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La classe dirigente blocca l’Italia

La denuncia nel Rapporto dell’Eurispes: un Paese vittima e complice di una democrazia bloccata. Dove una parte della società non vuole rinunciare ai privilegi conquistati.

27/01/2012 da Famiglia Cristiana la-classe-dirigente-che-blocca-l-italia_270112101841.aspx?utm_source=facebook&utm_medium=fanpage+fc&utm_campaign=fanpage+fc

 C’è un’Italia bloccata, ostaggio di una “classe dirigente generale” separata dal resto della società, articolata sul modello feudale, che non vuole rinunciare ai privilegi conquistati. Lo denuncia l’Eurispes nel 24° Rapporto Italia. Ma per Gian Maria Fara, presidente dell’istituto di ricerca, i mali italiani non sono imputabili soltanto alla “casta”. Infatti la società italiana coltiva con la classe dirigente una certa dose di complicità, in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici. La presenza di questa società al tempo stesso vittima e complice è evidenziata, secondo Fara, dall’esistenza di tre Pil: quello ufficiale, quello sommerso e uno criminale. L’Italia può uscire dalla crisi solo rompendo questa complicità, attraverso la riscoperta dei doveri e delle responsabilità.

Nelle oltre 1.000 pagine del Rapporto i dati interessanti sulla società italiana sono moltissimi. L’istituzione che raccoglie più consensi (pur con un calo rispetto allo scorso anno) resta il Presidente della Repubblica. Nonostante la presenza del premier Monti, la fiducia nel Governo resta bassa mentre torna a crescere il consenso per la Chiesa cattolica (47,3 per cento).  Gli italiani, nel complesso, sentono di stare peggio dal punto di vista economico rispetto allo scorso anno. Il 67 per cento pensa che la situazione sia peggiorata, solo il 6,1 per cento si aspetta un miglioramento, il 56,6 pronostica un peggioramento. Quasi la metà delle famiglie italiane (48,5 per cento) è costretta a usare i risparmi per arrivare a fine mese. Oltre il 70 per cento riferisce di non riuscire a risparmiare, un quarto ha difficoltà a pagare la rata del mutuo e quasi un quinto ha lo stesso problema con il canone di affitto. Nel 2011 oltre i tre quarti degli italiani hanno avvertito una perdita del loro potere di acquisto. Da qui una contrazione dei consumi. Le famiglie tagliano le spese per i regali, per i viaggi e per le vacanze, per i pasti fuori casa, per il tempo libero. Quando si acquista si privilegia il made in Italy (77,6 per cento dei consumatori). Nonostante le molte difficoltà, alla domanda “per lei vivere in Italia è una fortuna o una sfortuna?” il 72,4 per cento non ha dubbi: vivere in Italia è una fortuna.

Roberto Zichitella

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Se cerchi un esempio…

San Tommaso D’Aquino, il nostro grande conterraneo di cui si celebra oggi, 28 gennaio, la memoria, ci indica dove trovare l’esempio migliore per le diverse situazioni della nostra vita

Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio nell’agire.
Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione di Cristo che troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.
Ma non minore è l’utilità che ci viene dal suo esempio. La passione di Cristo infatti è sufficiente per orientare tutta la nostra vita.
Chiunque vuol vivere in perfezione non faccia altro che disprezzare quello che Cristo disprezzò sulla croce, e desiderare quello che egli desiderò. Nessun esempio di virtù infatti è assente dalla croce.
Se cerchi un esempio di carità, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.
Se cerchi un esempio di pazienza, ne trovi uno quanto mai eccellente sulla croce. La pazienza infatti si giudica grande in due circostanze: o quando uno sopporta pazientemente grandi avversità, o quando si sostengono avversità che si potrebbero evitare, ma non si evitano.
Ora Cristo ci ha dato sulla croce l’esempio dell’una e dell’altra cosa. Infatti «quando soffriva non minacciava» (1 Pt 2, 23) e come un agnello fu condotto alla morte e non apri la sua bocca (cfr. At 8, 32). Grande è dunque la pazienza di Cristo sulla croce: «Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia» (Eb 12, 2).
Se cerchi un esempio di umiltà, guarda il crocifisso: Dio, infatti, volle essere giudicato sotto Ponzio Pilato e morire.
Se cerchi un esempio di obbedienza, segui colui che si fece obbediente al Padre fino alla morte: «Come per la disobbedienza di uno solo, cioè di Adamo, tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti» (Rm 5, 19).
Se cerchi un esempio di disprezzo delle cose terrene, segui colui che è il Re dei re e il Signore dei signori, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3). Egli è nudo sulla croce, schernito, sputacchiato, percosso, coronato di spine, abbeverato con aceto e fiele.
Non legare dunque il tuo cuore alle vesti ed alle ricchezze, perché «si sono divise tra loro le mie vesti» (Gv 19, 24); non agli onori, perché ho provato gli oltraggi e le battiture (cfr. Is 53, 4); non alle dignità, perché intrecciata una corona di spine, la misero sul mio capo (cfr. Mc 15, 17); non ai piaceri, perché «quando avevo sete, mi han dato da bere aceto» (Sal 68, 22).

Dalle «Conferenze» di san Tommaso d’Aquino, sacerdote
(Conf. 6 sopra il «Credo in Deum»)

Giornata della Memoria, la Madonna Sistina

vi consiglio la lettura del racconto “La Madonna Sistina” di Vasilij Grossman (autore di Vita e destino) contenuto nel libro Il bene sia con voi!

Ne ho trovato una traduzione in questa pagina web per capire cosa la parola può fare per aiutarci a “ricordare”.

“Continuiamo a credere che vita e libertà siano una cosa sola, e che non ci sia nulla di più sublime di ciò che è umano nell’uomo.

Che vivrà in eterno, e vincerà”

Giornata della Memoria 2012. la memoria non è il ricordo…

«La memoria non è il ricordo. La memoria è quel filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro». Lo ha detto di recente Piero Terracina uno degli ultimi testimoni di Auschwitz ancora in vita. Sono parole dense che faccio mie e alludono a questioni che in Italia ci riguardano direttamente. Vorrei proporne tre:
1) abbiamo aperto una riflessione storica e critica sul passato oltre la commemorazione?
2) Abbiamo un calendario civile che esprima quell’idea di memoria?
3) Quella memoria ha un rapporto con la nostra quotidianità?

qui su Il sole 24h  come-memoria-174500.shtml?uuid=Aa5gW4hE

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Diritti alla pace, con le borracce dell’Acr

““Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.”

Proprio accogliendo l’esortazione del Papa:
Sabato 28 gennaio l’ACR di Ceccano invita tutti alla
Celebrazione per la Pace
che si terrà alle ore 15:30 presso la chiesa di S. Giovanni Battista!
«Educare i giovani alla giustizia e alla pace»

Accogliendo il messaggio del Papa di educare le nuove generazioni alla pace, alla giustizia, alla legalità l’ACR sceglie come slogan per il Mese della Pace 2012 “Diritti alla Pace”.

 
In particolare, quest’anno la generosità e l’amore per la pace degli acierrini, delle famiglie e dell’Ac tutta aiuterà i ragazzi boliviani che cercano di uscire dal crimine e coloro che ne sostengono i sogni e le speranze.
Lo slogan del Mese della Pace 2012 racconta in modo inequivocabile quale sia l’unica via per arrivare alla Pace. La via maestra che conduce “diritti” alla meta, proprio come un sentiero di montagna sterrato tra i boschi, è quella dei diritti e dell’uguaglianza.
I concetti di giustizia e di legalità rivestono un ruolo da protagonisti all’interno del Mese della Pace, come linguaggio e veicolo di libertà.
I diritti rappresentano la forma più alta e completa per esprimere pienamente la propria libertà, ma da soli non bastano, è necessario che qualcosa o qualcuno regoli l’incontro e lo scontro dei diritti di ciascuno (bambini, uomini, donne, anziani, genitori, figli, credenti, non credenti ecc.) e dia loro un’unica direzione, quella della convivenza fraterna, quella della Pace.
Il gadget che accompagnerà e sosterrà l’iniziativa di Pace 2012 è una borraccia, strumento essenziale per una lunga e faticosa passeggiata in montagna.
La borraccia rappresenta la possibilità di fermarsi e rifocillarsi, senza arrendersi, con l’unico scopo di ripartire. Inoltre può essere anche un segno profondo di amicizia e condivisione.
 
Ciascuno acquistando una borraccia (5 Euro) potrà sostenere il progetto volto a  supportare (attraverso la costruzione di una biblioteca, di uno spazio di animazione e di un asilo-nido) minori ed adolescenti di sesso femminile, in età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in situazione di detenzione. Tale intervento, realizzato nella località di El Alto in Bolivia, si inserisce all’interno del centro pilota Qalauma (inaugurato il
22 febbraio 2011), un centro di accoglienza specifico per minori ed adolescenti in area penale.
 
Approfondimenti circa l’iniziativa

Sciame sismico in Emilia, cosa fare in caso di terremoto?

Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’appennino emiliano, «ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti». Lo dice il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba, commentando la scossa di magnitudo 5.4 di oggi nel parmense.

«È stato un terremoto particolarmente profondo – spiega il sismologo – molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri (questo è localizzato a oltre 60 chilometri di profondità, ndr), e questo ha sicuramente attutito l’effetto. Ricordiamo che all’Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri. La magnitudo è elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona – ribadisce il sismologo dell’Ingv – è possibile che ce ne siano altre».

Qui le istruzioni da seguire in caso di terremoto view_cosa_fare_sismico.wp?contentId=APP15010

e qui view_cosa_fare_sismico.wp?contentId=APP26349

Ma il piano di emergenza di Ceccano?

Incanto di pace, il Coro del Liceo a Supino

Giornata Memoria 2012, vite non degne di essere vissute

Il professor Massimo Parente, docente di storia e filosofia al Liceo di Ceccano, suggerisce questo video di Marco Paolini

Giornata della memoria 2012, il contributo dell’Azione Cattolica

27 gennaio 2012 1 commento

Nei giorni in cui facciamo memoria della Shoah e di tutti gli stermini dovuti a motivi etnici e razziali, l’Ac ripropone un testo storico di Primo Levi e una riflessione di Gianni Di Santo sulla musica che nasce dal cuore di chi ha sofferto

Dall’Appendice di “Se questo è un uomo”, Primo Levi, Einaudi, edizione novembre 1976

“Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi, non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare. Mi spiego: ‘comprendere’ un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l’autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui. Ora, nessun uomo normale potrà mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri. Questo ci sgomenta, ed insieme ci porta sollievo: perché forse è desiderabile che le loro parole (ed anche, purtroppo, le loro opere) non ci riescano più comprensibili. Sono parole ed opere non umane, anzi, contro-umane, senza precedenti storici, a stento paragonabili alle vicende più crudeli della lotta biologica per l’esistenza. A questa lotta può essere ricondotta la guerra: ma Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne è un episodio, non ne è una forma estrema. La guerra è un terribile fatto di sempre: è deprecabile ma è in noi, ha una sua razionalità, la ‘comprendiamo’.

Ma nell’odio nazista non c’è razionalità: è un odio che non è in noi, è fuori dell’uomo, è un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma è fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.

Per questo, meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi. Erano ‘capi carismatici’, possedevano un segreto potere di seduzione che non procedeva dalla credibilità o dalla giustezza delle cose che dicevano, ma dal modo suggestivo con cui le dicevano, dalla loro eloquenza, dalla loro arte istrionica, forse istintiva, forse pazientemente esercitata e appresa. Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in generale erano aberranti, o sciocche, o crudeli; eppure vennero osannati, e seguiti fino alla loro morte da milioni di fedeli. Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche i diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati, non erano (salve poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque. I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come Hòss comandante di Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent’anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent’anni dopo, massacratori in Vietnam.

Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. Poiché è difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto tutti i profeti; è meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo comode perché si acquistano gratis. È meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.

È chiaro che questa ricetta è troppo semplice per bastare in tutti i casi: un nuovo fascismo, col suo strascico di intolleranza, di sopraffazione e di servitù, può nascere fuori del nostro Paese ed esservi importato, magari in punta di piedi e facendosi chiamare con altri nomi; oppure può scatenarsi dall’interno con una violenza tale da sbaragliare tutti i ripari. Allora i consigli di saggezza non servono più, e bisogna trovare la forza di resistere: anche in questo, la memoria di quanto è avvenuto nel cuore dell’Europa, e non molto tempo addietro, può essere di sostegno e di ammonimento”.

Giornata della Memoria 2012, ad Auschwitz

27 gennaio 2012 1 commento

Giornata della Memoria 2012, memoria, memorie

Sulla Giornata della Memoria, come contributo al dibattito che si svolgerà stamane, 27 gennaio, al Liceo di Ceccano, Antonio Nalli ci offre alcuni spunti di riflessione

 La promulgazione delle leggi razziali, così come l’apertura e l’utilizzo dei campi di concentramento, hanno rappresentato e continueranno a rappresentare una realtà orribile per la storia dell’intera umanità. La domanda che mi pongo, però, è la seguente: quanti oggi avrebbero ricordato la Shoah, se in Italia non fosse mai stata promulgata una Legge che dal 2000, di fatto, ci obbliga a farlo?

Può una legge riuscire a vincolare “sentimentalmente” bambini, giovani, adulti ed anziani a compiere un gesto per lo più morale e “coscienzioso”?
Può una legge obbligarmi, che so, a donare la mimosa ad una donna solo l’8 Marzo o ad andare a fare una visita al cimitero il 2 novembre?
Per quanto mi riguarda la risposta è no. Siamo chiamati giornalmente a non dimenticare, a ricordare e ad impedire che tutto ciò possa ripetersi di nuovo.
Siamo chiamati a ricordare giornalmente insieme alla Shoah:
- Il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini eliminati dal governo turco nel 1915;
- Circa dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione europea e cristiana delle Americhe per un totale di circa 100 milioni di morti;
- i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro (a cui si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa);
- i sei milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa;
- i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti alleati in Italia e Germania;
- i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale;
- le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;
- i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti civili dell’attuale occupazione americana;
- i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento e di sterminio;
- le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone;
- i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70;
- i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In questi Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per il controllo dei ricchi giacimenti minerari;
- le vittime innocenti, i massacri, le torture, le donne al rogo… perpetrati durante il medioevo nel periodo della cosiddetta “Santa Inquisizione”;
- le teste mozzate della Rivoluzione Francese e le stragi in Vandea in nome della “libertà” e dei “diritti umani”;
- le vendette partigiane in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale;
- le vittime delle foibe per mano dei comunisti “titini”;
- le vittime palestinesi;
- le più recenti vittime civili dei bombardamenti americani e della Nato in Bosnia, Iraq e Libia…Lungi da me dal voler innescare una polemica, spero che tutto ciò possa fungere anche da spunto per una serena riflessione nel corso del dibattito che si svolgerà nella mattinata odierna presso il Liceo di Ceccano.

Mediterraneo ed Europa, radici comuni

Lo sforzo che tutta la comunità internazionale e in primis quella europea devono compiere è alto. Esso richiede concreta apertura nelle politiche europee, effettiva elasticità nei rapporti e lungimiranza nella fissazione degli obiettivi di medio e lungo periodo. Si tratta, invero, di sfide rese ancor più difficili alla luce del periodo di grande fatica, sul piano economico e su quello degli assetti istituzionali, che la stessa Unione europea sta attraversando. Tuttavia, l’Europa e i paesi terzi del Mediterraneo hanno radici comuni e, soprattutto, rapporti di interdipendenza legata anche ai processi di sviluppo economico. Per questo vanno riprese serie politiche di sviluppo da implementare sul piano regionale, con la finalità di rilanciare l’integrazione delle economie dei paesi delle diverse sponde in modo più efficace e funzionale rispetto al processo di Barcellona.

Così l’Istituto Bachelet, dell’Azione Cattolica Italiana, sintetizza i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo nel suo dossier annuale che è possibile leggere qui Dossier_2012_01.pdf

Inglese gratis sul web con English Gratis

come sempre ci offre interessanti suggerimenti per imparare. Stavolta tocca all’inglese con l’indicazione di una serie di risorse gratuite sul web

Nel sito English Gratis si trovano risorse di ogni tipo per lo studio e l’apprendimento della lingua inglese: dalla grammatica al dizionario, dalle canzoni ai video didattici estratti da film e da programmi televisivi.
Associato al sito si trova anche un blog per insegnanti di inglese, dove scambiarsi opinioni e strumenti didattici. Vi è anche un’area dove i volontari possono dare il loro contributo allo sviluppo del sito e un multiblog aggiornato in cui trovare risorse e consigli per lo studio dell’inglese. 
Gli esercizi presenti nel sito possono essere anche ascoltati, in modo da avere chiara l’esatta pronuncia delle parole.
Il sito è senza dubbio una risorsa valida per studenti ed insegnanti. Si può apprendere tanto… naturalmente con un nutrito sacchetto di buona volonta! :)
Segnaliamo poi la presenza di tanti classici della letteratura inglese ed americana che vengono letti con il sistema del karaoke, riga per riga, parola per parola…
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Notizie dal Liceo di Ceccano

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Per non dimenticare, 27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2012

Alle 11,54 di venerdì 27 gennaio,  un minuto di silenzio ricorderà a tutti gli allievi del lieco e ai loro insegnanti la memoria della Shoah. Il mesto suono della tromba leverà una preghiera per i milioni di morti della follia totalitaria. 

La Repubblica Italiana conla Legge n. 211 del 20 Luglio 2000 ha istituito la Giornata della Memoria  per invitare tutti i cittadini a ricordare la “Shoah”. Il 27 gennaio del 1945, alle ore 11,54,  le truppe sovietiche entravano nel Lager di Auschwitz,  rivelando al mondo l’orrore di quanto era accaduto. Tutti sono chiamati ad  inchinarsi profondamente, nell’intimo, davanti alla innumerevole schiera di coloro che hanno sofferto e sono stati messi a morte per un meschino desiderio di potenza; ci viene dunque chiesto un atteggiamento di silenzio  ma anche di attiva partecipazione. Il passato, infatti, non è mai soltanto passato. Esso riguarda noi e ci indica quali vie percorrere e quali evitare. Per i Ceccanesi in modo particolare la data assume un ulteriore significato, in quanto proprio il 26 gennaio del 1944, al mattino,la Chiesa di S. Maria a fiume, monumento nazionale e santuario caro alle tradizioni più antiche, fu distrutta da un bombardamento aereo. Le rovine del santuario sono rimaste impresse nella memoria viva degli abitanti di questa città come monito a che non si ripetano più stragi di questo genere.

Per queste ragioni, al Liceo di Ceccano  tutti i docenti, nella loro libertà d’insegnamento, sono stati invitati a dedicare lo spazio che riterranno opportuno ad approfondimenti didattici sulla Giornata della Memoria, affinché ciascuno di noi sia costruttore di pace ad iniziare dalle sue azioni quotidiane e dalle sue relazioni familiari e affettive.

Venerdì 27 gennaio, le classi prime alla I ora di lezione (fino alla fine della II ora),  si recheranno in Aula Magna per assistere alla proiezione (con successivo dibattito) di opere filmiche e lavori multimediali realizzati dagli alunni del liceo. Alla IV ora di lezione (fino alla fine della V ora), poi, le classi quinte si recheranno in Aula Magna per partecipare ad una conferenza/dibattito, cui parteciperanno i docenti di Storia e Filosofia del liceo.

La buona politica, per uscire dalla crisi

siamo entrati “in una fase inedita della vicenda umana” e il capitalismo sfrenato “sembra ormai dare il meglio di sé non nel risolvere i problemi, ma nel crearli, dissolvendo il proprio storico legame con il lavoro, il lavoro stabile, e preferendo ad esso il lavoro-campeggio”. Ecco perché, al di là di ogni ventata antipolitica, la politica deve ritrovare il suo ruolo: essa è “assolutamente necessaria, e deve mettersi in grado di regolare la finanza perché sia a servizio del bene generale e non della speculazione”.

Di fronte alle accorate parole del card. Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale italiana, nella sua prolusione al consiglio permanente, ecco il commento di Franco Miano, professore di filosofia morale e presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana: contro-la-crisi-selvaggia-necessaria-la-buona-politica

Qui il testo integrale della prolusione del cardinale presidente 23 gennaio, Prolusione

Aprire i mercati, tra necessità, dubbi e proteste

L’Azione Cattolica Italiana prende posizione sulle liberalizzazioni del Governo Monti, attraverso alcuni articoli chiarificatori.
Qui lib

Speranza, invece di ingiustizia, odio e disperazione

La presenza di Cristo risorto chiama tutti noi cristiani ad agire insieme nella causa del bene. Uniti in Cristo, siamo chiamati a condividere la sua missione, che è quella di portare la speranza là dove dominano l’ingiustizia, l’odio e la disperazione. Le nostre divisioni rendono meno luminosa la nostra testimonianza a Cristo. Il traguardo della piena unità, che attendiamo in operosa speranza e per la quale con fiducia preghiamo, è una vittoria non secondaria, ma importante per il bene della famiglia umana”.
Di fronte alla cultura di oggi, in cui “l’idea di vittoria è spesso associata ad un successo immediato”, Benedetto XVI ha riproposto l’ottica cristiana, in cui “ la vittoria è un lungo e, agli occhi di noi uomini, non sempre lineare processo di trasformazione e di crescita nel bene”. Essa avviene, ha ricordato, “secondo i tempi di Dio, non i nostri, e richiede da noi profonda fede e paziente perseveranza”. Sebbene il Regno di Dio irrompa definitivamente nella storia con la risurrezione di Gesù, esso – ha proseguito il Papa – “non è ancora pienamente realizzato”:

Questo uno dei passaggi più significativi del discorso con cui Benedetto XVI ha concluso la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nel giorno dedicato alla Conversione di S. Paolo. A questo proposito il papa ha detto: La trasformazione che egli ha sperimentato nella sua esistenza non si limita al piano etico – come conversione dalla immoralità alla moralità –, né al piano intellettuale – come cambiamento del proprio modo di comprendere la realtà –, ma si tratta piuttosto di un radicale rinnovamento del proprio essere, simile per molti aspetti ad una rinascita. Una tale trasformazione trova il suo fondamento nella partecipazione al mistero della Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, e si delinea come un graduale cammino di conformazione a Lui”.
L’esperienza personale di San Paolo gli permette di “attendere con fondata speranza il compimento di questo mistero di trasformazione, che riguarderà – ha aggiunto il Santo Padre – tutti coloro che hanno creduto in Gesù Cristo ed anche tutta l’umanità ed il creato intero

Qui un ampio resoconto portare-la-speranza-lr-dove-dominano-ingiustizia-o

E mail e newsletter cambiano la vita

ContactLab ha realizzato l’European Email Marketing Consumer Report (EMCR), frutto di un’indagine inedita su scala internazionale (Italia, Francia, Regno Unito, Germania Spagna) che ha come oggetto di studio i comportamenti degli utenti nell’utilizzo di email e newsletter.

La prima indagine è stata effettuata nel 2008, per ottenere informazioni precise su questo mercato digitale. Ad oggi, grazie all’esperienza accumulata, è possibile accedere a nuove informazioni, molto utili e preziose per chi opera come dipendente, o consulente, nei settori del marketing e delle vendite in aziende di grandi, piccole o medie dimensioni.

Qui un’analisi dei dati dal sito www.i-dome.com

 

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La svolta

all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». 
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. 

 

Dialogo tra Charles De Foucauld e l’abbé Huvelin

CHARLES: Padre, non si meravigli: io non vengo per la confessione. Non ho la fede. Vorrei solo avere qualche informazione sulla religione cattolica.
ABBE’: Non avete la fede? Volete dire che non avete mai creduto?
CHARLES: Ho creduto, sì, fino a 13 anni fa. Ora non riesco a credere: ci sono tutte le difficoltà dei misteri, dei dogmi, dei miracoli,…
ABBE’: Vi sbagliate, ragazzo mio. Ciò che vi manca per credere è un cuore puro. Inginocchiatevi, confessatevi a Dio e crederete.
CHARLES: Ma io non sono venuto per questo!
ABBE’: Non fa nulla. Inginocchiatevi e dite: “Confesso a Dio Onnipotente…”

 

Siamo troppo educati per chiedere a qualcuno di convertirsi. 
Non ci resta che chiederlo a noi stessi.

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