Un’interessante ricerca sulle conseguenze dell’abuso dell’alcol fra i giovanissimi, a cura dell’Isfol
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Pubblicato da pietroalviti su 22, 10, 2009
Un’interessante ricerca sulle conseguenze dell’abuso dell’alcol fra i giovanissimi, a cura dell’Isfol
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Pubblicato da pietroalviti su 21, 10, 2009
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Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2009
Il campus universitario di chimica applicata non chiuderà: lo assicura il sindaco di Ceccano dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi attorno alla già decisa chiusura del polo chimico realizzato all’interno del Convento dei Padri Passionisti. Ciotoli naturalmente aveva accusato il colpo: il campus infatti si regge grazie al cospicuo finanziamento del comune di Ceccanoe la sua chiusura avrebbe significato uno sperpero incredibile del denaro dei cittadini. Ora ci sarebbe stato un passo indietro del senato accademico dell’univesità di Tor Vergata.
Ecco il testo del comunicato del sindaco
Approvato dal Senato Accademico la riapertura delle procedure di immatricolazione per l’Anno Accademico 2009-2010 al Corso di Laurea in Chimica Applicata attivo presso la Facoltà di Scienze MM. FF. NN dell’Università di Roma Tor Vergata, con sede a Ceccano.
La decisione attesa ed auspicata dalle Istituzioni locali e da Confindustria di Frosinone è stata resa nota nel pomeriggio di oggi.
Il Campus Universitario in Chimica Applicata di Ceccano potrà proseguire le attività con regolarità già dal corrente anno, pertanto gli studenti che hanno superato le fasi preselettive potranno formalizzare le immatricolazioni e seguire i corsi universitari dalle prossime settimane presso la struttura fabraterna.
Scongiurata dunque la prevista sospensione del Corso universitario nella città fabraterna, in breve divenuto una certezza formativa ed una vera e propria opportunità per centinaia di giovani studenti della provincia di Frosinone e dell’interno centro Italia.
Diversamente dalle indiscrezioni delle ultime settimane, infatti, il Senato Accademico ha accolto l’istanza congiunta, promossa dall’Amministrazione comunale di Ceccano, da Confindustria di Frosinone e dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Frosinone, per il proseguo dell’attività di formazione di Alta Qualità nel Campus.
L’Amministrazione comunale esprime, congiuntamente con tutti i partners promotori e sostenitori del progetto Campus, piena soddisfazione per la decisione odierna, determinata con tempestività e grande sensibilità dal Senato Accademico dell’Ateneo di Tor Vargata.
Il Campus Universitario in Chimica Applicata, promosso sin dal 2005 con il proposito di creare una valida e prestigiosa opportunità formativa per i giovani, con indiscusso risvolto occupazionale anche e soprattutto in considerazione della spiccata vocazione produttiva del polo industriale provinciale -particolarmente indirizzato al settore chimico e chimico-farmaceutico- continuerà dunque ad essere una realtà importante per il vasto comprensorio e per la città di Ceccano.
Ai giovani studenti che si apprestano ad iniziare il primo Anno Accademico e ai loro colleghi che si sono distinti nello studio e si trovano a seguire il secondo ed il terzo anno di frequenza e di residenza nella struttura Campus va l’augurio di un buon lavoro.
Fin qui Ciotoli: ora la speranza è che non ci si trovi di fronte ad una nuova commedia come quella dell’ospedale civile, con docce fredde continue, chiude, non chiude, chissà…
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Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2009
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Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2009
Ginnastica artistica e badminton sono le due discipline per le quali gli allievi del liceo fabraterno parteciperanno alle fasi nazionali dei campionati studenteschi, in programma in questi giorni a Lignano Sabbiadoro. Le due squadre del Liceo rapprsenteranno la Regione Lazio dopo aver vinto le selezioni provinciali ed appunto quelle regionali.
La squadra di ginnastica artistica è formata da Giorgio Bartoli, Marco Petrucci, Mattia Giovannone e Federico Catozi. Per il badminton gareggeranno Luigi Santodonato, Edoardo Minotti, Umberto Diodovich e Leonardo Guida. Sono accompagnati dai professori Langiu e Guida. La partecipazione delle due squadre ai campionati nazionali suggella la qualità dell’attività sportiva nel Liceo fabraterno con i vari progetti coordinati dal prof. Saulo Lombardi e testimoniati dalla partecipazione nutrita alle diverse competizioni provinciali e regionali. Nell’anno scolastico appena trascorso hanno partecipato alle gare ben 450 allievi su 700.
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Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2009
Di seguito qualche idea per la storia della Dottrina sociale
La dottrina sociale della chiesa caritas 2009
relazione al corso di formazione della Caritas diocesana di Frosinone, 19 ottobre 2009
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Pubblicato da pietroalviti su 19, 10, 2009
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| Vescovo della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino Eminenza,
La ringrazio per aver accolto l’invito da me rivoltoLe per celebrare con noi questa tappa importante del giubileo della nostra patrona Santa Maria Salome. Oggi il nostro pensiero va anche al mio amato predecessore, Mons. Salvatore Boccaccio, che ci ha lasciato proprio un anno fa e che ricorderemo domenica prossima con una solenne celebrazione. Lo sentiamo parte di questa famiglia stretta attorno a Lei. Grazie a tutti voi per essere qui e per quanto avete fatto per rendere possibile questa celebrazione. Siamo animati da uno stesso sentire e da un desiderio profondo di rinnovamento della nostra vita a partire dall’imitazione di Santa Salome, che fu discepola fedele e umile seguendo Gesù fin sotto la croce e accogliendo l’annuncio della sua resurrezione. La Sua presenza ci ricorda il legame antico di questa diocesi con la Chiesa di Roma e con il Santo Padre, di cui Ella è il collaboratore più prossimo. La tradizione infatti tramanda che Salome avrebbe accompagnato l’apostolo Pietro nel suo viaggio a Roma fermandosi a Veroli. Nella nostra patrona ritroviamo così la memoria e la forza della tradizione apostolica che ci chiama a seguire il Signore nell’ascolto fedele della sua Parola. Questa terra vive oggi momenti difficili. La crisi economica pesa su tante famiglie e rende più incerto il futuro soprattutto dei giovani. Nello spaesamento e nel pessimismo di questa stagione della storia, in cui la tentazione è vivere per se stessi e cercare solo il proprio interesse, nel convegno diocesano appena celebrato abbiamo espresso la ferma convinzione di porre la nostra vita sulla basi solide della Parola di Dio, perché sia luce e orientamento per la nostra vita e per la diocesi intera, memori delle parole rivolte da Benedetto XVI ai padri sinodali all’inizio del Sinodo sulla “Parola di Dio”: “Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà, è stabile come il cielo e più che il cielo, è la realtà…. Realista è chi riconosce nella Parola di Dio, in questa realtà apparentemente così debole, il fondamento di tutto. Realista è chi costruisce la sua vita su questo fondamento che rimane in permanenza.” Nella cripta di quest’antica basilica è conservato un affresco che rappresenta le tre donne, tra cui Santa Salome, che andarono a ungere il corpo di Gesù per una degna sepoltura e lì ricevettero l’annuncio della resurrezione. Vorremmo essere anche noi donne e uomini che diffondono il profumo prezioso del Vangelo del Risorto, profumo di vita e di amore, imparando ad amare la Chiesa, corpo di Cristo e nostra madre, e fermandoci con lei accanto ai sofferenti e ai poveri. All’offertorio le porteremo una copia di questo dipinto incisa su ceramica apposta per Lei, perché ricordi questo momento di comunione e di intensa preghiera. Eminenza, mentre le assicuriamo la nostra preghiera per il delicato e prezioso servizio alla Chiesa che Le è stato affidato, Le chiediamo di farsi portavoce presso il Santo Padre della nostra filiale obbedienza e del nostro affetto, ringraziandolo da parte di tutti noi per l’amore paterno e la sapienza evangelica con cui ci aiuta a seguire il Signore e a testimoniare al mondo l’amore di Dio insieme alla bellezza e alla gioia della vita cristiana.
disponibilità completa video – audio in streaming Omelia del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Ottavo centenario del ritrovamento del corpo di Santa Maria Sàlome, madre degli Apostoli Giacomo e Giovanni, Patrona della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino 18 ottobre 2009
La santa patrona di questa Diocesi è una donna audace. La tradizione ce la mostra tra quelle donne che hanno seguito il Signore Gesù con fedeltà e spirito di servizio, tanto da rimanere con lui nel momento della sofferenza sotto la croce, testimone coraggiosa della sua passione e morte. Questo è il primo messaggio che Maria Sàlome ci comunica: seguire il Signore, non separarsi da lui neppure nei momenti difficili. La troviamo anche fra le donne che si recarono al sepolcro per rivolgere le ultime cure al corpo di Gesù per la sepoltura. Così è rappresentata, con l’unguento fra le mani, nel mosaico che si trova nella cripta di questa Basilica, in cui sono custodite e venerate le reliquie della santa, e nel prezioso dipinto del Cavalier d’Arpino situato nell’abside. L’unzione del corpo per la sepoltura fa pensare ad un’altra donna, Maria di Magdala, che cosparse i piedi del Maestro con del profumo prezioso. Quel gesto sembrò uno spreco, ma Gesù disse di lasciarla fare perché, in certo modo, anticipava il giorno della sua sepoltura. Ci si potrebbe chiedere a che scopo ungere il corpo di un uomo ormai morto. Ebbene, quello di Maria Sàlome e delle altre donne non fu, come il precedente, un gesto superfluo, ma fu, invece, un delicato servizio di amore; servizio che va al di là delle cose indispensabili. Chi ama non si limita all’essenziale, sa compiere anche gesti e dire parole che i benpensanti possono considerare esagerate, mentre invece l’amore vero non bada a calcoli o a misure troppo ristrette. Lo sanno i genitori e i nonni quanto amore sia necessario per far crescere i bambini in modo umano e cristiano. E’ essenzialmente nella famiglia, quando è sana, che si sviluppa quella cultura della gratuità, della prossimità, in cui è più bello fare un regalo ad un figlio che tenerlo per sé; è spontaneo spendere il proprio tempo accanto al familiare ammalato, piuttosto che dedicarlo al divertimento. La Chiesa insegna che la famiglia è la “cellula originale della vita sociale”, poiché, “la vita di famiglia è una iniziazione alla vita nella società” (CCC, n. 2207). Per questo Benedetto XVI continua a ribadire come la famiglia, congegnata secondo il disegno di Dio, sia un valore irrinunciabile. Facendo leva sul dono della fede cristiana che abbiamo ricevuto, non chiudiamo gli occhi alla domanda di amore che sale da questo mondo. Talvolta basta una parola, un’attenzione, una piccola solidarietà, un po’ di amicizia per rendere la vita migliore. Quell’unguento profumato e prezioso che Maria Sàlome portò quel giorno al sepolcro di Gesù è un segno di attenzione e di amore che può profumare la vita degli altri e umanizzare il mondo. Sappiamo anche che la nostra Santa è presentata nel Vangelo come la madre di Giacomo e Giovanni, moglie di Zebedeo, un piccolo imprenditore, padrone di pescherecci. Essa desiderava qualcosa di grande per i suoi due figli e per questo rivolse a Gesù la domanda che potessero sedersi uno alla sua destra e uno alla sua sinistra nel suo regno. Questa madre certamente era stata colpita dal messaggio portato da Gesù e, in modo ancora velato, aveva percepito la novità del regno che questo Maestro voleva instaurare nel mondo, anche se lo vedeva in relazione alla sua famiglia, ai suoi figli. E’ interessante constatare come Maria Sàlome entra lei stessa nella comunità dei discepoli; non lascia semplicemente andare i figli da Gesù. Ci va anche lei, lo ascolta quando lui parla. In seno alla prima comunità è attiva; ha senso pratico e rende tanti servizi concreti. Gesù conosce la sua generosità, non disprezza la sua richiesta, ma in un certo senso la corregge, la chiarisce, facendole capire che sedere accanto al Signore nel suo regno non esenta dalla sofferenza. Infatti Gesù chiede a Giacomo e Giovanni: “Potete bere il calice che io bevo?”, intendendo riferirsi alla sofferenza e alla morte che avrebbe dovuto sopportare. A volte anche noi stessi abbiamo bisogno di chiarimenti e di correzioni per entrare pienamente nella logica del Vangelo. La Chiesa, istituita da Cristo stesso per continuare la sua opera in terra, con il suo magistero presta questo indispensabile servizio al popolo cristiano e aiuta nella comprensione del messaggio evangelico. La vostra patrona, tuttavia, con il suo spirito di servizio, ci invita a non rinunciare all’ambizione di essere grandi nel diffondere il Regno di Dio; ci esorta a vincere la piccolezza e la grettezza del cuore. Talvolta ci si accontenta di una vita mediocre, alla giornata, senza interesse per gli altri, senza impegno per costruire una società più giusta, mentre il Signore vuole che mettiamo a frutto i talenti che possediamo e che lavoriamo per il bene comune. Come abbiamo ascoltato dall’Apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi, facciamo in modo che “…tutto quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”. Riempiamo la nostra esistenza di questi sentimenti nobili e di questi atteggiamenti e sono certo che saremo tutti migliori e renderemo la società più bella e più umana. So, infatti, che anche qui nella vostra terra la crisi economica si sta facendo sentire in maniera preoccupante. Un certo numero di persone hanno perso o rischiano di perdere il posto di lavoro con gravi conseguenze sulla vita familiare. Altri, soprattutto i giovani, guardano al futuro con preoccupazione e senza speranza. Non ho soluzioni da indicarvi, ma sono qui per dirvi, innanzitutto, che in queste circostanze, accanto al doveroso impegno delle istituzioni civili nel promuovere soluzioni appropriate, la Chiesa si mostra, attraverso i fedeli che la compongono, come una madre, che non dimentica e non abbandona, ma che si affianca a coloro che soffrono per aiutarli a superare le difficoltà. L’esempio del servizio concreto e caritatevole che Santa Maria Sàlome aveva in seno alla prima comunità dei discepoli di Gesù, aiuti tutti, sia nell’ambito civile che ecclesiale, ad essere uniti e solidali, in modo che prosperino le opere buone, e su tutto “primeggi” la carità. La Vergine SS.ma, discepola e madre di Gesù, rivolga verso ciascuno di noi il suo sguardo benevolo, e ci aiuti a stare in piedi, in preghiera, come lei, come Santa Maria Sàlome, sotto quelle croci che a volte investono la nostra vita. Ella protegga le nostre famiglie, la nostra comunità ecclesiale e civile, l’intera Diocesi, perché possiamo essere testimoni dell’amore con il quale Dio guarda alla vostra vita. Cardinale Tarcisio Bertone
Segretario di Stato di Sua Santità Camerlengo di Santa Romana Chesa Arcivescovo Emerito di Vercelli disponibilità completa video – audio in streaming |
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Pubblicato da pietroalviti su 17, 10, 2009
Domenica il cardinal Segretario di Stato sarà a Veroli per il Giubileo
Nella giornata in cui si commemora il secondo ritrovamento delle spoglie di Santa Maria Salome avvenuto dopo il terremoto che distrusse interamente anche la città di Veroli, il Cardinal Segretario di Stato di Sua Santità, Tarcisio Bertone, presiederà nuna Celebrazione Eucaristica nella Basilica dedicata alla patrona della città di Veroli e dell’intera diocesi.
Proprio nel quadro dei festeggiamenti e delle iniziative messe a punto in occasione di questo anno giubilare a lei dedicato (e iniziato lo scorso 24
maggio) si inserisce l’evento odierno che vedrà arrivare a Veroli, sul sepolcro della santa, il segretario di Stato di Sua Santità.
Intanto, il programma messo a punto in vista di domenica 18 ottobre, prevede anche delle celebrazioni di preparazione. Nei giorni di mercoledì
14 e giovedì 15, alle ore 20.00,c’è stata la recita del Santo Rosario e, a seguire, la Celebrazione Eucaristica.
Oggi, venerdì 16 ottobre, alle ore 20.00, verrà consegnato il mantello ai nuovi fratelli e sorelle della nobile confraternita di S. Maria Salome e seguirà la Celebrazione Eucaristica.
Domani, sabato 17 ottobre, festa dell’invenzione del corpo di S. Maria Salome, dopo le messe delle ore 9.00 e 10.00, alle ore 19.00 verranno celebrati solennemente i Vespri presso la Concattedrale di Sant’Andrea, al termine, avrà luogo la processione con il Busto della Santa che raggiungerà la Basilica a lei dedicata dove, alle ore 20.30, sarà celebrata la Santa.
L’inizio della celebrazione di domenica prossima, invece, è previsto per le ore 17.00, dopo l’arrivo del Cardinale nella Concattedrale di S.
Andrea: all’esterno, sarà accolto dalle autorità civili e religiose e poi si recherà all’interno per dirigersi al Ss. mo e ricevere il saluto del sindaco della città di Veroli, il prof. Giuseppe D’Onorio. Poi, in corteo, si raggiungerà la vicina Basilica di Santa Maria Salome e, lungo il tragitto, ci saranno due ali formate dalle varie confraternite presenti nella nostra Diocesi.
Data la capienza della Basilica e per consentire a tutti i fedeli di partecipare alla Celebrazione Eucaristica saranno allestiti dei maxischermi che permetteranno di seguirne ogni istante: ci sarà un maxischermo all’esterno della Basilica e altri tre all’interno della vicina Concattedrale di S. Andrea; inoltre, sarà garantito il collegamento audio anche lungo il tragitto tra le due chiese. Infine, la diretta televisiva sulle emittenti TeleUniverso e ExtraTv consentiranno di raggiungere anche quanti sono impossibilitati a recarsi a Veroli per questo importante evento.
In occasione della visita del Card. Bertone, poi, è stato predisposto un apposito annullo filatelico che si potrà avere nella giornata di domenica presso lo stand allestito da Poste Italiane, unitamente alle cartoline realizzate dall’Amministrazione Comunale che racchiudono la storia della Santa Patrona e degli scorci caratteristici della città.
Indicazioni per raggiungere il centro di Veroli:
A. per chi proviene dal Giglio di Veroli e dalla Superstrada, sarà
possibile parcheggiare presso:
o Porta Napoletana
o Presso il supermercato Daves
B. per chi proviene dall’altro versante, invece, sarà possibile
parcheggiare presso:
o il Palazzetto dello Sport
o presso l’ex convento dei cappuccini
C. Per i pullman organizzati dalle parrocchie:
o è necessario che ne diano comunicazione alla Curia e arrivino a Veroli
utilizzando la strada proveniente da Alatri.
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Pubblicato da pietroalviti su 17, 10, 2009
“… Grazie don Salvatore, per il grande eroismo nascosto ai più, per i tanti tuoi si, olocausto prezioso di amore per la salvezza delle anime. Grazie per il tuo esempio, per la tua paternità, per la tua estrema fedeltà nel ripetere in manus tuas anche nell’ora così terribile e prolungata dell’agonia. Grazie per il tuo luminoso esempio che continua a spronarci (…). Sei più che mai presente nei nostri cuori, con il tuo sguardo profondo, intenso, austero e pieno di tenerezza; con le tue parole di fuoco vibranti di passione per Gesù; con il tuo volto sfigurato dal dolore e trasfigurato dall’amore.(…) Siamo Certi che nel Cielo, nel cuore di Gesù possiamo continuare ad incontrarci ogni giorno. Grazie papà Salvatore, per averci insegnato a ripetere anche nell’ora del dolore il nostro: Grazie Papà”.
(Chiara Amirante, Nuovi Orizzonti News, n.4, 2008)
Alle 11,27 del 18 ottobre dello scorso anno, il nostro Don Salvatore è partito per il cielo. Invito tutti coloro che gli hanno voluto bene ad unirsi a me nella preghiera di ringraziamento alla Trinità per la vita e per l’esempio donatoci da questo pastore di anime innamorato di Cristo e del suo ministero.
A noi resta una eredità preziosa una nostalgia che cresce di giorno in giorno…la certezza della sua potente intercessione presso Dio.
Domenica 25 ottobre, alle ore 17,30, nella cattedrale di Frosinone, S. Messa presieduta da S.E. Mons. Ambrogio Spreafico e traslazione della salma di don Salvatore nella tomba approntata all’interno della stessa cattedrale.
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Pubblicato da pietroalviti su 13, 10, 2009
Tanti motivi per festeggiare: un nuovo anno scolastico da passare insieme, i nuovi allievi, 150 primini che ancora non si orientano bene nella dimensione liceale, le tante iniziative della scuola nella cultura, nello sport, nella protezione dell’ambiente, nella promozione della cultura della legalità, del lavoro, delle nuove tecnologie, insomma di tutto quello che costituisce oggi la base dello sviluppo culturale dei giovani. Tante occasioni che danno significato pregnante alla Festa d’Accoglienza in programma nel pomeriggio del 14 ottobre, nel Piazzale del Liceo di Ceccano: dopo il saluto del dirigente,il prof. Giuseppe Giacomobono, ci sarà l’intervento del sindaco di Ceccano, Antonio Ciotoli, e quindi la premiazione dei ragazzi che si sono particolarmente distinti nello studio e nello sport durante l’anno scolastico 2008-2009. Uno spazio sarà dato anche agli allievi che si sono diplomati nello scorso anno, in una sorta di ideale passaggio di testimone tra coloro che hanno concluso gli studi liceali e coloro che li hanno appena iniziati. Sarà poi la volta della libera fantasia dei ragazzi con brani teatrali, musicali, concorsi a premi, tutto coordinato dai rappresentanti degli alunni nel comitato studentesco che gestiscono la festa in tutti i suoi aspetti, compresi quelli finanziari. Si tratta di una delle scelte del Liceo che proprio sull’autonomia gestionale dei ragazzi investe molte delle proprie risorse. Il Liceo Scientifico di Ceccano conta oggi 28 classi con quasi 700 allievi, suddivisi in tre corsi, con 60 insegnanti: nel primo anno di funzionamento, 1989-90, 20 anni fa, gli alunni erano 25
In un messaggio al Liceo il preside ha scritto:
“Tutti sono invitati: alunni, insegnanti, personale non docente, famiglie. La Festa è organizzata dal Comitato degli Studenti che sta curando tutti i particolari dell’iniziativa.
Sarebbe davvero bello che nessuno mancasse.
Prego i docenti di non voler assegnare compiti per il giorno successivo, di evitare verifiche il giovedì 15 ottobre”.
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Pubblicato da pietroalviti su 6, 10, 2009
Ennesimo cambio negli assessori della giunta Ciotoli per i continui spasimi del Partito Democratico e le dilanianti liti interne: ecco i tre “nuovi” moschettieri:
- Assessorato all’Ambiente, Agricoltura, Pubblica Istruzione e Sanità – Assessore con ulteriore delega a Vice Sindaco, Nicolino Ciotoli;
- Assessorato all’Urbanistica, ATER, Bilancio e Tributi – Assessore Giulio Conti;
- Assessorato al Personale, Polizia Municipale, Cultura, Edilizia Scolastica, Trasporto Pubblico Locale – Assessore D’Annibale Pietro.
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Pubblicato da pietroalviti su 6, 10, 2009
La splendida Abbazia cistercense di Casamari si prepara ad accogliere i lavori dell’Ottavo Convegno Diocesano che si terrà nei prossimi 9 – 10 – 11 ottobre.
Si tratta del primo Convegno che la nostra Chiesa diocesana vive assieme al nuovo pastore, S. E. Mons. Ambrogio Spreafico. Il tema della tre giorni “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa” da subito desta l’interesse e spirito di attesa per una tematica, quella della Parola di Dio, che lo stesso recente Sinodo dei Vescovi ha rientrato nella missione propria di una Chiesa che è chiamata a parlare alle generazioni di tutti i tempi utilizzando proprio al stessa Parola che esce dalla bocca di Dio.
Questo stessa tematica sarà oggetto della conferenza che il Vescovo Ambrogio terrà nell’apertura dei lavori quando, dopo la recita dei Vespri in Basilica, l’assemblea si riunirà per ascoltare le riflessioni del Vescovo e gli orientamenti da seguire nel nuovo anno pastorale per il cammino dell’intera Chiesa diocesana.
Il secondo giorno del Convegno diocesano si dividerà in due momenti: al mattino, il Vescovo incontrerà – presso il nuovo Multisala di Frosinone – i giovani delle scuole superiori della Diocesi. Sarà un momento di riflessione, coordinato dall’Ufficio Scuola diocesano, sul disagio giovanile e l’emarginazione; nel corso dell’incontro ci sarà la testimonianza del giovane Davide Cerullo, autore del libro “Le ali bruciate. I bambini di Scampia”, edito dalle edizioni Paoline. Nel suo libro, l’autore racconta le storie dei bambini di Scampia con sullo sfondo la tragica realtà degli adulti. Bambini che, per esempio, diventano criminali per aiutare i genitori a sfamare il resto della famiglia. Al termine dell’intervento di Cerullo seguirà una testimonianza di don Guido Mangiapelo, cappellano della Casa Circondariale del capoluogo, che precederà l’intervento di Mons. Spreafico.
Nel pomeriggio, invece, i lavori riprenderanno nei locali dell’Abbazia. Appuntamento alle ore 17.00 con il contributo di Mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana e Direttore dell’Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali, sul tema “La Bibbia nella pastorale”. Le parole di Mons. Pompili uniti a quelle del nostro Vescovo, saranno occasione di riflessione nei gruppi di lavoro che, a partire dalle ore 17.45, si riuniranno nei locali dell’Abbazia stessa. Cinque saranno i gruppi di studio che vedranno la suddivisione dei partecipanti: giovani, famiglia, catechesi e insegnanti di religione, liturgia, carità. I Vespri, alle ore 19.30 in Basilica, concluderanno i lavori della seconda giornata.
Il programma della domenica, invece, prevede la relazione a cura dei gruppi di studio, alle ore 16.00; mentre alle ore 18.00 ci sarà la Liturgia Eucaristica concelebrata con il Vescovo dai sacerdoti del clero diocesano.
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Pubblicato da pietroalviti su 2, 10, 2009
Vittorio Miele – Mostra antologica di dipinti
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Vittorio Miele |
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| LA NUOVA METAFISICA DI VITTORIO MIELE di Luigi Tallarico |
INTERVISTA A VITTORIO MIELE di Rocco Zani |
Vittorio Miele è tra le figure “storiche” della pittura di questo territorio ma ciò non semplifica l’intera lettura della sua opera. Soprattutto per quel continuo rinnovamento della cifra linguistica che ne evoca l’impossibilità – umana e pittorica – di arrestarsi dinanzi a soluzioni risolutive. Miele è stato testimone attento dell’universo umano e di questo ha colto – con la propria, dolorosa intuizione – ogni spiraglio, ogni frammento sottile. A dieci anni dalla sua scomparsa (1926- 1999) sembra necessaria, se non indispensabile, una sorta di fermata riflessiva sulla vicenda completa di questo autore che ha fatto del rigore, umano e artistico, un carattere distintivo di tutta la sua poetica espressiva. Questa retrospettiva permette pertanto di rivisitare le cifre espressive di Miele e al contempo di “restituire” alla città di Frosinone un frammento mai dimenticato della propria storia recente. La mostra – ideata nella sua struttura antologica, e non già quale “viaggio circoscritto” – si pone oltremodo quale principio storico del luogo; lo coinvolge, ne ridisegna i confini dell’immaginario, lo ripropone, anche, come epicentro del giudizio. L’evento suggerisce un percorso espositivo che partendo dalle opere realizzate nei primi anni ’50 e procedendo per le insostituibili esperienze degli anni ’70 si conclude con i dipinti che sembrano preannunciare l’epilogo di un’esistenza comunque complessa, fatta di spaccature, approdi precari, di una “sostanza” mai pianificata o rassicurante.
Un “incontro”, questo con Vittorio Miele, che è momento qualificante di lettura e conoscenza per l’intera comunità.
Il volume monografico è a cura della Fondazione Umberto Mastroianni con testi critici di Maurizio Calvesi e Luigi Tallarico.
Maurizio Calvesi: “L’imperativo dell’occhio di Vittorio Miele è la sintesi, nel creare tarsie di piani, adagiati, o a perpendicolo e comunque prominenti, come stuoie dai ruvidi colori gradualmente disposte dal vicino al lontano: pezzature di terra, campagne, strade, colline, montagne, che l’occhio individua nelle loro angolazioni, prima che dalle forme, dagli stacchi e dal diverso rapportarsi alla linea dell’orizzonte contro il cielo. Le distanze sono plasticamente rapprese in blocchi o spezzate da linee sghembe; nuvole come sassi, cespugli come fruste, vegetazione gremita di grossi punti; tetti ferrigni o sanguigni, pareti di calce; la prospettiva nasce dal loro incontro. Le case, gli alberi depongono macchie pesanti in reciproco dialogo o invece diverbio, scure contro il bianco, o bianche contro il rosso, e ancora in altri accostamenti pur sempre robusti, perentori”.
Luigi Tallarico: “Come è stato detto, un artista non dipinge i fatti della rivoluzione per dimostrare l’innovatività dell’opera. Consapevole di questo concetto, Vittorio Miele non separa le passioni dalla forma, che indirettamente le esprime, ma – combinando le parole con il destino degli uomini del tempo mette a nudo la discrepanza tra l’io e la realtà, soprattutto l’incomprensibilità di certe terrificanti realtà, che bloccano l’anima in subbuglio e che la dispongono ad un’attesa tutt’altro che pacificata. Ed ecco come il dolore-rivolta, per le vicende della vita, affiora in superficie in immagini trepidanti, che anche quando Miele – da artista eternista – non le identifica otticamente e/o ideologicamente, evidenziano comunque il dramma dominato dall’Urschrei espressionista e proprio dell’artista attivista, il quale tramuta il “grido” irrefrenabile in un “urlo condensato” nella struttura stessa delle cose. Non si compiace della rivolta fine a se stessa, ma progetta e costruisce”.
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Pubblicato da pietroalviti su 2, 10, 2009
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