Pietroalviti's Weblog

Communicatio facit domum ac civitatem

Archivio per Ottobre 2008

Gizzi: uniti contro la criminalità

Pubblicato da pietroalviti su 31, 10, 2008

Dopo la rapina in banca di via Roma, Stafno Gizzi ci ha inviato un comunicato che volentieri pubblichiamo:

In merito alle notizie sulla preoccupante situazione dell’ordine pubblico a Ceccano, come annunciato tramite un comunicato stampa, comunico che, nella mia qualità di Consigliere Comunale di Ceccano, durante la Conferenza dei Capigruppo di venerdì scorso, ho verbalizzato formalmente la proposta della convocazione della Conferenza dei Capigruppo per l’esame della questione sicurezza e per la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario a porte chiuse, con la presenza dei responsabili delle forze dell’ordine e dei comitati civici delle varie zone interessate ultimamente da questi fatti di cronaca senza precedenti, con all’ordine del giorno:

- Illustrazione da parte del Sindaco del Piano della Sicurezza firmato in Prefettura.

- Proposta di un Ordine del Giorno da inviare al Ministro degli Interni Maroni, contenente tutta la documentazione relativa a questo momento di vero allarme sociale e di forte preoccupazione che stanno vivendo i nostri concittadini, con un appello ad intervenire realmente per la tutela della sicurezza pubblica a Ceccano.

- Incontro con il Comandante della Stazione di Ceccano dei Carabinieri per uno scambio di opinioni e di proposte sull’argomento sicurezza pubblica.

-Convocazione del Comandante della Polizia Municipale per una approfondita relazione di quanto operato nei mesi estivi a Ceccano.

- Relazione dell’Assessore al Personale e Polizia Municipale per conoscere i motivi che non hanno reso possibile la realizzazione del progetto del turno notturno della Polizia Municipale nel corso dei mesi estivi.

- Verifica della proposta di estendere il servizio della Polizia Municipale nelle ore notturne nell’imminente periodo invernale.

- Comunicazioni, proposte e suggerimenti da parte di ex amministratori o cittadini a riguardo della problematica indicata.

Molti cittadini chiedono alla politica ed all’amministrazione risposte ed iniziative immediate da mettere in campo, di fronte ad una problematica che ormai tocca da vicino le famiglie, i loro affetti e la tranquillità del vivere civile, che sono beni primari.

Il modo peggiore di affrontare la questione della criminalità e della sicurezza dei cittadini a Ceccano sarebbe proprio quello di fare finta di niente e continuare nella mediocrità, senza assumere iniziative di spessore a contrasto del fenomeno stesso.

E’ veramente inaccettabile che in alcune zone della nostra cittadina gli abitanti debbano vivere realmente nel terrore, barricati in casa, con continui furti e tentativi di ingresso nelle abitazioni, a cui si uniscono ora anche un sequestro di persona, furti di cassaforte e le rapine agli istituti di credito.

Di fronte a questi fatti, la politica deve fare la sua parte fino in fondo, senza silenzi colpevoli ed indifferenza.

Avv. Stefano Gizzi, Consigliere Comunale di Ceccano

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Ospedale: un nuovo teatrino?

Pubblicato da pietroalviti su 31, 10, 2008

CECCANO _ Niente è cambiato, i patti devono essere rispettati. Così il sindaco Ciotoli cerca di tranquillizzare la cittadinanza sulle notizie di ulteriori tagli all’ospedale della cittadina fabraterna. In un comunicato stampa, Ciotoli scrive che << non vi è in programma – né tanto meno prevista dall’accordo stipulato – alcuna chiusura dell’Ospedale Civile di Ceccano, né imminente, né futura; non vi sono in programma attività sporadiche di cambiamento dell’assetto e dell’operatività delle specialistiche e dei Reparti Operativi alternative alla pianificazione già comunicata e sottoscritta con soddisfazione tra le parti>>. E il sindaco riporta quanto sottoscritto il 24 settembre scorso: Pronto Soccorso con ambulanza medicalizzata e presidio del 118, radiologia potenziata con Ecografo e TAC attivi 12 ore, Reparti di Medicina e Geriatria per post acuti, servizi ambulatoriali e Day Hospital di Traumatologia, Ortopedia, Endocrinologia, dermatologia, Immunoreumatologia e Allergologia. Inoltre nella struttura opererà un Campus Biomediico di Endocrinologia e Malattie Metaboliche e sarà attivo il Servizio di Telemedicina attivo 24 ore su 24 di Cardiologia e Oculistica. Fin qui l’accordo e Ciotoli, a scanso di equivoci, scrive di rimanere in attesa dell’attuazione del piano. Pacta sunt servanda, dunque, ma la storia dell’ospedale di Ceccano insegna altrimenti, purtroppo.

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Mons. Boccaccio: i video dei funerali

Pubblicato da pietroalviti su 24, 10, 2008

Sono stati pubblicati sul sito della diocesi

www.diocesifrosinone.com

e nella sezione

massmedia.diocesifrosinone.com

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Ceccano – Linux Day 2008

Pubblicato da pietroalviti su 24, 10, 2008

Sabato 25 ottobre 2008 – Palazzina della Stazione Ferroviaria

linux day 2008.

Mattina:
10-11 Presentazione mondo linux (Andrea – Loris) 11:10 – 11:50 Licenze Creative Commons e Wikipedia
12 – 12:30 Pratica con 5 postazioni (Gica78 – MarcoC – Andrea – Loris – Emanuele11)

Pomeriggio (Seminari tecnici)
15 – 15:30 Desktop Grafici (koalalorenzo) 15:30 – 16 Amministrazione remota del pc (MarcoC)
16 – 16:30 Server di stampa con CUPS (Gica78) 16:30 – 17 Media center: creare una rete client/server domestica per i nostri file multimediali con strumenti free software (Andrea)
17 – 17:30 Produzione audio con Linux (Emanuele11)

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Mons. Boccaccio: parole dal Rwanda

Pubblicato da pietroalviti su 24, 10, 2008

Caro don Salvatore,
Ci siamo conosciuti per un breve tempo di due anni…ma è stato un regalo prezioso perché ho provato qualcosa di grande …la gioia di essere amato.
Mi hai insegnato tantissimo con la tua semplicità, la tua accoglienza e soprattutto la tua forza di fede con la quale hai sopportato la sofferenza. Infatti, hai lottato per rimanere con noi fino all’ultimo istante.
Caro don Salvatore,
il periodo che sei venuto in Rwanda, seppur breve, è stato sufficiente per lasciare un ricordo indelebile e creare un legame tanto forte fra Frosinone e il Rwanda, che nulla potrà distruggere. Sicuramente è stato uno dei segni della tua vita aperta e di compassione verso l’altro.
Ora sei in Cielo, un Angelo, e ti prego di continuare ad aiutare i poveri, gli orfani, i disabili, i prigionieri e gli stranieri ad andare avanti lungo il faticoso cammino della vita, come del resto hai fatto durante il tuo episcopato.
Adesso, il Signore ti ha risparmiato continue sofferenze, ma molte persone soffrono, e quindi prega per loro affinché la loro esistenza non sia solo un calvario di dolore ma si faccia concreta la speranza di vita serena come hai mostrato tu.
Don Salvatore, il legame umano ormai non c’è più, ma quello che ora esiste rimarrà per sempre…tu sei vivo dentro di me.
Don Epimaque MAKUZA.
Rwanda.

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A Dachau le ragazze del liceo

Pubblicato da pietroalviti su 24, 10, 2008

CECCANO _ La classe V B del corso linguistico, vincitrice del concorso Educhiamoci alla legalità e alla solidarietà, è in viaggio premio in Germania. Le 19 ragazze visiteranno il campo di concentramento di Dachau ed avranno una serie di incontri con le autorità consolari. La classe V B, che ha vinto il concorso con un bellissimo cortometraggio sulle leggi razziali, è composta da Monica Cerroni, Giusy Colò, Francesca Conti, Cristiana Ferrari, Sara Guglielmetti, Fabiola Malizia, Alessandra Masi, Federica Micheli, Bruna Neroni, Erika Panfili, Ilaria Pasqualitto, Natascia Pizzuti, Elisa Rinaldi, Serena Solli, Loredana Stefan Simina, Irene Tanzini, Sara Tiberia, Eleonora Agnesina Tranelli e Paola Zomparelli. Le allieve sono accompagnate nel viaggio dalla preside, prof.ssa Cleandra De Camillo. Il concorso della provincia è dedicato ad Angelica Sed, morta ad Auschwitz nel dicembre del 1944. La giovane Angelica fu catturata nel marzo dello stesso anno, insieme al resto della famiglia, e portata al campo di Fossoli (Mo). Da lì, in seguito, con la sorella Fatina, deportata ad Auschwitz, dove fu sbranata dai cani, macabro divertimento degli aguzzini. Sua madre ed un’altra sorella Emma finirono nelle camere a gas. Gli unici a scampare alla morte furono suo fratello Alberto e sua sorella Fatina, morta nel 1996. E’ proprio ad Angelica Sed che la Provincia di Frosinone, in collaborazione con le Comunità Ebraiche Italiane, ha dedicato il concorso promosso nell’ambito del progetto “Educhiamoci alla Legalità e alla solidarietà” rivolto alle 50 scuole superiori di secondo grado del territorio. Il titolo del concorso è “Nel ricordo della Shoah…: Una compagna di scuola: Angelica Sed”. La V B dello Scientifico di Ceccano ha vinto il conconrso on un cortometraggio dedicato all’introduzione delle leggi razziali in Italia.

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Stop alla differenziata: bottiglie e barattoli dispersi nell’ambiente

Pubblicato da pietroalviti su 23, 10, 2008

CECCANO _  Un mare di bottiglie di plastica, di vetro, barattoli, carta, decine di discariche lungo tutto il territorio fabraterno. Sono bastati pochi giorni per trasformare la scarsa, ridicola, raccolta differenziata del comune in un nuovo fattore di inquinamento. I contenitori pieni infatti hanno impedito ai solerti cittadini, che se infischiano delle beghe comunali e fanno comunque la raccolta riciclata di depositare correttamente i rifiuti dopo averli differenziati. Anzi tutto il sistema è diventato un fattore di ulteriore e pericolo inquinamento. <<E’ da diversi giorni così – ci dice un cittadino residente nei pressi della chiesetta della Madonna del Carmine nei pressi di uno dei punti stracolmi di immondizie di vario genere – abbiamo protestato ripetutamente ma senza ottenere niente>>.Il tutto è durato diversi giorni. Pare infatti che la ditta subappaltatrice abbia sospeso lo svuotamento dei contenitori in quanto non pagata dalla ditta appaltante. Questa a sua volta lamenterebbe ritardi nell’accreditamento dei soldi da parte del comune. E così, quel pur misero servizio di raccolta differenziata si è bloccato rovesciando ogni cosa nell’ambiente. Si tratta di un episodio molto grave. Infatti la differenziazione dei rifiuti è soprattutto un fatto culturale ed educativo. Se la gente vede i suoi sforzi resi inutili, potrebbe sentirsi scoraggiata e rinunciare alla raccolta. Ora il servizio faticosamente sta riprendendo ma ciò che è accaduto conferma ancora una volta lo stato di confusione in cui versa Palazzo Antonelli su questo tema: sembra che sia in atto addirittura uno scontro tra le forze politiche su come avviare la raccolta differenziata. L’assessore, comunisti italiani, sarebbe favorevole ad un appalto complessivo, che libererebbe del personale. Al contrario il Pd vorrebbe mantenere il personale municipale, diversamente da quello che si farà per le mense, dove proprio un assessore del Pd sta appaltando tutto all’esterno. Confusione estrema, scontro elettoralistico e clientelare, città allo sbando.

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Mons. Boccaccio, il giorno dopo

Pubblicato da pietroalviti su 22, 10, 2008

FROSINONE _  Un ricordo indelebile: passano le ore ma l’immagine di un popolo che si stringe intorno al suo vescovo non cessa di occupare la mente. E’ trascorso appena più di un giorno eppure l’ondata emotiva continua con tanta gente che scrive ai giornali, ai blog, a testimonianza ulteriore di quanto mons. Boccaccio fosse amato. Il sito della diocesi ha avuto decine di migliaia di contatti da tutto il mondo, le televisioni locali hanno avuto un innalzamento dell’audience a livelli mai registrati in precedenza. Tutti sono rimasti stupiti dal numero dei persone che si sono messe a disposizione della complessa organizzazione del funerale di mons. Boccaccio, senza che ci fosse stata una chiamata ufficiale. E’ l’eredità di un vescovo che lascia una chiesa viva, presente nel territorio, capace di esprimere sé stessa nei momenti più importanti. Il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, già vescovo per tanti anni a Sora, ha scritto un significativo saluto a Boccaccio: <<Pace a te, Salvatore, Vescovo, fratello, amico. Sei nell’abbraccio di Dio, compimento di una storia d’amore. Avevi detto fin dall’inizio “Eccomi”. Ora, nella sua presenza di luce infinita, la tua gioia è piena. Noi che abbiamo camminato con te, anche per sentieri impervi, ma sempre con la speranza nel cuore, con te cantiamo: “Alleluia”: tu a voce spiegata nella patria, noi con il tono dei pellegrini, ma tu e noi nella comunione della grazia, della fraternità, dell’amore>>. Ora toccherà a mons. Spreafico, dal momento della morte di Boccaccio, nuovo vescovo di Frosinone, mettersi al timone di questa comunità e guidarla nel solco scavato dal suo predecessore. Intanto con la morte di mons. Boccaccio sono decaduti tutti gli organismi di partecipazione della diocesi: il consiglio pastorale, quello presbiterale (che rappresenta i sacerdoti) la consulta delle aggregazioni ecclesiali etc. Certo, non ci saranno cambiamenti immediati: è consuetudine infatti che tutti i responsabili rimangano al loro posto per un certo periodo per garantire la continuità del lavoro della curia

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Mons. Boccaccio: il saluto di Chiarinelli

Pubblicato da pietroalviti su 22, 10, 2008

Saluto a “don Salvatore”, Vescovo
di Frosinone-Veroli-Ferentino
18 ottobre 2008-10-21

Pace a te,
Salvatore, Vescovo, fratello, amico.
Sei nell’abbraccio di Dio,
compimento di una storia d’amore.
Avevi detto fin dall’inizio “Eccomi”.
Ora, nella sua presenza di luce infinita,
la tua gioia è piena.
Noi che abbiamo camminato con te,
anche per sentieri impervi,
ma sempre con la speranza nel cuore,
con te cantiamo:
“Alleluia”:
tu a voce spiegata nella patria,
noi con il tono dei pellegrini,
ma tu e noi nella comunione
della grazia, della fraternità, dell’amore.

mons.  Lorenzo Chiarinelli
Vescovo di Viterbo

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Mons. Boccaccio: il testamento spirituale nel racconto di Chiara Amirante

Pubblicato da pietroalviti su 21, 10, 2008

Giovedì 9 ottobre 2009, dopo aver saputo da Consuelo che restava poco tempo sono andata da don Salvatore e gli ho chiesto se desiderava partire per il cielo, lui mi ha risposto di si, aggiungendo: “Non ci penso più. Se il signore vuole che io resti ancora benedetto nei secoli il signore, se il signore vuole che io vada sempre sia benedetto nei secoli il signore!” Allora gli ho detto: “Guarda don salvatore che ho parlato con Consuelo e mi ha detto che con questo blocco renale, a meno che non ci sia un miracolo, il tuo fisico non ce la può fare, anche la dialisi sarebbe troppo aggressiva… “Ma certo siamo nelle mani del signore lasciamo fare a lui” “Allora questa volta parti davvero per il cielo!!!” “Grazie chiara non mi potevi dare una notizia più bella grazie di cuore, finalmente andrò a cittadella cielo, voglio dare una benedizione a tutte le opere di nuovi orizzonti, a tutte le iniziative a tutti i centri a tutti i ragazzi a cui il signore ha ridonato la vita a tutti i consacrati” “c’e’ una parola che desideri lasciare per tutti? “Sono tante, sono tante le cose che vorrei dire a tutti sono tante! Ma una resta la più importante: In manus Tuas in manus Tuas, in manus Tuas!! Si di questo a tutti da parte mia: In manus Tuas, è questa l’unica cosa importante il pieno e completo abbandono alla volontà del Padre. Sia quando la sua volontà a noi pare bella sia quando a noi pare brutta credere sempre che tutto è un dono squisitissimo e delicatissimo della tenerezza dell’amore del padre per noi! In manus Tuas Domine grazie Papà. di’ questo da parte mia e un bacio nel Signore a tutti.
Chiara Amirante

in gioia

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Mons. Boccaccio: lettera dal carcere

Pubblicato da pietroalviti su 21, 10, 2008

Roberta Ceccarelli ci segnala:

è uno stralcio della lettera scritta dai detenuti del carcere di Frosinone, della 4a sezione lavoranti:

<<lui era è una persona speciale, era un vero messaggero di Dio, che si preoccupava dei più deboli e dei più emarginati facendoci sentire normali, e figli di Dio>>

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Mons. Boccaccio: don Salvatore, prega per noi!

Pubblicato da pietroalviti su 21, 10, 2008

FROSINONE _  La bara al centro del sagrato, sulle scale della cattedrale i vescovi e i preti, nelle vesti liturgiche, tutto attorno il popolo. L’atto finale della vita terrena di mons. Salvatore Boccaccio ha espresso la sua idea di chiesa: tutti insieme, vescovo, preti, laici pronti  testimoniare il vangelo con le parole e con la loro vita. E nelle prime file del popolo, gli ammalati, gli ultimi, quei poveri che don Salvatore aveva voluto mettere sulla sua cattedra per dare l’orientamento alla chiesa di Frosinone – Veroli – Ferentino. E sono stati proprio gli ammalati a dare l’attacco all’applauso e al coro “don Salvatore … don Salvatore”. In molti hanno rivissuto l’emozione dei funerali di Giovanni Paolo II. La cattedra dei poveri ha tenuto la sua lezione: è morto un uomo di Dio. Don Salvatore, prega per noi.

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Mons. Boccaccio: il saluto della gente. Grazie, papà

Pubblicato da pietroalviti su 21, 10, 2008

FROSINONE _  <<Che peccato essere rimasti fuori, ma non si poteva fare al Palazzetto dello sport? Lui ci aveva fatto i convegni>>. In tanti ci hanno espresso il rammarico per non esser potuti stare più vicini a don Salvatore nel giorno dell’ultimo saluto di Frosinone. Tanta gente, venuta da lontano: ore 9,30 del mattino, bar della stazione, una signora chiede un caffè e domanda come fare per raggiungere la cattedrale. <<Non la faranno entrare, se non ha il pass>> le rispondono. E lei: <<sono di Palmarola, la borgata romana dove don Salvatore è stato parroco, 40 anni fa. La mia vita è cambiata da quell’incontro, non potevo mancare al suo funerale. Mi ricordo quando girava di casa in casa, te lo trovavi all’improvviso in cucina. Una sera lo invitai a cena, mi disse che non poteva rimanere e così la sera successiva e ancora dopo un altro no. Con mio marito decidemmo di lasciarlo stare, fin quando un anno dopo, mentre rientravo a casa con le borse della spesa, me lo trovai seduto sulle scale. Avevo in invito, no?>> La signora non è triste: <<non si può esserlo, don Salvatore è lì in paradiso, mi sarà più vicino di prima>>. E’ questo il ricordo iniziale di una giornata di fede e di commozione, ma anche di festa per avere un nuovo santo in paradiso: una giornata memorabile per Frosinone che ha voluto ricambiare l’affetto di cui mons. Boccaccio l’ha ricoperta in questi anni. La testimonianza della folla è stata corale. Volti rigati dal pianto ma anche sorrisi, applausi per far sentire a mons. Boccaccio l’amicizia di un popolo intero che in questi 9 anni l’ha sentito vicino a sé e che vorrebbe ora che non se ne andasse. <<Ci ha mostrato come deve essere un vescovo – ci dice Maurizio, che non ha trovato posto in chiesa ed è lì nei vicoli attorno a S. Maria ad attendere il passaggio del feretro – buono, una parola per tutti, capace di sorridere>>. <<Sono ammalata – interviene Maria – ma don Salvatore mi ha fatto capire che devo accettare tutto quello che mi capita con il sorriso e pensando agli altri>>. La città intanto era tappezzata di gigantografie del vescovo, una foto presa durante una delle feste diocesane a Prato di Campoli, con le scritte <<grazie, Papà>> e << grazie don Salvatore>> E poi il gran numero di giovani, presenti in ogni parte della città, a dire quanto quest’uomo fosse riuscito a rendere presente la chiesa anche tra quelle generazioni che sembrano invece più lontane: <<venne da noi per un assemblea, ci dice una ragazza del Liceo scientifico, si mise lo zucchetto rosso per dirci che era il vescovo ma le parole erano quelle di un amico, anzi di un padre vero che si preoccupa dei figli>>. La gente vuole parlare, vuole dire che cosa è stato il loro incontro con don Salvatore, non facciamo in tempo a prendere gli appunti di una testimonianza corale: <<devono farlo santo, subito>> ci dice un’anziana signora, con il volto rigato dalle lacrime.

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Don Salvatore parla ancora, dai blog

Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2008

FROSINONE _  Non cessa di predicare: ancora oggi le sue parole sono, se si potesse, ancora più presenti nelle grande rete telematica. Vi darò buone notizie dal Paradiso: è quanto mons. Boccaccio ha detto a Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della sera durante il loro ultimo incontro. Lo scrive il giornalista nel suo blog, http://www.luigiaccattoli.it/blog/: <<se ne è andato Salvatore Boccaccio, amico e vescovo cristianissimo, che tanto ha patito e gioito e del quale più volte abbiamo parlato in questo blog (vedi alla pagina “Cerco fatti di Vangelo”, capitolo “Testimoni”, due testi sulle sue traversie e la sua felicità). Oltre un decennio di incidenti di salute e due anni di progressiva invalidità, ma lo spiritaccio romanesco non l’ha mai abbandonato, neanche nelle ultime settimane. “Sento che la vita si sta allontanando” diceva a chi gli faceva visita. E ancora: “Vi darò buone notizie dal Paradiso”. Le attendo, Salvatore. Fatti sentire>>. E i lettori di Accattoli riprendono le parole di mons. Boccaccio: <<Spiritaccio romanesco, conferma Clodene, ho ancora la sua voce nelle orecchie, quelle battute a bruciapelo scambiate con i ragazzi del catechismo: ”a ragazzi’… me’ raccomando…Gesù sta lì fori la porta, ma la porta c’ha solo una maniglia, di quelle antipatiche che t’acciaccano le dita!!…e se non aprite dall’interno, BENE, ma per bene… resta chiusa…e…senza Gesù so’ guai grossi!”. Io l’ho amato, ma veramente..come un padre>>. E Ignigo74: ora c’è un santo in più che prega per tutti noi. <<Ricordo con commozione la mia cresima e la relazione fraterna e amichevole con tutti i fedeli della parrocchia: ricordo anche qualche cena a casa mia quando ero piccolo ed era vescovo di zona. Veniva come un amico, si presentava come un padre>> scrive Mattlar. Ed infine, una ragazza, Paola Pisterzi, scrive su Facebook: <<rimarrà sempre il mio vescovo del cuore… troppo forte! Ci sapeva fare con i giovani.. me lo ricordo a un raduno con la magliettina con scritto : “Vieni anche tu a lavorare nella vigna del Signore, la paga non è granché ma la pensione è roba dell’altro mondo!” con il cappellino abbinato! Lui la pensione se l’è davvero meritata! >> Attendiamo anche noi buone notizie, don Salvatore, dal Paradiso, anche se sei in pensione!

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Mons. Boccaccio, in manus tuas… lascito spirituale

Pubblicato da pietroalviti su 20, 10, 2008

Un testamento spirituale: poche righe scritte come saluto e come lascito a ciascuno:

Sono davvero tante, sono tante
Le cose che vorrei dire a tutti, sono tante!
Ma una sola resta la più importante
In Manus Tuas, In Manus Tuas, In Manus Tuas!
Sì, dite questoa  tutti da parte mia:
In Manus Tuas!
E’ questa l’unica cosa importante:
il pieno e completo abbandono alla volontà
del Padre, sia quando a noi pare bella,
sia quando a noi pare brutta,
credere sempre che tutto
è un dono squisitissimo e delicatissimo
della tenerezza dell’Amore del padre per noi!
In Manus Tuas, Domine, grazie Papà!
E, un’altra cosa… l’ho sempre amato!
Dite questo da parte mia
E un bacio nel Signore a tutti

+Salvatore Boccaccio
vescovo

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Rito tridentino per il trigesimo di Fiammetta Misserville

Pubblicato da pietroalviti su 19, 10, 2008

CECCANO_  Sarà celebrata nel latino di S. Pio V e del suo messale la messa di suffragio per Fiammetta Misserville oggi pomeriggio a S. Maria a fiume, ad un mese dalla morte del giovane avvocato del foro frusinate, figlia del sen. Romano Misserville. E’ stata la famiglia di Fiammetta a comunicare al vescovo coadiutore mons. Spreafico la volontà di celebrare il trigesimo dalla morte con il rito tridentino, secondo quanto previsto nel Motu Proprio Summorum Pontificum. La richiesta è stata accolta. La messa, secondo il rito in vigore nella chiesa cattolica dal 1570 fino agli inizi degli anni ’60, sarà celebrata da don Carlo Cecchin, dell’Istituto del Buon Pastore. E’ la prima volta che a Ceccano si chiede l’opportunità di celebrare una messa secondo il rito romano antico, con le norme previste dal Motu Proprio di Benedetto XVI.

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Mons. Boccaccio e la cattedra dei poveri

Pubblicato da pietroalviti su 19, 10, 2008

Marco Toti e Gianni Guglielmi, direttori rispettivamente  della caritas diocesana e dell’ufficio catechistico, ricordano così mons. Boccaccio

FROSINONE_ Hanno lavorato con lui, fianco a fianco in questi anni, condividendone gioie e delusioni. <<Era una personalità fortissima – ci dice Marco Toti, direttore della Caritas diocesana – Era facile scontrarsi con lui con una dialettica molto forte perché non si tirava mai indietro davanti ai problemi che la storia gli poneva di fronte. Ci siamo trovati spesso ad affrontare problemi difficili che generavano apprensione e di fronte ai quali le risposte non erano sempre semplici e chiare. Ma  – continua Toti – tutto era riportato alla totale sintonia dalla sua passione per il Vangelo, che superava ogni cosa. Era sempre capace di condurti a vedere dentro i fatti della vita, anche quelli più materiali, la presenza di Gesù Cristo>> Abbiamo chiesto a Toti di identificare un’idea forza di questi 9 anni di episcopato. Non ha dubbi: <<la cattedra dei poveri, il mettere sulla cattedra del vescovo gli ultimi, e i piccoli e i poveri che devono insegnare ai cristiani dove e come vivere il vangelo. Mons. Boccaccio – ci dice Toti  – simboleggiava questa idea con i tre tabernacoli: la Parola di Dio, l’Eucaristia e il culto, i poveri. La presenza di Cristo in tutte queste situazioni non era accessoria ma sostanziale. Boccaccio – ci ricorda Toti – si gettava a capofitto dentro ogni questione:  prostitute fabbriche, poveri, rom, carcerati, ospedale e mai con parole di circostanza, fino all’ultimo intervento,  alla CSTnet in carrozzella, per portare il vangelo ad illuminare quella situazione critica di vita>> Anche Gianni Guglielmi, direttore dell’Ufficio catechistico della  diocesi, è d’accordo con la <<profonda sensibilità umana di mons. Boccaccio ed una straordinaria  capacità di empatia, derivante da un  autentico amore per l’uomo, soprattutto per il debole. Il mio  – ci dice – è stato l’incontro con un uomo di profonda e autentica fede, “sensore”, come lui lo definiva, per leggere ed interpretare in modo sapienziale i fatti della vita,  alla luce del vangelo. Mons. Boccaccio –continua Guglielmi – ha amato profondamente la nostra chiesa diocesana e il nostro territorio, spendendosi senza riserve. Mi ripeteva spesso non voglio rischiare di morire in pantofole, voglio finire i miei giorni sull’esempio di Gesù, lavorando per la costruzione del Regno di Dio, nella sua Chiesa. Ho collaborato con don Salvatore come direttore dell’Ufficio catechistico: sono un laico e quella di mons. Boccaccio è stata una scelta non comune per una diocesi, uno dei segni di quella che don Salvatore chiamava una Chiesa tutta ministeriale. Con lui – ci dice, commosso, Gianni Guglielmi – ho imparato a stare nella chiesa da laico “maggiorenne”, con una fede “adulta e pensata”>>.  E Guglielmi ci dà anche due ricordi personali: << Don Salvatore che abbraccia la sua gente, che abbraccia e coccola i miei figli… e Don Salvatore sofferente fisicamente ma con la serenità del cuore che  ci ripete:dobbiamo ringraziare sempre, anche quando è difficile, e continuare a ripetere “Grazie, papà!”. Un uomo di Dio che mi ha aiutato ad approfondire non solo la bellezza del vivere, ma anche quella del soffrire e del morire nella libertà dei figli di Dio>>.

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In tanti per dire grazie a don Salvatore

Pubblicato da pietroalviti su 19, 10, 2008

FROSINONE _ Un fiume di gente percorre lentamente il piazzale dell’Episcopio per dare l’ultimo saluto a don Salvatore. E la testimonianza forte, inequivocabile del rapporto di affetto, del legame di bontà che il vescovo di Frosinone aveva saputo costruire con le persone a lui affidate. In fila non ci sono soltanto catechisti, preti, religiose, parrocchiani insomma, ma anche operai, famiglie intere, insomma gente normale che in questi anni ha incontrato un vescovo diverso, capace di far brillare il lume della fede anche nelle esperienze più dure. Fervono intanto i preparativi per il rito funebre che si terrà domani pomeriggio alle 15, 30 nella cattedrale di S. Maria in Frosinone. Il rito sarà presieduto dal cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di S. Santità per la città di Roma, presidente della Conferenza Episcopale del Lazio. Numerosi altri vescovi hanno annunciato la loro presenza al rito. La celebrazione sarà animata dal coro della diocesi in rappresentanza delle varie parrocchie della Chiesa locale. Il comune di Frosinone sta predisponendo un servizio di navette per evitare l’intasamento completo della zona della cattedrale che si trova nel punto più alto di Frosinone. Intanto per favorire la maggiore partecipazione, saranno allestiti degli schermi giganti sia nel piazzale della cattedrale che nelle chiese di S. Antonio, S. Cuore, S. M. Goretti e S. Paolo, mentre l’intera celebrazione sarà teletrasmessa in contemporanea dalla emittenti locali. Al termine delle esequie, la salma sarà tumulata presso il cimitero civico di Frosinone. La Curio diocesana poi informa che, per espressa volontà di mons. Boccaccio, non saranno accettati fiori, ma soltanto offerte alla Diocesi per il Seminario e per i centri della carità. Le donazioni potranno essere effettuate  presso la Banca Ubi Private Investement, via Fedele Calvosa (Fr) e mediante il C/C n° 1590 intestato alla Diocesi Frosinone – Veroli – Ferentino, codice IBAN: IT70R0308314800000000001590. Intanto la camera ardente, meta del continuo pellegrinaggio dei fedeli, rimarrà aperta sino alle 12,30 di domani, 21 ottobre. Tutti sono invitati a non arrivare all’Episcopio dalla Monti Lepini ma ad utilizzare l’ingresso posteriore situato in piazza Padre Pio (all’incrocio tra Viale Spagna e Viale Portogallo) dove è possibile parcheggiare comodamente le autovetture. Il servizio d’ordine di fronte all’episcopio è assicurato da Polizia e Carabinieri e dai volontari della protezione civile. Oggi in episcopio sono previste diverse celebrazioni: alle ore 9,30 l’Ufficio dei defunti e le Lodi, alle 11, la Messa nella cappella dell’Episcopio. Nel pomeriggio alle 16 una veglia di preghiera, mentre alle 18, mons. Spreafico, successore di mons. Boccaccio, presiederà la celebrazione del Vespro. La giornata sarà conclusa da un’altra veglia di preghiera alle 21.

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Ceccano, cresce la paura per i furti. Gizzi chiede un consiglio comunale

Pubblicato da pietroalviti su 19, 10, 2008

Da Stefano Gizzi riceviamo e pubblichiamo:

Dopo un primo momento di sconcerto e di sorpresa, di fronte al gravissimo fatto malavitoso avvenuto a Ceccano, annuncio che domani mattina protocollerò la richiesta di convocazione urgentissima della Conferenza dei Capigruppo per l’esame della situazione legata all’ordine pubblico e per la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario a porte chiuse, con l’intervento delle forze dell’ordine, di ex amministratori e di esperti del settore, allo scopo di individuare delle concrete risposte da opporre ad un fenomeno che va assumendo contorni sempre più preoccupanti.

Molti cittadini chiedono alla politica ed all’amministrazione risposte ed iniziative immediate da mettere in campo, di fronte ad una problematica che ormai tocca da vicino le famiglie, i loro affetti e la tranquillità del vivere civile, che sono beni primari.

Il modo peggiore di affrontare la questione della criminalità e della sicurezza dei cittadini a Ceccano sarebbe proprio quello di fare finta di niente e continuare nella mediocrità, senza assumere iniziative di spessore a contrasto del fenomeno stesso.

Solo un’analisi seria, responsabile e franca di quanto accaduto in questi ultimi tempi e la verifica di azioni coraggiose e di grande respiro potranno contribuire a rasserenare gli animi ed evitare la spirale di nuovi gravi fatti di malavita che bersagliano Ceccano da qualche tempo.

Avv. Stefano Gizzi, Consigliere Comunale di Ceccano

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Mons. Boccaccio, una missione che continua

Pubblicato da pietroalviti su 18, 10, 2008

FROSINONE _ <<E’ come se avessi perso di nuovo mio padre>>, dice Rita, catechista nella sua parrocchia sugli Ermici, maestra elementare, una delle tantissime persone che hanno reso omaggio a don Salvatore, al vescovo di Frosinone, morto ieri mattina alle 11. Una testimonianza corale d’affetto che si è protratta fino a notte fonda, nel grande edificio lungo la statale dei Monti Lepini, dal 1999 casa di mons. Boccaccio. Un vero e proprio pellegrinaggio guidato dal vescovo coadiutore, mons. Ambrogio Spreafico,  dallo scorso luglio a fianco di Boccaccio nella guida della diocesi ed ora suo successore sulla cattedra di Santa Salome e Sant’Ambrogio. Mons. Spreafico si è poi ritirato in preghiera. Presiederà martedì in cattedrale, alle 15,30, il rito funebre. L’emozione, nella camera ardente allestita nel salone dell’episcopio, era palpabile: si coglieva in tutti coloro che sfilavano davanti alla salma di mons. Boccaccio l’affetto verso un uomo che ha segnato la vita di molte persone. <<Fin quando non l’ho incontrato – ci ha detto Alessandro, volontario della caritas – ero un cristiano come tanti altri. E’ stato il suo esempio a spingermi a cambiare vita, ad impegnarmi seriamente per gli altri>>. E la teoria delle testimonianze su quanto don Salvatore sia stato importante per le persone non si fermerebbe mai: c’è addirittura una catena orante che si snoda nel sito della diocesi e riporta le migliaia di mail che hanno raggiunto Frosinone da ogni parte del mondo. <<Ho avuto il piacere di essere stato il primo sacerdote ordinato da Don Salvatore e di condividere i miei primi anni di sacerdozio con Lui: non li dimenticherò mai>> scrive don Paolo Spano, della diocesi di Sabina Poggio Mirteto, di cui  mons. Boccaccio fu vescovo prima di venire a Frosinone. Come anche si sono fatte sentire le”opere” di don Salvatore, quelle istituzioni, comunità, gruppi, nati su sua sollecitazione, come Nuovi Orizzonti o Il Sicomoro, comunità per disabili. E ai semplici fedeli si sono uniti alla catena orante vescovi, sacerdoti, religiosi, con messaggi pieni di ringraziamento a Dio per aver conosciuto mons. Boccaccio. Proprio la dimensione di apertura alle questioni più grandi, al guardare in alto, al non lasciarsi irretire dalle beghe delle parrocchiette, è quello che ha colpito Giovanna, animatrice della liturgia in una delle parrocchie di Frosinone: <<il vescovo è stato per tutti noi il punto di svolta: con lui abbiamo capito che non si può essere cristiani rimanendo nelle quattro mura della chiesa>>. E anche tante famiglie con i bambini hanno reso il loro saluto a don Salvatore, ricordando quanto il vescovo di Frosinone fosse attento alle necessità delle coppie e delle famiglie nei momenti tanto difficili che l’istituto matrimoniale si trova ad attraversare oggi: <<a lui devo la salvezza del mio matrimonio – ci dice una giovane mamma con due bambini – sono state le sue parole di incoraggiamento a convincermi a non rompere tutto ed oggi ho ancora la mia bella famiglia>>. Insomma un insieme di testimonianze, un mosaico pieno di sfaccettature, alcune anche insolite: l’episcopio si è riempito di tanta gente che non si era mai vista e che ha voluto così dire il suo arrivederci a questo vescovo che ha insegnato a tutti come affrontare la malattia. E’ quello che Luigi Accattoli ebbe a scrivere su Il Regno dopo il convegno dell’inizio del 2008 al Sacro Cuore: un vescovo malato, senza energia, senza forze che rinsalda la sua chiesa. Anche da morto, don Salvatore continua la sua missione, far diventare i cristiani di Frosinone testimoni dell’amore di Cristo.

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