Pietroalviti's Weblog

Communicatio facit domum ac civitatem

Archivio per Marzo 2009

Treni a metà

Pubblicato da pietroalviti su 29, 03, 2009

CECCANO _ 10 carrozze formano il treno ma soltanto sei sono agibili per i pendolari della Roma Cassino. Venerdì sera, treno in partenza da Roma alle 19,47 per Cassino: le prime carrozze vicino alla testa del binario, sono al buio con le porte chiuse. Bisogna raggiungere la quinta per cominciare a salire e così i pendolari viaggiano stipati come sardine potendo utilizzare soltanto metà treno. E poi vetri che non si chiudono, bagni in condizioni pietose, senza chiusura alle porte, con suppellettili bruciate, scritte dappertutto. E neppure la soddisfazione di segnalare al controllore questa situazione: nessuno infatti è passato a controllare i biglietti e si capisce il perché: come pretendere il pagamento di un biglietto per un servizio del genere? Sarebbe ora che i pendolari riprendessero la loro battaglia per essere trattati come persone e pretendessero un servizio decente per il biglietto pagato. Trenitalia vanta tanto l’alta velocità e neppure vede le condizioni disastrose del materiale rotabile sulla Roma Cassino. Chi ha viaggiato sul treno delle 19,47 venerdì 27 marzo ha constatato di persona il disfacimento del sistema.

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Il Liceo e l’Altro Mondo

Pubblicato da pietroalviti su 29, 03, 2009

il-liceo-e-laltro-mondo-interculturaVengono dal Cile, dalla Cina, dal Paraguay, dalla Tailandia e dalle Filippine, sono i ragazzi di Intercultura, che trascorrono quest’anno scolastico a studiare in Italia, nell’ambito delle attività di questa prestigiosa organizzazione, che ha scelto il Liceo di Ceccano e le famiglie dei suoi allievi per ospitare gli studenti stranieri per una settimana. I ragazzi frequenteranno la scuola fabraterna, inseriti nelle classi del corso linguistico, in particolare la III e la IV, e parteciperanno ad una serie di iniziative culturali organizzate dal Liceo Martino Filetico. Gli studenti stranieri sono arrivati a Ceccano domenica 29 e ripartiranno il 5 aprile prossimo. L’iniziativa, che si inserisce nel più ampio progetto di educazione interculturale e linguistica del Liceo,  è coordinata dalla prof.ssa Lucie Zorzi con la collaborazione delle professoresse Mirella Crecco ed Adele Altobelli. Nei prossimi giorni ci saranno altre iniziative del progetto: dal 31 marzo al 2 aprile il Gruppo Europa del Liceo, formato da Giulia Giovannone, Roberta Falcone, Jessica Franceschini, Sveva Germani e Sara Bucciarelli, vincitore, con lo spot Vota per il tuo futuro, del Concorso per le elezioni europee, sarà in viaggio premio a Bruxelles, mentre dalla fine di aprile ci sarà, in Olanda, il Comenius  Sui passi di Cesare.

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Differenziare fa la differenza

Pubblicato da pietroalviti su 29, 03, 2009

E’ il titolo di un convegno che si terrà il 30 marzo nell’aula magna del Liceo, con inizio alle ore 9, a cura dell’Associazione l’altra Ceccano. Interverranno

il Prof. Biagio Cacciola, consulente del Ministero della Pubblica Istruzione che parlerà sul pericolo della tecno scienza verso l’ecosistema e Maura Giallatini, responsabile Settore Progetti per le scuole dei LEA (Laboratori di Educazione Ambientale), a cui, in particolare, sarà affidato il compito di dare agli studenti tutte le notizie utili riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti, su come avviene il loro riciclaggio e sui vari processi che ne consentono il loro riutilizzo.

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35 mm di storia: il Nazismo

Pubblicato da pietroalviti su 29, 03, 2009

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Continua presso il Liceo Scientifico Martino Filetico di Ceccano il seminario “35 mm di Storia – Il cinema come fonte per una didattica alternativa del ‘900”. Dopo gli interventi dedicati al Fascismo e allo Stalinismo con la proiezione di rari filmati d’epoca, alcuni dei quali pressoché sconosciuti, il Prof. Massimo Cardillo, storico e critico cinematografico che da anni sostiene l’ingresso stabile della storia del cinema nelle aule scolastiche come autonoma materia d’insegnamento, proporrà agli studenti, lunedì 30 marzo alle ore 15, una lettura cinematografica del regime nazista nell’incontro intitolato “Il trionfo della volontà. Il Nazismo e la Germania tra Hitler e Leni Riefensthal”. Il cinema non è la storia del ‘900, ma senza cinema non si può fare la storia del ‘900: anche in questo quarto incontro gli studenti saranno guidati attraverso un percorso pellicolare che potrà svelare loro aspetti poco noti o del tutto trascurati dalla storiografia ufficiale. Dopo la visione di alcune sequenze di film che potranno dire molto su certe situazioni e su certe atmosfere della Germania prehitleriana, come “Metropolis” e “Il Gabinetto del Dottor Caligari”, si analizzeranno altri materiali che certamente non hanno una continua frequentazione con il mondo della scuola: una “fiction” tedesca del 1941 in cui si mostra Londra invasa e conquistata dai Nazisti; una serie di cartoni animati aventi Hitler come protagonista; le drammatiche e sconvolgenti immagini del processo ai congiurati complici di Von Stauffemberg (dal film “L’occhio del Dittatore” di Hans Guenter Stark); sequenze da un filmato sulla vita pubblica e privata di Magda Goebbels. Il colore – elemento che nel Nazismo riveste un profondo significato ideologico e propagandistico – farà la sua irruzione con le pellicole a 16 mm realizzate a più riprese da Eva Braun (compresi alcuni preziosi frammenti di un vero e proprio “backstage” di un film destinato alle sale).Il rapporto tra il Nazismo e l’arte sarà delineato attraverso l’analisi di alcune sequenze del film “The Great Art Dictator” di Norman Stone e del documentario (sempre a colori) della parata di Monaco per i duemila anni della cultura tedesca. Su tutto campeggerà la visione di sequenze scelte dai due capolavori di Leni Riefensthal: “Olympia” dedicato alle Olimpiadi berlinesi del ’36, e “Il trionfo della volontà” sul raduno del partito a Norimberga del 1934 organizzato in funzione delle riprese cinematografiche.

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Energie rinnovabili e DNA al Liceo

Pubblicato da pietroalviti su 26, 03, 2009

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Le energie rinnovabili nella progettazione d’ambiente e le tecnologie del DNA ricombinante sono i temi del seminario che avrà luogo venerdì 27 marzo al liceo di Ceccano nell’ambito delle iniziative per la XIX Settimana della Scienza. Dopo lo sviluppo sostenibile, i nuovi linguaggi degli adolescenti, la contraccezione e le malattie sessualmente trasmesse, l’oro blu e la mancanza dell’acqua sul pianeta, la telemedicina nella Regione Lazio, le scienze del cervello, l’epidemiologia dei tumori e la fecondazione assistita, ora è la volta delle energie rinnovabili, di cui parlerà l’ing. Roberta Antonetti e delle tecnologie del DNA ricombinante che saranno presentate dall’allieva Giulia Giovannone della classe IV C. I seminari proseguiranno sabato con una lezione su Facebook e i nuovi linguaggi adolescenziali, una su la progettazione urbanistica e gli spazi verdi, mentre lunedì ci sarà la conclusione con una conferenza sulla raccolta differenziata. La Settimana è stata organizzata dal Liceo grazie alla risorse messe a disposizione dai componenti del gruppo Liceo Scientifico Martino Filetico di Facebook.

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Cogitanscribens

Pubblicato da pietroalviti su 26, 03, 2009

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<<Sogno un Fiume che sia pulito, che non trasporti materiale cancerogeno, sogno di fare qualcosa di veramente diverso la sera, qui a Ceccano, senza dover andare a Frosinone o in qualunque altro posto, sogno che, parlando con un altro ragazzo della provincia, mi venga detto: “quanto è bella Ceccano!”, sogno di poter fare un video che si intitoli Ceccano is “borning” (mi si conceda l’impropria traduzione: Ceccano sta nascendo), come penso, lo sogni anche il ragazzo che ha montato il più famoso video, Ceccano is burning (Ceccano brucia)>>. Così Giovanni Proietta, allievo del Liceo Scientifico della cittadina fabraterna,  sul suo blog  www.cogitanscribens.wordpress.com , lancia la sua sfida culturale a tutta Ceccano: <<mi auguro che da queste pagine nasca qualcosa di concreto per la nostra Ceccano ed il nostro Fiume Sacco, per non lasciarla morire culturalmente, fuggendo tutti altrove, in realtà già costruite; io, la mia Ceccano voglio costruirla partendo da qui, vivendo i suoi problemi, creando un’alternativa per tutti quei ragazzi che, come me, hanno la voglia di cambiare e di costruire qualcosa>>. Gli rispondiamo?

Ecco il link

cogitanscribens.wordpress.com

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Per Francesco: preghiere

Pubblicato da pietroalviti su 24, 03, 2009

Carissimi Vittoria e Pietro,
di seguito il mio piccolo pensiero per Francesco. In realtà è per voi … Vi penso sempre con tanto affetto. Quando leggerete, immaginate una scala, un arco (baleno), un percorso che voi state compiendo dal giorno della nascita al cielo di Francesco. Per aspera ad astera … dal gradino più basso (il buio del dolore) a quello più altro (la luce e l’amore di Dio). Sarà più difficile vivere, ma non impossibile … La fede non è una corazza, rigida e compatta, ma una rete. Come la rete ha i “buchi” (le nostre tiepidezze, le nostre debolezze e fragilità), ma la rete per sua natura sorregge e salva …

Un abbraccio.

Biancamaria Valeri

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Facebook e chat: opportunità e problemi

Pubblicato da pietroalviti su 23, 03, 2009

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Opportunità e pericoli di Facebook e delle chat, i nuovi ambienti relazionali degli adolescenti, sono al centro dell’incontro per genitori ed allievi che si terrà martedì 24 marzo alle ore 17 nell’aula magna del Liceo di Ceccano. Ne parleranno Daniela Bianchi ed Antonio Riva, della Federazione Italiana Esperti Relazioni Pubbliche, allo scopo di dare ai genitori informazioni corrette su un mondo spesso sconosciuto agli adulti. L’iniziativa del liceo di Ceccano è inserita nell’ambito de Il Liceo dei genitori, una serie di incontri di formazione permanente rivolta agli adulti ed in particolare alle famiglie degli studenti. Si tratta di un’idea del Comitato dei Genitori della scuola fabraterna che ha chiesto appunto che il Liceo si faccia promotore di occasioni di confronto e di studio per le famiglie. E sicuramente l’utilizzo dei computer e delle chat è oggi una delle cose più delicate della vita familiare. Daniela Bianchi e Antonio Riva forniranno ai genitori presenti utili indicazioni per l’uso di facebook e delle chat. Nell’incontro ci saranno anche due altre comunicazioni, la prima della dott.ssa Francesca Scarsella su Gli strumenti della telematica nella cura delle persone e degli allievi Valeria Piroli, Adriel Bertoni e Gian Marco Carlini, della IV A, su Le malattie sessualmente trasmesse e sulla contraccezione. La settimana ha avuto lunedì un altro appuntamento con L’oro blu, un intervento di Laura e Monica Di Fabbio e Roberta Di Pofi, della III B, sulle tematiche dell’acqua nel mondo d’oggi. Conferenze e seminari proseguiranno per tutta la settimana corrente.

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La Settimana della Scienza al Liceo: il programma

Pubblicato da pietroalviti su 22, 03, 2009

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Giornata mondiale della poesia: al Liceo l’impegno civile del poeta

Pubblicato da pietroalviti su 21, 03, 2009

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L’impegno civile del poeta come cittadino è al centro della Giornata Mondiale della Poesia 2009 che si celebrerà sabato 21 marzo 2009 al Liceo di Ceccano. Il programma prevede una lectio magistralis del prof. Marcello Carlino, docente di letteratura italiana all’università La Sapienza di Roma, con il contributo poetico di alcuni ex allievi del Liceo,  Alessandra Buraglia, Alessandro Liburdi, Fabio Magliocchetti, Marco Casalese. La manifestazione, che si terrà nell’aula magna del Liceo, inizierà alle ore 9,50. La Giornata Mondiale della Poesia è un’iniziativa dell’Unesco e viene celebrata ogni anno il 21 marzo. La poesia “disegna il contorno di possibili forme di dialogo tra culture, storie e memorie” ha dichiarato Koichiro Matsuura, direttore Generale dell’UNESCO, nel suo messaggio. Ha aggiunto “Assicurando la promozione e la salvaguardia di queste forme di scambio e di comunicazione che potrebbero essere il punto su cui focalizzare questa giornata mondiale, posta al servizio della nostra diversità creativa, io posso sperare si nutra e si rinnovi la capacità di tutti e di ciascuno di noi di capire la pluralità culturale nel mondo.” Su queste linee si colloca la celebrazione annuale della giornata al Liceo di Ceccano.

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La crisi economica parla al femminile

Pubblicato da pietroalviti su 21, 03, 2009

La crisi economica continua a tenere banco nel dibattito pubblico ed è sempre più possibile attribuire connotazioni specifiche ai soggetti deboli, che ne stanno pagando le conseguenze a prezzi particolarmente alti. Il calo dell’occupazione e la perdita del potere d’acquisto sono solo alcuni degli effetti, ma per il loro potere di impatto sono quelli che senza dubbio reclamano urgentemente l’adozione di una serie di tutele sociali, efficaci e risolutive. Per l’osservatorio che ci è dato dalla gestione del Centro Antiviolenza per donne maltrattate, attivato in collaborazione con la Provincia di Frosinone, non possiamo non evidenziare un dato sempre più significativo e cioè che saranno sempre più le donne ad essere annoverate tra coloro che rischiano di subire le ripercussioni più pesanti di una crisi senza precedenti. E questo per il fatto che spesso trovano occupazione in settori meno redditizi, con tipologie di lavoro precario o con scarse tutele e in molti casi senza alcuna rete di protezione sociale.

Nel report 2008 presentato da Diaconia alla Provincia di Frosinone, Assessore alle Politiche Sociali Maurizio Cerroni e dottoressa Antonietta Damizia e al Direttore Generale Dott. Russo, tra i vari tipi di violenza emerge chiaramente che sempre più interventi sono richiesti per i casi di maltrattamento economico (da intendersi come: ogni forma di privazione e controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona. Vi sono inclusi comportamenti quali: privare delle informazioni relative al conto corrente e alla situazione patrimoniale e reddittale del partner, non condividere le decisioni relative al bilancio familiare, costringere la donna a spendere il suo stipendio nelle spese domestiche, costringerla a fare debiti, tenerla in una situazione di privazione economica continua, rifiutarsi di pagare un congruo assegno di mantenimento o costringerla a umilianti trattative per averlo, licenziarsi per non pagare gli alimenti, impedirle di lavorare, sminuire il suo lavoro, obbligarla a licenziarsi o a cambiare tipo di lavoro oppure a versare lo stipendio sul conto dell’uomo).

D’altra parte quello delle diseguaglianze accresciute è un fattore in incremento, che associa non solo le disparità sociali ma anche quelle reddituali. Ed in questo caso la variabile di reddito assume enorme importanza anche per le effettive conseguenze sociali che derivano da questa disparità, come la speranza di vita alla nascita e alle successive età, la scolarizzazione, ecc. Si pensi ad esempio ai vincoli che la povertà pone alla generazione ed educazione dei figli.

Quello che emerge, dunque, dal report 2008, è un bisogno finora poco valutato, abituati come eravamo a pensare alla violenza di genere come qualcosa di ascrivibile quasi esclusivamente ai maltrattamenti. Anche i recenti fatti di cronaca, d’altra parte confermano questa evidenza, dando luce comunque ad una realtà  drammatica, visto che una donna su tre  subisce una qualche violenza nell’arco della propria vita e non da sconosciuti, ma da parenti, amici, colleghi, partner ed ex partner.

Ad un problema così significativo e dalla portata così ampia, non solo numericamente ma per la diversità di maltrattamenti a cui le donne possono essere sottoposte, è difficile dare concretamente delle risposte basate esclusivamente sulla buona volontà; se si guarda all’attività del Centro Antiviolenza gestito da Diaconia, va messo in evidenza la copertura di un servizio che si svolge su più fronti: l’attività di call center, di accoglienza vera e propria e di accompagnamento al reinserimento, e con l’impiego di risorse, dipendenti e volontari, altamente qualificati; è ovvio che tutto questo può essere svolto solo con un dialogo costante con il territorio ed un’opera costante di concertazione che mette a sistema tutte le sinergie possibili. Soprattutto in un momento in cui i tagli dei fondi, a livello centrale e locale, stanno interessando proprio quelli destinati alle politiche sociali.

Tra maggio e giugno 2008 la cooperativa Sociale ha incontrato con la Provincia, operatorie e attori pubblici socio-sanitari dei 4 distretti della provincia di Frosinone per aprire tavoli di confronto con il territorio in merito al tema della violenza contro le donne e, soprattutto, rilevare la percezione che gli enti pubblici del territorio hanno del fenomeno. Sempre nel corso del 2008, ha partecipato, con ruolo di partner, al progetto regionale “Via d’uscita, ed ha iniziato la propria collaborazione al progetto di rete territoriale Vega, attivato dalla Provincia di Frosinone. Ed è in quest’ottica di dialogo costante, che Diaconia intende continuare a spendere la propria disponibilità, forte anche delle best practices attivate in questi anni di operatività sul territorio

Daniela Bianchi

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Ciao, France’

Pubblicato da pietroalviti su 20, 03, 2009

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Elena Agostini ha raccolto alcuni degli scritti degli amici di Francesco

Ecco l’opuscolo:

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Marciapiedi a scomparsa

Pubblicato da pietroalviti su 19, 03, 2009

CECCANO _ Prima si realizzano marciapiedi a scomparsa, allo stesso livello della carreggiata, poi si è costretti a difenderli dall’assalto delle automobili in sosta selvaggia. Accade in via Magenta e in via  Solferino, come anche in via Stirpe, dove gli operai del comune stanno installando dei dissuasori in ghisa per impedire il parcheggio delle macchine, su quelli che dovrebbero essere marciapiedi ma che in realtà sono soltanto il prolungamento della sede stradale con copertura in porfido cinese. Più volte abbiamo denunciato all’opinione pubblica lo scandalo dei marciapiedi a scomparsa: il comune appalta la realizzazione di marciapiedi che dovrebbero assolvere alla loro funzione, creare, ai margini della carreggiata, una corsia che consenta ai pedoni di muoversi in sicurezza. I progetti sono affidati dalla giunta comunale  a professionisti di fiducia, sono presentati al comune, esaminati ed approvati; viene nominato un direttore dei lavori, di solito lo stesso progettista, un tecnico comunale è incaricato di sorvegliare e collaudare l’opera man mano venga realizzata. Tutto a posto dunque, niente può sfuggire. Invece sfugge tutto, nella tragica ilarità della gente che vede spendere il danaro pubblico in una maniera folle. Prima è la volta di via Magenta e via Stirpe. I marciapiedi non possono essere realizzati secondo le indicazioni dei progetti: sarebbero più alti delle soglie delle abitazioni… e così vengono incassati nella sede stradale, con bordi di 20 cm di travertino tutto mandato sottoterra. Immaginiamo i risolini di scherno degli operai incaricati di compiere un lavoro così folle. Sarebbe bastata una più attenta progettazione, un controllo durante la realizzazione dell’opera, da parte di chi è profumatamente pagato per fare questo a “regola d’arte” come dicono i contratti; e invece niente: marciapiedi a scomparsa, per la gioia dei residenti in via Magenta che si sono visti parcheggiare le auto sui gradini di casa. Per non parlare di via Stirpe, in cui addirittura si sono realizzati marciapiedi sotto il livello stradale e larghi a sufficienza soltanto per un piede. Ma l’esperienza non ha insegnato niente a Palazzo Antonelli: si decide di sistemare via S. Stefano e via Solferino. Anche qui incarichi tecnici, incarichi di controllo e anche qui toppa pazzesca: i marciapiedi vengono realizzati a filo dell’asfalto della carreggiata. Ora, non sarebbe stato meglio risparmiare i soldi per i marciapiedi, pavimentare tutto allo stesso modo e installare soltanto i dissuasori, magari quelli removibili, in maniera tale da poter usare spazi diversi della carreggiata a seconda delle necessità? Perché, invece, si è perpetrato un tale, inutile spreco di danaro pubblico?

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Sacco: veleni e sviluppo sostenibile

Pubblicato da pietroalviti su 19, 03, 2009

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CECCANO _ Sarà lo sviluppo sostenibile nella Valle del Sacco e dei suoi veleni il primo tema della XIX Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica che prende il via venerdì 20 marzo, alle ore 15, nell’aula magna del Liceo di Ceccano con la lectio magistralis dell’ing. Marco Micheli, direttore dello stabilimento Viscolube, che ha la sua sede nella cittadina fabraterna, nei pressi del casello autostradale di Frosinone. La Settimana poi proseguirà con interventi sugli spazi verdi, sui nuovi linguaggi giovanili e su facebook, su telemedicina, teleconsulto, teleassistenza, sessualità e malattie sessualmente trasmesse, contraccezione, le scienze del cervello, energie rinnovabili e progettazione d’ambiente, con l’intervento di specialisti e soprattutto di ex allievi che nei loro studi accademici stanno approfondendo i diversi aspetti della scienza. Il primo incontro si inserisce in un rapporto ormai consolidato tra la Viscolube e il Liceo di Ceccano che ha portato la scuola fabraterna a vincere il premio della Confindustria, giovani imprenditori. Il dott. Micheli incontrerà in maniera particolare gli allievi delle classi IV che studiano nel loro programma alcuni dei processi chimici impiegati nello stabilimento di Ceccano. Ma il dott. Micheli ha come compito quello di illustrare ai ragazzi del Liceo l’arduo compito di strutturare la presenza dell’industria chimica in un territorio, rispettando innanzitutto l’ambiente. E’ quello che si chiama sviluppo sostenibile e che vede nella Viscolube un interessante esempio diventato realtà a Ceccano. Tema molto interessante, dunque, soprattutto in queste settimane in cui il problema dell’inquinamento ambientale è tornato al centro dell’interesse dell’opinione pubblica, soprattutto perché la Viscolube ha già sperimentato all’interno dello stabilimento alcuni processi di disinquinamento del terreno che dovrebbero essere applicati nel prossimo futuro in gran parte della Provincia di Frosinone. 

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Che bufali analfabeti!

Pubblicato da pietroalviti su 18, 03, 2009

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CECCANO _ Per favore, girate quei cartelli, altrimenti quei poveri bufali come possono sapere del divieto di pascolo? Possibile che a palazzo Antonelli non abbiano tenuto conto di questo piccolo ma significativo inconveniente? I cartelli che illustrano, con caratteri cubitali in colore rosso, il divieto imposto dal sindaco per il pascolo e la coltivazione sono infatti rivolti verso la strada e così i bufali che vi pascolano beatamente dietro non possono leggerli, rimanendo così esposti al grave rischio della contaminazione. I poveri animali, inconsapevoli del pericolo che corrono, tranquillamente continuano a cibarsi di quell’erba che potrebbe essere contaminata da chissà quante sostanze velenose. Ed è così per tutto il tratto della via Gaeta a valle del Ponte Berardi, a sinistra e a destra della strada statale. D’altronde che volete farci? Nessuno ha insegnato ai bufali a leggere e anche se qualche volenteroso tra loro fosse un lodevole autodidatta i cartelli sono posti in maniera tale che non possa leggerli. Così, nonostante le grida di palazzo Antonelli e i proclami della lotta all’inquinamento, le sponde del fiume Sacco continuano ad essere  amene località per i bufali che vi si rotolano beatamente nel fango, come ogni giorno migliaia di automobilisti possono constatare con i loro occhi. Soltanto Palazzo Antonelli non li vede. A meno che non stiano pensando ad una notifica con i messi, bufalo per bufalo.

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…il Signore era nella musica

Pubblicato da pietroalviti su 6, 03, 2009

“…in pace con se stesso e con il mondo”.

Suggellavo così, nel maggio 2006, lo scherzoso profilo dell’alunno Alviti Francesco nel semiserio attestato di merito consegnato ai maturandi la sera del Prom. Un’osservazione spontanea, ricordo, dettata da una certezza istintivamente consolidata in me nel corso dei tre anni in cui sono stata la sua insegnante di italiano e latino: un ragazzo che non conosceva liti e battibecchi, che non conosceva invidie, che non conosceva l’umiliante schiavitù del voto a tutti i costi, ma che apprezzava le mete raggiunte con fatica, le piccole conquiste di ogni giorno, che respirava a pieni polmoni e assaporava l’aria, le atmosfere, gli umori della classe, la “sua” classe. E’ stato per i compagni “Alvitozzo” proprio perché, grazie alla sua personalità, mai è stato associato alla figura del vicepreside della scuola. Oggi comprendo che essere stata una sua docente mi ha penalizzata, mi ha forse tolto qualcosa di importante, di Francesco: mi ha tolto la spontaneità dei rapporti e delle frequentazioni, la franchezza dei giudizi, l’immediatezza di un abbraccio o di una semplice pacca sulla spalla. La cosiddetta “professionalità” è indubbiamente un odioso “filtro”: la cattedra divide, alla fine, anche quando gli sforzi per unirsi vengono spesi da ambedue le parti, e la scuola di una cittadina di provincia è sempre una antipatica cassa di risonanza in cui è meglio non far risuonare note che possono essere fraintese. (Sorvoliamo sulla scuola in generale: è in grado, oggi, di capire veramente, valorizzare, aiutare ragazzi come Francesco?)

Almeno in questa circostanza, quindi, non voglio parlare da insegnante.

Ho nel cuore e nella mente delle immagini particolari, delle istantanee, quasi, di Francesco. La prima: lo conobbi quando, per tipico vezzo adolescenziale (era una moda di qualche anno fa), si era abbellito le chiome (si fa per dire…) con delle mèches biondastre, che non facevano certamente pendant con il suo bel volto da bruno ancora un po’ infantile, ma già serio e compìto. E’ il figlio di Pietro, mi dicevano le colleghe, sapessi quanto è intelligente ed educato. Ed era tutto vero, senza esagerazioni. La seconda: Francesco alle prese con il reinserimento nella classe terza del suo caro amico Emanuele. Il diavolo e l’acqua santa, in poche parole, ma quanta ammirazione nei suoi occhi dolci per quel guascone un po’ sfrontato che sarebbe diventato inseparabile da lui! Credo che si siano davvero voluti molto bene, credo che Francesco abbia visto nel compagno – con grande stupore – ciò che non era nelle sue corde, ciò che non faceva parte del suo “dna” familiare: un simpatico essere fuori dagli schemi, un osare in tutto, dai vocabolari opportunamente accessoriati (questo particolare divenne tra me e Francesco pretesto di divertita complicità) ai mirabolanti affari nel campo dell’abbigliamento. Terza istantanea: Francesco, già abbastanza grande, già carino e appetibile, forse un tantino innamorato di una bella compagna di classe, intento (ma non troppo attento) nel dividere la lettura di un unico libro, diventare rosso (emozione? caldo?) vicino a quella splendida minigonna di fine primavera. Quarta immagine: Francesco che, gioioso e maliziosetto, festeggia il mio imminente matrimonio attaccando in classe i “cardilli” di cartoncino colorato e partecipando, la sera, alla cena con i colleghi per supportare le performances declamatorie e musicali dei suoi compagni in mio onore! E ancora: Francesco che esalta le fettuccine della nonna strofinando la mano sulla pancia, Francesco che, tornato da un lungo viaggio, non riesce a riadattarsi al clima italiano (t-shirt di cotone in pieno inverno, tanto per capirci), Francesco che ride a crepapelle anche per una sola battuta divertente dei suoi compagni, Francesco che entra in classe assonnato per aver trascorso la tarda serata a festeggiare l’ennesimo compleanno del neodiciottenne di turno…un sorriso indimenticabile, una risata sonora, diretta, senza censure, forse perché è stato un ragazzo che non ha mai censurato se stesso, la sua spontaneità, le sue emozioni.

E poi la malattia, con le sue poche, sfocate istantanee. Il suo coraggio, la sua forza e la mia vigliaccheria, il mio nascondermi dietro alla discrezione e dietro ai problemi familiari, seri anche questi, purtroppo. Ci sono stati momenti in cui ho imprecato, in cui ho pensato di tutto, in cui ho cercato qualcuno o qualcosa contro cui scagliare la mia rabbia o indirizzare il mio grido di dolore (il disastro ambientale? l’acqua contaminata?) e, un attimo dopo, ho rivolto al Signore le mie più struggenti, fantasiose e puerili preghiere: “Fa’ che accada un miracolo…fa’ che possa accadere almeno un “miracolo laico”: un medico che lo salvi perché ha capito tutto della sua malattia, un ricercatore che scopra il medicinale che possa farlo vivere ancora a lungo…mio Dio, fa’ che possa stare ancora per qualche anno con i suoi cari…fa’ che non soffra…fa’ in modo che non senta dolore…fa’…”.

Ma Dio c’era, e io non lo sapevo.

Il Signore era con lui quando è morto da uomo, non da ragazzo. Il Signore era con i suoi genitori quando non hanno scelto un appartato silenzio per sprofondare in un pozzo di sofferenza, ma hanno – ancora una volta – condiviso il figlio, un bene troppo grande per non meritare di essere donato anche agli altri (Pietro e Vittoria: quanto avete amato Francesco di un amore non egoista, non esclusivo, non avaro!). Il Signore era con la nonna di Francesco, prostrata da una perdita contro natura, ma fiera e dignitosa; era con suo zio Antonio, che continuava a soddisfare con un sorriso malinconico le quotidiane richieste degli alunni del liceo; era con tutti i familiari addolorati, con tutti i ragazzi che lo hanno amato, assistito, coccolato e pianto. Il Signore era con tutti noi che lo abbiamo salutato increduli, ma forti di un amore straordinario che ci ha riempito improvvisamente la vita.

E il Signore era con la musica, era la musica. Era nelle mani, nel fiato, negli occhi, nelle menti, negli animi di quei ragazzi pieni di talento che hanno dato vita a quella festa che – per chi crede davvero – ci è promessa al momento in cui nasciamo, e che attendiamo tutti con ansia, con trepidazione. Era nelle note che ci scavavano dentro, che scioglievano i lacci delle nostre resistenze, che affievolivano il nostro tremendo senso di colpa per essere ancora vivi, che ci scaldavano, ci dissetavano, ci sfamavano, che ci facevano sentire ricchi.

Francesco ci ha voluto bene, ha voluto il Bene.

Francesco ci ha insegnato che solo l’amore e l’arte possono ancora salvare l’uomo.

DANIELA MARRO

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35 mm di storia: il cinema sovietico

Pubblicato da pietroalviti su 3, 03, 2009

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Non riprendere me, tovarisch, riprendi il popolo è il titolo del III incontro del seminario 35 mm di storia, il cinema come fonte per una didattica alternativa del ‘900, tenuto al Liceo di Ceccano dal prof. Massimo Cardillo, storico e critico cinematografico. che avrà luogo nell’aula magna del Liceo, mercoledì 4 marzo alle ore 15. Durante l’incontro saranno proiettati  brani dai film: Le straordinarie avventure di Mr West nel paese dei Bolscevichi (1924), L’occhio di vetro (1928) di Lili Bruk; Il grande addio (1953) sui funerali solenni di Stalin, Lenin in ottobre (1937) di M. Romm, La grande aurora (1939) di Ciaureli; Il giuramento (1946) di Ciaureli; L’indimenticabile (1919), La caduta di Berlino di Ciaureli. Insieme ad altri interessanti spezzoni su: i funerali di Tolstoj, la corte degli Zar, della Conferenza di Potsdam e la presa del Reichstag.
Il seminario è pubblico

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