Pietroalviti's Weblog

Communicatio facit domum ac civitatem

Archivio per Novembre 2008

Premio giornalismo Inars

Pubblicato da pietroalviti su 30, 11, 2008


Venerdì 12 dicembre alle ore 10,30 al Palazzo della Provincia di Frosinone si svolgerà la settima edizione del Premio Giornalistico Internazionale INARS CIOCIARIA, Istituto Nazionale delle Regioni Storiche per la Ciociaria, istituzione nazionale culturale apolitica, senza scopo di lucro, fondata nel 1970, con il patrocinio di : Presidenza Consiglio Ministri, Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Ministero Beni Culturali, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Frosinone, U.R.S.E. Unione Regioni Storiche Europee.

Il premio ha come finalità la promozione culturale delle Regioni Storiche Europee, prioritariamente della Ciociaria e del Centro Sud che hanno subito il processo della damnatio memoriae, nonché la diffusione della conoscenza dei valori culturali, ambientali, socio-economici, naturalistici, agroalimentari, etnoantropologici e delle tradizioni popolari. Il Premio Giornalistico giunto alla sua settima edizione vuole essere uno strumento concreto di divulgazione della verità storica privilegiando giornalisti, scrittori, case editrici impegnati nella rivisitazione di fatti, episodi, eventi distorti dalla storiografia ufficiale, articolato in sei sezioni (A. Giornalisti e scrittori; B. Tesi di laurea C. Comunicazione e informazione; D. Associazioni culturali E. Artisti e Artigiani, F. Nuova Sezione dedicata alle Imprese segnalatesi per avere contribuito allo sviluppo sociale e culturale del territorio) ha inteso premiare quanti attraverso i vari mezzi di comunicazione, in Italia e nel mondo, tengono vive le diverse componenti delle Regioni Storiche, con priorità ai giornalisti, operatori costituzionali della libertà di stampa (ex art. 21 Costituzione Repubblica Italiana e L. 03.02.63, n. 69).

Determinante è stata la realizzazione dell’unico Portale europeo delle Regioni storiche, (http://www.urse.org) fortemente voluto dall’INARS CIOCIARIA con la collaborazione del Partner Ufficiale Tecnologico, la Starnet Software. La presentazione delle regioni storiche italiane (140) ed europee dei 27 Stati UE (450), come afferma la presidente Prof.ssa Cristina Amoroso, ha determinato una grande divulgazione del regionalismo storico e un conseguente aumento di interesse per la tutela dell’identità culturale e della memoria storica, trovando larga udienza nella stampa nazionale ed internazionale fra cui FORUM INTERNATIONAL, giornale in dieci lingue diffuso nei cinque continenti.
Per quanto riguarda l’edizione del 2008 la grande affluenza di segnalazioni pervenute dall’Italia e dall’Europa, più di duecento, riguardante giornalisti, scrittori, artisti, associazioni…, tutti meritevoli del riconoscimento, ha determinato una forte cernita di candidati, operata in base a precisi criteri di valutazione che hanno avuto come item tematici la tutela della memoria storica, la difesa dell’identità culturale e la divulgazione della responsabilità sociale d’impresa. Si profila una manifestazione interessante cui sono stati invitati parlamentari europei, nazionali, regionali, assessori e consiglieri provinciali, sindaci, giornalisti, operatori culturali e turistici, presidenti INARS regioni storiche, coordinatori URSE regioni storiche europee ed extraeuropee.

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Gizzi: troppe regalìe ai dipendenti comunali

Pubblicato da pietroalviti su 30, 11, 2008

Il cons. Gizzi ci invia questa nota:

Nel Consiglio Comunale di venerdì pomeriggio, in cui si discuteva l’Assestamento del Bilancio, il Consigliere Stefano Gizzi è intervenuto chiedendo una discussione su un tema molto importante, quello degli obiettivi conseguiti nell’attività amministrativa in favore dei cittadini dagli uffici comunali.

Non tutti sanno che oltre agli stipendi ordinari, i responsabili dei servizi comunali ottengono una Indennità annuale di circa diecimila euro in più.

In questo clima di grande crisi economica, in cui le famiglie normali non arrivano veramente a fine mese, vorremmo che il Comune di Ceccano non si trasformi in un Paese del Bengodi, dove non ci sono soldi per cose serie, i servizi sono allo sfascio come ad es. l’acqua e nello stesso tempo si elargiscono decine di migliaia di euro ai capi ripartizione per obiettivi ignoti che non arrecano alcun beneficio alla cittadinanza.

In queste settimane il Nucleo di Valutazione dovrà verificare il lavoro svolto nelle varie ripartizioni ed uffici comunali e decidere l’attribuzione delle somme.

Il Consigliere Stefano Gizzi, a tal proposito, ha formulato la seguente richiesta:

Convocazione di una Conferenza dei Capigruppo per l’esame delle relazioni annuali presentate dai capi ripartizione, con la verifica degli obiettivi raggiunti.

Verifica del miglioramento nei servizi comunali per il 2007-2008 e se questo miglioramento è stato percepito dai cittadini di Ceccano.

Convocazione dei membri del Nucleo di Valutazione, che dovranno illustrare al Consiglio Comunale gli obiettivi raggiunti negli scorsi anni dai vari settori, per i quali sono stati già attribuiti in passato le indennità di funzione e verifica degli obiettivi conseguiti negli anni 2007-2008.

Ovviamente, questa proposta non ha intenti persecutori o personalistici contro alcuni dipendenti comunali.

Infatti, chi lavora e fa bene il proprio lavoro non ha nulla da temere da questa verifica e questo controllo: chi ha svolto con minore impegno i propri compiti non dovrà ricevere alcun premio per una produttività non raggiunta.

La prossima settimana il Consigliere Gizzi predisporrà uno schema di Mozione per ottenere realmente la trasparenza amministrativa e l’inserimento sul sito del Comune di Ceccano di tutti gli stipendi percepiti dai dipendenti comunali e dai politici.

Avv. Stefano Gizzi, Consigliere Comunale di Ceccano

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La battaglia celeste: la Luna contro Venere

Pubblicato da pietroalviti su 30, 11, 2008

Lunedì primo dicembre il nostro satellite naturale, la Luna, nasconderà allo sguardo il pianeta più brillante, Venere, visibile ormai già al crepuscolo serale, ad occidente.

Virtual Telescope e Coelum Astronomia, nell’ambito della loro collaborazione Coelum Stream, propongono una diretta web dell’evento, a partire delle 16:40 fino alle 18:30 circa.

Sarà sufficiente collegarsi al sito www.coelumstream.com e, come di consueto, assistere in tempo reale alle osservazioni, commentate da Gianluca Masi, responsabile scientifico del progetto Virtual Telescope e Vice-Direttore di Coelum.

www.coelumstream.com

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Al Liceo, si studia la Romania

Pubblicato da pietroalviti su 30, 11, 2008

250px-flag_of_romaniasvgIn occasione della Festa nazionale della Romania, 1° dicembre, l’allieva della V B Loredana Stefan, di origine rumena, presenterà alle altre classi V la storia e la cultura della Romania. L’iniziativa è parte del progetto di integrazione che il Liceo adotta nei confronti di tutti gli allievi di cittadinanza o origine non italiana ed ha come scopo quello di conoscere le culture diverse dalla nostra.

La lezione sulla Romania sarà tenuta lunedì 1° dicembre 2008 in aula magna, dalle ore 11 alle ore 12

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Liceo: top school nello sport per il 3° anno consecutivo

Pubblicato da pietroalviti su 28, 11, 2008

Anche per il 2008, il Liceo di Ceccano è Top school per lo sport studentesco: il riconoscimento è stato assegnato durante la cerimonia ufficiale nel salone dell’amministrazione provinciale di Frosinone e premia l’impegno sportivo della nostra scuola.

dsc009081

La preside De Camillo ha voluto così elogiare i ragazzi e i loro insegnanti:

Ho il piacere di congratularmi con gli allievi e gli insegnanti di educazione fisica per tutto il lavoro svolto nell’anno scolastico 2007-2008, coronato dalla proclamazione del Liceo Scientifico di Ceccano come Top School 2008, il riconoscimento più ambito nello sport studentesco della Provincia di Frosinone. Il premio è stato assegnato sia per i risultati conseguiti:

1° classificato Badminton categoria Allieve

1° classificato Badminton categoria Allievi

1° classificato Badminton categoria Juniores Femminile

1° classificato Badminton categoria Juniores Femminile

1° classificato Corsa Campestre categoria Juniores Femminile

1° classificato Ginnastica artistica categoria Allieve

1° classificato Ginnastica artistica categoria Allievi

1° classificato Corsa Ginnastica artistica Juniores Femminile

1° classificato Corsa Ginnastica artistica Juniores Maschile

1° classificato Atletica leggera categoria allieve

2° classificato Atletica leggera categoria Juniores femminile

2° classificato atletica leggera categoria Juniores maschile

2° classificato Nuoto categoria allievi

2° classificato Pallacanestro categoria allievi

2° classificato Sci alpino categoria Juniores femminile

2° classificato Tennis categoria allievi

2° classificato Tennis categoria Juniores maschile

2° classificato Tennis tavolo categoria allievi

3° classificato Nuoto categoria Juniores maschile

3° classificato Pallacanestro categoria Juniores maschile

3° classificato Sci alpino categoria allievi

3° classificato Sci alpino categoria Juniores maschile

sia per l’altissimo numero di allievi che hanno preso parte alle diverse fasi dei campionati studenteschi.

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Il riconoscimento assegnato alla scuola sia di augurio per ancor più significativi risultati sia in ambito sportivo che in tutti gli altri aspetti della vita scolastica e personale. Ad majora!

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Lo Stabat Mater di Rossini a Ceprano, 29 novembre, Santa Maria Maggiore, ore 18

Pubblicato da pietroalviti su 28, 11, 2008

corohomeIl Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres è lieto di invitarvi al concerto

Gioacchino Rossini

Stabat Mater

Vittoria D’Annibale
soprano

Fabiola Mastrogiacomo
mezzosoprano

Enrico Talocco
tenore

Adriano Scaccia
basso

Silvia Palombo
Pianoforte

Alessandra Maura
organo

Concentus Musicus Fabraternus
JOSQUIN DES PRES
Coro polifonico

Direttore: Mauro Gizzi

Ceprano, sabato 29 novembre 2008, ore 18 – Collegiata di S. Maria Maggiore

www.josquindespresceccano.com

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La Colletta alimentare, nei supermercati, sabato 29 novembre

Pubblicato da pietroalviti su 28, 11, 2008

colletta081La durezza del tempo presente colpisce ormai tutto il nostro popolo.
La solitudine e la fragilità dei legami familiari e sociali rendono le persone ancora più povere, in uno scenario economico già allarmante.

In questa situazione, il semplice gesto di carità cristiana, che è il condividere la propria spesa con il più povero, è come “accendere un accendino nel buio”. L’estraneità e la paura sono sconfitte, può nascere un’amicizia che rilancia nella realtà col gusto di essere nuovamente protagonisti, sostenendosi nella quotidiana fatica del vivere.

Tutti potranno contribuire alla colletta alimentare del banco nei supermercati

Carrefour

Panorama

Pam

Cross conad monti lepini

Penny market

Conad via Puccini

Conad via a. moro

Ipersidis via tiburtina

donando ai volontari del Banco parte della propria spesa

altre info su www.bancoalimentare.it

o su il-liceo-alla-colletta-alimentare

o chiamando il nm. 3479480832

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In memoria di Vito Scafidi

Pubblicato da pietroalviti su 25, 11, 2008

Il Liceo Scientifico Martino Filetico di Ceccano, in tutte le sue componenti, alunni, docenti, genitori, personale, è vicino alla famiglia di Vito Scafidi, morto tragicamente mentre era in classe al Liceo Darwin di Torino, e alle famiglie degli altri allievi rimasti feriti nel crollo del solaio della loro aula. La morte di Vito ed il ferimento dei suoi compagni non sono una fatalità ma il frutto sconsiderato e terribile di tante mancanze, di tanti lavori non eseguiti o non completati, di tanta trascurataggine che, purtroppo, vediamo continuamente attorno a noi.

La tragedia del Liceo Darwin richiama la coscienza di ciascuno di noi al compimento del proprio dovere: nel momento in cui non lo assolviamo nel migliore dei modi, qualcuno ne subirà le conseguenze. Certamente, maggiori responsabilità hanno coloro che, per il loro ufficio, sono chiamati a rendere sicure le scuole, ma soltanto l’impegno di ciascuno potrà contribuire ad evitare il ripetersi di tragedie che nulla hanno a che fare con la fatalità.

Domani 25 novembre, il Liceo sarà impegnato nella VI Giornata nazionale della sicurezza scolastica, promossa da Cittadinanzattiva. Il prof. Lombardi, in queste ore, sta illustrando classe per classe i comportamenti da seguire nel caso di situazioni di emergenza, ma la sicurezza è il frutto dell’impegno vigile di ciascuno nel segnalare tempestivamente i pericoli, nel comportarsi civilmente, nel non creare, anche inconsapevolmente, circostanze che possano generare situazioni di rischio per la propria e per l’altrui incolumità. Ogni docente, nell’ambito della libertà di insegnamento, troverà le modalità più adatte per sollecitare nei ragazzi quei comportamenti virtuosi in grado di diminuire i rischi.

Alle ore 12 di domani, 25 novembre 2008, VI Giornata nazionale della sicurezza scolastica, un triplice suono della campanella segnerà l’inizio di un minuto di silenzio per ricordare le giovani vittime di tante inadempienze.

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La fanfara della Polizia di Stato per i caduti di Nassirya

Pubblicato da pietroalviti su 23, 11, 2008

Sarà un concerto della Fanfara della Polizia di Stato, diretta da Marcello Faustini a ricordare i caduti di Nassirya, la città irachena affidata al controllo delle truppe italiane. La cerimonia si svolgerà a Ceccano, alle ore 16, in Piazza Berardi. Il 12 novembre del 2003, un attentato suicida colpiva la caserma in cui era allocato il quartier generale delle truppe. Ci furono 12 caduti.

soldati-di-pace

Nassiriya, 12 novembre 2003

CADUTI

Tenente Massimiliano FICUCIELLO

Luogotenente Enzo FREGOSI

Aiutante Giovanni CAVALLARO

Aiutante Alfonso TRINCONE

Maresciallo Capo Alfio RAGAZZI

Maresciallo Capo Massimiliano BRUNO

Maresciallo Daniele GHIONE

Maresciallo Filippo MERLINO

Maresciallo Silvio OLLA

Vice Brigadiere Giuseppe COLETTA

Vice Brigadiere Ivan GHITTI

Appuntato Domenico INTRAVAIA

Carabiniere Scelto Horatio MAIORANA

Carabiniere Scelto Andrea FILIPPA

Caporal Maggiore Emanuele FERRARO

Caporale Alessandro CARRISI

Caporale Pietro PETRUCCI

Dottor Stefano ROLLA

Signor Marco BECI

Riceviamo dal Comune e pubblichiamo:

Il 12 novembre rappresenta per noi tutti una ferita profonda e insanabile che il terrorismo internazionale ha inflitto alla Nazione Italiana, impegnata per la pacificazione dei popoli e per la promulgazione dei valori democratici di equità e giustizia ma rappresenta anche un monito fortissimo promotore di pace e di libertà.

A cinque anni dalla scomparsa dei nostri connazionali caduti nell’adempimento della loro missione a Nassiriya, la Città di Ceccano, vuole ricordare il triste evento attraverso una cerimonia istituzionale che si terrà lunedì 24 novembre 2008, alle ore 16.00 in Piazza Berardi, alla quale prenderà parte la Fanfara della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Marcello Faustini.

L’Amministrazione comunale, come ormai tradizionalmente accade da 3 anni, intende rinnovare il tradizionale tributo commemorativo attraverso le toccanti note musicali del Complesso Bandistico Città di Ceccano, diretto dal Maestro Adamo Bartolini che accoglieranno gli illustri ospiti della Fanfara della Polizia di Stato e che onoreranno così l’annuale ricorrenza di Santa Cecilia, Patrona della musica.

A termine della cerimonia i giovani componenti della Banda Comunale e della Scuola Comune di Musica riceveranno i tradizionali attestati di merito, consegnati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ceccano.

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Stella: c’è l’arsenico nell’acqua

Pubblicato da pietroalviti su 23, 11, 2008

Riceviamo dal consigliere Stella e pubblichiamo:

Nei mesi scorsi venne inviato da alcuni cittadini(tra cui lo scrivente), un esposto alla Procura della Repubblica, per avere risposte, sul rischio corso da migliaia di cittadini lo scorso maggio per aver ingerito, ignari, per giorni, l’acqua inquinata da arsenico.

Ad oggi non vi è stata alcuna risposta.

Nei giorni scorsi l’acqua proveniente dal serbatoio cittadino, servita dai due pozzi siti su via Morolense è risultata di nuovo inquinata, anche se in misura minima, da un metallo pesante, nella fattispecie l‘arsenico. Ricordo che i 2 pozzi da cui proviene l’acqua, distano poche centinaia di metri dalla discarica di via A. Sante dove sono depositati da anni decine di tonnellate di rifiuti, che hanno compromesso sicuramente sia le falde di superficie che quelle profonde, a causa della dispersione del percolato chimico nel sottosuolo. Rischio gia accertato e segnalato dall’Arpa nel 2003.

Alla luce del nuovo grave episodio mi appello alla Magistratura, alle Istituzioni tutte, che vadano a verificare se la discarica abbia o meno inquinato i pozzi e ad indagare sul perché, ancora non viene svuotata dopo anni, una pericolosa discarica con verifica contestuale della tipologia dei rifiuti sotterrati nell’area e se sono stati effettuati eventuali sversamenti chimici pericolosissimi nell’alveo o nell’area circostante la discarica. Queste sono le pressanti richieste di una opinione pubblica frastornata ed impaurita, a cui occorre dare le necessarie risposte.

Possibile che su così gravi negligenze, che rischiano di attentare alla salute pubblica, nessuno paghi per i ritardi dei procedimenti amministrativi tesi a migliorare la qualità della vita come nel caso della discarica?

Trovo inconcepibile che fatti così gravi per l’igiene e la salute dei cittadini, non abbiano visto reazioni decisive dalla politica locale e provinciale. Parolai che ancora pensano di risolvere il disservizio e la pessima qualità delle acque fornite dal gestore Acea/Ato 5, con chiacchiere con il gestore stesso, mentre la gente si è svuotata le tasche per un pessimo servizio e riempito la bocca del pericoloso arsenico, nella noia quotidiana cittadina. Minimizzare, questo è il motto delle Istituzioni preposte e di una classe politica, arrivista e superficiale, sostenuta da sinistra a destra, da una comunità, insensibile e priva della necessaria coscienza civile, che porti ad affrontare con coraggio tematiche così complesse..

Perché pur avendolo il sottoscritto, richiesto più volte non si porta il gestore ACEA Spa in Tribunale, sia per la pessima qualità delle acque fornita e fatta pagare “a peso d’oro”, che per la non applicazione della convenzione in molti punti, mancati investimenti ecc.? Quali sono gli interessi in gioco che bloccano questa semplice procedura? Perché sig. Sindaco ha paura di difendere i suoi concittadini?

L’acqua è un bene primario che va distribuito a tutti con alta potabilità.

Ceccano è avvolta sempre più nel porto delle nebbie intriso di veleni provenienti dal Fiume Sacco, dalle polvere sottili delle auto e delle industrie, gli impianti fognanti sono minimi nelle aree extraurbane e rischiano di contaminare le falde, la raccolta differenziata è all’anno zero, la civiltà della platica sta sommergendo le strade, i boschi, i fiumi“, non c’è scampo alla miseria e all’indifferenza umana. A tutto questo non si può aggiungere anche l’acqua inquinata nelle condutture.

Le patologie tumorali esplodono sempre più aggressive e virulenti senza fare distinzioni di età o classe sociale.

E nessuno ci spiega il motivo del disastro ambientale che ci porta ad essere tra le aree più inquinate d’Italia con il capoluogo in testa .

Ripeterò all’infinito alla comunità :” non si può aspettare il proprio turno senza reagire”.

Ceccano 22/11/08 Il Consigliere Comunale Stella Angelino

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Ceccano: città educativa per chi?

Pubblicato da pietroalviti su 23, 11, 2008

Ci scrive un lettore:

DIARIO DI UN PAPA’ CECCANESE…….

Ceccano Città Educativa!!!! Bah….io sinceramente da papà impegnato tutta la settimana per il lavoro e che aspetta la domenica per godersi i propri pargoletti, sinceramente sono perplesso da quest’attributo, Educativa per cosa?!?!? E come può considerasi Educativa una cittadina di quasi 25.000 abitanti che non ha alcun spazio che possa perlomeno dare iniziazione all’educazione civica di chi domani sarà il ns. futuro….

Io ogni domenica devo prendere la mia auto e portare i miei figli altrove, fuori Ceccano intendo, per poter trovare una spazio ricreativo, dove poterli lasciare in libertà e dove loro possono dare alle loro immense energie, alle loro fantasie e alla loro creatività……Ceccano non ha nulla che possa dare ai ns. pargoletti in questo senso…..Eppure sono fortunato, vivo in centro, avrei la possibilità di evitare di prendere l’auto almeno la domenica… basterebbero pochi passi, una bella passeggiata mano nella mano con i figlioli, e magari lungo il tragitto ritrovare qualche amico che non vedi da tempo, scambiare qualche chiacchiera, ed invece no…..questo non e’ possibile, non si può fare, a Ceccano non possiamo permettercelo, perché siamo schiavi di quel circolo vizioso che nel Palazzo fa di tutto per se, ma che non fa ASSOLUTAMENTE nulla per questa città…o perlomeno per il futuro di questa città.

E la domanda è sempre la stessa…dove li porto stamattina?
Facciamo un giro:
CASTEL SINDICI: “papà mi porti a vedere il castello della principessa?”
“Di proprietà comunale è un edificio risalente all’inizio del secolo e dispone di un vasto parco”, questa è la prima frase che trovi aprendo qualsiasi pagina di internet inerente al Castello………Se non fossi di Ceccano, penserei subito”….chissà che bello, un ampio parco con un Castello!!! Che spettacolo!! Meraviglioso!! Andiamo a fare un giretto lì! Ci sarà qualche motivo di distrazione per i ns. figli……magari ci fermiamo nel parco e facciamo un pic-nic…..” ed invece che trovi?!?!? Un cancello arrugginito chiuso perennemente al di la del quale si estende un viale fatto di erba alta, sterpaglie di ogni genere e non so cos’altro, perché la visuale del castello è inibita da così tanta cattiva manutenzione……..(senso civico?!?!?! Ragazzi il castello e’ di proprietà comunale!! E come se una persona venisse a casa vostra e troverebbe il vostro giardino ……sgarrupato ehehehe… quale sarebbe il suo primo pensiero!!!!????)…..e allora cosa devi rispondere alla domanda su citata che ti ha fatto il/la tuo/a figliolo/a? “ semplice….”la principessa non c’e’ più è andata via……vedi il cancello e’ chiuso, all’interno non c’e’ altro che erba alta….non si può entrare….Il regno della principessa è decaduto!! …forse un giorno tornerà…………”

PROF. OGGI MI FERMO QUA….

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Per un’altra economia

Pubblicato da pietroalviti su 23, 11, 2008

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Il Centro Studi Tolerus organizza, per lunedì 24 novembre 2008 ore 17.30 presso l’Ecostazione, un incontro con l’assessore regionale al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e Partecipazione della regione Lazio Luigi Nieri per discutere di “altra economia”.

L’altra economia racchiude tutte le attività economiche che non perseguono le finalità del sistema economico di natura capitalista, e in particolare rifiuta gli obiettivi di crescita, di sviluppo e di espansione illimitati, il perseguimento del profitto ad ogni costo, l’utilizzazione delle persone da parte dei meccanismi economici e nel solo interesse di altre persone, il mancato rispetto dei diritti umani, della natura e delle sue esigenze di riproduzione delle risorse. Considera la eco-compatibilità una condizione essenziale per il suo operare e i settori già attivi che posso essere considerati come degli embrioni del sistema alternativo sono numerosi: dal commercio equo e solidale alle diverse esperienze di finanza ed assicurazione etica e di microcredito, dai gruppi di acquisto solidali ai gruppi che praticano bilanci di giustizia, dalle forme organizzate di consumo critico alle esperienze di turismo responsabile, dal riuso e riciclo di materiali e risorse alle attività di ricerca ed applicazione di energie rinnovabili, dalla agricoltura biologica alle esperienze di bilancio partecipativo.

L’iniziativa si svolgerà all’interno dell’EcoStazione, luogo che nasce attorno ai principi di “altra economia” e che ricade in un territorio, quello della Valle del Sacco, che sempre più necessita di un altro sviluppo, basato proprio sull’altra economia.

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Stella: allarme per la Tac, ce la ruberanno!

Pubblicato da pietroalviti su 20, 11, 2008

CECCANO _ Angelino Stella, consigliere comunale a Palazzo Antonelli, lancia l’allarme per la Tac: ce la ruberanno, scrive in una interrogazione al sindaco Ciotoli, a conberma delle voci che da qualche tempo girano negli ampi corridoi del S. Maria della Pietà. Lo sto ai lavori dell’ala Mosconi, i danni che non vengono riparati, i silenzi di marrazzo nell’incontro con i sindaci del sorano sono tutti tasselli che confermerebbero le voci di una prossima chiusura del nosocomio fabraterno, nonostante le promesse e i patti sottoscritti a Frosinone e stracciati a Roma. Stella è polemico contro il presidente Marrazzo e chi lo sostiene a Ceccano, accusando la Regione di centralismo. In effetti, gli eventi di questi ultimi mesi, le continue docce fredde sulla sorte del nosocomio fabraterno sembrano dar ragione al consigliere di Insieme per la gente.

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Un blog per don Salvatore

Pubblicato da pietroalviti su 20, 11, 2008

www.salvatore.boccaccio.wordpress.com

è l’indirizzo del blog che raccoglie tutto su don Salvatore. Visitatelo

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Un luogo per pubblicare le cose migliori

Pubblicato da pietroalviti su 12, 11, 2008

I materiali pubblicati da prof, ex allievi ed allievi

Il Blog del Liceo Scientifico Martino Filetico di Ceccano diventa un luogo per pubblicare i propri lavori, uno spazio aperto a tutti i professori, gli allievi e gli ex allievi perché facciano conoscere le loro cose migliori.

La prima ad inaugurare il sito è Alessandra Buraglia. Frequenta la Luiss Guido Carli di Roma, scrive poesie, è attualmente impegnata in diversi stages giornalistici. Ecco i suoi primi contributi:

Un sito per l’Alitalia

Spagna 1976: la riforma di Suarez

Europa, immigrazione, identità

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In memoria di Nassirya

Pubblicato da pietroalviti su 12, 11, 2008

Gianluca Lombardi ha pubblicato su Il Tempo un racconto breve premiato al concorso letterario ” In memoria di Nassirya”, promosso dalla provincia di Olbia e Tempio e dall’associazione Didaskalos, novembre 2007. Ce lo ha inviato nel 5° anniversario della strage

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Interno giorno. L’interno è quello del carcere romano di Rebibbia, uno stanzino disadorno, ma che ha il pregio di stare esattamente sopra la sala colloqui, dove devo ascoltare quanto si stanno dicendo un detenuto anarchico e la sua ragazza. Il giorno è il 12 novembre 2003. Edy, il mio collega, il tecnico che mi mette in condizione di ascoltare tutto quello che dicono al piano di sotto, mi ha dato il via. Ora tocca a me, con le cuffie in testa, cercare di percepire non solo le parole ma anche i sospiri, il rumore di una penna su un foglio, una frase apparentemente insignificante che invece vuol dire, o potrebbe dire, molto. Potrei farlo dopo, potrei registrare e riascoltare: lo farò, certo che lo farò, ma credo sia importante anche ascoltare la diretta. Sono fatto così. Sono convinto che certe emozioni, certe inflessioni, certe impressioni le ascolti, le senti, le percepisci solo nel loro contesto naturale. Non le sentiresti più due ore dopo, non risentiresti lo stesso rumore pur nel silenzio del tuo ufficio. Edy è entrato ed uscito dallo stanzino quattro o cinque volte: poco fa mi ha fatto il gesto della tazzina, per il caffè. Senza staccare se non per un solo attimo gli occhi dal registratore (mi concentro guardandolo, mi sembra di vederli, quei due lì sotto, che parlano e rumoreggiano, e a volte tentano anche di amoreggiare), gli faccio segno che non ne voglio. Edy entra ancora. Non faccio in tempo a fare un gesto di insofferenza. Mi alza la cuffia e mi dice qualcosa nell’orecchio. Poi esce di corsa come è entrato. Non lo sto neanche a sentire, anche infastidito, e continuo a guardare il registratore e ad appuntarmi passaggi di idee, spezzati di vita carceraria, cronache di un amore vissuto con le sbarre alle finestre. Continuo ad aspettare il messaggio subliminale, convinto di dover solo attendere, con pazienza e attenzione. Quel messaggio arriverà. Ma non quel giorno. Improvvisamente realizzo le parole di Edy. <Una bomba alla nostra base a Nassirya>. Mi strappo le cuffie ed esco in corridoio. In fondo c’è il gabbiotto degli agenti di custodia, la sala d’attesa per gli avvocati è vuota. Lui, l’agente di turno, fissa la radio, legata con una catena al bancone. <Non si sa nulla, solo che ci sono tanti morti>. Afferro e accendo il mio cellulare di servizio. Non si potrebbe portarlo dentro, quello personale l’ho lasciato regolarmente nella cassetta di sicurezza, con la pistola e le altre cose. Questo no, questo mi serve per rimanere in contatto con il mondo anche da dentro un carcere, mi serve per le emergenze operative. <Rispondimi a questo cazzo di messaggio>. Punto. Senza virgole, interrogativi, faccine e parentisi: il destinatario è Maurizio Lucchesi. L’ ho sentito qualche giorno fa, o meglio ci siamo messaggiati qualche giorno fa. Dopo che al comandante della stazione Carabinieri di Viale Libia è saltata una mano per via di una bomba anarchica. <Prendeteli, cazzo, prendeteli>, mi aveva scritto nell’ultimo dei suoi sms. Faccio fatica, enorme fatica, ma di sotto continuano a parlare, parlare, parlare. Mi rimetto le cuffie ma non fisso più il registratore. Ci eravamo visti qualche mese prima, a Roma. Lui era venuto a parlare con il grande capo, per chiedergli, o meglio per preannunciargli che avrebbe presentato domanda di trasferimento. Lui è fatto così, se si mette in testa una cosa, non gliela toglie nessuno. Aveva deciso di andar via, ed andare via per lui significava il più lontano possibile. Quando qualche settimana dopo chiesero un sottufficiale del Ros per andare a Nassirya, il capo lo accontentò.
L’ora di colloquio è terminata. A staccare tutte quelle prese, i cavi, il registratore ci penserà il mio collega. Io prendo la microcassetta, la metto in tasca ed esco. Non mi fermo al gabbiotto: dentro c’è il collega della penitenziaria che ascolta la radio in silenzio, con lo sguardo fisso nel vuoto. Salgo sullo scooterone e mi tuffo nel traffico della Tiburtina: all’ora di pranzo, in direzione centro, vale il raccordo anulare. Guido e penso, penso e mi fermo al semaforo. Arrivo in ufficio come per incanto, mi ritrovo ad osservare la sbarra che si alza e quasi non mi ero accorto di essere li. Non guardo nessuno, non apro internet, non accendo la tv. Guardo e riguardo il mio cellulare: penso che Maurizio lo conosco, penso che magari non ha certo il tempo di stare a tranquillizzare me. Non lo farebbe nemmeno con la moglie, è vivo, sta bene, sta portando i soccorsi. La moglie. I bambini. La chiamo o no? Sa già dell’attentato? Lo ha sentito? Gli ha telefonato? Continuo a lavorare in un’atmosfera surreale per tutto il pomeriggio, ogni tanto guardo il cellulare in attesa di un messaggio che non arriva. <Un camion bomba, tanti morti e molti feriti. I morti sono quasi tutti Carabinieri>. Di quel pomeriggio ricordo solo questa sintesi ma non riesco a ricordare chi me l’ ha detto. Chiudo tutto e vado a casa. Il mio capo è in un altro ufficio: cominciano ad arrivare notizie più precise, ma non chiedo nulla. A casa mia, a cena, non esistono mezze misure: o si parlava tanto oppure, quando “stavamo litigati”, non si parlava affatto. Quella sera non si sarebbe parlato comunque: ci sono quelle immagini che non permettono di farlo. Lei non sa, non ha realizzato, credo non sappia nemmeno che Maurizio è in missione in Irak. Giro e rigiro il cellulare tra le mani, poi mi alzo da tavola e continuando a fissare la tv, quando capisco che ormai stanno per arrivare le prime lacrime, che non reggo più, le dico che <c’è Maurizio, laggiù>. Si gira di scatto e vorrebbe parlare, dire qualcosa, ma mi accorgo che non le esce nulla. Si bagnano anche i suoi occhi, lei continua a guardare la tv ed io faccio il numero del mio capo.<Lei sa cosa voglio sapere, vero?>. E’ l’unico collega del Ros che è laggiù, è l’unico che conosco personalmente. Con lui abbiamo condiviso le notti sull’autoradio in Umbria, con lui abbiamo passato il nostro giorno di riposo in appostamento per arrestare uno spacciatore, con lui ci siamo presi responsabilità più grandi di noi. E’ lui che mi ha fatto innamorare del Ros, è lui che di notte, in inverno, mi permetteva di fumare in macchina ma apriva tutti i quattro finestrini. E’ con lui, sua moglie ed i suoi bambini che ho passato la notte dell’ultimo dell’anno quella volta che non sono potuto andare il licenza. Il capo lo ha capito che voglio sapere soprattutto di lui, solo di lui. Non c’è bisogno di chiedere niente.<E’ grave, lo hanno evacuato a Bassora in elicottero>. Passa del tempo, secondi o forse minuti: non riesco a guardare mia moglie che mi fissa cercando di interpretare la mia faccia. Farfuglio un grazie e dall’altra parte lui mi dice solo: <forza>. Attacco ma non ho il tempo di pensare nulla: il cellulare squilla ancora ed è ancora il mio capo, dall’ufficio. <Guarda, volevo solo dirti che però io sono convinto che ce la farà. Me lo sento>. Farfuglio ancora un grazie, cerco di capire se sa più di quello che mi detto, voluto o potuto dire. Apprezzo, comunque. E’ la peggiore delle nostre deformazioni, o forse solo un pregio, di molti di noi del Ros quella di non accettare mai passivamente quel che ci viene detto ma tentare di pesare, ponderare, valutare ogni gesto, ogni pausa, ogni sillaba dei nostri interlocutori, chiunque essi siano. Avrà ragione, comunque, il mio capo. Ce la farà. Antonella. Che faccio ora? La chiamo? Nella notte riesco a parlare con Federico. Ci siamo visti solo una volta al volo, ma è in queste occasioni che viene fuori la fratellanza vera, quella che lega, più degli altri e più che con gli altri, quelli che sono nella “catena” del Ros. Non sa molto più di me, ma riesco a sapere almeno che Antonella ormai lo sa e che si stà organizzando per partire ed andare in Germania, dove stanno trasferendo Maurizio, dopo averlo evacuato a Bassora. Io e Federico decidiamo di organizzarci per partire immediatamente, senza troppe formalità. Prendiamo due giorni di permesso, troviamo un volo a basso costo e partiamo domani stesso anche noi. Dobbiamo vedere, dobbiamo vederlo, accertarci che sia vivo, stare vicino ad Antonella. La mattina dopo è durissima arrivare in ufficio, la macchina organizzativa è già in moto dai primi minuti dopo l’attentato. Arriveranno le salme, ed i feriti, l’indagine toccherà a noi. Dovremo interrogare i sopravvissuti, quelli in grado di essere interrogati. Dovremo ricostruire l’attentato, quei secondi. E dovremo farlo subito, non appena avranno messo piede in Italia. Federico, intanto, mi chiama a metà mattina. <Ci ho parlato>. <Come ci hai parlato? Come hai fatto?>. Mi sembra incredibile. Mi siedo sulle scale dell’Istituto di Medicina Legale. Anche qui dovrà essere tutto pronto per le autopsie, per i riconoscimenti dei cadaveri, per l’accoglienza delle famiglie. L’aspetto organizzativo non mi spaventa: nel 1999, dopo il disastro aereo di Pristina, ho visto di peggio. <Il telefonino, ha salvato il telefonino. Era debolissimo, ma ho sentito la sua voce. Ho provato a fare il numero e squillava, mi ha risposto Antonella, poi me lo ha passato. Anto ha detto di non andare. Appena è possibile senza troppi rischi per lui lo trasferiscono in Italia, forse domani o dopodomani>. Guardo fuori: c’è la stessa pioggia leggera che il giorno dopo, all’imbrunire, illuminata dalla luce blu intermittente dei lampeggianti delle nostre autoradio, saluterà le salme dei martiri di Nassirya. Uno di quei giorni in cui è bello passeggiare sotto la pioggia, così che le lacrime si mischiano alle gocce. E puoi piangere in santa pace, senza che nessuno se ne accorga. Poi, nei giorni che seguirono, Maurizio fu solo la felicità di saperlo vivo in mezzo ad un oceano di dolore. Intorno a me i parenti di quei ragazzi morti laggiù, con la faccia nella sabbia. Ricordo le loro facce, di ognuno di loro. Ricordo le facce di ogni padre, di ogni madre, di ogni moglie, di ogni sorella o fidanzata, di tutti i figli. Ho respirato il loro dolore, ho offerto il mio braccio per accompagnarli dentro un’angusta stanzetta a guardare quel che rimaneva dei loro cari. Ho camminato su via Ostiense a fianco di quei camion che sembravano essere silenziosissimi, spinti non dal motore ma da un popolo che li seguiva. Ho alzato gli occhi ed ho visto il Tricolore ad ogni finestra. Ho visto un ragazzo con il gesso e le stampelle seguire il corteo funebre fino allo sfinimento. Ho letto i biglietti che l’Italia ha scritto per loro. Ho visto la folla fuori dalla basilica. Ho sentito i ragazzi della Sassari che cantavano Dimonios, mentre davanti mi sfilavano le bare portate sull’altare a spalla da altri ragazzi con la divisa e le lacrime agli occhi. Ho visto il cane di Maurizio fiondarsi dentro l’ambulanza percorrendo vialetti di un aeroporto che non aveva mai visto prima. Ho visto il terrore negli occhi di una giovane collega cui la morte è passata di fianco. Ho abbracciato Antonella e mi sembrava volesse non lasciare più la presa. Ho ascoltato le testimonianze dei miei colleghi, e le ho trascritte su un verbale come se scrivessi la lista della spesa. Ho abbracciato mio figlio mentre dormiva, nella notte, e gli ho giurato che il suo papà non morirà mai. Ho accarezzato il viso dolce di mia figlia che dormiva, e gli ho giurato che un giorno di questi prenderò un permesso e l’accompagnerò a scuola. Ho visto un vecchio parà indossare ancora il suo basco solo per mettersi sull’attenti davanti a quelle bare. Ho visto un bambino con la divisa del suo papà. E’ successo tutto in quei giorni. Giorni che ora faccio fatica a rimettere in ordine, di cui non ricordo più la sequenza. Giorni che vorrei dimenticare, che non vorrei mai aver vissuto. Giorni che mi sono rimasti dentro, con la sensazione di essere anch’io con la faccia nella sabbia.

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Ceccano, una città contro la mobilità dei disabili

Pubblicato da pietroalviti su 10, 11, 2008

CECCANO _ I nuovi marciapiedi non rispettano la legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Più volte dalle colonne di questo giornale abbiamo denunciato il fatto che, nella cittadina fabraterna, le nuove opere pubbliche fossero realizzate senza  rispettare le normative di legge: ora verifichiamo che anche i nuovi marciapiedi di viale della Libertà, appena realizzati  non abbattono le barriere architettoniche. Provate a salire a piedi o in carrozzina sul lato destro di via Principe Umberto: subito vi accorgerete che la carrozzina non può salire sul marciapiede, c’è un gradino. Vi fate aiutare per superarlo e continuate a salire. Ma improvvisamente il marciapiede si restringe e la carrozzina non ci va più, bisogna scendere in strada. Provate a passare dall’altra parte ma non c’è spazio tra il marciapiede  e le auto parcheggiate. Poi in viale della Libertà addirittura il marciapiede sprofonda sotto il livello stradale e la carrozzina non entra nel marciapiede: ancora sulla carreggiata dunque… Più in là finalmente una rampa regolare ci fa salire sul marciapiede ma, sorpresa, non c’è la rampa per scendere. Altra richiesta d’aiuto e riusciamo a raggiungere l’altro lato della strada e qui c’è anche la rampa per scendere dal marciapiede… ma non ci sono le strisce per attraversare la strada. E la descrizione potrebbe continuare con via Madonna della Pace, via Matteotti… Insomma, tutte strade nelle quali sono stati rifatti i marciapiedi. Sono tutti contro la legge.

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Stella: quell’appalto è troppo costoso

Pubblicato da pietroalviti su 10, 11, 2008

Ceccano  _ La privatizzazione del servizio mense scolastiche. Un madornale  errore che pagheranno i bambini. Lo sostiene Angelino Stella che ha presentato un’interpellanza al sindaco Ciotoli. Eccone il testo;

Lo scorso agosto la commissione consiliare competente di cui anche lo scrivente fa parte assieme ai colleghi Casalese P., Sacchi R. Ciotoli A., Gizzi S. discutendo la privatizzazione delle mense scolastiche,presente l’assessore Raoni , diede mandato alla Giunta, con il mio solo parere assolutamente contrario, di procedere a questo infausto cambiamento. Tanto che la Giunta con velocità anomala il 13/08/08 con delibera n. 333 stabilì di procedere all’asta pubblica per la gestione delle mense.
Tale delibera è stata subito contestata dallo scrivente anche sulla parte che prevede di affidare il servizio per 3 anni. Perché non è stato fatto il bando di gara per 1 solo anno? Una cosa assurda atteso che se la cosa non funzionerà, il Comune non potrà rescindere il contratto per 3 anni. Una cosa anomala che sarà approfondita nel tempo.
Dai conti certi relativi all’anno 2007 emerge quanto segue: la spesa annuale sostenuta è pari a 425 mila euro così suddivisi: spese personale n. 7 dipendenti euro 170 mila-personale esterno(N.7) con contratti temporanei euro 70mila- acquisto dei prodotti per la mensa euro 180 mila. Sono stati serviti nei 7 plessi scolastici con annessa mensa interna 53.850 pasti in prevalenza caldi e subito serviti ai bambini. Il comune attraverso le rette previste per ogni pasto ha recuperato 90 mila euro. Con la privatizzazione secondo i giocolieri contabili del palazzo si otterrebbe un notevole risparmio..Teoria da bocciare e non veritiera, poiché le 7 cuoche comunali rimarrebbero comunque nella pianta organica del comune con relativi costi, ed il risparmio  sarebbe solo virtuale. Pinocchio a Ceccano ha molti cloni.
Infatti,con la nuova gestione i costi si aggirerebbero sui 250 mila euro all’anno a cui però vanno aggiunte le 7 cuoche interne che ci costano 170 mila euro all’anno. Totale 420 mila euro. Quindi non c’è alcun risparmio. Una vera bischerata contabile. Un errore madornale eliminare uno dei pochi servizi efficienti nel ns comune. Improvvisamente i sinistri padroni del palazzo si sono convertiti in massa al liberismo e al privato.La proposta prevede l’accorpamento in un solo plesso delle mense rispetto alle 7 attuali, con cottura dei cibi che verrebbe trasportata in tutte le scuole.  Arriverebbero quindi pasti non più caldi, ma verrebbe meno soprattutto quello spirito familiare tra gli addetti alla cucina ed i bambini nel momento del pranzo. Inoltre la tipica cucina mediterranea povera di grassi, fondamentale per la salute dei bambini sparirebbe. La quantità avrebbe la meglio sulla qualità del servizio. E’ risaputo che se si cucina per 20 persone rispetto a 200. la qualità ed il gusto dei cibi serviti è altamente superiore.
Il comune ha in organico circa 165 dipendenti, un vero esercito rispetto agli altri comuni ciociari, risulta quindi inammissibile, affidare al privato il servizio mense. A cosa è servito assumere tanta gente se poi privatizziamo la raccolta della N.U. e adesso le mense comunali?  Una teoria assurda ed inopportuna da veri dilettanti allo sbaraglio, tanto paga sempre Pantalone, alias i cittadini, ed anche purtroppo i bambini con pasti non più caldi e sporzionati sul posto.
Ceccano 10/06/08                 Il  Consigliere Comunale     STELLA Angelino

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Strisce e vernice: questione di qualità

Pubblicato da pietroalviti su 10, 11, 2008

CECCANO _ Le hanno ridipinte appena qualche settimana fa e già stanno per scomparire nel grigio metallico dell’asfalto. Sono le strisce della segnaletica orizzontale che ogni anno vengono rifrescate ma la cui durata sembra essere davvero ridicola. Così le strisce pedonali sono già invisibili di notte e i pedoni rischiano la vita avventurandosi su quello che dovrebbe essere un passaggio assolutamente garantito. Ci sono già stati incidenti con investimento di persone che avevano affidato la loro vita alla visibilità delle strisce pedonali e alla correttezza degli automobilisti. E probabilmente alla segnaletica orizzontale non si dà la necessaria importanza. Tant’è vero che dopo alcune settimane dal rifacimento già stanno scomparendo. Pare che la responsabilità sia della vernice. Infatti per risparmiare si usano normali vernici da muro che sottoposte alle piogge e al passaggio degli pneumatici scompaiono rapidamente ed ecco spiegato il perché dell’inutilità dei rifacimenti annuali o semestrali. Qualche anno fa, una delle ditte incaricate del rifacimento della segnaletica orizzontale, chiese al committente, era in quel caso il Consorzio Asi di Frosinone, di poter effettuare un esperimento con una vernice appositamnente studiata per la segnaletica orizzontale. L’esperimento avvenne all’incrocio tra la Monti Lepini e la variante che conduce a Ceccano, nei pressi del Mercatone. Ebbene, dopo anni, il breve tratto è ancora segnato da quella vernice che sembra davvero indelebile e sicuramente molto più visibile di tutto il sistema viario circostante. Possono verificarlo tutti gli automobilisti che transitano lì. Perché non si usa quella vernice? Forse che le vite umane valgono la differenza di prezzo?

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Droghe: lo spinello spopola tra i ragazzi

Pubblicato da pietroalviti su 9, 11, 2008

Non si arresta il consumo di cannabis tra gli studenti italiani: dopo il tabacco e l`alcol, lo “spinello” continua a essere la sostanza psicoattiva più utilizzata tra i nostri ragazzi che vanno a scuola. Siamo orami al primo posto in Europa assieme alla Spagna. Il dato è contenuto nella relazione annuale 2008 presentata dall’Agenzia europea delle droghe presentata il 6 novembre.

Se in Europa hanno fatto uso di cannabis negli ultimi 30 giorni in 12 milioni, una percentuale pari al 3,5% della popolazione, in Italia il numero lievita fino al 5,8%. E più si scende di età e maggiore e la percentuale: i giovani europei tra i 15 e i 34 anni che hanno “sniffato” sale infatti al 31%. L’età più a rischio? Tra i 15 e i 16 anni, quando si avvicina allo spinello un giovane europeo su cinque.
Dallo studio emergono anche altre poco esaltanti indicazioni: negli ultimi 12 mesi i giovani italiani tra i 15 e i 24 anni che hanno consumato cocaina (la seconda droga assunta in Ue dopo la cannabis) si sono attestati al 3,3%: siamo ancora lontani da Spagna e Regno Unito, dove la percentuale è addirittura del 5%, ma la tendenza è in deciso aumento tanto che ha raggiunto il massimo storico. Oggi in Italia ha fatto uso di cocaina almeno un volta il 5,5% dei giovani tra i 15-34 anni: basta dire che rispetto al 2004 il suo consumo è triplicato. In assoluto nel 2007 hanno fatto uso di cocaina quattro milioni di persone: e di queste quasi il 90% sono ragazzi. Rispetto alla media europea, ferma al 2,3% della popolazione giovanile, da noi il dato sale di cocainomani sale al 3,2%. E non si tratta di dati isolati o discutibili: basti pensare che mentre in Europa il tasso di infezioni da Hiv di nuova diagnosi è in diminuzione, la trasmissione dell`infezione continua a essere preoccupante proprio in Spagna e in Italia.

Di fronte a tali dati, il Liceo organizzerà una serie di attività rivolte alle diversi componenti della scuola: studenti, docenti e famiglie. Il Liceo è anche aperto ad eventuali proposte che vengano dalla società civile e dagli enti locali.

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