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Archive for luglio 2009

Mons. Spreafico, vescovo da un anno


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In occasione del primo anniversario della consacrazione episcopale del nostro Vescovo, S. E. Ambrogio Spreafico, la diocesi si riunirà per rendere grazie al Signore.L’appuntamento è domenica 26 luglio 2009, alle ore 20:30, nella Basilica di Santa Maria Salome, patrona della nostra diocesi, a Veroli.
In questa splendida cornice, avrà luogo una solenne liturgia eucaristica, concelebrata dal clero diocesano. Al termine della celebrazione, il Vescovo saluterà le autorità, i sacerdoti, i religiosi e i membri degli uffici di Curia nel salone del seminario vescovile.

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L’invito a partecipare è rivolto all’intera Chiesa diocesana, affinché essa si stringa attorno al proprio Vescovo, ad un anno dalla sua ordinazione avvenuta nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, a Roma, mediante l’imposizione delle mani da parte il segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.

Piazza: è rissa ogni notte e le telecamere non funzionano


I residenti  sono esasperati: il pullulare di locali pubblici, ce ne sono più di dieci in non più di 200 metri di strada, porta, ogni sera, ad un’altissima concentrazione di persone che rimangono in piazza anche dopo la chiusura dei locali, magari mettendosi a giocare a pallone per strada, o rincorrendosi reciprocamente con i gavettoni, fino a cose ben più gravi. E tutto questo fino alle 4 del mattino, con buona pace del diritto dei residenti a dormire. Ormai si tratta di un fenomeno che dura da anni e nei confronti del quale le autorità appaiono disarmate o disinteressate: a nulla valgono i pattugliamenti dei carabinieri, che devono sorvegliare un territorio amplissimo. L’amministrazione Ciotoli aveva annunciato l’avvio del sistema di videosorveglianza della Piazza: l’impianto è stato realizzato, copre una vasta area tra Piazza XXV Luglio, Largo Tomassini, via Magenta, Piazzale Bachelet, Piazzale Impastato. Ma sembra che non si ancora entrato in funzione: così delinquentucci da 4 soldi fanno il loro comodo fino alle prime ore della mattina. Per non parlare di quello che accade nei vicoli che separano Largo Tomassini da Via Stirpe e da via Roma: è il completo regno dell’illegalità, sotto gli occhi di tutti. Ci sono già stati ferimenti, incendi dolosi, l’altra sera l’ultima rissa: cosa si aspetta per intervenire seriamente? Che accada l’irreparabile? Intanto molti lasciano quelle case: il valore degli immobili in Piazza è crollato.

Fontana dei delfini: divieto d’accesso


14072009679CECCANO _ Sicuramente chi ha appoggiato lì il cartello stradale di divieto di accesso addosso alla Fontana dei delfini, nella Villa Comunale del palazzo Antonelli non ne ha colto il significato simbolico, rappresentazione immediata dell’atteggiamento con cui l’amministrazione Ciotoli presta attenzione al patrimonio storico ed archeologico della cittadina fabraterna. Così appena si entra nel cancello superiore di via S. Sebastiano, ci si trova di fronte alla cosiddetta Fontana dei delfini: c’è un cartello predisposto dalla Pro loco e dal Comune.

Vi si legge che la fontana fu costruita nel 1862, dall’arch. Cipolla per arredare il magnifico Palazzo Berardi, distrutto dai tedeschi al momento della ritirata, alal fine di maggio del 1944. Il Palazzo Berardi occupava l’area che attualmente vede invece gli orrbili palazzi Evalgelisti, e l’altrettanto invedibile palazzo Schiappa, sulla riva desttra del fiume, a valle di Ponte Berardi.

Il cartello divulgativo celebra anche l’amministrazione comunale che nel 2000 riportò la fontana dei delfini dall’abbandono di Piazza Berardi, ad adornare la villla Antonelli, salvo poi piazzarvi davanti un segnale di divieto d’accesso copendone quasi completamente la vista… Divieto d’accesso alla cultura?

Posta centrale: nel punto più scomodo


ECCANO _ Probabilmente avranno anche qualcuno che le studia tutte, ma il trasferimento dell’Ufficio postale Ceccano centro in via Madonna della Pace, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, suscita già molto perplessità. Il nuovo ufficio infatti si inserisce in una zona fortemente coinvolta negli imponenti flussi di traffico di attraversamento della cittadina fabraterna: via Madonna della Pace è, da sempre, tradizionalmente, uno dei gangli vitali della circolazione. Non ci sono parcheggi, le strade sono strette e così molti cittadini hannoe spresso la loro preoccupazioen di frointe all’ormai prossimo spostamento dell’ufficio postale Ceccano centro, attualmente ubicato in Piazzale Bachelet, in un locale in affitto ma almeno grande e con un aio parcheggio a disposizione. Ora l’ufficio si trasferisce in una strada in cui è difficile parcheggiare già ora, figuriamoci dopo con le migliaia di clienti che cogni giorno varcano le porte dell’ufficio postale. Tutti si chiedono, a Ceccano, quale logica abbia guidato le scele di Poste Italiane. Avevano avuto  disposizione diverse possibilità a cominciare dall’utilizzo, praticamente gratuito, dei locali della ex pretura, ora occupati in minima parte dagli uffici del giudice di pace. Poi altre soluzioni in via Matteotti con ampio parcheggio, oltre all’opportunità di costruire ex novo l’ufficio magari lungo una delle direttrici principali del traffico. Invece è stata scelta via Madonna della Pace: certo un vantaggio per i residenti nel centro storico ma sicuramente fonte di difficoltà per gli altri cittadini, costretti a muoversi in auto. Certo i parcheggi ci sono, a circa 200 metri, ma sono 200 metri molto scomodi, con marciapiedi dissestati, mancanza di attraversamenti pedonali etc.  Perché proprio lì?

Altri due… tutti noi…

24 luglio 2009 1 commento

5453_101279329884951_100000086546503_38535_7682225_nAltri due: una teoria infinita di vittime sull’altare della velocità, del consumo, dello sballo. Federico e Antonio hanno perso la loro vita sul nastro d’asfalto che collega Roma con Frosinone, nel momento in cui accadono il maggior numero di incidenti stradali, al mattino presto. Non c’è espressione più precisa che “vittime della strada”: sono davvero vittime ma il “della strada” non indica la responsabilità, non rivela il carnefice, indica soltanto il luogo.

Non possiamo continuare a prendercela con il destino, ad imprecare contro Dio: è una strage che ci è imposta dal nostro modo di vivere. Tutti noi, proprio perché non facciamo niente, perché omettiamo di intervenire, siamo i carnefici di Federico e Antonio. Tutti noi, che ci nascondiamo dietro il dito del “… ma, fanno tutti così…”, abituati a lasciar correre tutto, pur di non avere fastidi, a riempire di soldi le tasche dei nostri figli, purché non scoccino, ad accettare che, piccolissimi, già rientrino tardi di notte,  ad accettare di essere lì a letto, svegli, a temere che qualcuno venga a suonare il campanello con la notizia tragica. Tutti noi: quelli che non dicono niente contro il divertimentificio che considera i nostri giovani come carne da macello; che non dicono niente contro la quasi assoluta mancanza di controlli, che accettano la strage che fa più vittime di una guerra combattuta. Tutti noi… adulti, tragicamente e solidalmente colpevoli carnefici di Federico e Antonio e di tanti altri…

rosaPregherò per loro, ma pregherò di più perché noi adulti, me per primo, ci svegliamo finalmente e facciamo qualcosa per salvarli!

Ricordo un passo terribile del vangelo: erano accaduti due fatti tragici, il crollo di una torre che aveva ucciso coloro che vi si trovavano, ed una strage compiuta dai soldati romani. La gente si faceva le stesse domande che ci facciamo noi: perché sono morti? Dio dov’era?, che destino…

Ecco il brano, nella versione di Luca, al cap. 13, 1- 5

… si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: ”Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei per avere subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”.

Gesù pone fine a tutte le nostre elucubrazioni sul perché della morte: viviamo in un mondo in cui possomo accadere tante cose, alcune di esse però sono facilmente evitabili. Eppure accadono per la nostra irresponsabilità…

35 mila euro per le attrezzature scientifiche al Liceo di Ceccano


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Un nuovo laboratorio linguistico, un aula multimediale mobile con 24 portatili, una serie di lavagne interattive nei laboratori già esistenti: è quanto verrà realizzato nel Liceo Scientifico di Ceccano, grazie al contributo di 35 mila euro della Fondazione Roma per sostenere la diffusione delle nuove tecnologie nelle scuole italiane. Il Consiglio d’Istituto ha già deliberato l’assegnazione della gara e quindi per i primissimi giorni del nuovo anno scolastico i 700 studenti del liceo fabraterno avranno a disposizione nuove attrezzature per l’insegnamento delle lingue, ritenuto prioritario nell’impiego di questo finanziamento, e per le discipline scientifiche. L’aula mobile consiste in un carrello attrezzato con 24 portatili che permetterà agli insegnanti di avere sempre disponibili un portatile per ogni alunno della classe. Si tratta di un rovesciamento completo dell’idea della tradizionale aula di informatica in cui la classe di allievi si sposta nel laboratorio. In questo caso invece sono i computer portatili che divengono, come già sono, normali strumenti di uso didattico.  L’aula mobile si inserisce poi nella reale e completa accessibilità ad internet che c’è in ogni spazio del Liceo di Ceccano, grazie alla totale copertura wireless della scuola, in funzione sin dal 2001 e che ha reso internet quotidiano compagno di studi e di lavoro per gli studenti del Liceo.

Al Liceo Cotugno dell’Aquila, il contributo degli studenti dello scientifico



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Per il ripristino delle dotazioni scientifiche dei laboratori: questa la motivazione del bonfico inviato dal Liceo di Ceccano all’Istituto d’Istruzione Superiore Domenico Cotrugno de L’Aquila con i fondi raccolti dagli allievi per l’emergenza terremoto in Abruzzo

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