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Archive for luglio 2011

Il quia


State contenti, umana gente, al quia;

ché se potuto aveste veder tutto,

mestier non era parturir Maria

Oslo: qualche considerazione per capire una tragedia


Massimo Introvigne, studioso di storia delle religioni, ci dà qualche elemento per capire meglio la tragedia della Norvegia

L’orribile tragedia di Oslo chiede anzitutto rispetto e preghiera per le vittime, quindi una riflessione sulle misure di vigilanza che anche società, come quelle scandinave, che tengono al loro carattere «aperto», oggi non possono mancare di adottare a fronte delle numerose e molteplici forme di terrorismo. Tra queste misure, però, non ci può e non ci dev’essere una stigmatizzazione dei «fondamentalisti cristiani», dipinti come criminali e potenziali terroristi. È veramente sfortunato che la polizia norvegese, subito ripresa dai media di tutto il mondo, abbia inizialmente presentato l’attentatore, Anders Behring Breivik, come un cristiano fondamentalista, e che in Italia alcuni media lo abbiano definito perfino – falsamente – un cattolico.

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mi-oslo.html

Francesco è musica

Fissatolo, lo amò…


 Michelangelo Nasca, sul sito nobell.it , ha sintetizzato molto bene un concetto che mi pare decisivo nel racconto che l’evangelista Marco scrive dell’incontro tra Gesù e il cosiddetto giovane ricco. Ecco le considerazioni di Nasca:

Nella vita di ogni uomo – e in modo particolare in quella dei più giovani – il desiderio di infinito si percepisce, talvolta, attraverso le domande che riguardano il senso da dare alla propria esistenza. Ci rendiamo conto che nessun bene finito può saziare il desiderio di eternità presente nel cuore umano, e solo Dio – nella concreta esperienza della fede cristiana – è capace di rispondere a questo struggente richiamo interiore. Risulterà chiarificante, a tal proposito, l’incontro – che cercheremo di commentare qui brevemente – tra Gesù e un giovane ricco narrato nei Vangeli.

“Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?»”(Mc 10, 17).
L’immagine iniziale proposta dall’evangelista Marco è davvero suggestiva. Un tale (che si trattasse di un giovane lo riferiscono i Vangeli di Matteo e Luca) “corre” verso Cristo, mostrando il vivace desiderio di volerlo incontrare. Egli, addirittura, si inginocchia davanti a Gesù per rivolgergli una domanda estremamente importante, la domanda di tutta una vita, una domanda che corrisponde al desiderio di pienezza e di felicità verso cui orientare la propria esistenza: che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna? Il giovane, inoltre, si dirige verso Gesù, chiamandolo “Maestro”, quasi a voler riconoscere uno degli aspetti principali dell’identità di Cristo: il suo essere “persona educante”. Una prospettiva, quest’ultima, che il disvalore culturale e morale odierno tende abilmente ad occultare. Se, infatti, scompare Cristo come vero “principio educante”, i valori si appiattiscono, diventano impersonali e ognuno potrà essere solo maestro di se stesso!

Alla domanda sulla vita eterna Gesù suggerisce al giovane ricco l’osservanza dei Comandamenti. Il ragazzo ammette di aver sempre adempiuto a questa regola di vita morale (oggi diremmo “da bravo cristiano!”). Ad un tratto, però, Gesù posa lo sguardo su di lui, “fissatolo lo amò”! Uno sguardo che rivela l’amore inesauribile e sorprendente di Dio; Gesù sta per rivolgere al giovane interlocutore una proposta decisiva, qualcosa che può rilanciare la sua vita e proiettarlo verso quel desiderio di eternità che un istante prima aveva spinto il giovane ad incontrare Cristo: “Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»” (Mc 10, 21).

Il giovane – quello di ieri come quello di oggi – deve adesso operare con libertà un’importante scelta per la sua esistenza. Seguire Cristo non è facile, al discepolo viene chiesto di rinunciare a tutto ciò che nel mondo può garantire un’effimera stabilità di vita. Gesù chiede una sequela incondizionata, un abbandono totale all’amore del Padre, come gli uccelli del cielo che «non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre» (Mt 6, 26); e ancora: «Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6, 31-33).

«Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni»(Mc 10, 22). L’esito di questo singolare incontro con Cristo si conclude tristemente. Il giovane ricco, infatti, si fece scuro in volto e se ne andò rattristato. Egli inizia ad allontanarsi, così, da quel desiderio di eternità tanto anelato – perché possedeva molti beni – mentre lo sguardo di Cristo (così ci piace immaginarlo) continuava a seguirlo!

Michelangelo Nasca

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GMG Madrid 2011: istruzioni per l’uso


Qui le ultime istruzioni per i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, 16-21 agosto 2011

info-utili

Per chi volesse partecipare, l’Ac giovanile della diocesi di frosinone ha disponibile ancora un posto. Scrivere ad annamaria041284@libero.it

Una palazzina al posto del Monumento ai Caduti


CECCANO _ Proseguono le polemiche sull’intensissima attività edificatoria che sta coinvolgendo numerose zone di ceccano a ritmi mai visti in  precedenza.  Ospitiamo ancora una volta un intervento di Antonio Nalli che ci pare espriemere ils entimento di molti cittadini fabraterni:

Dopo il deturpamento del sito archeologico di Forno Mataro, nuovi interventi edili mettono a rischio in maniera definitiva, anche altri siti di interesse pubblico a carattere culturale, storico ed artistico. Sempre nella zona di via Madonna delle Grazie, infatti, nel retro della Chiesa e nello stesso terreno in cui dove 2 anni fa venivano rinvenute ben 4 tombe di origine cristiana, risalenti ad epoca romana, scheletri umani e resti fittili, con tanto di sopralluoghi e scavi archeologi effettuati da parte della Sopraintendenza del Ministero dei Beni Culturali, sorgerà un nuovo fabbricato.
Si tratta di un’inquietante realtà che sta purtroppo prendendo sempre più piede nella città di Ceccano, dove negli ultimi anni si sono registrati decine di interventi urbanistici alquanto discutibili, a fronte delle centinaia di possibilità di recuperare le abitazioni del centro storico, sempre più vuote ed un ricavo in termini di occupazione pari quasi a zero, poiché la maggior parte delle ditte che continuano ad operare nel nostro territorio, sono di tutt’altra origine.
Sull’argomento l’amministrazione comunale continua a trincerarsi dietro l’attenuante di ciò attualmente prevede il piano regolatore della città, frutto di modifiche al’interno degli uffici urbanistici comunali, specie per quanto riguarda l’edificazione per i lotti interclusi.
Ma è chiaro che se per il territorio non vengono posti vincoli speciali da parte della classe politica che amministra, le costruzioni potrebbero sorgere ovunque, perfino sopra il monumento ai caduti di Piazza XXV Luglio. Di questo passo, infatti, una palazzina multipiano al posto del monumento alla memoria più importante della città, non sarebbe poi così di cattivo gusto, anzi… come non lo sarebbe affatto all’interno del campo sportivo “Dante Popolla”, altro sito destinato ormai a scomparire, vista la volontà di realizzare il nuovo stadio nella zona sportiva nei pressi del palazzetto “Domenico Tiberia”, trasformando il “vecchio” in un’area in cui far sorgere altri 3 o 4 edifici abitativi, a due passi dal percorso del fiume Sacco che ha creato e continua a creare non pochi problemi alla salute della popolazione. Ed è proprio per questo che si procede con rilento ad attuare il nuovo piano regolatore della città, pronto da più di un anno, perché presentato in veste ufficiale alla popolazione, presso la sala del cinema Antares lo scorso luglio 2010. La maggioranza, infatti, continua a non portare a votazione il Prg in consiglio comunale, dando in questo modo la possibilità di continuare a far edificare ovunque, anche dove non si potrebbe, a causa di interessi economici e personali che prevalgono di gran lunga su una questione morale che andrebbe decisamente aperta specie dalla fuoriuscita e diffusione di lettere anonime che denuncia molteplici illegalità nel settore urbanistico, sulle quali anche la Procura del capoluogo ha aperto un fascicolo di indagine.

Bosco Peschieta: tra incanto e frigoriferi, andate a correre e a camminare lì


Certo colpisce di più il frigorifero abbandonato nel querceto ma il luogo è bello, ha paesaggi incantevoli, meriterebbe difesa e promozione prima che venga anche questo trasformato in basamento per residence.

E’ il bosco della Peschieta, lungo l’antica via Latina, una volta strada principale per l’accesso al Castello dei de Ceccano, oggi, contrada un po’ dimenticata con discariche che compaiono qua e là e qualche bella villa ben inserita nel contesto.

Ma non ci vuol niente a fargli fare la fine della Madonna delle Grazie o della collina della Casette o di via Marano. Un soffio e via, cemento per tutti.

Una proposta a camminatori e corridori: nel bosco Peschieta ci sono quasi due chilometri di strada tra le querce. provate a camminare e a correre lì piuttosto che su un tartanm senza alberi a due passi da uno dei corsi d’acqua piùinquinati del mondo e a 100 metri lineari dal depuratore…  sarà un modo per conoscere un altro bel luogo di Ceccano e contribuire a difenderlo.

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