Archivio
Cliclavoro, ultime notizie
E’ stata pubblicata la newsletter di maggio di clic lavoro, il portale istituzionale per la ricerca di lavoro. La trovate qui
http://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/Documents/NEWSLETTER_MAGGIO.pdf
Mentre il portale con tutte le info e la possibilità di registrarsi è qui http://www.cliclavoro.gov.it/Pagine/default.aspx
Famiglia, una giornata per ricordarne l’importanza

Il 15 maggio di ogni anno, il Forum delle associazioni familiari promuove in Italia la celebrazione della Giornata internazionale della famiglia, indetta dall’Onu nel 1994. È per il Forumil principale appuntamento annuale, dal forte carattere simbolico, nel quale si intende proporre alla attenzione pubblica i temi che contraddistinguono la dimensione civile e sociale della famiglia.
Quest’anno si è deciso di dedicare particolare attenzione alla questione delle giovani famiglie e del lavoro giovanile, con un doppio evento pubblico che coinvolga le Istituzioni, le parti sociali e imprenditoriali su quella che è una vera e propria emergenza sociale, oltre che lavorativa ed economica.
La Giornata si inserisce nel cammino di preparazione alla 47a Settimana sociale che si terrà a Torino dal 12 al 15 settembre 2013 sul tema “Famiglia, speranza e futuro per la società italiana”
La giornata prevede due momenti: in mattinata si parlerà di Crisi economica e giovani famiglie e al pomeriggio invece l’attenzione sarà spostata su Giovani, famiglia e lavoro
L’incontro si svolge a Roma, nella sala convegni di palazzo Rospigliosi
tutte le info qui http://www.forumfamiglie.org/eventi.php?&evento=11346
Suo figlio non capisce niente…
di Alessandro D’Avenia
Guardando questo video ho formulato un po’ di domande.
I disturbi dell’attenzione? Non sarà che il pupo s’annoia? La conoscenza non dovrebbe tener svegli? Perché il pupo allora si addormenta?
Siamo sicuri che le classi debbano essere formate in base all’età? Serviranno i test standardizzati come quelli Invalsi?
Funziona ancora un apprendimento basato sostanzialmente su conferenze? Meglio una conoscenza che accade a partire dalle domande o una imposta a partire da risposte già date?
Come buttare l’acqua senza il bambino? I ragazzi ci stanno lanciando segnali chiari, ma noi continuiamo a mettere toppe nuove su un vestito vecchio…
Zero alcol, fino a 18
(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 10 mag. – Zero alcol fino ai 18 anni e’ una norma di salute, non e’ proibizionismo. A dirlo alla Dire e’ Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, Cnesps, in occasione dell’Alcohol prevention day.
“Incrementare il livello di consapevolezza sui rischi dell’alcol e’ necessario- ha aggiunto l’esperto dell’Istituto superiore di Sanita’ (Iss)- perche’ piu’ si ritarda l’avvio al consumo alcolico e migliore sara’ il profilo di salute quando si diventa adulti”.
L’alcol interferisce con “lo sviluppo del cervello e le evidenze scientifiche dimostrano che fino a 18 anni non bisognerebbe proprio consumarlo. Per cui- ha precisato Scafato- fino a quando non si e’ adulti, e non si e’ soprattutto adultizzato anche il sistema metabolico dell’alcol carente nei giovani, bisogna fare molta attenzione”. I comi etilici di cui si sente parlare negli adolescenti “sono legati anche a piccole quantita’ di alcol- ha sottolineato- a causa di questa incapacita’ di smontare la molecola dell’alcol che fa danno e intossica. Rispetto alla popolazione generale e’ chiaro che pensare a piu’ di un bicchiere di bevanda alcolica per una donna, molto piu’ vulnerabile dell’uomo, o piu’ di due bicchieri per un uomo non e’ concepibile. Cosi’ come- ha affermato Scafato- non e’ concepibile che un anziano consumi piu’ di una bevanda alcolica al giorno, dal momento che il sistema metabolico dopo i 65 anni ridiventa come quello di un adolescente”.
continua a leggere qui http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/maggio/10/?news=05
Suicidio, casi in aumento
di PHILIPPE HUGUEN
Cosa succede nella mente di una persona “normale” tanto da spingerla al suicidio?
Conte: Abbiamo una concezione della normalità molto idealistica, perché normalmente le persone non stanno bene. In realtà noi della mente umana conosciamo quello che le persone ci vengono a dire. Ci sono persone discretamente sane e persone evidentemente malate che si riconoscono facilmente. Ci sono poi persone che riescono a vivere una vita soddisfacente agli occhi del pubblico e molto meno soddisfacente ai loro occhi, perché hanno delle angosce, dei traumi, delle esperienze pregresse che sono in grado di contenere almeno agli occhi degli altri. Ma, queste persone sono quelle che quando danno luogo a qualche gesto estremo, questo dramma appare incomprensibile. Il dramma di colui che riesce a compiere il suicidio è che non si può dire cosa avesse nella mente prima di suicidarsi. Si parla genericamente di “suicidio”, ma non “di quella specifica persona che si suicida”.
La catechesi esperienziale, l’Acr alla scuola associativa dell’Ac
La catechesi esperienziale per rinnovare il catechismo. E’ la proposta che l’Azione Cattolica fa a tutte le parrocchie per cambiare la catechesi ed ottenere risultati migliori: è la proposta che da tempo si concretizza nell’attività dell’Acr, l’esperienza che coinvolge decine di migliaia di bambini e di ragazzi, dai 6 ai 14 anni in Italia. Non vanno più al catechismo per i sacramenti ma frequentano la parrocchia per una esperienza di fede che dura per tutta la loro vita. Se ne parlerà venerdì 3 maggio, alle ore 20,30, a Frosinone, nella parrocchia di S. Maria Goretti, con l’atteso intervento di Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei ragazzi.
Dove ti iscrivo il pupo? Dove non c’è latino
di Alessandro D’Avenia
I dati delle iscrizioni alle scuole superiori parlano chiaro: cala la richiesta di formazione umanistica (classico e scientifico tradizionale) e cresce quella applicata e spendibile (lingue e scientifico, nella versione scienze applicate o tecnologico , cioè senza latino).
Questo riguarda quasi il 50% degli iscritti.
L’altra metà continua a guardare alla formazione professionale e tecnica che, per fortuna, rimangono forti (se solo le curassimo di più invece di farne troppo spesso un contenitore di frustrazioni sociali…). Le famiglie italiane e i loro figli si orientano quindi verso ciò che apparentemente dà più certezza di lavoro e quindi di futuro. Non tutti i mali vengono per nuocere. I ragazzi in questa epoca hanno bisogno di maggiore rigore logico. La loro relazione con la realtà è emotiva e reattiva.
L’abitudine al ragionamento astratto, alla logica matematica, potrebbe aiutare ad acquisire maggior raziocinio e dominio di sé. Potrebbe. Resta chiaro che la formazione umanistica è in declino, come la cultura occidentale. I licei classici sono spesso luoghi autoreferenziali in cui ci si lamenta del fatto che i ragazzi non leggono più, non si interessano più, lo schermo del loro smartphone è stranamente più interessante delle declinazioni… Prevale la geremiade senza soluzione. Per carità, la geremiade ha la sua ragion d’essere, ma viene spesso e giustamente da un docente attempato che non ha stipendio e voglia sufficienti a cercare soluzioni totalmente o parzialmente nuove.
Continua a leggere qui http://www.profduepuntozero.it/2013/04/30/dove-ti-iscrivo-il-pupo
1° maggio, festa di dovere e di speranza
di Luigino Bruni per http://www.avvenire.it
Questo primo maggio è una festa mesta. Ma sempre festa è, ed è bene che sia così. Una festa con i panni del lavoro, e con quelli del non-lavoro. Una festa accompagnata dalle lacrime, a volte vere depressioni, dei disoccupati, di chi il lavoro l’ha perso o di chi, giovane, non lo trova. Oggi dovremmo ascoltarli di più e meglio di ieri, metterci al loro fianco. Dobbiamo festeggiare il lavoro, soprattutto quando soffre ed è in crisi, perché le feste sono preziose nei tempi della prova, quando si attraversano i deserti, quando nasce la nostalgia delle ‘cipolle’ della schiavitù dell’Egitto. Ma non dimentichiamo le lacrime di chi non può lavorare il giorno prima e il giorno dopo della festa, se vogliamo che quella di oggi sia davvero festa della Repubblica, festa di tutta l’Italia.
La fusione, oggi, tra la festa del primo maggio e quella del due giugno, sarebbe forse l’unica riduzione accettabile dei giorni di festività, perché quando il lavoro non c’è, o è cattivo, troppo precario e insicuro, è il muro maestro della Repubblica a cedere, che è il primo muro di ogni casa. Il tasso indecente di disoccupazione è la prima tassa sulla nostra Casa comune; una tassa disumana, questa sì, che dovremmo subito abrogare. Quella di lavoro sta diventando la più grande carestia delle nostre società, una carestia che convive, come tutte le carestie della storia, con l’opulenza di tanti altri, per i quali le crisi della povera gente, o semplicemente della gente comune, non iniziano né finiscono mai, perché non ne sono toccati, e a volte ne sono anche avvantaggiati.
continua a leggere qui http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/festadidovereedisperanza.aspx
Ribellarsi
Così mi hanno chiesto alcuni ragazzi durante una trasmissione Rai a cui ho partecipato. Vi propongo il link dell’intervista su ribellione, perdono, scuola, scrittura, insegnamento, scelta, talenti, fallimenti…
A un passo dal possibile. Ribellione e Perdono.
Puntata VI – Ribellione e Perdono.
Alessandro D’Avenia parla di Ribellione e Perdono. “Se smettessi di fare l’insegnante non avrei più niente da raccontare”, rivela l’autore del bestseller “Bianca come il latte, rossa come il sangue, “perché affronto venti ragazzi nel periodo di ribellione, che è la benedizione dell’adolescente, quando finalmente inizia a gestire la sua libertà, inizia a toccare con mano la sua unicità (…), e questa è la finestra da cui entra la realtà delle storie che mi ispirano di più”. Parlando delle sue esperienze intrecciate di scrittore e insegnante, Alessandro D’Avenia spiega la sua idea di ribellione come motore del processo di apertura alla vita e al tempo stesso come elaborazione e scoperta di sensi indispensabile per lo sviluppo della capacità di perdonare e perdonarsi.
“Ribellarsi è giusto o sbagliato?” – “Come facciamo a conquistare e soprattutto a conservare i nostri spazi senza ribellarci?” – “Il perdono può essere segno di debolezza?” – “Perdonare è più difficile di dimenticare?”. Questi alcuni degli interrogativi da cui partono i ragazzi del Liceo Albertelli di Roma per riflettere sul tema della puntata.
post originale qui http://www.profduepuntozero.it/2013/04/25/ribellarsi-e-giusto-o-sbagliato
La giovinezza e i grandi ideali
di Luigi Accattoli
“Ci sono molti giovani oggi, qui in Piazza. Siete tanti voi, no? Si vede, ecco siete tanti qui. Vorrei chiedervi: qualche volta avete sentito la voce del Signore che attraverso un desiderio, un’inquietudine, vi invitava a seguirlo più da vicino? L’avete sentito? Non… non sento… pensate voi questo? Siete d’accordo? Avete avuto voglia di essere apostoli di Gesù? La giovinezza bisogna metterla in gioco per grandi ideali. Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso, sii coraggiosa!”
Così il Papa al Regina Coeli, nella giornata delle vocazioni. Due volte in questo saluto domenicale Papa Francesco ha interrogato la folla che riempiva la piazza. Oltre al “non sento” di cui sopra, ha pure invitato a gridare forte. E’ stato alla fine del breve discorso, quando la folla gridava, come d’abitudine, “Francesco Francesco Francesco”: “Grazie tante per il saluto, ma anche salutate a Gesù… gridate Gesù Gesù, forte“. E’ la prima volta che il Papa argentino interpella la folla e le chiede di gridare: una novità per l’oratoria dei Papi. Converrà farci l’occhio e l’orecchio perché quello di oggi non resterà – immagino – un episodio isolato.
Cliclavoro, altre opportunità
E’ uscita la newsletter di clic lavoro, strumento per collegare richieste e domande di lavoro. Potete trovarla qui http://www.cliclavoro.gov.it/Clicomunica/Documents/NEWSLETTER_APRILE_2013.pdf
Pranzi di futuro
di Alessandro D’Avenia
In queste ultime settimane ho organizzato i “pranzi di futuro”. Per due giorni alla settimana le lezioni terminano alle 14, così mi fermo a pranzare al bar della scuola e lascio che i miei studenti di quinto anno, se vogliono, a turno, mi facciano compagnia nel mangiare un panino e mi raccontino che scelte stanno maturando o hanno maturato sul dopo maturità. Li ascolto e faccio loro da specchio, aiutandoli a diradare incertezze, paure e pressioni familiari o culturali.
Molti di loro sono più preoccupati di fallire che pieni di entusiasmo per l’inizio di qualcosa di nuovo. Tali sono le pressioni dell’ideologia stritolante del successo come riconoscimento della folla, che la paura finisce con l’offuscare la chiarezza della loro vocazione professionale che si è mostrata almeno parzialmente nel corso di 13 anni di scuola, dei quali ho assistito agli ultimi, i più importanti in questo senso. Devo sempre ricordare loro che il successo non è negli occhi degli altri, ma nell’essere se stessi.
Continua a leggere qui http://www.profduepuntozero.it/2013/04/18/pranzi-di-futuro/
Eni, opportunità per giovani
Eni, in collaborazione con il mondo accademico, promuove iniziative finalizzate alla formazione di figure professionali qualificate, che siano in grado di dare immediata applicazione delle conoscenze acquisite nelle concrete realtà operative aziendali. In questo link potrai trovare i nuovi progetti che verranno attivati nel corso del 2013 e quelli già in corso di svolgimento.
http://www.eni.com/it_IT/lavora-con-noi/eni-e-universita/eni-e-universita.shtml
La musica unisce l’Europa, il coro finlandese Juvenalis ospite al Liceo di Ceccano
Stavolta è la musica ad unire l’Europa, dal nord innevato della Finlandia arriverà venerdì il Coro Juvenalis del Liceo di Turku. Si tratta di uno scambio con il coro e l’orchestra del Liceo e si svolgerà dal 19 al 25 aprile. Le ragazze del Coro Juvenalis, 28 in tutto, accompagnate dai loro maestri, terranno tre concerti: il primo a Supino, nella chiesa collegiata di S. Maria Maggiore, alle ore 18,30 di domenica 21. Quindi il 22 aprile, alle 9,30 il concerto sarà replicato nell’aula magna Francesco Alviti, al Liceo. Il terzo concerto ci sarà sempre a Ceccano, mercoledì 24 aprile, alle ore 18,30 nella Chiesa di S. Maria a fiume. Il coro Juvenalis è una delle tante formazioni musicali presenti nella scuola finlandese da diversi anni ai primi posti nelle classifiche internazionali. E’ diretto dal maestro Kari Jantunen e presenterà un programma con musiche tradizionali del paese nordico e con brani del reportorio corale classico. Insieme al coro finllandese canterà anche il coro del Liceo di Ceccano, formato dagli allievi delle classi musicali dell’istituto fabraterno, diretti da Vittoria D’Annibale ed accompagnati dall’orchestra del Liceo, preparata dal m° Mauro Gizzi. Il Coro Juvenalis testimonia quanto sia importante la formazione musicale per la cultura finnica e quindi lo scambio culturale si prospetta come un elemento di grande arricchimento per il Liceo di Ceccano. Le ragazze finlandesi e i loro insegnanti sranno ospitati dalle famiglie del Liceo, mentre il servizio di interpretariato è stato affidato ad un gruppetto di allievi del Liceo Linguistico.
Bullismo, figli di famiglie per bene…
(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 5 apr. – “Il grave episodio di bullismo scoperto dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura di Roma dimostra che sussistono forme preoccupanti di devianza minorile che tagliano trasversalmente il nostro Paese”. Lo sostiene l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli Avvocati matrimonialisti italiani.
“I quartieri bene- precisa il matrimonialista- restano il luogo in cui i ragazzi o sono vittime o sono carnefici dei loro coetanei. Nel caso specifico, si tratta di vittime di una banda di balordi ma in altri casi gli autori di gravi reati sono proprio gli insospettabili figli di noti professionisti che alla domanda sul perche’ del comportamento criminale spesso – nel corso degli interrogatori – rispondono: “Per noia” o “Per provare un’emozione diversa”. E spiega: “Da tempo e’ caduto lo stereotipo secondo il quale i ragazzi pericolosi provengono solo dai quartieri marginali e periferici delle citta’ italiane.
Continua a leggere qui http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/aprile/05/?news=11
Altro che choosy, anche sottopagati al lavoro
ROMA – Il 64% dei giovani italiani sarebbe propenso ad andare a vivere lontano, il 37% ha inviato il suo curriculum all’estero e sarebbe pronto a trasferirsi, il 25% è disposto ad essere sottopagato. Altro che choosy (schizzinosi), insomma. Ma come cercano lavoro? Il primo alleato è internet, ma gli annunci sul giornale resistono ancora. E la legge Fornero? Un disastro anche per il 57,6% degli intervistati. Questi alcuni dei risultati emersi dal sondaggio del Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione, Work in Progress.
Il sondaggio, costruito attraverso la raccolta di dati con metodo cawi (computer-assisted web interviewing), ha coinvolto 800 giovani tra i 18 e i 35 anni, per il 66% con una laurea di
secondo livello, ed è stato realizzato in collaborazione con FondItalia, Fondo Paritetico per la Formazione Continua e seguito dai media partners Labitalia, agenzia giornalistica dedicata al mondo del lavoro del Gruppo AdnKronos e Walk on Job, magazine di attualità, università e mondo del lavoro. Ma davvero i giovani sono così incontentabili? L’indagine restituisce una fotografia in cui quelli italiani si dimostrano molto flessibili: il 64% sarebbe propenso ad andare a vivere lontano, mentre il 25,3% sarebbe disposto anche ad essere sottopagato, ma un 25% sottolinea come il lavoro e’ un diritto e quindi non dovrebbero esistere compromessi legati alla forma di contratto o alla retribuzione. Eppure il 12% sarebbe disposto ad accettare il non rispetto del contratto o l’abuso di un contratto atipico e il 2% sarebbe disposto a mettere da parte anche la sua integrita’ morale. -
Continua a leggere qui http://www.diregiovani.it/news/21508-lavoro-choosy-giovani-farebbero-sottopagare.dg
I pediatri: prevenire il bullismo dalla scuola media
Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni in crescita anche in Italia: da una recente indagine di Ipsos per Save the Children emerge che il 72% degli adolescenti e giovanissimi italiani lo avverte come il fenomeno sociale più pericoloso del proprio tempo e che almeno 4 ragazzi su 10 sono stati testimoni di atti di cyberbullismo da parte di coetanei. Ma bullismo e cyberbullismo sono due facce della stessa medaglia, da prevenire fin dalla scuola media, avverte la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). Quando le azioni di bullismo si verificano in rete si parla di cyberbullismo, una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta che avviene tramite i nuovi mezzi di comunicazione (email, sms, telefonate, social network e web in generale).
«Per arginare e soprattutto prevenire il fenomeno del bullismo in tutte le sue forme – sostiene Giuseppe Di Mauro, pediatra e presidente Sipps – è fondamentale che le famiglie e la scuola agiscano insieme in un percorso condiviso, per sensibilizzare ed educare i ragazzi a un uso corretto e consapevole delle nuove tecnologie già a partire dalla scuola media».
Continua a leggere qui http://www.lastampa.it/2013/03/26/cultura/scuola/pediatri-bisogna-prevenire-il-bullismo-gia-dalla-scuola-media-4VvGTXKmjv8lyTyTPOpoGP/pagina.html
Gioventù bruciata
“Una tragedia”. Non ci sono mezze misure nel commento cheLaszlo Andor, ungherese, commissario europeo al Lavoro, ha rilasciato sui dati diffusi da Eurostat, l’ente statistico dell’Unione Europea. La tragedia in questione è quella dei disoccupati, che nell’area euro (17 Paesi sui 27 dell’Unione) restano inchiodati al 12%, record assoluto da quando esiste la Ue. Alla fine di marzo 2013, nell’area euro ci sono 33 mila disoccupati in più rispetto a gennaio 2013; peggio è andata all’Unione Europea nel suo complesso (27 Paesi), visto che i disoccupati nello stesso periodo sono cresciuti di 76 mila unità, arrivando a un totale di oltre 19 milioni.
In un quadro tanto scuro, però, non tutte le tinte sono uguali. I Paesi dell’Europa centrale godono di livelli di disoccupazione relativamente bassi: 4,8% in Austria, 5,4% in Germania, 5,5% in Lussemburgo, 6,2% in Olanda. Sul gradino più basso della scala troviamo invece Grecia (26,4% di disoccupati), Spagna (26,3%) e Portogallo (17,5%).
Continua a leggere qui http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/dossier/disoccupazione.aspx
Donne e giovani, segno di speranza per il mondo
Il servizio di Alessandro De Carolis: per
“Avanti giovani!”. L’ultima esclamazione di Papa Francesco scatena l’applauso, l’ennesimo, degli oltre 30 mila assiepati nel colonnato del Bernini. L’appello che scalda il cuore
dei ragazzi, e non solo il loro, è lanciato in chiusura di catechesi, con uno dei tipici crescendo di tono e intensità del nuovo Pontefice. Dopo aver dato atto alla capacità tutta femminile di accogliere con prontezza il messaggio della fede, come dimostrano i Vangeli, Papa Francesco affida la propagazione di quel messaggio soprattutto ai giovani, energie fresche capaci di entusiasmo in un mondo vecchio dentro per via della violenza:
“A voi dico: portate avanti questa certezza, il Signore è vivo e cammina al nostro fianco nella vita. Questa è la vostra missione. Portate avanti questa speranza. Siate ancorati a questa speranza, questa àncora che è nel cielo (…) Portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo e questo ci darà speranza e darà speranza a questo mondo un po’ invecchiato per le guerre, per il male, per il peccato. Avanti giovani!”.
L’esortazione ai giovani segue la presa d’atto che Papa Francesco compie, al pari dei suoi predecessori, nei riguardi delle donne, alle quali viene riconosciuto un “ruolo particolare nell’aprire le porte al Signore”. In un’epoca in cui – nota – la storia la scrivevano gli uomini perché le donne, come i bambini, erano ritenute testimoni inaffidabili, sono loro e non i primi compagni di Gesù a credere per prime alla Risurrezione:
“Gli Apostoli e i discepoli fanno più fatica a credere. Le donne, no. Pietro corre al sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore”. Continua a leggere…
Studiare è un diritto, fare il volontario una opportunità: prestiti per i giovani
DIRE – Notiziario Minori) Roma, 15 mar. – Sono partite le campagne istituzionali di Diregiovani.it con il dipartimento della Gioventu’ e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Due progetti creati per i giovani e diffusi dal portale italiano a misura degli internauti 2.0, perche’ gli utenti di Diregiovani.it potranno informarsi ed interagire con le istituzioni, da oggi a portata di click! ECCO LE CAMPAGNE: – “DIRITTO AL FUTURO: I TUOI STUDI NON SI FERMANO”: L’obiettivo primario e’ informare gli studenti sulle modalita’ di accesso a crediti bancari utili ad affrontare, o proseguire, il loro percorso di studi universitari, dai quali potrebbero altrimenti essere esclusi se privi di mezzi finanziari sufficienti. Sin dal 2007 la Presidenza del Consiglio – Dipartimento della Gioventu’ e del Servizio civile nazionale ha promosso e finanziato un Fondo per lo studio – Fondo per il credito ai giovani, quale fondo di garanzia che si inserisce nel piu’ ampio progetto di agevolazioni e aiuti, denominato “Diritto al futuro”, voluto dal governo per i giovani e che comprende, tra l’altro, anche un fondo per la casa e un fondo per i genitori precari. È un’iniziativa che nasce per favorire, tramite la garanzia statale, la concessione di prestiti ai giovani che, in funzione della natura dei propri redditi (provenienti, di solito, da fonti diverse dal lavoro dipendente a tempo indeterminato o, nel caso degli studenti, dipendenti dalle garanzie fornite da terzi), difficilmente potrebbero vederseli riconosciuti. La campagna e’ rivolta alle scuole superiori di secondo livello: gli studenti, in particolare degli ultimi due anni, potranno consultare la rubrica tematica, raccogliere tutte le informazioni utili per accedere ai crediti, usufruire del supporto psicologico on-line e inviare i loro contributi per partecipare al concorso tematico (http://www.diregiovani.it/istituzioni/campagna-prestito-onore/cam pagna-prestito).
Continua a leggere qui http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/marzo/15/?news=02






