano…ma che c’è in quel paese?”

Il medico: i tumori sono aumentati


Lo afferma un medico di famiglia, specializzato nella diagnostica per immagini. Lo ha sentito il collega Antonio Nalli che ha scritto:

L’incremento della patologie tumorali a Ceccano c’è ed è spaventoso. A renderlo noto, questa volta, non sono le impressioni dei soliti cittadini che guardandosi attorno hanno constato come molti dei loro amici e parenti si sono improvvisamete ammalati, ma le parole di un medico di famiglia, specializzato anche nella diagnostica per immagini. “L’aumento delle neoplasie maligne nel nostro territorio è notevole, ve lo dice uno che si occupa di diagnostica per immagini e perciò credetemi; soprattutto linfomi, tumori uroteliali (rene vescica) e polmonari.Nessuno di noi può sentirsi al riparo da questo problema, neanche i nostri amministratori”. Questi, dunque, i pesantissimi ed inquietanti dati pronunciati dal medico che evidenziano come ancora una volta, il sospetto di molti, purtroppo, sia una realtà. Ovviamente nessuno sta dicendo che questo aumento delle patologie tumorali sia causato dall’amministrazione politica del centro sinistra in città, ma le responsabilità politico-amministrative ci sono e sono ben evidenti. Anche se vi fosse il solo sospetto di un aumento statistico di forme tumorali legate all’inquinamento ambientale, gli amministratori comunali tutti, ed in particolare il Sindaco, prima carica sanitaria della città (vi sembrerà strano ma è così), avrebbero l’obbligo di ricercarne le cause, perchè potrebbero essere chiamati a rispondere di reati penali gravissimi. Ricerca che fino ad ora non è stata mai effettuata e addirittura bocciata in consiglio comunale lo scorso lunedì 29 agosto, nonostante le ripetute sollecitazioni, di fronte al disastro ambientale della Valle del Sacco, l’inquinamento del beta-esaclorocicloesano, quello delle Pm10 e di numerosi siti industriali dismessi e ancora attivi, che hanno operato ed operano tutt’ora nel nostro territorio. 

In 200 mila a zappare, altro che bamboccioni!


Lo dice la Coldiretti: sono stati più di 200 mila i giovani che quest’estate hanno lavorato per qualche settimana nei campi italiani per raccogliere le primizie della stagione. Sono diventati operatori agricoli temporanei, hanno sgobbato, chinati sulla terra e hanno raggranellato un bel po’ di soldini

qui l’articolo completo tratto da linkiesta.it

altro-che-bamboccioni-noi-zappiamo-la-terra

A telecamere spente… tutto va bene…


L’estate che s’avvia verso la sua conclusione ha avuto i soliti problemi nei quartieri centrali di Ceccano: rumori, moto rombanti, scorazzamenti esagerati. Quest’anno però è mancato completamente il controllo dei vigili urbani che non hanno effettuato l’abituale servizio notturno, probabilmente per mancanza dei fondi per lo straordinario. Non ‘è stata nemmeno l’isola pedonale nei fine settimana. Ora si è saputo, dopo un intervento dei carabinieri, chiamati per l’ennesima volta da chi non  riusciva a dormire alle 4 di notte, che le telecamere di sorveglianza non funzionano da più di un anno. Le ha messe fuori uso un fulmine, hanno detto a palazzo Antonelli, dove nessuno naturalmente s’era preoccupato di stipulare un’assicurazione contro gli effetti dei fenomeni elettrici. 20 mila euro in fumo.

La Piazza di Maria Cazzetta 2 (senza vendetta… absit iniuria verbis!)

30 agosto 2011 1 commento

Il mio caro amico, nonché assessore all’ambiente del comune di Ceccano, Antonello Ciotoli, continua a non apprezzare i miei articoli. Stavolta non gli vanno bene i miei giudizi sull’intenzione di intervenire per risistemare di nuovo Piazza XXV  Luglio Padronissimo, naturalmente. Soltanto che invece di rispondere alle questioni che mi sforzo di porre mi accusa invece di essere contro l’amministrazione e di prepararmi alla campagna elettorale. Lo ha scritto su Facebook e gli ho risposto così:

Ho scritto l’articolo La Piazza di Maria Cazzetta dopo aver ricevuto un comunicato del consigliere Gizzi a proposito della Piazza XXV Luglio , sui cui lavori di sistemazione urbanistica ed architettonica espressi le mie riserve in decine di articoli che possono essere facilmente rintracciati nella collezione dei quotidiani degli anni immediatamente precedenti il rifacimento della Piazza e in quelli successivi alla sua riapertura al traffico.

Continuo ad essere convinto che la debolezza della politica abbia causato quello a cui assistiamo oggi: l’idea iniziale di chi volle dare alla Piazza XXV Luglio un nuovo volto era quella di avere poi una grande area pedonale, tant’è vero che proprio in quegli anni si era già sperimentata una inversione del senso unico di circolazione con la salita del traffico veicolare per via Stirpe. Ma il sempre potente partito dei commercianti di Piazza XXV Luglio prevalse sugli interessi generali (a cominciare dal fatto che tutta la parte alta della città è priva del servizio di trasporto pubblico che invece prima la serviva) ed abbiamo avuto  lo sfacelo di oggi.

Così è un po’ difficile attribuire responsabilità ai tecnici progettisti, almeno nell’idea generale, se non nella scelta dei materiali o nei criteri estetici o nella mancanza di un serio studio precedente alla fase di progettazione. Non so da cosa sia dipeso, certo i rapporti tra tecnici progettisti  e amministratori è sempre stato, diciamo così, un po’ “oscuro”. Non ho mai assistitito, anche in casi eclatanti (penso ai marciapiedi di via Stirpe, percorribili con un piede soltanto… o al marciapiedi di viale della Libertà in cui la carrozzina dell’invalido può salire ma non può scendere dall’altra parte… o ai marciapiedi a  scomparsa di via Solferino, appena risistemata), ad una contestazione dell’amministrazione civica nei confronti di chi avrebbe dovuto controllare l’esecuzione dei lavori.

Certo i progettisti della Piazza, o il direttore dei lavori, o il tecnico comunale incaricato del controllo dovrebbero chiarire perché mai sia comparso un salto di diversi centimetri verso via Pisciarello ad esempio e perché ci siano marciapiedi che scompaiono anch’essi al livello della strada. Queste a mio parere le ragioni di una Piazza sempre sconnessa come se fosse antica, quando antica non è: abbiamo paese più piccoli di Ceccano che sono riusciti a realizzare pavimentazioni di piazze con materiali ben diversi e ben più resistenti, limitando nel contempo il traffico automobilistico.

Sono cose che ho sempre scritto nel corso di questi anni. L’assessore Ciotoli dovrebbe smetterla di considerarmi a favore o contro qualcuno e provare invece a rispondere a qualche questione che i giornali (di carta o elettronici) legittimamente pongono senza rifugiarsi subito in attacchi personali che non hanno niente a che fare con i problemi. Detto questo, che vale sempre, sappia l’assessore Ciotoli che non ho alcuna ambizione elettorale. Ho già dato e ho tanto da fare nel mio lavoro. Quindi non ha nulla da temere da me.
Rimane poi la questione, la cui mancata soluzione renderà comunque vani gli interventi di manutenzione, di cosa deve essere Piazza XXV Luglio: una piazza, un parcheggio, una strada? Soltanto la risposta a questa domanda consentirà di effettuare le manutenzioni giuste. Quindi  Se non si risolverà prima

La Piazza di Maria Cazzetta

30 agosto 2011 3 commenti

Tanti milioni spesi per mettersi nei guai: l’affare di Maria Cazzetta. E’ stato scritto tante volte ora se ne ha la conferma ufficiale. Il Consiglio Comunale di Ceccano ha inserito fra le opere pubbliche il rifacimento di Piazza XXV Luglio a soli 15 anni dalla sua nuova pavimentazione in porfido cinese da lungomare. Chiunque passeggi per la Piazza, centro effettivo della città, si accorge di come non sia possibile pavimentare una piazza aperta al traffico con cubetti di porfido di 4 cm di profondità. Così pietre che saltano, inserti in travertino che si spezzano, cotto che si frantuma. Insomma la pacchia dei manutentori, un pozzo senza fondo per le casse comunali. Il tutto ancora uan volta per la debolezza della politica. Nella parte bassa di Piazza XXV Luglio, all’incrocio con via Roma, campeggia la dichiarazione imperiale: l’Amministrazione comunale fece, come se qualcun altro potesse ripavimentare una piazza. Purtroppo quell’amministrazione non fu capace né di dare indicazioni precise ai progettisti, rivelandosi così un committente assolutamente debole.. Fra l’altro i progettisti impreziosirono il lavoro con alcune perle descrittive: definirono Piazza XXV Luglio “una classica piazza medievale” quando tutta l’area della piazza è fuori le mura della città! Gli amministratori di allora tentennarono anche sull’utilizzo cui destinare la piazza: infatti le soluzioni adottate dai progettisti, che possono essere più o meno condivise, erano comunque  in vista di un uso pedonale di Piazza XXV Luglio. Ma, anche in quel caso, bastò la prima raccolta di firme per far rientrare qualunque abbozzo di programmazione ed ecco il risultato di oggi che i ceccanesi stanno ancora pagando con i mutui comunali. Ora si parla di rimetterci mano. A questo proposito riporto un intervento del cons. Gizzi:

Piazza XXV luglio nel 1996 venne lastricata con cubetti di porfido di profondità di pochi centimetri, con una spesa di centinaia e centinaia di milioni delle vecchie lire. Tutti, meno gli amministratori del centrosinistra, capirono che quella realizzazione avrebbe avuto vita breve. L’opera venne realizzata lo stesso e la sinistra ceccanese, si complimentò per il lavoro che – a loro dire- aveva riqualificato la Piazza principale. Da parte nostra, interpretando il sentire comune, dicemmo subito che la grande lastricata di piccoli cubetti di porfido non era per nulla indicata per  l’estensione così ampia di una piazza. E denunciammo che questi lavori avvenivano con materiali di pessima qualità (come ad esempio il peperino utilizzato per i marciapiedi, scuro che nei giorni invernali assume il colore nero ed ispira la depressione). I progettisti si inventarono alcune interventi con mattoncini in cotto e strisce di travertino per interrompere ogni metro le strisce di porfido con un risultato di disegni a terra romboidali e di stile sconosciuto, tra il tragico ed il ridicolo. Cosa ancor più grave è che questo lavoro costato centinaia e centinaia di milioni venne caricato su un MUTUO che per i prossimi venti anni i cittadini dovranno pagare con i soldi delle loro tasche.
Ora il risultato è sotto gli occhi di tutti. Cubetti di porfido che giornalmente saltano, mattoncini di cotto che giorno dopo giorno si danneggiano, creando un insieme di degrado assoluto ed inaccettabile. Questa è l’amministrazione del centrosinistra a Ceccano: lavori pessimi pagati con i soldi dei cittadini; lavori che necessitano di continui interventi per limitare i danni; completo disinteresse da parte del Comune che ora di fronte al fallimento del lavoro fa finta di niente. Resta solo il danno e la beffa perché per molti anni saremo costretti a pagare uno dei peggiori lavori realizzati a Ceccano. Nel Consiglio Comunale del 29 agosto ho chiesto al Comune di convocare gli amministratori dell’epoca, i progettisti, il direttore dei lavori, la ditta che realizzò i lavori stessi, per esaminare il collaudo (se c’è stato) e definire concretamente il danno che subisce giornalmente il Comune di Ceccano per questo lavoro di cui un’Amministrazione seria dovrebbe solo vergognarsi.

Bell’affare di Maria Cazzetta!

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