Communicatio facit domum ac civitatem

Guai agli spensierati di Sion

25 settembre 2016 Lascia un commento

pantocratorGuai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Am 6,1.4-7

 

Ceccano, difendete quella scritta… alla Villa, per sempre

25 settembre 2016 Lascia un commento

Uno dei capolavori di Franz il lanzo rischia di essere deturpato dalla incuria di palazzo Antonelli. Quella scitta è lì dal 2009, nella Villa Comunale Principessa di Piemonte, pretende di esserlo per sempre e l’amministrazione di Ceccano cosa fa? Le piazza davanti un banale cesto per l’immondizia, di quelli più rozzi… Per favore…

persempre

Dal 18 maggio del 2009, nessuno a Palazzo Antonelli, ha trovato un momento di tempo per cancellare la scritta nella Villa Comunale. Attendono che ci pensi il sole.

Parole del Papa sui musulmani

24 settembre 2016 Lascia un commento

bergportadi Andrea Tornielli

Cari amici, sono stato ad Assisi e ho partecipato all’incontro interreligioso di preghiera per la pace. In questi ultimi tempi, come sapete, ci si è messa anche la politica a fare scelte scismatiche, com’è noto e come attestano le felpe leghiste su Benedetto XVI.

Per confermare certe tendenze più patologiche che scismatiche (e qui non mi riferisco certo a Salvini e ai leghisti, ma a chi quotidianamente attraverso scritti “ispirati” educa tanti lettori e fan ad odiare il Papa) ricordo queste parole papali sull’islam, che faranno di certo indignare e rabbrividire molti esperti di dottrina e molti collaboratori esterni del Sant’Uffizio.

“Cristiani e musulmani, abbiamo molte cose in comune, come credenti e come uomini. Viviamo nello stesso mondo, solcato da numerosi segni di speranza, ma anche da molteplici segni di angoscia. Abramo è per noi uno stesso modello di fede in Dio, di sottomissione alla sua volontà e di fiducia nella sua bontà. Noi crediamo nello stesso Dio, l’unico Dio, il Dio vivente, il Dio che crea i mondi e porta le sue creature alla loro perfezione”. “È dunque verso Dio che si rivolge il mio pensiero e che si eleva il mio cuore: è di Dio stesso che desidero innanzitutto parlarvi; di Lui, perché è in Lui che noi crediamo, voi musulmani e noi cattolici, e parlarvi anche dei valori umani che hanno in Dio il loro fondamento, questi valori che riguardano lo sviluppo delle nostre persone, come pure quello delle nostre famiglie e delle nostre società, nonché quello della comunità internazionale”.

Parole gravi, eh! “Noi crediamo nello stesso Dio”… Certo che “questo Papa non ci piace”, ha davvero passato il segno. Che ne diranno quei prelati irritati per i credenti islamici che sono venuti a testimoniare nelle chiese la loro vicinanza dopo l’assassinio del padre Hamel? Ah, dimenticavo, “Non è Francesco”. Sono parole pronunciate da Giovanni Paolo II, a Casablanca, il 19 agosto 1985. Papa e pure santo. Soprattutto dimenticato…

post originale qui

Giubileo dei catechisti, la chiamata di San Matteo | Avvenire.it

23 settembre 2016 Lascia un commento

Il Papa: perdono e dono, eccoi due pilastri della vita cristiana | Avvenire.it

22 settembre 2016 Lascia un commento

Ceccano, si perde un fiume d’acqua potabile

21 settembre 2016 Lascia un commento

acquafabrScorre ai lati di viale Fabrateria Vetus, a Ceccano, da una parte e dall’altra, 24 ore al giorno: un fiume di acqua potabile che non si sa da dove venga. Pare che Acea abbia effettuato diversi sondaggi per scoprirne l’origine, senza venirne a capo. Alcuni sostengono che derivi dalla perdite del serbatoio di via Madonna de Loco. Ma non si sa…

Intanto mezza città è senz’acqua

 

Cyberbullismo? Non esiste!

21 settembre 2016 Lascia un commento

internetdi M. Calamari

Roma – È ormai diventato inopportuno spendere parole sulla triste storia di una persona, massacrata per due volte ed in due modi diversi dalla cronaca, che per questo motivo Cassandra eviterà anche di nominare.
Ma visto il cacofonico coro di voci che in quest’occasione si è fatto sentire senza interruzione, Cassandra è obbligata a fare il controcanto senza mezzi termini, a costo di essere brutale. Magari i suoi 24 lettori non ne saranno annoiati, anche se sono i soliti argomenti. Non bisogna stancarsi di ripeterli.

Primo, il “cyberbullismo” non esiste.

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