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Posts Tagged ‘emergenza’

Rifiuti, il quadro della situazione nel Lazio


Prova a farlo Goffredo Sottile, commissario per i rifiuti nella Regione. Ce ne dà notizia Il Messaggero:

Goffredo Sottile

L’altro giorno Goffredo Sottile, commissario per l’emergenza rifiuti, ha preparato una relazione sul lavoro svolto fino adesso e l’ha inviata al nuovo ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. Gli ha spiegato a che punto è la notte dei rifiuti di Roma: cosa è stato risolto, vale a dire la chiusura del cerchio per il trattamento di tutti i rifiuti prodotti nella Capitale; cosa resta ancora in ballo, dalla chiusura di Malagrotta non ancora completata, all’indicazione di un sito per una piccola discarica di servizio. Ora sarà Orlando a decidere se il 10 luglio Sottile dovrà proseguire il suo lavoro, anche se dalla Regione sembra prendere forza l’idea di terminare con il commissariamento alla voce rifiuti e mettere in campo nuove risorse per incrementare la raccolta differenziata a Roma.

I NUMERI
Ma davvero Roma ha trovato il modo di non mandare più rifiuti non trattati in discarica? All’Ama assicurano che questo risultato è stato raggiunto, anche se non è del tutto vero che la Capitale è autosufficiente. Vediamo le ragioni. Nei quattro impianti di trattamento (Tmb) presenti nella Capitale (due di Ama e due della Colari) vengono trattate circa 3.000 tonnellate di rifiuti. Altre 80 tonnellate vengono portate al Tmb di Casale Bussi (Viterbo), 120 a quello di Albano. A Colfelice, in provincia di Frosinone vanno invece 420 tonnellate. E il resto? Ci sono i tritovagliatori, impianti che fanno una sorta di trattamento light. Il primo è stato attivato a Malagrotta, il secondo a Rocca Cencia, entrambi trattano circa 400 tonnellate di rifiuti ciascuno. Resta, per i tritovagliatori, il problema della frazione organica che viene portata in altre regioni. A completare il quadro c’è poi la collaborazione dell’Abruzzo, con il quale il Lazio ha siglato un accordo. Per ora sono stati fatti pochi viaggi, per lo più sperimentali, ma resta una opzione valida per non trovarsi in difficoltà se si blocca o va in tilt uno degli impianti Tmb del Lazio.  Continua a leggere…

Emergenza terremoti, comuni del tutto impreparati di fronte alle scosse

17 febbraio 2013 Lascia un commento

Pur essendo il nostro territorio, in particolare quello verso le catene appenniniche, molto soggetto a episodi sismici, ancora una volta i comuni sembrano essere impreparati ad affrontare gli eventi. Ieri sera il sindaco di Sora Tersigni si lamentava del fatto che i suoi concittadini girassero in macchina da una parte all’altra della città: stiamo cercando di spingerli nei parcheggi. Sarei curioso di sapere se a Sora sono evidenziate le aree di raccolta in cui concentrare cittadini spaventati e fornire loro assistenza. A Ceccano non c’è.

Inoltre nessun utilizzo delle reti sociali che pure hanno fornito tutte le informazioni sin da qualche secondo successivo alla prima scossa. Da quello che so soltanto il comune di Arpino ha pubblicato un avviso sui numeri da chiamare nell’emergenza.

Intanto, sempre da twitter, ma account non ufficiali, apprendiamo che domani, lunedì 18 febbraio, le scuole a Sora rimarranno chiuse.

Cosa fare in caso di terremoto

17 febbraio 2013 Lascia un commento

Sempre utile (sperando che lo legga anche chi ci amministra…)

Questa pagina riporta i principali consigli da attuare da parte di chi vice o si trova temporaneamente in zona sismica.

Prima del terremoto 

  1. Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi. Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza
  2. Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. 
  3. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto
  4. Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti. 
  5. Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso
  6. Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti
  7. A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza. Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza

Continua a leggere qui http://www.emergenza24.org/wordpress/cosa-fare-in-caso-di-terremoto/

Emergenza Valle del Sacco, l’ufficio c’è e parla

13 febbraio 2013 Lascia un commento

Ceccano 2012 colleziona un altro risultato: grazie alle sue insistenze è entrato nella sede dell’Ufficio del Commissario per l’Emergenza della Valle del Sacco e ha avuto quanto richiesto. Ecco la cronaca dell’incontro:

Ottenere dei risultati è questione di volontà, si possono ottenere risultati senza rimborsi chilometrici, senza gettoni di presenza, senza interessi particolari e senza alcuna indennità di sorta. Si possono ottenere dei risultati se ci si mette l’intenzione, non pensando troppo a voti, inimicizie e interessi privati. E’ così che abbiamo fatto, ed è così che stiamo raggiungendo alcuni piccoli grandi obiettivi.

Certo, con un po’ di impegno, con le facili connessioni ad alti livelli millantate durante la scorsa campagna elettorale e con la facilità di accesso agli uffici ai “piani alti”, i nostri cari amministratori, di saccowondlemaggioranza e opposizione, avrebbero potuto risolvere la questione con celerità ed efficacia. Purtroppo per tutti noi non è andata così. Così tenaci, noi “poveri” cittadini autorganizzati, senza un partito alle spalle, ma con il buonsenso di inviare le richieste del caso agli uffici giusti, abbiamo ottenuto un inaspettato quanto positivo riscontro.

Seppur felici dei risultati che con il passare del tempo stiamo ottenendo, cresce in noi l’indignazione nei confronti della classe politica, locale e non, e nei confronti dei nostri funzionari (anche alla luce delle curiose affermazioni a proposito dell’emergenza nella valle del Sacco del dott. Pizzutelli).

Continua a leggere qui http://www.ceccano2012.net/ambiente/258-quattro-chiacchiere.html

Non è di competenza comunale


E’ una serie di fotografie con relativo commento che Ceccano 2012 sta pubblicando su Facebook per documentare  le più gravi mancanze dell’amministrazione comunale di Ceccano. Le riportiamo di seguito:

comp1Palazzetto

Ad un anno dal crollo del palazzetto dello sport ancora non si conoscono i responsabili di quella tragedia sfiorata. Basterebbe guardare in casa per avere utili informazioni, il progetto di messa in sicurezza è stato affare dei settori tecnici comunali. Silenzio celato dietro promesse infondate di celeri ricostruzioni magari da riaffidare alle stesse persone complici del disastro.

Salvaguardare quei bambini che fino a qualche giorno prima avevano partecipato a manifestazioni proprio in quel Palazzetto…

NON È DI COMPETENZA COMUNALE

Ospedalecomp2

“Purtroppo” il servizio sanitario è di competenza regionale; l’unica lungimirante politica che a livello municipale è stata e continua ad essere perseguita è quella della raccomandazione ad un esponente partitico di livello superiore con il risultato della chiusura dell’ospedale. 

Occuparsi della salute dei cittadini…

NON È DI COMPETENZA COMUNALE

comp3Raccolta differenziata

È la Ditta affidataria del servizio di smaltimento dei rifiuti che deve collocare nell’area di raccolta e stoccaggio dei rifiuti, l’ecocentro, i cartelli indicanti le giornate e gli orari di conferimento dei rifiuti

NON È DI COMPETENZA COMUNALE

Inquinamento comp4

Disinteresse nei confronti delle stato di inquinamento in cui versa in territorio di Ceccano, tanto da non conoscere neanche i documenti presenti in archivio. Siamo ancora in attesa che venga ritrovato il verbale di una conferenza dei servizi in cui si esponevano i risultati della contaminazione da beta-HCH dei cittadini di Ceccano (Verbale 25 marzo 2011 – Ufficio Commissariale per l’emergenza nel territorio del Bacino del fiume Sacco tra le provincie di Roma e Frosinone).
Da più di 3 mesi il III settore sta cercando questo documento, ma a quanto pare…

NON È DI COMPETENZA COMUNALE

Trovate tutto qui https://www.facebook.com/groups/230110427040989/

 

Ceccano, il piano d’emergenza c’è, un po’ sconosciuto….


Un’attenta lettrice ci ha fatto presente che a Ceccano il piano d’emergenza c’è, come deve esserci in tutti i comuni. E ci ha inviato anche i volantini. Li riporto qui.

Qualcun altro li aveva visti? Io no, come non ho visto i cartelli cui il piano fa riferimento

Ceccano, arrestati due minorenni


ceccanoDue ragazzi di 15 anni in carcere: hanno assalito una vecchietta di 80 anni, legata, rapinata dei suoi averi. Mentre erano in fuga i carabinieri li hanno arrestati: ragazzi conosciuti, già forse abituati a questo genere di azioni, dopo aver percorso, passo dopo passo, l’esperienza del male. E noi restiamo a guardare: l’arresto di due ragazzi è soltanto la punta emergente di un fenomeno che probabilmente riguarda un numero molto più alto di giovani di Ceccano, alla disperata ricerca di soldi per le sostanze, le vacanze e chissà cos’altro.

Sono ragazzi nati fra di noi, vissuti fra di noi, frutto della nostra vita: magari se fossimo stati capaci di offrire loro qualcos’altro rispetto ai centri scommesse, alle sale giochi, ai bar non avrebbero percorso quella strada, se avessimo dato loro occasioni di incontro, opportunità associative…

Qualche mese fa ci colpirono gli arresti per droga, oggi sono quelli per rapina: cos’altro dobbiamo aspettare, noi adulti, per accorgerci dell’emergenza educativa che attanaglia questa nostra città e mettere attorno ad un tavolo tutti quelli che in qualche maniera si occupano dei giovani perché possano lavorare insieme? Cos’altro?

La passione di educare insieme

12 dicembre 2012 Lascia un commento

CatturaPiù di mille gli educatori Acr e del Settore Giovani di Azione Cattolica che dal 14 al 16 dicembre prossimi si ritroveranno a Roma, presso la Domus Mariae e la Domus Pacis, per il loro Convegno nazionale, con a tema “Collaboratori della vostra gioia. La passione di educare insieme”. Tanti gli ospiti e i momenti di studio per ricordare che «chi ama educa».

Un appuntamento di Azione Cattolica anche questo più che mai nel solco del cammino della Chiesa Italiana, che ha dedicato il decennio in corso all’educare alla vita buona del Vangelo. Gli educatori dell’Acr e del Settore Giovani di Ac vogliono - infatti - continuare ad accogliere la sfida dell’essere prossimo e ridire con forza l’impegno e la bellezza della scelta educativa, a partire dalla ricchezza della nostra storia associativa e per poter costruire insieme il bene comune.

L’Azione Cattolica vuole sottolineare anche attraverso questo Convegno che il servizio educativo prima di essere frutto di competenza, tecnica e metodo, è questione di relazione, di dono e di cuore. Una passione quella di educare che si concretizza nella libertà e nella gratuità disinteressata del servizio a tutti coloro che ci vengono affidati per la crescita e la formazione di ciascuno. Una scelta, quella dell’educatore, di essere al servizio degli altri – in particolare dei più piccoli – per e con Dio, che solo trasforma la vita e plasma l’umanità orientandola alla gioia piena.

Collaboratori della vostra gioia. La passione di educare insieme” vuole essere, inoltre, un’occasione per guardare all’educazione non tanto come a un’emergenza quanto a un impegno a prendersi cura della vita di ciascuno in ogni tempo e in ogni situazione, e per verificare e riflettere sul nostro essere educatori esigenti, testimoni della fede, esperti in umanità e appassionati della Chiesa di Cristo.conc

Il programma del Convegno prevede alcuni momenti comuni per tutti gli educatori dell’Ac, e altri specifici per l’articolazione e il settore.

Tra i presenti: mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa e vicepresidente Cei; mons. Mariano Crociata, segretario generale Cei; Marco Rossi Doria, sottosegretario del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; mons. Matteo Zuppi, vescovo ausiliare della diocesi di Roma e assistente generale della Comunità di sant’Egidio; Franco Miano, presidente nazionale Ac; mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente ecclesiastico generale dell’Ac; Anna Teresa Borrelli, responsabile nazionale Acr; Rosanna Virgili, biblista; don Dino Pirri, assistente centrale Acr; Franca Feliziani Kannheiser, catechista e psicoterapeuta; don Cesare Pagazzi, teologo; padre Carlo Chiappini, maestro dei novizi della Compagnia di Gesù; don Vito Piccinonna, assistente centrale Settore Giovani di Ac; Chiara Finocchietti, responsabile del Coordinamento giovani del Fiac; Luigi Russo, psicologo; Maria Grazia Vergari, coordinatore del laboratorio nazionale della Formazione Ac.

Allerta meteo, siamo pronti?


50 litri d’acqua per metro quadrato in poche ore non sono uno scherzo, soprattutto sei il sistema fognario di una città non è efficiente. Lo è quello di Ceccano? . Il Comune si sarà preparato ai fenomeni estremi annunciati ripulendo tombini e condotte? Se i fenomeni fossero davvero così forti come sono stati annunciati chi potrà dire di non essere stato avvisato?

E poi rimane sempre la questione del piano d’emergenza. C’è? E, se c’è, perché non viene reso noto, come la legge prescrive e il buon senso consiglia, visto che l’informazione è la prima azione di prevenzione?

Emergenza, via di casa, cosa portereste con voi?


Il quesito è all’apparenza molto semplice: «Cosa portereste con voi se doveste scappare di casa in fretta e furia?». Ci aiuta con qualche considerazione Marta Serafini per 27esimaora.corriere.it

La scelta non è affatto facile e rappresenta un test psicologico decisamente sottile. Una finestra sull’animo umano, come l’ha definita il Guardian. A lanciare in rete la domanda nel 2011 è stato il fotografo americano Foster Huntington che ha raccolto in un blog (e in un libro) dal titoloTheburninghouse.com tutte le immagini che colleghi, amici e sconosciuti gli hanno inviato da ogni parte del mondo illustrando il loro elenco. Il punto di partenza è una casa che brucia. Ma le situazioni potrebbero essere altre: una fuga dalla polizia, un trasferimento improvviso su un’isola deserta o un altro evento eccezionale che ci costringe ad abbandonare il nostro rifugio con un bagaglio ridotto.

In oltre duemila scatti, Huntington spiega che cosa riteniamo davvero pratico, a cosa diamo più importanza, e qual è il valore che attribuiamo agli oggetti, sentimentale o materiale.

continua qui via-di-casa-in-dieci-minuti-cosa-portereste-con-voi

Terremoto, scossa nella Valle Latina, epicentro Alatri


Un terremoto di magnitudo(Ml) 2 è avvenuto alle ore 16:42:19 italiane del giorno 11/Giu/2012 (14:42:19 11/Giu/2012 – UTC).  Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Valle_Latina.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.

Questo il secco comunicato dell’Istituto nazionale di vulcanologia: il terremoto di magnitudo 2 ha interessato la zona di Alatri, con l’epicentro ad oltre 10 chilometri di profondità. Si tratta di un’ennesima scossa dello sciame sismico che da alcuni mesi interessa la Valle Latina: l’ultima prima di quella di Alatri era stata registrata il 23 maggio ad Aquino, magnitudo 2.1, 10 km di profondità.

Non è il caso di sistemare qualche piano d’emergenza…?  che ne dice il sindaco Maliziola?

Info sul terremoto nella Valle Latina qui event.html

Per chi ha cuore: un euro per il defibrillatore al Liceo di Ceccano


Il Liceo di Ceccano è una comunità di 800 persone che ogni giorno vivono insieme per 4,  5,  a volte più ore. Accadono emergenze, alcune delle quali possono rivelarsi impegnative. Alcuni docenti ed alunni maggiorenni hanno frequentato il corso per l’utilizzo di un defibrillatore ma è un apparecchio che costa. Così è sceso in campo il Comitato degli studenti:

Il comitato degli studenti del Liceo di Ceccano si sta impegnando per acquistare un defibrillatore, il cui costo è  di circa  1200€. Ecco le considerazioni che ci hanno spinto ad impegnarci:
1) l’unico modo per sopravvivere ad un arresto cardiaco sarebbe l’intervento, entro  5 minuti, di un defibrillatore;
2) le morti per arresto cardiaco colpiscono circa 60 000 persone di tutte le fasce di età, tra cui circa 1000 giovani sotto i 35 anni.
Molte persone mi hanno chiesto come funzionerebbe questo “aggeggio”, e soprattutto se ci sarebbero persone competenti per poterlo usare all’interno della nostra scuola?    Il defibrillatore fa un’analisi del ritmo cardiaco e se riscontra la necessità’ di dare una scarica, basta premere un pulsante perché questa avvenga. Il defibrillatore però può essere usato solo da persone adeguatamente istruite con un corso di rianimazione cardiopolomonare dopo il quale viene rilasciato un patentino. Sarebbe un peccato non riuscire a comprarlo visto che nella scuola ci sono più di 5 persone con il “patentino”!

Non è il primo anno che il prof Langiu tenta di raggiungere questo “traguardo” e personalmente mi sono chiesta perché non ci sia mai riuscito. Non credo sia un’utopia raggiungere una somma di 1200 euro in una scuola di più di 700 persone tra alunni, docenti e personale ATA.

Ogni volta che si affrontano discorsi di questo genere mi sorge spontaneo chiedermi del perché si spendano tanti soldi futilmente per tante piccole cose, e invece per una causa che io credo sia giusta e che riguardi tutti, sia così difficile rendere tutti partecipi? Un esempio evidente l’abbiamo avuto nel periodo delle elezioni: quanta carta e quanti soldi sprecati per tutti quei manifesti? Non ne sarebbero bastati anche solo un terzo? Scusate se tiro in ballo la politica, ultimamente lo facciamo un po’ tutti!

 La raccolta dei soldi già è iniziata classe per classe e si concluderà lunedì 28 maggio. Il giorno successivo ci sarà la finale  del torneo di basket. Per l’occasione la croce rossa allestirà uno stand dove farà dimostrazioni sul pronto soccorso. La croce rossa si è impegnata ad aggiungere la quota mancante in caso non si ci riuscisse a raggiungerla.

Invito tutti a mettere quel poco che basta per ottenere uno strumento in grado di salvare una vita.

Diamoci da fare!

Chiara Ciotoli

Latina, stazione sismica per controllare le scosse, e i piani d’emergenza?


Sarà impiantata in un pozzo sotterraneo la stazione scientifica per il controllo  dello sciame sismico che da qualche mese a questa parte ha investito la pianura pontina con riflessi anche nella Valle Latina, la Valle del Sacco,come se l’epicentro fosse appunto al di sotto dei Monti Lepini. La situazione è dunque  ritenuta meritevole di attenzione e si ripropone perciò l’urgenza di rendere noto il piano d’emergenza che, almeno a Ceccano, è chiuso nei cassetti dell’Ufficio tecnico, invece di essere pubblicizzato il più possibile.

E’ importante invece che tutti sappiano cosa devono fare in caso d’emergenza per non ripetere l’esperienza della neve, magari in situazioni ancora più difficili. Siamo in tempo, ora

Rimborsi Enel, saranno automatici

21 marzo 2012 1 commento

Non servono raccomandate: saranno l’Enel e gli altri gestori a versare sulle bollette ai consumatori un rimborso per la mancanza di enmergia elettrisac durante la nevicata dello scorso febbraio. Lo rende noto l’Enel. Così almeno riferisce il sito www.dimmidipiu.com

Enel ha avviato una serie di affissioni pubbliche, presso i comuni colpiti dalle eccezionali nevicate del mese di febbraio, per chiarire ogni dubbio sui rimborsi automatici previsti a seguito dell’emergenza meteo, anche e soprattutto in provincia di Frosinone. Ecco cosa bisogna fare per i rimborsi…

 La Deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas n. 198/11 198-11argtiqe.pdf   prevede infatti che al verificarsi di interruzioni di energia elettrica di durata superiore a determinati limiti vengano riconosciuti ai clienti interessati specifici rimborsi,  erogati automaticamente, senza la necessità di presentare alcuna richiesta, nella misura e con le modalità previste dalla Deliberazione stessa. Gli importi vengono calcolati sulla base di parametri stabiliti dalla Autorità stessa, tra cui la durata dell’interruzione ed il tipo di fornitura elettrica.  Il rimborso verrà versato prossimamente, a ciascun cliente interessato, direttamente nelle bollette dell’Energia Elettrica. Enel sottolinea e ricorda che i rimborsi vengono riconosciuti indipendentemente dalla responsabilità in ordine all’interruzione, che peraltro Enel esclude, in ragione dell’eccezionalità delle precipitazioni nevose. 

Per far fronte all’eccezionale emergenza, Enel Distribuzione ha coinvolto tutti i tecnici e operai disponibili. La forza dispiegata ha operato ininterrottamente, sia di giorno che di notte, per assicurare, nel minor tempo possibile, il ripristino del servizio.

Fin qui Enel che non dice una parola sulla mancata manutenzione delle linee e l’inesistente interramento dei cavi. Neppure un accenno ai danni causati dalla prolungata assenza di corrente.

Nessuna responsabilità, tutta colpa delle neve, come volevasi dimostrare.

 

 

Emergenza e protezione civile, il dibattito


Continua il dibattito su cosa ci abbia  insegnato l’emergenza neve. Rosanna scrive:

Questo è un documento che ho trovato sul sito della protezione civile:
http://www.protezionecivile.gov.it/cms/attach/liguria_linee_guida.pdf
Descrive dettagliatamente i passi per arrivare alla stesura del piano d’emergenza in funzione dei rischi del territorio, individuando tutte le figure chiamate alla cooperazione in emergenza e sottolinea come fondamentale il fatto che i cittadini conoscano preventivamente quanto segue:
– lo scenario di rischio che insiste sul proprio territorio;
• le linee generali del piano comunale di emergenza;
• comportamenti da assumere, prima, durante e dopo l’evento;
• i mezzi ed i modi attraverso i quali verranno diffuse informazioni ed allarmi.
• Il Sindaco dovrà quindi predisporre e divulgare un sistema di allertamento per la
popolazione.
Mi sembra che sia la giusta sintesi di quanto è stato chiesto da tutti noi.
Aggiungo inoltre che sarebbe utile promuovere l’associazionismo anche di quartiere, perchè permetterebbe alle amministrazioni di avere una conoscenza capillare del territorio, delle famiglie che lo abitano e delle eventuali problematiche che necessitano di prioritaria attenzione e assistenza

Emergenza, possiamo imparare… dobbiamo imparare

29 febbraio 2012 3 commenti

La nevicata della Candelora può insegnare tante cose a ciascuno di noi. Ecco un elenco di questioni su cui varrebbe la pena che si aprisse un dibattito franco e senza condizionamenti:

innanzitutto la tenuta delle strutture: il collasso del palazzetto dello sport  di Ceccano o quello del chiostro del Conservatorio di Frosinone deve potenziare in misura straordinaria l’attenzione nei confronti delle costruzioni sia pubbliche che private. Agli edifici affidiamo la nostra vita, non possono crollare in quel modo per una nevicata, soprattutto dopo tutti i controlli prescritti nelle fasi di progettazione, appalto, costruzione e collaudo. Come avrebbero resistito ad un terremoto? Certo, parlo da ignorante, so che l’ingegneria è una scienza: allora chi ha questa scienza chiarisca ciò che è avvenuto, ci dica dove e chi ha sbagliato. Se questo non avverrà, il discredito riguarderà tutta la categoria dei professionisti impegnati nel settore delle costruzioni: dovrebbero essere loro, i loro ordini professionali a chiedere a gran voce il chiarimento più netto di quanto è avvenuto

la rete delle infrastrutture: mi riferisco alle linee elettriche e a quelle telefoniche, cadute miseramente, per la forte carenza di manutenzione. C’è da aprire una vertenza con le società di gestione che hanno l’onere di assicurare che tali servizi, essenziali alla vita e al lavoro, funzionino anche in condizioni severe. Non ha ispirato fiducia nei cittadini vedere squadre  d’emergenza dell’Enel che non sapevano neppure dove fossero le linee cadute, o accorgersi della fragilità dei servizi idrici dell’Acea. Sono società che lucrano sui servizi ed hanno il dovere di renderli funzionali, con i necessari potenziamenti e l’indispensabile manutenzione.

la comunicazione: è stato probabilmente il settore più trascurato dell’emergenza, quando invece ne è l’essenza. Soltanto se ci sono informazioni chiare la popolazione sa quello che bisogna fare: invece in quei primi giorni di febbraio tutto era affidato ad un passa parola. Ora mi sembra essenziale che un piano d’emergenza debba prevedere un’emittente radiofonica che possa sostituire le altre tecniche di comunicazione nel momento in cui fossero fuori servizio. E poi c’è bisogno di autorevolezza nella comunicazione: ci deve essere qualcuno che sappia mettere insieme tecniche precise di comunicazione e notizie certe. Questo ambito è stato totalmente trascurato

altra comunicazione mancata c’è stata nelle istruzioni da seguire in caso di forte nevicata, ancora più importanti vista la totale impreparazione di fronte ad un fenomeno di questo genere. Inoltre s’è fatto l’errore di dire: siamo pronti, state tranquilli, ci saranno anche i trattori della coldiretti. Forse sarebbe stato meglio dare le indicazioni necessarie a proteggere le case e le famiglie, non rassicurare troppo per evitare eccessive attese nei confronti delle istituzioni. A mo’ di esempio riporto il piano neve di una città della pianura padana: piano-neve.pdf

la forza della protezione civile: forse non è pensabile pensare di affrontare un’emergenza di questo genere o altre simili con la stessa struttura e lo stesso numero di persone che si occupano della processione del venerdì santo. Probabilmente c’è bisogno di una struttura facilmente ampliabile ed allertabile a seconda delle necessità: ma per far questo c’è bisogno di chiedere aiuto e collaborazione ad associazioni e cittadini, secondo le competenze di ciascuno.

educare alla protezione civile: molti comportamenti individuali sono stati stigmatizzati come poco consoni all’emergenza. Bisogna comprendere che la cultura della protezione civile e della sicurezza è appunto una cultura e bisogna pazientemente insegnarla a cominciare dalle scuole. Sarebbe un grande investimento di civiltà se le autorità responsabili della protezione civile di un territorio immaginassero un piano di interventi nelle scuole perché poi quegli elemti, quelle informazioni riverberino in tutto il vivere civile.

Emergenza neve, commenti

29 febbraio 2012 5 commenti

Giorgio De Angelis interviene a proposito dell’emergenza neve, del piano e dei mezzi della protezione civile nel piazzale della scuola media. Di seguito le sue parole

Caro prof. Alviti, non posso non rispondere al suo articolo:  non si è provveduto prima a togliere la neve dove sono parcheggiati i mezzi in dotazione all’associazione di Volontariato che svolge attività di protezione civile in quanto i mezzi sono tutti 4×4 e quindi possono camminare su qualsiasi tipo di fondo stradale anche la neve, le necessita in quel momento erano altre ma non pulire quel piazzale.
In merito al piano di emergenza, posso solo dirle che per l’emergenza neve un piano di protezione civile è stato redatto e messo in funzione per quanto possibile, ma poi purtroppo il piano di emergenza si evolve in base agli eventi che si verificano quindi si seguono delle procedure di intervento, l’unica cosa che forse si sbaglia è non portare a conoscenza della cittadinanza i comportamenti da adottare, perché il piano in sé per sé serve solo nella sala operativa per gestire al meglio le risorse e gli interventi, ma non credo che un piano tecnico possa essere utile ai cittadini.

Grazie a Giorgio de Angelis che ci consente di capire un po’ meglio come funziona la protezione civile e intanto, per sgombrare ogni ombra di dubbio, un caloroso ringraziamento a coloro che durante l0emergenza neve hanno duramente lavorato. Ogni esperienza deve però esserci di stimolo per imparare e per non ripetere gli stessi errori. C’è un aspetto sul quale mi trovo in completo disaccordo con Giorgio: il fatto che il piano d’emergenza sia un fatto tecnico, limitato agli addetti ai lavori. A mio parere è il contrario: più informazioni corrette si danno più i cittadini sono in grado di risolvere da soli le questioni. Ecco ad esempio il piano neve di un comune della pianura padana: piano-neve.pdf

Il piano è rivolto innanzitutto ai cittadini per informarli di cosa bisogna fare e di cosa fa il comune… Ecco la parte relativa alle azioni del comune:

e va avanti.

Non è il caso di riflettere un po’?

Conservatorio inagibile, non riaprirà, per ora

14 febbraio 2012 Lascia un commento

il chiostro del Conservatorio di Frosinone

Purtroppo il crollo del chiostro Cesare Croci del Conservatorio di Frosinone ha reso inagibile l’intera struttura che rimarrà pertanto chiusa. E’ il frutto del sopralluogo effettuato questa mattina nella bella struttura frusinate. Il crollo dunque non è soltanto un simbolo della debacle generale di questa nostra terra di fronte all’emergenza ma ha conseguenze pesanti: 1200 allievi e 140 insegnanti non potranno svolgere la loro funzione e non si sa ancora per quanto tempo.  Il presidente Tarquini ha chiesto una indagine seria per appurare le cause del crollo che se fosse avvenuto con il Conservatorio in attività avrebbe potuto avere conseguenze drammaticissime.

Lesioni ci sono stata anche alla palestra dell’Itc di Ceccano, a quella del Liceo artistico di Frosinone e a quella del Liceo scientifico sempre della città capoluogo. Tutte e tre le strutture sono state chiuse.

Strutture da ammodernare, dice il ministro Cancellieri

11 febbraio 2012 Lascia un commento

“Difficoltà rimangono in provincia di Frosinone, per il resto del Paese la situazione si è normalizzata. Naturalmente dobbiamo vedere cosa ci riserverà il tempo per i prossimi giorni visto che è attesa neve sulla costa adriatica”. E’ l’analisi dell’emergenza maltempo fatta dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri a Tgcom24. Sul funzionamento della macchina dei soccorsi spiega: “Io ho visto che il servizio di soccorso ha funzionato molto bene, siamo stati in stretto contatto con i prefetti. Vorrei far sapere che tanta gente che ha lavorato e si è impegnata per quest’emergenza. Dobbiamo tenere conto della vastità dell’evento”. Il ministro ha poi aggiunto che in Italia ci sono strutture che dovrebbero essere ammodernate: “Sicuramente alcuni impianti hanno bisogno di ammodernamenti. Il nostro Paese ha bisogno di interventi di ammodernamento”. Sull’ipotesi di una relazione alla Camera aggiunge: “Non ho problemi ha relazionare alla Camera per far sapere quello che abbiamo fatto con il ministero dell’Interno”.

Emergenza, gli intoccabili

10 febbraio 2012 Lascia un commento

Registro un intervento dell’avv. Filiberto Abbate sulla gestione dell’emergenza neve, in cui il legale indica precise responsabilità:

La nevicata eccezionale non è più straordinaria della bufera dell’antipolitica che sempre finisce per generalizzare, ovviamente, con obbiettività pelosa, additando al pubblico ludibrio l’avversario e indulgendo sugli amici. Certo, molte sono state le mancanze e l’improvvisazione è stata il denominatore comune degli interventi, però le responsabilità non sono soltanto dei sindaci, ( che ci sono tutte senza distinzione per il colore della casacca) ma anche di alcuni livelli di “intoccabili” dei quali si deve sempre “parlar bene”.

Perché, allora, sui media nazionali si vedono continuamente immagini di altre regioni,pur duramente colpite, ma non c’è nessuna notizia della reale situazione in Ciociaria? Perché per la seconda volta in una settimana, le cronache sono piene di Roma Capitale imbiancata da ben … tre centimetri di neve per poche ore e nulla si dice di questa parte di regione? La Presidente Polverini ha dichiarato lo stato di calamità nella regione Lazio, sembra cosa buona ma non lo è, perchè quando arriveranno i fondi risarcimenti, ogni comune della regione potrà presentare richieste e vedremo la solita corsa agli accaparramenti con i soliti noti che risulteranno vincitori lucrando indebiti guadagni.

Questo significa che meno si vede della reale situazione di Frosinone e Provincia, meglio è per chi dovrà prendere i soldi pubblici, ma anche che chi non riesce a far transitare le notizie è complice della mistificazione oppure non conta nulla nel mondo dell’informazione. Chi sono dunque gli intoccabili che hanno sbagliato ma che devono apparire fari di certezze per tutti?

Il Prefetto: ha emesso l’ordinanza di chiusura degli uffici pubblici per il 6 febbraio e per il 9 e 10, ma per gli altri giorni? Ma quando si ordina la chiusura degli uffici pubblici si deve anche prevedere la sospensione dei termini in scadenza (pagamenti, bollette, tasse varie, depositi ecc) invece nulla di tutto ciò, però si invitano i cittadini a non uscire di casa. Bel dilemma: uscire creando traffico o saltare la scadenza?

il chiostro del Conservatorio di Frosinone

Anche il Tribunale ha fatto la sua parte, udienze sospese ma aperte le cancellerie tutti i giorni, la mattina di mercoledi poi tutto in funzione, ma i piazzali di parcheggio non erano stati sgombrati, così alle difficoltà di viabilità sulla Monti Lepini si è aggiunto il caos di chi andava in Tribunale ma doveva parcheggiare nelle aree circostanti ancora coperte di neve.

Altro capitolo per le “unità di crisi”: i primi mezzi attrezzati per aprire le strade si sono visti soltanto da lunedi (nevicava dal venerdi precedente) ed hanno aperto varchi sulle strade ma creando veri muri di neve e ghiaccio ai lati del percorso. La neve si è subito compattata e ci vorranno settimane per ripristinare piena funzionalità. Serviva un ingegno particolare per capire che insieme alle ruspe si devono organizzare gli autocarri per l’evacuazione della neve in aree decentrate? E gli autocarri in questa provincia non mancano di certo, ed erano disponibili anche gratis!

Per non dire della linea di comando delle unità di crisi, ognuno aveva la sua “piccola unità operativa” ed agiva senza un organico coordinamento con gli altri, così ho visto militari dell’Esercito mandati in città, armati di pale ma senza veicoli di supporto per la rimozione. Chi doveva farli trovare questi mezzi ai militari venuti da alti centri? Ovvio chi li ha chiamati, pensando che così avrebbe potuto fregiarsi di un titolo di merito ma senza avere programmato l’intervento.

Si potrebbe continuare all’infinito con gli esempi. Prendiamo atto che tutte le Istituzioni hanno mostrato il loro lato debole, non solo la politica è stata fallimentare. Diciamo pure che purtroppo ci sono tanti sciacalli che si accingono a concludere lucrosi affari sulla “nevicata”, sfregandosi le mani non per il freddo ma per i guadagni illeciti che ne trarranno.

Purtroppo, per tutti noi, si tratta di ragionamenti condivisibili