Communicatio facit domum ac civitatem

Spiegare la scienza per vincere l’insicurezza

23 novembre 2014 Lascia un commento

di Francesca Micheli, IV F, explainer del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, alle Giornate della Scienza a Frosinone

Mettete auto a idrogeno e circuiti elettrici, dinamo e sfere d’acciaio, centrali eoliche e forni solari in qualche metro quadrato e otterrete interesse, curiosità, voglia di fare, passione. Ora provate ad immaginare di essere proprio voi i protagonisti di una giornata all’insegna della cultura, giovani studenti che, da un giorno all’altro, si ritrovano nei panni di explainers, entusiasti di esporre le svariate teorie e gli affascinanti fenomeni che si possono osservare negli esperimenti, o meglio exhibit, messi a disposizione per voi; entusiasmo scopertamente accompagnato da ansia e tensione, sfortunatamente, o per fortuna -dipende dai punti di vista-, sempre presenti in queste occasioni. Protagonisti di questa bella esperienza siamo stati noi, studenti del liceo fabraterno delle classi terze e quarte coordinati dalla prof.ssa Graziella Bartolini, nei giorni 9 e 14 novembre alla villa comunale di Frosinone per l’occasione delle Giornate della Scienza, iniziativa che riesce da anni a riunire bambini, ragazzi e adulti di ogni età, tutti con la stessa passione, non esclusivamente per  bensì per la conoscenza.
Einstein diceva che “a perenne vanto della scienza sta il fatto che essa, agendo sulla mente umana, ha vinto l’insicurezza dell’uomo di fronte a se stesso e alla natura”. Un sincero grazie a coloro che hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa, ai professori che hanno confidato in noi tutte le loro “speranze”, ed infine un grazie a tutti noi studenti per essere riusciti a vincere l’insicurezza, almeno per un giorno, e a lasciarci trasportare dal linguaggio stimolante della scienza.

Ecco, sto alla porta e busso

23 novembre 2014 Lascia un commento

Grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba. Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro e in mezzo ai candelabri c’era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi (Dn 7, 13; 10, 16) e cinto al petto con una fascia d’oro (Dn 10, 15). I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve (Dn 7, 9). Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente (Dn 10, 6; Ez 1,7. 13), purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque (Ez 43, 2). Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere,
darò autorità sopra le nazioni (Ap 3, 12);  le pascolerà con bastone di ferro  e le frantumerà come vasi di terracotta (Sal 2, 9), con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino. Non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.
Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo.
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo 1, 4-6. 10. 12-18; 2, 26-28; 3, 5. 12. 20-21

Cantare a Dio con arte nel giubilo

22 novembre 2014 Lascia un commento

20131027_193325Nella memoria di S. Cecilia, Agostino d’Ippona ci spiega il significato del Cantare a Dio con giubilo

 Cantate a Dio con arte nel giubilo

«Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2.3). Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo. Il nuovo canto non si addice ad uomini vecchi. Non lo imparano se non gli uomini nuovi, uomini rinnovati, per mezzo della grazia, da ciò che era vecchio, uomini appartenenti ormai al nuovo testamento, che è il regno dei cieli. Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo. Elevi però un canto nuovo non con la lingua, ma con la vita.
Cantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Sal 32, 3). Ciascuno si domanda come cantare a Dio. Devi cantare a lui, ma non in modob5 (1) stonato. Non vuole che siano offese le sue orecchie.
Cantale con arte, o fratelli. Quando, davanti a un buon intenditore di musica, ti si dice: Canta in modo da piacergli; tu, privo di preparazione nell’arte musicale, vieni preso da trepidazione nel cantare, perché non vorresti dispiacere al musicista; infatti quello che sfugge al profano, viene notato e criticato da un intenditore dell’arte. Orbene, chi oserebbe presentarsi a cantare con arte a Dio, che sa ben giudicare il cantore, che esamina con esattezza ogni cosa e che tutto ascolta così bene? Come potresti mostrare un’abilità così perfetta nel canto, da non offendere in nulla orecchie così perfette?
duecoEcco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare: non andare in cerca delle parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti. Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo. Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore. Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalle parole dei canti, ma, in seguito, quando l’emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in una modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo «giubilo».
Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d’altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non «giubilare»? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo (cfr. Sal 32,3).

Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo
(Sal 32, Disc. 1, 7-8; CCL 38, 253-254)

P. Maurizio Patriciello parla di camorra al Castello di Ceccano e la Guardia di Finanza sequestra nel Frusinate

21 novembre 2014 Lascia un commento

patricielloIn molti hanno fatto caso alla coincidenza: martedì sera don Patriciello, il prete della terra dei fuochi, il difensore dei diritti dei più deboli, dei soffocati dai roghi dei rifiuti, delle famiglie distrutte dalle continue morti per tumore, ricordava agli intervenuti al Castello dei Conti di Ceccano la necessità di una presa di coscienza forte di fronte al fenomeno camorristico, capace di espandersi rapidamente, ed oggi la Guardia di Finanza sequestra ben per miliardi in provincia di Frosinone, in un’inchiesta contro il clan Mallardo. Il gruppo delinquenziale aveva messo le proprie radici nel cassinate per una grande truffa ai danni delle assicurazioni, utilizzando delle agenzie della città martire. Potete trovare i particolari della vicenda in questo articolo de il Mattino.

La camorra dunque è anche da noi e allora la parole di P. Maurizio vanno ulteriormente  ascoltate e meditate: se tutti rubano, io no!, se tutti imbrogliano, io no! se tutti cercano raccomandazioni, io no! In questo modo si dà testimonianza di quella legalità che a volte sembra sbandierata proprio da chi invece vive immerso nella illegalità, traendone illeciti guadagni. Se da un camorrista io posso difendermi – ha detto P. Maurizio – come posso farlo invece da un colletto bianco? Da uno che si riempie la bocca di paroloni quando invece è proprio lui che favorisce gli affari della camorra, pur rimanendo nella legalità soltanto formale? I camorristi sono stati ingannati dai colletti bianchi, dagli industriali che hanno comprato il loro futuro e quello dei loro figli, interrando rifiuti pericolosi in tutta la Campania. Volete che anche il frusinate sia ridotto così, ha chiesto don Patriciello ai presenti? Se non siete d’accordo allora dovete chiedere, esigere, che chi ha compiti di governo, governi, che chi deve indagare indaghi, che chi deve giudicare giudichi, che chi deve studiare ed aiutarci a capire lo faccia,  senza scambiare le parti come fanno i sindaci che sfilano con la povera gente nelle fiaccolate. Tutti parlano della raccolta differenziata, cosa importantissima: nessuno parla dei rifiuti industriali, cosa pericolosissima.  P. Maurizio Patriciello è venuto a Ceccano a presentare il suo libro, Terra dei fuochi, su iniziativa delle Associazioni al Centro del Fiume e Ars est vita.

Intervista Rai ai ragazzi del Liceo di Ceccano, le foto

21 novembre 2014 Lascia un commento

I ragazzi del Liceo di Ceccano, impegnati al Job Orienta a Verona sono stati intervistati dalla Rai TV. Ecco le foto dell’intervista sul Liceo 2.0

 

Intervista Rai le foto

Ceccano, polizia in Piazza, operazione ad alto impatto, 78 persone controllate

21 novembre 2014 Lascia un commento

piazza pulita

piazza pulita

Servizi ad “Alto impatto” contro lo spaccio di sostanze stupefacenti con controllo straordinario del territorio per arginare il fenomeno dello spaccio della  droga. Lo afferma in un comunicato la Polizia di Stato che scrive:  Un’attività pianificata di controllo del territorio quella predisposta, nel pomeriggio di ieri, dal Questore Santarelli, che ha riguardato, in particolare, il territorio dei comuni di Sora e Ceccano. Massimo l’impiego di personale messo in campo che ha coinvolto operatori di polizia delle Volanti della Questura, della Digos, della Squadra Mobile, dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine nonché pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio ed una unità cinofila. Arginare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti obiettivo primario dei servizi, la cui attuazione ha permesso di passare al setaccio luoghi di ritrovo e locali pubblici frequentati prevalentemente dai giovani, vittime privilegiate dello “spaccio”.

Il bilancio dei controlli ha portato all’identificazione di 76 persone ed al controllo di 38 autoveicoli nel comune di Ceccano. I servizi attuati rientrano in una strategia di sicurezza che punta fortemente sulla prevenzione quale efficace strumento per contrastare il crimine.

Caritas, bando di servizio civile, scadenza il 15 dicembre

21 novembre 2014 Lascia un commento

logo_caritasLa  Caritas diocesana di Frosinone rende noto che che il 14 novembre 2014 è stato pubblicato un Bando di servizio civile nell’ambito del programma dell’Unione Europea Garanzia Giovani. Il testo del bando è rintracciabile qui Servizio Civile Regione Lazio

La Caritas di Frosinone è presente nel Bando con due progetti: uno specifico della Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino con 4 posti:

http://caritas.diocesifrosinone.it/  e l’altro della Cooperativa sociale Diaconia con 4 postihttp://www.coopdiaconia.it/

Possono presentare domanda entro lunedì 15 dicembre 2014 giovani (cittadini italiani o stranieri, uomini o donne) che abbiano i seguenti requisiti:

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