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Archive for dicembre 2010

Buon anno con il coro: gli auguri del Liceo di Ceccano

31 dicembre 2010 Lascia un commento

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Qui il video con Oh happy day

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e qui  le altre foto del Concerto del 30 dicembre a S. Giovanni

ConcertoNataleCoro2010?authkey=Gv1sRgCPPWvtDCn5K0aQ

Felici giorni, ragazzi!  Ad maiora!

Auguri a tutti!

Casamari: con Mozart, il sublime al Concerto di fine anno

30 dicembre 2010 5 commenti

FROSINONE _ Il sublime, via per l’Onnipotente. Commozione, applausi, fragoroso silenzio: queste le emozioni del XX Concerto di Fine Anno a Casamari mercoledì 29 dicembre. Le note sublimi e passionali della Grosse Messe di Mozart hanno tenuto il pubblico avvinto in un pathos di compartecipazione al dramma di un uomo diviso tra il grande amore per sua moglie, appena guarita da una gravissima malattia, e la non accettazione della sua musica da parte della città natale, Salisburgo. Costanza, l’amatissima moglie di Wolfgang, si era ammalata nell’autunno del 1782: i due non erano ancora sposati, il padre di Mozart non era consenziente, la malattia sembrava destinata ad un esito infausto ed ecco il voto, una messa, una grande messa, che proprio Costanza avrebbe cantato in onore del Signore dopo la guarigione.

Dunque non una commissione ma la volontà precisa di Mozart di ringraziare il Signore pur in un momento drammaticissimo della sua vita. E tutto questo emerge da una partitura che ha momenti di dolcezza straordinaria come il Kyrie e l’Et incarnatus del Credo e momenti di forte drammaticità come il Qui tollis del Gloria.  E poi, la possanza del Credo, espressione ripetuta e ferma della fede di Mozart, dopo la guarigione della moglie è seguita dall’incanto dolcissimo della contemplazione della nascita del Salvatore. Segue l’elevazione vorticosa del Sanctus e soprattutto dell’Hosanna in excelsis che trasporta gli ascoltatori proprio in quel più alto dei cieli dove dimora il creatore. Una tale bellezza unita alle pietre vive e parlanti dell’abazia cistercense ha raggiunto il cuore di ogni ascoltatore. Mozart non portò mai a compimento la partitura che fu eseguita per la prima volta all’inizio dell’estate del 1783, in una chiesa parrocchiale di Salisburgo, a causa del fortissimo contrasto che ancora c’era fra Mozart e il principe arcivescovo della città. La Grosse Messe è senz’altro un’opera sui generis per la singolarità dei generi musicali che Mozart utilizza ma anche per le scelte innovative del musicista salisburghese che non volle adattarsi al decreto imperiale che proprio in quell’anno fissava la durata massima delle messe nelle chiese dei territorio della monarchia danubiana. Il pubblico ha apprezzato l’esecuzione della Grosse Messe affidata alle voci di Maria Adele Matassa, soprano, Angela Nicoli, mezzosoprano, Emiliano Blasi, baritono ed Angelo Forte, tenore, al coro polifonico del Concentus Musicusa Fabraternus Josquin Des Pres, al coro Pro Arte, diretto da Maurizio Sparagna, all’Orchestra Filarmonica Nazionale dell’Ucraina, con la direzione affidata Mauro Gizzi che ha saputo amalgamare oltre 150 esecutori, con un suono davvero formidabile ma anche sereno e rassicurante. Il concerto, come sempre, è stato accolto dall’augurio di buon anno da parte dell’abate Buttarazzi, che ha voluto ricordare l’impegno dell’abazia nel diffondere la cultura musicale, grazie proprio ai 20 anni del Concerto di fine anno, appuntamento ormai tradizionale nel territorio della provincia di Frosinone.

Erano presenti, fra gli altri anche l’assessore alla cultura della provincia, Abbate, il vicepresidente Scaccia, il sindaco di Veroli D’Onorio, il prefetto Cesari, il governatore Fazio, gli organizzatori del concerto di fine anno, Don Federico e Giuseppe Langella,  ed un foltissimo pubblico che ha riempito la basilica in ogni suo posto. Particolare soddisfazione per il Concentus Musicus fabraternus Josquin Des Pres, diretto da Mauro Gizzi, che proprio in questi giorni celebra il ventennale della sua fondazione. Tenne infatti il suo primo concerto a Ceccano il 26 dicembre del 1990, nella chiesa di S. Maria. Da allora questa formazione musicale, che annovera tanti musicisti ed appassionati di ogni parte della provincia di Frosinone, oltre a Ceccano, Frosinone, Alatri, Supino, Patrica, Castro, Pofi, Veroli, Monte San Giovanni Camnpano, Villa S. Stefano, Ceprano, ha girato il mondo presntando il volto migliore della nostra terra. Ha recentemente costituito anche un’orchestra sinfonica costituita da giovani diplomati del Conservatorio Licinio Refice, intitolandola a Francesco Alviti, percussionista scomparso due anni fa, dopo aver affrontato coraggiosamente una terribile malattia. Il Concentus, insieme ad altre formazioni musicali, dimostra come sia possibile nel nostro territorio tirar su complessi che siano in grado di non sfigurare nei più impegnativi contesti internazionali ed è di buon augurio per il futuro della nostra terra, come il Concerto di fine anno ha sempre voluto essere.

Qui le altre foto
CasamariConcertoFineAnno2010

e due video

watch?v=dYD2mlndbpQ di Maurizio Grande

e

watch?v=7vcRyt8iy0k di Agnes Prezler

e ancora video e foto

concentusfabraternus

www.concentus-fabraternus.com

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31 dicembre: Fiaccole per la pace e solidarietà per chi è solo

30 dicembre 2010 Lascia un commento

Frosinone_ Fiaccole per la pace e solidarietà per chi è solo, un modo diverso di vivere l’ultimo giorno dell’anno: alle 17 del 31 dicembre, quando tutti sono affannati  a preparare cenoni e alla ricerca disperata di divertimento, i cristiani e gli uomini di buona volontà testimonieranno il loro impegno per la pace con una fiaccolata che da Largo Turriziani arriverà fino alla Cattedrale, dove il vescovo, mons. Ambrogio Spreafico, celebrerà il Te Deum di ringraziamento e consegnerà alle autorità presenti il messaggio di Benedetto XVI per la XLIV Giornata Mondiale della Pace, sul tema: Libertà religiosa, via della pace. Si tratta di una questione molto importante: il XX secolo ha visto oltre un milione di cristiani morire per la loro fede, e accanto a loro tanti altri uomini di altre religioni che hanno testimoniato a caro prezzo la loro fede.

Qui il testo del Papa:

hf_ben-xvi_mes_20101208_xliv-world-day-peace_it.html

Alla sera poi, nell’auditorium comunale di Frosinone, l’Unitalsi terrà il cenone per tutti coloro che non hanno dove andare, che son soli, che non stanno bene… Soliderietà e pace per ben iniziare il nuovo anno

Casamari: Mozart al XX Concerto di Fine Anno, mercoledì 29 dicembre, ore 18,30

27 dicembre 2010 1 commento

La Grande Messa di Mozart, uno dei monumenti della musica sacra, suggello possente  ed esaltante dell’arte  e della religiosità del musicista salisburghese, sarà eseguita, mercoledì 29 dicembre alle ore 18,30, nel XX Concerto di Fine Anno nell’Abazia di Casamari.

Nessuno gliel’aveva commissionata: è il risultato di un voto che nel 1783 Mozart rivolge al Signore per invocare la guarigione della moglie amatissima, Costanza, seriamente ammalata nell’inverno tra l’82 e l’83. Era un soprano: e la tessitura è quella per la voce di Costanza che l’avrebbe cantata una volta guarita.  Mozart non l’ha mai completata ma quello che possediamo è davvero un capolavoro della fede espressa nella musica.

Il Kyrie, la potenza gioiosa del Gloria, l’adorazione sommessa dell’Et incarnatus danno a chi ascolta l’idea di come sia possibile per l’uomo entrare in contatto con il divino, contemplarlo, adorarlo…

La Grosse Messe sarà diretta da Mauro Gizzi con lOrchestra Filarmonica Nazionale dell’Ucraina, il coro polifonico del Concentus Musicusa Fabraternus Josquin Des Pres, che celebra in questi giorni il ventennale della sua costituzione, il coro Pro arte, diretto da Maurizio Sparagna. Le voci soliste saranno quelle di  Maria Adele Matassa, soprano, Angela Nicoli, mezzosoprano, Emiliano Blasi, baritono ed Angelo Forte, tenore. Il XX concerto di fine anno è organizzato dalla Comunità Monastica di Casamari,  in collaborazione con la Provincia di Frosinone, il Consiglio Regionale del Lazio e la Banca Popolare del Frusinate.

I venti anni del Concerto di fine anno dimostrano quanto sia importante insistere nelle buone tradizioni delle cultura: nelle splendide navate della basilica abaziale si sono susseguiti complessi di grande valore che hanno presentato al pubblico i grandi capolavori della musica sacra.

Qui video e foto

concentusfabraternus

www.concentus-fabraternus.com

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L’esempio di Nazareth – Auguri a tutte le famiglie

26 dicembre 2010 Lascia un commento

Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa
(Discorso tenuto a Nazareth, 5 gennaio 1964)

L’esempio di Nazareth
La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, ad imitare.
Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo. Qui scopriamo il bisogno di osservare il quadro del suo soggiorno in mezzo a noi: cioè i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, tutto insomma ciò di cui Gesù si servì per manifestarsi al mondo.
Qui tutto ha una voce, tutto ha un significato. Qui, a questa scuola, certo comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spirituale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo. Oh! come volentieri vorremmo ritornare fanciulli e metterci a questa umile e sublime scuola di Nazareth! Quanto ardentemente desidereremmo di ricominciare, vicino a Maria, ad apprendere la vera scienza della vita e la superiore sapienza delle verità divine! Ma noi non siamo che di passaggio e ci è necessario deporre il desiderio di continuare a conoscere, in questa casa, la mai compiuta formazione all’intelligenza del Vangelo. Tuttavia non lasceremo questo luogo senza aver raccolto, quasi furtivamente, alcuni brevi ammonimenti dalla casa di Nazareth.
In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazareth, insegnaci ad essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri. Insegnaci quanto importanti e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione, l’interiorità della vita, la preghiera, che Dio solo vede nel segreto.
Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro. Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore.

Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci!

25 dicembre 2010 1 commento

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
(Disc. 1 per il Natale, 1-3; Pl 54, 190-193)

Riconosci, cristiano, la tua dignità
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.
Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l’impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l’assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte, fosse vinto da quella stessa natura che prima lui aveva reso schiava. Così alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2, 14). Essi vedono che la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera ineffabile dell’amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro altezza, quanto non deve rallegrarsi l’umanità nella sua miseria! O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perché nella infinita misericordia, con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi, «e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo» (cfr. Ef 2, 5) perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani.
Deponiamo dunque «l’uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4, 22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricòrdati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricòrdati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del Regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.

Fabrizio Bartolini suona con l’orchestra sinfonica della Rai

22 dicembre 2010 1 commento

Stasera, mercoledì 22 dicembre, alle ore 20,30, il percussionista Fabrizio Bartolini suonerà con l’orchestra sinfonica della Rai. A lui, il direttore Jurhai Valcai ha affidato il triangolo,  le campane e il tamburello basco. Il programma del concerto che potrà essere seguito in diretta sulle frequenze di Radio Tre dall’auditorium Arturo Toscanini di Torino, prevede:

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI
Scherzo à la russe – Concerto di fine anno
direttore, Juraj Valčuha
Dmitri Šostakovič
Ouverture Festiva op.96
Nikolaj Rimskij-Korsakov
Il volo del calabrone, dall’opera La fiaba dello zar Saltan
Nikolaj Rimskij-Korsakov
Capriccio spagnolo op. 34
– Alborada (Vivo e strepitoso)
– Variazioni (Andante con moto)
– Alborada (replica)
– Scena e canto del gitano (Allegretto)
– Fandango Asturiano
Igor Stravinskij
Scherzo à la russe
Con moto – Trio I – Scherzo – Trio II
Nikolaj Rimskij-Korsakov
Polonaise, dall’opera La notte di Natale
Aleksandr Borodin
Danze polovesiane, dall’opera Il principe Igor
– Danza delle fanciulle polovesiane
– Introduzione (Andantino)
– Allegro vivo
– Allegro
– Presto
– Moderato alla breve
– Presto
– Allegro con spirito – piu’ animato
Pëtr Il’ič Čajkovskij
1812. Ouverture solenne in mi bemolle maggiore op. 49

È interamente dedicato alla Russia e al suo umorismo tagliente, talvolta anche grottesco e amaro, il Concerto di fine anno dell’Orchestra Rai, mercoledì 22 dicembre 2010 alle ore 21, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in streaming sul sito www.osn.rai.it. Il concerto prende il titolo da una pagina orchestrale di Stravinskij, Scherzo à la russe, che sembra fatta apposta per mettere in risalto le qualità di una grande orchestra sinfonica. In programma pagine celebri, come Il volo del calabrone e Capriccio spagnolo di Rimskij-Korsakov, o le Danze polovesiane dall’opera Il principe Igor di Borodin; ma anche brani più inusuali e celebrativi, come l’Ouverture festiva op. 96 di Šostakovič, scritta nel 1947 per il trentennale della Rivoluzione d’Ottobre, o 1812. Ouverture solenne di Čajkovskij, scritta nel 1882 per ricordare la disfatta dell’esercito napoleonico in Russia. In clima natalizio poi, la Polonaise tratta dall’opera La notte di Natale di Rimskij-Korsakov, il cui soggetto deriva da un misterioso racconto di Gogol’. Sul podio il Direttore principale dell’Orchestra Rai Juraj Valčuha (foto) che, dopo il successo del concerto natalizio dello scorso anno, dedicato al valzer viennese e intitolato Perpetuum mobile, torna con un programma vivace e accattivante, per augurare a tutto il pubblico un gioioso periodo di festività.

Si tratta dunque di una grande risultato per il giovane percussionista frusinate che è ormai ai livelli più alti nel panorama nazionale.

Vai, Fabrizio, ad maiora!

 

Qui il link della Rai

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il link per ascoltare Radio 3 in diretta

player_radio.html?v=3

e quello per l’Orchestra Sinfonica della Rai

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