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Victimae paschali laudes


Victimae Paschali laudes immolent Christiani.
Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores.
Mors et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus.
Dic nobis Maria, Quid vidisti in via?
Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis,
Angelicos testes, sudarium et vestes.
Surrexit Christus spes mea: praecedet suos in Galilaeam.
Scimus Christum surrexisse a mortuis vere: Tu nobis, victor Rex miserere
Amen. Alleluia.
Alla vittima pasquale s’innalzi oggi il sacrificio di lode,l’Agnello ha redento il suo gregge, l’ Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello: il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa. Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via? La tomba del Cristo vivente, la gloria del Signore risorto; e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti; Cristo mia speranza è risorto e vi precede in Galilea. Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi. Amen. Alleluia.

Questa è la notte


Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello, pant
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.

Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell’Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.

Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.

Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all’amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.

Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
risorge vincitore dal sepolcro. 

E’ una parte dell’antichissimo canto dell’Exultet con cui in tutte le chiese stanotte si dà l’annunzio della Resurrezione di Gesù. E’ sufficiente scrivere su youtube.com la parola exultet per avere tutta una serie di esempi del canto dell’Inno di Pasqua.

 

Questa notte


pantocratorPer antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore dei Signore» (Es 12,42), giustamente definita «la veglia madre di tutte le veglie» (s. Agostino). In questa notte il Signore«è passato» per salvare e liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù; in questa notte Cristo«è passato» alla vita vincendo la grande nemica dell’uomo, la morte; questa notte è celebrazione-memoriale del nostro «passaggio» in Dio attraverso il battesimo, la confermazione e l’eucaristia. Vegliare è un atteggiamento permanente della Chiesa che, pur consapevole della presenza viva dei suo Signore, ne attende la venuta definitiva, quando la Pasqua si compirà nelle nozze eterne con lo Sposo e nel convito della vita (cf Ap 19,7-9).

« Rivivremo la Pasqua dei Signore… »
La liturgia non è coreografia, né vuoto ricordo, ma presenza viva, nei segni, dell’evento cardine della salvezza: la morte-risurrezione del Signore. Si può dire che per la Chiesa che celebra è sempre Pasqua, ma la ricorrenza annuale ha un’intensità ineguagliabile perché, in ragione della solennità, 
«ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (s. Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo.

Continua a leggere qui http://www.maranatha.it/Festiv2/triduo/VegliaPage.htm

 

Coraggio!


cara apo4Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati. Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.

Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.
Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via.
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

Vostro
don Tonino, vescovo

Dietro l’angolo, la vita


di Davide Rondoni

giotto resurrezioneCosa è il sabato prima della resurre­zione? Cosa se ne è fatto, Lui, il risor­to, di questa pausa, di questa specie di vuoto nel tempo, prima di cam­biare, uscendo dalla tomba, la direzione stes­sa del tempo? I teologi parlano dello strano viaggio che il morto avrebbe compiuto quel giorno. Giorno che però resta misteriosissi­mo. Prima di sferrare la Resurre­zione come un cazzotto che ab­batte colei, la Grande Antipatica, che si credeva la signora del tem­po, la morte, o prima di germoglia­re, con la delicatissima potenza che hanno certi organismi gentili, qua­si invisibili, che spaccano le pietre, perché c’è stato quel sabato? Forse Gesù l’ebreo voleva rispettare il co­mando del giorno di riposo? Oppure no, al contrario voleva definitivamente trasfor­marlo: non più il giorno del riposo, dell’aste­nersi, ma giorno dell’attesa, del tendersi. Qua­si a rileggere, da quel sabato, l’intera storia del popolo del sabato. A cambiare di segno.
Si direbbe che per far diventare il sabato il tempo della vita promessa, il Sabato del Vil­laggio, il sabato sera con la febbre, per far­lo diventare il momento magico, il più gu­stoso,
 il momento di «allora, dai che si fa stasera» detto con profumo appena sbat­tuto sulla rasatura o assestando una piega della gonna davanti allo specchio, ecco, per cambiare segno al sabato, Gesù ci sia dovuto scomparire dentro, sotto. Come certi mec­canici di auto che spariscono, che lasciano la sigaretta sul banco degli attrezzi e si sdraiano sotto. Per lavorarlo, per modifica­re il motore del tempo. Il sabato, da quel sabato, è cam­biato. Continua a leggere…

La novità ci fa paura


berg7La novità spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che Dio ci chiede. Siamo come gli Apostoli del Vangelo: spesso preferiamo tenere le nostre sicurezze, fermarci ad una tomba, al pensiero verso un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i grandi personaggi del passato. Abbiamo paura delle sorprese di Dio. Cari fratelli e sorelle, nella nostra vita abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Il Signore è così. Fratelli e sorelle, non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella nostra vita! Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela. Non chiudiamoci in noi stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non possa perdonare se ci apriamo a Lui.

Don Lorenzo Milani restituito ai cattolici


Donmilani3In un’intervista rilasciata a Toscana Oggi, in occasione della Pasqua e della Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il Cardinale Giuseppe Betori ha rivelato che la Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede, dopo aver esaminato il dossier da lui stesso inviato al Papa sul libro “Esperienze pastorali” di don Lorenzo Milani, ha risposto “che non c’è stato mai nessun decreto di condanna contro esperienze pastorali né tanto meno contro don Lorenzo Milani. Ci fu soltanto una comunicazione data dalla Congregazione all’allora Arcivescovo di Firenze nella quale si suggeriva di ritirare dal commercio il libro e di non ristamparlo o tradurlo.

Continua a leggere qui http://www.newscattoliche.it/papa-al-card-betori-riabilito-don-lorenzo-milani/

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