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Terremoto e gas nel sottosuolo, attenti alla demagogia
Ricorderete le discussioni e i sospetti sulla concatenazione tra gas nel sottosuolo e terremoti nella pianura padana. Qualche riflessione la troviamo in questo articolo di Fedora Quattrocchi
Dopo il terremoto in Emilia e le polemiche sul progetto di un deposito sotterraneo di gas a Rivara, poi sospeso dal Governo, non ho letto da nessuna parte questa domanda: “ Cosa sarebbe successo se là sotto ci fossero stati quattro miliardi di metri cubi di gas?”. La domanda avrebbe una sola risposta, scientifica e non politica, mentre il caso gas Rivara è stato l’emblema di uno scontro stile NIMBY (Not in My Back Yard), tipico in Italia e non solo di tutti i poteri politici condizionati dai voti. Di scientifico, in questo scontro, direi che non vi è nulla o quasi.
Non ha un senso scientifico, ma forse lo ha politico, scrivere, come è stato scritto, che il Partito Democratico ha “dimostrato compattezza a tutti i livelli nel rifiuto del mega-progetto”, mentre “così non era stato per Pdl e Lega Nord”. La politica ha le sue ragioni, ma qui si stanno sovrapponendo i piani di competenza e questo per un motivo semplicissimo: né Pd, né Pdl né Lega Nord possono rispondere alla domanda scientifica posta prima … perché per l’appunto è scientifica e i partiti politici non sono composti di scienziati ma di politici.
Continua qui terremoti-gas-nel-sottosuolo-mai-state-1336903
Terremoto Emilia, la situazione secondo l’Ac
La presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana comunica lo stato della situazione degli aiuti per le popolazioni terremotate
La situazione in Emilia a seguito del persistente terremoto è piuttosto difficile e complessa. Come avete potuto seguire dal sito l’AC si è subito mobilitata dimostrando una grande sensibilità ma soprattutto una grande comunione; uno stile che non sorprende e che ancora una volta mette in risalto il bello dell’essere associazione.
Abbiamo subito attivato uno spazio di comunicazione sul sito http://supportemilia.azionecattolica.it/ al quale, come indicato, potete segnalare disponibilità di alloggio, spazi per l’aggregazione o per la preghiera, presenza sul posto.
Per le prime necessità, abbiamo avviato subito contatti con i Presidenti delle diocesi maggiormente colpite e con tutta la Delegazione regionale.
Immediate sono state le tante risposte con offerta di ospitalità (presso famiglie, case parrocchiali, altro), alla presenza sul territorio e infine di raccolta di fondi.
Raccogliamo ogni giorno dati e proposte e le inviamo ai Presidenti emiliani in modo che possano utilizzarli.
Il Centro nazionale, anche con il contributo significativo dei dipendenti, ha inviato, su segnalazioni precise, una notevole quantità di coperte, tende e altri generi.
Dall’incontro avuto martedì 5 giugno scorso a Bologna con i Presidenti e la Delegazione emiliana sono emerse alcune priorità che riteniamo sia possibile sostenere come AC.
La prima è senza dubbio quella di sostenere e accompagnare la ripresa della vita pastorale e aggregativa nelle zone colpite. La cosa da fare quindi è quella di garantire al massimo lo svolgimento di tutte le iniziative estive che le varie diocesi e parrocchie hanno in programma o che riterranno opportune in futuro. Ci è stato chiesto, quindi, di favorire la partecipazione del maggior numero possibile di ragazzi e giovani intervenendo con un aiuto economico, necessario a causa del disagio in cui si trovano migliaia di famiglie. Inoltre vorremmo destinare parte della raccolta di fondi per contribuire all’installazione di strutture provvisorie a supporto della ripresa della vita pastorale ordinaria.
Per questo chiediamo di attivarvi per una raccolta fondi “mirata” proprio a questi interventi utilizzando il CC 877001 – IBAN: IT 98 D 07601 03200 000000877001 intestato a Presidenza nazionale Azione Cattolica Italiana o tramite bonifico bancario presso Credito Artigiano – Sede di Roma, IBAN: IT 88 Y 03512 03200 0000000 73581 intestato a Presidenza nazionale Azione Cattolica Italiana. In entrambi i casi occorre scrivere la causale: supportemilia – nome diocesi.
Non appena la situazione di emergenza sarà più chiara coordineremo – a seconda delle necessità individuate dalle diocesi – l’invio di piccoli gruppi di sostegno alla animazione sul territorio.
Attraverso i contatti diretti con i Presidenti emiliani valuteremo l’evoluzione della situazione e le relative necessità.
Resta valida la possibilità di ospitare presso campi o nelle strutture di altre diocesi piccoli gruppi di ragazzi-giovani e di famiglie.
Un’altra attenzione che rivolgiamo ai Sacerdoti è quella di rendersi disponibili a trascorrere un periodo nelle parrocchie colpite per permettere ai loro confratelli qualche giorno di respiro dopo il grande peso sostenuto in questi giorni.
Siamo certi che nello spirito di comunione e fraternità che ci sostiene e ci unisce sapremo dare risposte concrete agli amici dell’Emilia.
Emergenza terremoto, Aiuta l’Emilia
Ciascuno può far qualcosa, anche da casa, non soltanto raccogliere denaro. Compila un questionario, aiuta l’Emilia!
Terremoto Emilia, un sito per ripartire
San Felice, vogliamo ripartire è il titolo che campeggia sul sito terremotosanfelice.org sito ufficiale del comune emiliano più colpito dal terremoto, un esempio di efficienza civica e di coraggio. Complimenti. C’è tutto: dalle necessità ai nomi di tutti coloro che stanno generosamente intervenendo in loro favore. Che esempio!
Ci sono tutte le indicazioni per aiutarli. Ognuno può fare qualcosa.
Terremoto, continuano le scosse, oggi il lutto nazionale
Continua la paura per gli emiliani e gli altri coinvolti nei fenomeni sismici della Pianura Padana: ieri sera la terra ha tremato ancora forte. Oggi è giornata di lutto nazionale per le vittime delle scosse. Il Lutto nazionale è stato proclamato dal governo. Durante la giornata di lutto le bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutta Italia saranno esposte a mezz’asta. Si osserverà un minuto di raccoglimento nelle scuole di ogni ordine e grado. Sono inoltre auspicate iniziative autonome da parte delle associazioni di categoria del commercio per la chiusura degli esercizi durante le esequie degli scomparsi e la modifica dei programmi televisivi nella giornata delle esequie.
Intanto il sindaco di Novi, donna coraggiosa, ci dice: dobbiamo cambiare le nostre priorità, se ci vorremo tutti un po’ più bene torneremo a casa prima; siamo una comunità fuori di casa ma sulla nostra terra; la torre dell’orologio è caduta ma noi siamo ancora in piedi
Terremoto Emilia, gli interventi della Caritas diocesana
Queste le indicazioni della Caritas diocesana per chi volesse aiutare i terremotati dell’Emilia
1) Domenica 10 giugno 2012 si terrà in tutte le chiese della Diocesi la Colletta nazionale in denaro indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali delle popolazioni colpite.
2) La Caritas, che è in collaborazione con la Protezione civile e coordina le altre presenze di associazioni ecclesiali, è operativa sia con un centro di coordinamento centrale a Finale Emilia, sia nelle parrocchie colpite nelle Diocesi di Bologna, Modena-Nonantola, Carpi, Ferrara-Comacchio, Mantova, Adria-Rovigo. Il centro e le Caritas diocesane del luogo provvedono a tutte le necessità presenti nelle suddette Diocesi, evitando iniziative scoordinate.
3) E’ stata avviata un’azione di rilevamento delle situazioni di bisogno in tutte le parrocchie colpite relative a:
- · famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni

- · danni alle strutture produttive, in seguito al crollo di capannoni aziendali agricoli
- · inagibilità degli edifici di culto
- · bisogni di comunità (animazione e sostegno psicologico).
In risposta ai bisogni specifici dei singoli territori colpiti dal sisma, vengono definiti progetti di sostegno e accompagnamento delle comunità locali.
4) Al momento l’indicazione per tutte le Caritas diocesane italiane è di procedere esclusivamente alla raccolta di denaro e di non procedere ad alcuna raccolta di materiali (viveri, vestiario o altri oggetti). L’esperienza delle emergenze passate insegna purtroppo che spesso questi beni non sono arrivati a destinazione per l’assenza totale di coordinamento con le strutture locali.
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Tutte le offerte vanno versate alla Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino con la causale “TERREMOTO NORD ITALIA”: Conto corrente postale:n. 17206038 Conto corrente bancario: presso la Banca Popolare del Frusinate IBAN IT91 M052 9714 8010 0001 0083 434 |
Terremoto Emilia, dolore e speranza
Una spirale di dolore, paura e morte sta colpendo duramente il Paese e in modo particolare l’Emilia Romagna. Mentre l’Italia sembra attraversata da un ininterrotto sciame sismico, una nuova tremenda scossa di terremoto, avvertita in tutto il Nord, è tornata a flagellare le città già messe in ginocchio dalle scosse di dieci giorni fa.
Le ultime notizie che ci giungono parlano di gravissimi danni, in particolare nel modenese, e soprattutto di numerosi feriti e almeno 17 morti. Tra essi, forse, anche il Parroco di Rovereto di Novi colpito nella sua chiesa. A quanto appare dalle prime confuse cronache, il sacerdote era impegnato a recuperare una statua raffigurante Maria.
Alle famiglie e alle comunità ecclesiali e civili ferite negli affetti e nelle cose, l’Azione Cattolica Italiana esprime la propria vicinanza e concreta solidarietà, dando la propria disponibilità e adesione ad ogni azione che possa portare aiuto e sostegno alle popolazioni. Continua a leggere…
Ci ha traditi la fretta di ripartire
Il racconto della seconda scossa di Fausto Tagliani, presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Ferrara Comacchio
Dopo una settimana di scosse sempre più leggere e meno numerose, pensavamo che il peggio fosse passato. Quasi la metà delle scosse erano inferiori ai 2 gradi. Da ieri un leggero incremento per numero e intensità, ma nulla di preoccupante, in particolare nella parte diocesana ferrarese. Eravamo tutti concentrati nel verificare e sistemare case e aziende, a San Carlo la situazione continuava a preoccupare e tra Finale e San Felice continuavano a sentire le scosse.
La settimana scorsa avevo rimandato un impegno di lavoro a Guastalla in provincia di Reggio Emilia, il responsabile della sicurezza sul lavoro era troppo impegnato nelle verifiche dopo le scosse del 20 maggio. Per lavoro mi occupo di installare software per la gestione delle risorse umane e per la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Avevamo concordato oggi martedì 29 maggio.
Io abito a meno di 10 km da Sant’Agostino, il comune diventato noto per le immagini del municipio ripreso il pomeriggio di Domenica 20. Per raggiungere il cliente a Guastalla avrei attraversato da est a ovest un bel numero di località colpite dal terremoto.
Prima delle 8 del mattino ero in auto e notavo le tante tende montate e abitate nei giardini dei quartieri periferici di Finale Emilia e Massa Finalese, evidentemente la paura teneva lontano dalle case gli abitanti nonostante l’agibilità certificata dai vigili del fuoco e dai tecnici preposti dai comuni. I campi allestiti dalla protezione civile erano già brulicanti di volontari attivi nei servizi.
A Mirandola decido di utilizzare la strada che gira più all’esterno rispetto al centro storico, quasi con un senso di pudore per non essere troppo curioso e morboso nei confronti degli sfollati.
Passo Concordia sulla Secchia, arrivo a Moglia in provincia di Mantova e a Reggiolo entrando in provincia di Reggio Emila. Sono le 9 meno 5 e decido di telefonare ad un mio cliente di Medolla a 5 Km a sud di Mirandola che produce macchine per dialisi, prodotti fondamentali per salvare vite umane.
Il telefono squilla e mi risponde Simona, il mio referente all’interno dell’azienda, mi racconta la paura per le scosse della settimana, gli uffici devastati e inagibili, della sistemazione di fortuna nell’unica palazzina delle tre a disposizione che è rimasta agibile. Tecnici e impiegati gomito a gomito nell’unico spazio disponibile, anche tutti i server sono stati spostati, alcune parti dello stabilimento hanno avuto lesioni e la produzione è ferma. Il timore è che la multinazionale proprietaria del marchio e dei brevetti possa spostare la produzione altrove, per questo motivo sono tutti concentrati nel ripartire prima possibile con la produzione e la spedizione dei prodotti.
Mi racconta della stanchezza che ormai toglie forza a tutti, la preoccupazione per le bambine che di notte non riposano, nelle case la veglia legata all’insicurezza, in auto la scomodità e l’impossibilità di riposare adeguatamente.
Piangiamo gli uomini, non le pietre
La testimonianza di Paolo Seghedoni, presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Modena Nonantola 
Paura, angoscia. La nostra terra, tante volte benedetta e sempre amata, non smette di tremare. La Bassa modenese è prostrata dalle scosse, il sentimento che prevale è proprio la paura, una paura che non ti lascia mai e che ti fa pensare di essere sempre sotto tiro, in attesa di una nuova scossa che getti ancora più a terra palazzi e certezze.
La lunga fila di nomi dei paesi (San Felice, Finale Emilia, Mirandola, Cavezzo, Medolla, Concordia…) si allunga sempre di più, mentre la voglia di ripartire è fiaccata dalla seconda scossa lunga e di forte entità in appena nove giorni.
Lunedì, in visita a Finale e San Felice, la sensazione era proprio questa: voglia di ripartire e di tornare a un principio di ‘normalità’, negozi riaperti o in via di riapertura e artigiani che, arrangiandosi con capannoni di fortuna o spostando l’attività nei pressi di casa, stavano faticosamente tornando a lavorare. Questa nuova scossa, di entità e durata paragonabile a quella della notte di domenica 20 maggio, rappresenta davvero una mazzata, prima di tutto per i morti (“piangiamo le pietre e non i morti”, diceva alla veglia di Pentecoste il cappellano di Finale Emilia don Roberto, ora purtroppo piangiamo anche tante vite spezzate, soprattutto persone tornate al lavoro proprio tra lunedì e martedì), ma anche per la paura di non riuscire a ripartire, a rialzarsi.
“Siamo terremotati, atterrati, ora il rischio è di diventare disoccupati”, diceva proprio il sindaco di Finale qualche giorno fa, e questa di non riuscire a tornare alla normalità, a vivere nella propria casa e a fare un lavoro dignitoso, è una sensazione diffusa e palpabile. “Fate una catena di preghiera”, ci diceva poco fa dalla zona più colpita una signora: e proprio la preghiera a San Geminiano e agli altri nostri patroni, alla Madonna che è tanto pregata e amata anche nella nostra Bassa, al Signore perché questa prova possa passare, è la risposta che, insieme alla solidarietà, alla vicinanza concreta e all’assistenza, può farci tornare a camminare sicuri sulla nostra terra.
Terremoto Emilia, ci scrivono da Carpi: “Non ho più parole, ma il vostro affetto colma il vuoto del cuore…”
La testimonianza di Ilaria Vellani, presidente diocesana dell’Azione Cattolica di Carpi
Da circa dieci giorni, da quel 20 maggio in cui Carpi doveva festeggiare il suo patrono San Bernardino, vorrei scrivere qualcosa per raccontare quanto sta avvenendo nella nostra pianura. Ma proprio non riesco a trovare le parole. Le scosse di ieri, forti, lunghe, continue hanno tirato giù quanto ancora non era sceso, hanno radicalizzato situazioni già compromesse, ne hanno creato altre ugualmente drammatiche.
Lo scenario è molto più serio di quello che passa per i mezzi di comunicazione, perché oltre alla distruzione, ciò che non si riesce a rendere con le immagini è il senso di precarietà, di impotenza, di incertezza, è la sensazione del cuore in gola ogni dieci minuti, ad ogni piccola scossa. E’ quello che si prova a vedere cadere le case – frutto dei risparmi di una vita, quelle con i mutui appena fatti, quelle edificate da dieci anni, quelle dei nonni che hanno visto intere generazioni nascere e crescere… -, i capanonni, i simboli dei nostri paesi distrutti (le torri, i campanili, le piazze).
Io davvero mi ritrovo senza parole. Ci sono paesi completamente a terra, aziende distrutte, danni economici incalcolabili e non solo per le nostre zone, ma anche per l’economia del Paese. Delle nostre 35 parrocchie, più di una ventina sono compromesse in modo definitivo – il Duomo di Mirandola è crollato, quello di Carpi a rischio crollo -, altre sono inagibili; le persone dormono ovunque, basta che non sia in casa, i parchi della città sono diventati campeggi, chi può è andato via, lontano, ha messo kilometri di distanza. Il numero dei morti è cresciuto nello scorrere delle ore, credevamo di esserci fermati il 20 maggio con questo macabro conteggio, invece nella giornata di ieri il numero è cresciuto di ora in ora: mamme e papà, lavoratori, e in ultimo anche don Ivan, parroco di Rovereto, arrivato nella nostra diocesi dalla Lombardia, fidei donum da vent’anni, sensibile e vicino agli emarginati, ai carcerati, ai poveri.
Sono senza parole, siamo senza parole. Alle tante telefonate ed email che abbiamo ricevuto dagli amici di tutta Italia, a coloro che hanno offerto disponibilità all’aiuto ho risposto che ancora non so che cosa si può fare, fino a un paio di giorni fa si iniziava a organizzare qualcosa, ma la scossa di martedì mattina ci ha fatto ripiombare nell’emergenza.
Piano piano capiremo e sicuramente ci organizzaremo. Ma intanto una cosa è certa, questo nostro vuoto di parole, è stato riempito con tante parole di amicizia e di affetto che scaldano il cuore, che rinfrancano, che danno conforto. In questi giorni di emergenza e di tanta sofferenza le vostre parole hanno colmato il nostro silenzio, il nostro essere sbigottiti, e questo è un aiuto che non ha prezzo, e di cui vi siamo grati.
Diceva Vittorio Bachelet che l’associazione deve «essere in questa società incerta e inquieta […] una forza di speranza e perciò una forza positiva capace di costruire nel presente, per l’avvenire». Nel presente, per l’avvenire, il primo aiuto che l’associazione può dare è quello dell’affetto, della preghiera, della vicinanza, e sappiamo che questo aiuto non c’è nemmeno bisogno di chiederlo! Grazie!
Terremoto Emilia, colletta il 10 giugno
Anche la nostra Diocesi parteciperà, domenica 10 giugno, alla colletta straordinaria a favore dei terremotati dell’Emilia Romagna.
“La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana – si legge nella nota ufficiale diffusa oggi – dopo aver messo a disposizione un milione di euro proveniente dai fondi dell’otto per mille, indice una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini”.
Il Vescovo, S.E.Mons.Ambrogio Spreafico e il direttore della Caritas diocesana, dott.Marco Toti, stavano già organizzando una colletta straordinaria nelle parrocchie della nostra Diocesi quando, oggi, è arrivata la notizia della decisione della Cei: tutte le offerte raccolte domenica 10 giugno nelle comunità parrocchiali di tutta Italia, saranno consegnate alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrare il ricavato a Caritas Italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento. Dunque, nel caso della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino le somme raccolte potranno essere tempestivamente versate sul c.c.p. n. 17206038 o sul conto corrente presso la Banca Popolare del Frusinate, codice IBAN IT91 M052 9714 8010 0001 0083 434 entrambi intestati a Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino/Caritas diocesana.
Al momento, però, dal Centro di coordinamento Caritas allestito a Finale Emilia non si hanno richieste di generi alimentari o altro, pertanto si scoraggiano iniziative di raccolta “improvvisate che anziché d’aiuto potrebbero essere d’intralcio”, come si legge nella nota pubblicata anche dal sito internet di Caritas Italiana.
Terremoto in Emilia, prime iniziative dell’Azione Cattolica
Lettera della Presidenza nazionale per raccogliere le disponibilità di associazioni e parrocchie che vogliono dare ospitalità agli sfollati
Le disponibilità possono essere segnalate a:
Matteo Truffelli - Delegato regionale dell’ Emilia Romagna - matteo.truffelli@unipr.it [1]
Fausto Tagliani - Presidente diocesano di Ferrara Comacchio -faustotagliani@libero.it [2]
Paolo Seghedoni - Presidente diocesano di Modena Nanantola -paolo.seghetoni@mediamo.net [3]
Gigi Borgiani - Segretario generale Ac - borgia.ni@tin.it [4]
Centro nazionale Ac - Segreteria di presidenza -presidenzanazionale@azionecattolica.it [5] centralino 06 661321
Giorni di dolore e di riflessione
L’orrore di Brindisi, il terrore, le vittime, i danni del terremoto in Emilia. Sono questi giorni di dolore e di riflessione. Testimonianze e commenti sul sito dell’Azione Cattolica
Terremoto in Emilia, ci sono anche delle vittime
Scossa del 6 grado in provincia di Ferrara e in quella di Modena: ci sono delle vittime, a questo momento 3. Si segnalano crolli ed altri danni. La scossa è stata avvertita fino a Milano.
L’evento ricorda a tutti la necessità di essere pronti ad affrontare calamità di questo genere che fanno parte della orografia dell’Italia, anche della nostra zona, come dimostra lo sciame sismico della Valle Latina. Ripropongo la domanda per la nuova amministrazione di Ceccano che si insedierà domani: c’è un piano d’emergenza? e se c’è perchè non lo si rende noto a tutti i cittadini, come la legge prescrive e la logica afferma?





