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Se non ci fossi io

6 settembre 2012 Lascia un commento

di Angela Bellini
Mettere a posto la stanza dei bambini. Mentre siamo lì a intenti a cercare le meraviglie, ci sbarazziamo anche delle cose zozze che troviamo?  il risentimento, con tutte le sue sfumature!

Se non fossi io questa camera sarebbe un caos!

Se non attacco io la lavastoviglie, poi si rimane senza posate!

Le cose si portano in cantina, quando non si usano, ma se non lo faccio io!
Dopo il punto esclamativo di rabbia, potete mettere anche i puntini di rassegnazione, il risultato non cambia: un genitore che parli così del coniuge, un educatore o un animatore che parli così dei suoi colleghi, davanti ai bambini, produce un iniziale innalzamento della stima nei suoi confronti (vedi come è in gamba, fa tutto lui!); di contro sul lungo periodo, potrà contare una strisciante sfiducia dei bambini nelle loro stesse capacità (solo lui lo fa bene così) e su un definitivo abbandono affettivo dei bambini nei suoi confronti (dato che lo fai così, bene, fai pure da solo, se non hai bisogno di me).
Riflettiamoci, la prossima volta che ci viene in mente una frase così… un bel consiglio o confronto da soli da decisamente altri frutti!

R come relazione


di Angela Bellini 
Avevo già un sacco di parole con la R: rabbia, risentimento… (che però torneranno sotto altre lettere…) e poi un commento mi ha riportato qui, a Relazione: che non sarebbe una emozione allo stato puro, ma essere in relazione, che significa? E di nuovo pensate alle vostre relazioni, non solo tra adulti, ma anche con i bambini…
Un sacco di possibilità diverse: relazioni positive, negative, di affidamento, di inganno, di totale affidamento, di pura ipocrisia, di indifferenza più totale. Un bel ventaglio. Che pensiamo di poter sventolare a piacimento. Possiamo anche vederla così, le relazioni sono uno strumento da usare a nostro piacimento, in bene e male, per farci spazio sul palcoscenico delle nostra vita.

Ma anche no. Per come la vedo io, alla fine di una simile elenco di relazioni, rimane un totale a somma zero: togli il brutto, aggiungi il buono, alla fine rimango io, da solo.  Che è la negazione dell’essere in relazione. E qui sì, ci accorgiamo che avere manipolato i contenuti umani delle relazioni, ha ingannato noi per primi su quello che davvero queste relazioni rappresentavano per noi…

Ripartirei da un altro modo di vivere la relazione, di essere in relazione: riusciamo ad essere aperti alla possibilità che l’altro, che incontriamo, sia portatore di bene per noi? Di un amore suo specifico, di un bene suo proprio, che non troverò altrove? Non avevo detto che era una cosa facile… ovviamente anche per la sottoscritta… e manca ancora il reciproco! E riusciamo noi ad essere portatori di questo bene, per quelli che incontriamo?

Diciamo che se cercavamo dei compiti per le vacanze, lo abbiamo trovati… e grazie al commento che ha fatto nascere questa riflessione…
post originale r-r-relazione.html