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R come relazione
Avevo già un sacco di parole con la R: rabbia, risentimento… (che però torneranno sotto altre lettere…) e poi un commento mi ha riportato qui, a Relazione: che non sarebbe una emozione allo stato puro, ma essere in relazione, che significa? E di nuovo pensate alle vostre relazioni, non solo tra adulti, ma anche con i bambini…Un sacco di possibilità diverse: relazioni positive, negative, di affidamento, di inganno, di totale affidamento, di pura ipocrisia, di indifferenza più totale. Un bel ventaglio. Che pensiamo di poter sventolare a piacimento. Possiamo anche vederla così, le relazioni sono uno strumento da usare a nostro piacimento, in bene e male, per farci spazio sul palcoscenico delle nostra vita.
Ripartirei da un altro modo di vivere la relazione, di essere in relazione: riusciamo ad essere aperti alla
possibilità che l’altro, che incontriamo, sia portatore di bene per noi? Di un amore suo specifico, di un bene suo proprio, che non troverò altrove? Non avevo detto che era una cosa facile… ovviamente anche per la sottoscritta… e manca ancora il reciproco! E riusciamo noi ad essere portatori di questo bene, per quelli che incontriamo?
A cosa tieni di più?
di Emma fmm
“Scusarsi non significa sempre che tu hai sbagliato e l’altro ha ragione.Significa semplicemente che tieni più a quella relazione che al tuo orgoglio”
Tre “voci” ci pongono la stessa domanda:
Il cuore del nostro volere bene può essere la relazione in se stessa, da salvare sempre e comunque, al di là di quello che possiamo dire o non dire, fare o non fare?
Sto con te perchè tu vali: più dell’orgoglio, più della sofferenza della “persecuzione”, più della vita…


