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Archive for dicembre 2008

Combattere la povertà, costruire la pace

31 dicembre 2008 Lascia un commento

1° gennaio 2009 – XLII Giornata Mondiale della Pace

Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI

Anche all’inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace. Già il mio venerato index_benxvipredecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. « S’afferma… e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni Paolo II – un’altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s’è fatta più evidente, anche nelle nazioni economicamente più sviluppate. Si tratta di un problema che s’impone alla coscienza dell’umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l’autentico ed armonico progresso della comunità mondiale »

continua

In ricordo di don Salvatore

31 dicembre 2008 Lascia un commento

Grazie, papà: indelebile nel ricordo di tutti, quell’uomo, sul lettino dell’ospedale, martoriato dai tubicini delle macchine che lo aiutavano a vivere e che, nonostante tutto quello che gli accadeva, era capace di pensare alla sua chiesa, ma non alla curia, agli incarichi, ma alle persone, ai cristiani, a tutti quelli che abitano il territorio che gli era stato affidato.

photo1Così don Salvatore resta nella memoria di tutti, vescovo affabile, deciso, capace di affrontare le questioni più spinose, il carcere, le prostitute, gli aborti in ospedale, gli operai senza lavoro, la politica insensibile, le morti sul lavoro. Era arrivato a Frosinone da pochi mesi, la diocesi da cui veniva, la Sabina, gli aveva regalato un’alfa romeo fiammante. Esplose quella fabbrica di fuochi d’artificio a Veroli: don Salvatore vendette la macchina per aiutare le famiglie rimaste sul lastrico e chiese alla parrocchie di non sprecare tanti soldi in fumo. Parole vane purtroppo ma gesto straordinario che dette a tutti la misura vera di quest’uomo che aveva speso la gioventù nelle borgate della sua Roma e che ha passato gli ultimi anni della sua intensissima vita donando tutto se stesso a Frosinone e alla sua chiesa.

Le testimonianze su don Salvatore si moltiplicano. Maria Lina Piras ci dice: «se io ho incontrato nell’arco dei miei 45 anni una persona santa questa e’stata don Salvatore Boccaccio, il Suo motto Grazie Papa’ è una vibrazione con l’Altissimo che non dimentichero’ mai». E così tanti altri, un elenco lunghissimo. E c’è un’altra cosa che ci ha colpito: il giorno dei funerali in diversi paesi comparvero grandi manifesti con la foto del vescovo. Sono rimasti fino ad oggi: anche gli attacchini l’hanno rispettato.

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Beethoven e Haydn per il Concerto di fine anno a Casamari, martedì 30

28 dicembre 2008 2 commenti

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CASAMARI – Le note solenni e serene della II sinfonia di Beethoven e della Heilig Messe  di Haydn costituiscono l’accattivante programma del concerto di fine anno, martedì 30 dicembre, alle ore 18, nella basilica dell’abazia di Casamari.

Il concerto di fine anno, giunto alla XVIII edizione, non poteva presentare scelta più appropriata per l’incertezza dei tempi in cui viviamo.  Particolarmente attesa è la messa di Haydn, la cui esecuzione a Casamari segna l’inizio delle celebrazioni dello Haydn Jahr, l’anno Haydn. Infatti Franz Joseph Haydn morì a Vienna il 31 maggio del 1809, proprio duecento anni fa. La Missa Sancti Bernardi von Offida (Heilig-Messe) Hob. XXII n. 10, per soli, coro e orchestra con i classici numeri Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus – Benedictus e Agnus Dei vuole davvero essere un augurio per ritrovare un po’ di calma e di serenità. La messa fu composta per un onomastico.

L’8 settembre del 1796 tutta la corte degli Esterházy, al cui servizio  si trovava Haydn come kappelmeister, si preparava a festeggiare l’onomastico della principessa MariaErmenegilda. La domenica immediatamente successiva la comunità si sarebbe riunita per celebrare la festa della Madonna.

Per Haydn, rientrato in Ungheria dopo anni di successi in Inghilterra, era l’occasione ideale per ritornare all’amato culto mariano: una messa da dedicare alla Santa Vergine, ma nello stesso tempo alla corte che lo ospitava con generosità da quasi quarant’anni.

“Io non prego Dio come un povero peccatore disperato, ma con calmafranz-josef-haydn1
e sommessamente. Io sento che un Dio eterno avrebbe sicuramente
pietà delle sue creature mortali, e perdonerebbe alla polvere di essere
polvere. Questi pensieri mi rassicurano e mi spingono a provare una gioia sincera e una grande fiducia”.
La distesa serenità con cui Haydn si rivolgeva al cielo per contemplare i misteri divini trova riflessi pacati nelle opere sacre composte alla fine del Settecento.

La messa scritta per l’onomastico del 1796 venne eseguita il 14 settembre, data in cui si festeggiava San Bernardo d’Offida; ed è questa circostanza che ha portato a tramandare il lavoro con il titolo di Missa Sancti Bernardi von Offida; mentre il sottotitolo Heiligmesse spiega l’inserto, in corrispondenza del Sanctus, dell’antica melodia chiesastica Heilig, Heilig, Heilig.

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La messa propone una distesa riflessione sul trascendente, che rigenera l’ascoltatore come un sorriso materno e rassicurante. Il timbro dell’orchestra è arricchito dalla presenza dell’organo, che non svolge una semplice funzione riempitiva, ma contribuisce a realizzare un prezioso tessuto polifonico.

Haydn per anni aveva composto cataste di sinfonie; non devono stupire quindi le contaminazioni con il linguaggio sinfonico del Kyrie (introduzione, esposizione, sviluppo e ripresa) o del Gloria (in forma ternaria come uno scherzo).

Non manca un deciso interesse per il contrappunto, che tocca alcuni vertici di elaborazione nella chiosa del Gloria e nell’«et incarnatus» del Credo, dove Haydn riprende l’ossatura di un canone profano. Nell’apertura del Sanctus regna l’omofonia spianata, la contemplazione estatica e impotente
di un messaggio superiore; mentre il Benedictus privilegia la  melodica di un canto corale semplice e cristallino.

Tutta la fiducia nella forza rassicurante del trascendente esplode nell’Agnus dei, che, grazie a una torbida introduzione in tonalità minore, prepara con maestria lo squarcio solare ed euforico del conclusivo «dona nobis pacem».

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Nel recensire la prima pubblicazione della Heiligmesse di Haydn, Friedrich Rochlitz scrisse: Il compositore aveva capito come ottenere i più brillanti
risultati dopo grandi riflessioni e molte esperienze; fra tutti segnaliamo soltanto che in questi movimenti della Messa in si bemolle le trombe, usate
senza risparmio, a causa dell’intonazione bassa, esprimono maggior forza,
maggior solennità e maggior raccoglimento. Ma a che cosa si riferiva Rochlitz quando parlava di «trombe dall’intonazione bassa»?

Erano strumenti di nuova generazione, che Haydn aveva già utilizzato in alcune sinfonie londinesi: trombe in grado di suonare nella tonalità di si bemolle, a differenza delle più comuni in do. Qualche decennio prima Haydn, scrivendo una composizione in si bemolle, avrebbe evitato di inserire nell’organico le trombe, impossibilitate a emettere tutti i suoni
previsti dalla tonalità d’impianto; e avrebbe ripiegato sui corni.
Nella Heiligmesse, scritta appunto in si bemolle, tale problema non si pose, proprio in virtù della nuova presenza timbrica nella sezione degli ottoni. E il risultato è una sonorità orchestrale più luminosa e squillante.

Insomma un’esecuzione da non perdere affidata a Casamari ai cori giz3Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres, diretto da Mauro Gizzi, e al coro polifonico Città di Villa Santo Stefano, guido_iorio_san_pietro_romadiretto da Guido Iorio, e all’orchestra del teatro di Russe, Bulgaria.

La direzione è affidata a Leonardo Quadrini

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Inquinamento: attacchi di panico…

27 dicembre 2008 1 commento

Riceviamo da Antonio Nalli e, volentieri, pubblichiamo

Il forte livello di inquinamento causato sia dagli scarichi inquinanti nelle acque del fiume Sacco che dall’elevata concentrazione di CO2 nell’aria che respiriamo (ci troviamo, infatti, a pochi km da Frosinone definita una delle città più inquinate d’Italia),non causano solamente lo svilupparsi di patologie di tipo tumorali, che come abbiamo visto nei giorni scorsi, sono in forte crescita nel nostro territorio, ma anche di disturbi causati da reazioni che avvengono direttamente nel nostro cervello: gli attacchi di panico, una malattia che fa parte dei disturbi di ansia.
Il dottor Rosario Sorrentino, affermato neurologo, definisce il panico come una bugia del cervello. Una bugia che però può rovinare la vita delle persone che soffrono di questa sindrome.
Può capitare, infatti, di essere una persona normale, che conduce una vita normale. All’improvviso mentre passeggi a piedi, guidi, sei sull’autobus, a tavola con gli amici, al cinema o in qualunque altra situazione usuale, il tuo cuore inizia a battere all’impazzata, il respiro diventa faticoso, si fa strada la certezza di essere in grave pericolo, in pericolo di morte.
«Il primo attacco di panico – spiega il dott. Sorrentino – è un’esperienza sconvolgente. La partecipazione emotiva con cui lo descrivono i pazienti è quella di un incontro ravvicinato con un profondo senso di morte, qualcosa di devastante, perché irrompe improvvisamente, “a freddo”, spesso in una situazione di totale benessere, senza alcun tipo di circostanza che possa giustificarne l’insorgenza. I racconti sono vari. Molti parlano di una crescente difficoltà respiratoria, che progressivamente porta a un vero e proprio senso di soffocamento. Il paziente cerca di liberare il respiro con dei colpi di tosse, quasi per eliminare un corpo estraneo che gli impedisce di respirare. Subentra l’idea di essere sul punto di morire, di avere un infarto, a causa dell’accelerazione improvvisa della frequenza cardiaca, con sensazioni di tuffo al cuore, di aritmia. Il battito cardiaco rimbomba in tutto il corpo, tanto che il paziente può contare i propri battiti senza mettere le dita sul polso. E poi brividi, sudorazione, oppure la sensazione sgradevolissima di qualcosa che nasce in prossimità dello stomaco e che poi velocemente sale verso l’alto. E inoltre un senso di confusione, di stordimento, la sensazione di poter impazzire, di perdere il controllo ed il contatto con la realtà. Sono sintomi che durano pochi minuti, anche se il paziente ha una percezione dilatata del tempo, infinita. La prima cosa che fa, appena è in grado di muoversi, è di correre al pronto Soccorso a chiedere aiuto. Quello che prova in quel momento è una vera e propria tempesta chimica, biologica, neurovegetativa, che lo porta ad attivare tutti gli organi facendo appello alle sue migliori energie. E’ consapevole che sta affrontando qualcosa di veramente straordinario, perciò si reca al Pronto Soccorso, dove pero non è infrequente che i suoi sintomi vengano erroneamente ricondotti a una ipertensiva o cerebrale». Si è trattato, invece, “solo” di un attacco di panico ed inizia così il calvario delle persone colpite da quello che tecnicamente viene definito DAP (disturbo da attacchi di panico). Secondo il dottor Rosario Sorrentino, tra l’altro Direttore dell’Ircap (Istituto di ricerca sugli attacchi di panico) della Clinica Pio XI, il quale ha  gia avviato un’importante indagine in collaborazione con Livio De Santoli, ordinario di Impianti Tecnici all’Università la Sapienza «l’anidride carbonica inalata va a stimolare nel cervello i chemiorecettori che sono localizzati nel bulbo cerebrale. Nelle persone geneticamente predisposte questi fanno scattare un “interruttore” che fa partire l’attacco di panico. A quel punto la persona viene travolta da un bisogno, un istinto insopprimibile, urgente: trovare una via di fuga per allontanarsi dal luogo dove l’aria è diventata irrespirabile». Anche nella cittadina di Ceccano sono in molti a soffrire di questo disturbo, con un aumento davvero considerevole, anche tra i giovani, rispetto al passato. Non tutti, ovviamente hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Spesso si finisce per chiudersi in se stessi, isolandosi, cosa che di conseguenza porta all’insorgere, purtroppo, anche della depressione. Di tutti questi problemi ovviamente si continua a non parlare. Si continuano a nascondere i risultati delle analisi effettuate ed altri monitoraggi necessari, addirittura non vengono svolti. Dopo ilo convegno promosso dall’Associazione Wellness, stanno venendo fuori una serie di problematiche che potevano essere immaginabili, ma che nessuno aveva mai denunciato pubblicamente. E’ dunque il caso di intervenire seriamente sul nostro territorio, per la salvaguardia dello steso e della salute dei suoi abitanti.

Antonio Nalli

Auguri – Merry Christmas

24 dicembre 2008 Lascia un commento

cara

et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine et homo factus est

by the power of the Holy Spirit, he was born of the Virgin Mary, and became man
Tanti auguri a tutti
Merry  Christmas and Happy Ney Year

Ica brothers: musica antistress

23 dicembre 2008 2 commenti

icaalatri-2CECCANO_ Più di due ore senza pensare allo shopping e ai regali. Che cura antistress! In questi giorni affannosi, carichi di preoccupazioni per i pacchi da portare a quello e a quell’altro, perdiamo il senso vero della vita e soprattutto di quell’evento decisivo e drammatico che è la nascita del Salvatore.

Un piccolo aiuto a rientrare in noi stessi, a pensare ad altro piuttosto che ai regali e alle recondite paure per le eventuali brutte figure di qualche dimenticanza, ce l’hanno dato i ragazzi di Ica bothers, una magnifica band di ottoni che, martedì 23 dicembre all’Antares, dalle 11 all’1, ha offerto due ore di bella musica, di relax, di ricordi, di solidarietà.

Il concerto era presentato in memoria di Gigi Bartolini, appassionato di musica, padre e nonno di due generazioni di musicisti, accumunati oggi nell’esperienza degli Ica brothers. E così, proprio in onore di nonno Luigi, la musica ha allietato il cuore dei presenti.

Grazie ragazzi e grazie a tutti gli artisti che in questi giorni, in occasioni le più varie, ci danno un’opportunità di svago e di riflessione con il linguaggio più alto delle Muse.

Concerto di Natale a Santa Maria a Fiume

22 dicembre 2008 Lascia un commento

santa-mariaConcerto di Natale a Santa Maria a fiume, martedì 23 dicembre 2008, alle ore 21.

Musiche di  Bach, Gounod, Mascagni, Mozart, tradizionali

Vittoria D’Annibale   soprano

Cinzia Cristofanilli soprano

Mariagrazia Molinari soprano

Antonio Segneri chitarra

Donatella Aversa violino

Gabriele Lucchetti violino

Maria Carmen Di Mario oboe

Selene Malizia clarinetto

Riccardo Tiberia pianoforte

Chiara Olmetti pianoforte

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